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BELA ZABOLY (E TOM SIMS): AGGIORNAMENTO

Popeye the Cartoon Man

Bruceozella2 In attesa di poter rispondere in modo degno all'interrogatito di Retronika sulla vera origine dei Ming (Misermites), teniamo d'occhio l'uomo della foto.

Stando a quanto chiarifica il solerte Crepascolo in un suo commento (controllare), sarebbe solo un sosia di Bruce Ozella ed è l'attuale disegnatore dei comic books di Popeye pubblicati dall'etichetta IDW. L'autore dell'illustrazione in bianco e nero posta in apertura e della tavola sotto il jump.

Questo sosia è stato forse vittima di un lapsus freudiano che questo blog ha prontamente (e stupidamente) amplificato.

A parte questo, sulla linea grafica di Ozella avrei qualcosa da obiettare, volendo rompere le scatole a tutti i costi, sull'operazione della ripresa di Braccio di Ferro con le stesse modalità di una settantina di anni fa, come se il medium fumetto non si fosse evoluto per niente dai tempi di Elzie Crisler Segar. Le tavole di Ozella, pregevolissime, addirittura precedono dal punto di vista della grammatica e della sintassi dei comics quelle di almeno cinque decenni fa firmate da Bud Sagendorf. Assenza di zoomate, scarsità di piani americani, mai un primo piano o una vignetta che non sia "arcaicamente" con gli angoli.

Ma non è adesso il momento di criticare il bravissimo Ozella.
La scena di questo post popeyano appartiene ad altri.

POPEYE prima

Il primo agosto 1948 i quotidiani americani muniti di supplementi domenicali pubblicavano questa tavola domenicale, inedita in Italia, scritta da Tom Sims e disegnata dall'ineffabile Bill (Bela) Zaboly (1910-1985), l'artista misconosciuto del quale abbiamo parlato più volte.
"Misconosciuto" non perché sia ignoto, ma perché è stato sottovalutato e poco tradotto, in particolare non da noi.

(Okay, questa che arriva, scorrendo, è la tavola di Ozella).

Ozellapop16

Popeye

Come apprendiamo da un messaggio spedito in rete da Alan Junkins lo scorso novembre:

Bela used to work for me and my studio in Cleveland during the 50's as a art salesman and a friend. I was owner of Alan Junkins Studio in the Caxton building for approx. 10 years. Bela was a great comic strip artist and a good friend. I have a photograph of him in my studio. I think of him often.

POPEYE due-tre
POPEYE 3-4
POPEYE 5-6
POPEYE penultime.
POPEYE ultima

Infine, la tavola con le vignette come apparivano disposte al momento della loro pubblicazione sul supplemento della domenica di quel certo giornale che ospitava la serie.

POPEYE totale

In altri casi le vignette erano disposte in verticale e occupavano l'intera pagina. Ecco un esempio del dicembre 1951, dove la serie del mangiaspinaci torna ad essere Thimble Theatre con l'aggiunta di Starring Popeye.

Thimbledecem11951

Schizzi Zaboly

Con un po' di lavoro ho realizzato un piccolo estratto dal volume del 2004 di Fred Grandinetti Popeye in Print relativamente a quanto si sa del poco considerato Zaboly.

Popeye

Zaboly da Fred Grand.

LINK ALL'AROMA DI SPINACIO

CASTOR OYL E IL DISEGNATORE DI FUMETTI

POLDO SBAFINI COME CIPPUTI

SU "L'AUDACE BONELLI" J. WELLINGTON WIMPY SI CHIAMA "GIGIONE"

SEGAR NASCE E MUORE

IL POPEYE DI BELA ZABOLY (E IL BRACCIO DI ERTO DI MARCO TONUS)

SCHIFFIO SCHIFFI E IL TEATRO DEI BEI TIPI

BILL BLACKBEARD, GASOLINE ALLEY E LA COLLEZIONE DI CHRIS WARE

Commenti

Per me il nuovo disegnatore di Braccio di Ferro è bravo assai.

Dobbiamo anche pensare che gli appassionati di Braccio poco apprezzano le modernizzazioni (me compreso). Adoro questa interpretazione "primitiva" e spero tantissimo in una pubblicazione italiana. Darei, invece, il rene di qualcuno per una cronologica italiana di Sagendorf . Spolverando la mia collezione Bianconi ho trovato alcuni albi "All Bud" e non me lo sarei mai aspettato, ho iniziato a collezionare gli Albi Vita (anche se "lucidati" , termine che ho imparato da Sandro Dossi ed Andrea Leggeri su Facebook), ho i due Albi Corno e qualche Linus ma soffro senza poter aver in libreria qualcosa di bello, cronologico e preferibilmente economico e completo. La grande Dinastia dei Paperi e gli anni d'oro di Topolino fanno bella mostra di se. Nello scaffale sotto c'è proprio lo spazio per il "Il grande Popeye" che spero di una cinquantina di volumi. Avevo buttato anche un idea che ha assunto molti "mi piace" su faccialibro , un grandi classici bianconi formato disney prima seria (eleganti ed eterni) di 250 pagine mensili con il meglio della produzione umoristica italiana a 5-6 euro mensili. I have a dream.

Proprio gli albi dell'editore Vita vanno ricercati, perché sono il punto di partenza per la gestione Bianconi.
Talvolta compare a commentare in rete, anche questo blog, il disegnatore e factotum che se ne occupo', Massimo Liorni.
Ho scritto da tempo un lungo excursus su Braccio di Ferro in Italia, oltre alla storia delle altre testate Bianconi e non, mna chissà quando troverò il tempo di mettere a punto il tutto e pubblicarlo.
Come ho scritto da qualche altra parte, Frank (Francesco Privitera) mi ha fatto dono di un "Bracciodiferro" (tuttattaccato) quasi tascabile, con quattro strisce per pagina, che è l'anello mancante fra gli albi anteguerra e l'esperienza Vita-Liorni.
Pubblicava tavole da comic book di Sagendorf NON lucidate, parzialmente in bianco e nero.

Se non erro Eta Beta (o comunque il gruppo di Jones Boys) aveva scritto una cronologia delle apparizioni italiane di Popeye, forse anche di quello sagendorfiano.
Provo a contattare lui e gli altri Boys.


A più tardi!


si conosco il sito dei Jones Boys.
Grazie!

Post pregevole, ma segnalo un errore ( freudiano ? ) : la foto non ritrae Bruce Ozella, ma Sam Neill sul set di un film di Tim Burton in cui si ipotizza che Easy Rider è la storia di Popeye sotto acido. Il personaggio di Peter Fonda, del resto, si chiama Capitan America, un'altra versione, nelle intenzioni di Simon e Kirby, del mito dell'Uomo Schietto del 19mo secolo che si contrappone ad alcune follie del 20mo ( la cover del primo numero delle avventure dello Scudiero vede l'alter-ego di Steve Rogers prendere a pugni Hitler, citaz dei tanti marcantoni barbuti messi al tappeto dal marinaio guercio ). Un cortocircuito tra i due media coevi. Seagar aveva ripreso diverse pellicole di Chaplin come operatore. Il suo primo tentativo di fumetto era una cosa su Charlot. Oggi il papà di Ed Mani di Forbice ipotizza che l'avvocato flippato di Jack Nicholson - con la sua denuncia di un mondo che non può permettere allo " alieno " di gironzolare libero come un gazzello - sia un Braccio di Ferro che perde il braccio di ferro con la modernità ( nel film lo corchiano di mazzate ) solo perchè rinuncia alla bicicletta come Butch Cassidy e vorrebbe viaggiare solo in moto, nel crepuscolo.
L'ipotesi burtonica prevede che sia stato Easy Rider ad ispirare la deriva da teatro digitale del popolare Wolverine della Casa delle Idee Prese in Prestito : il suo mantra " io sono il migliore in quello che faccio e quello che faccio non è piacevole " come " versione 2.0 del classico " io sono quel che sono , ecco quello che sono ", il suo chiamarsi Il Guercio quando a spasso per Madripoor, una Spinaciuga filtrata dalle ansie di un mondo in cui si avverano le istanze cyberpunk.
Spero che il film sia un blockbuster - quello di Altman di parecchi anni fa fu un flop - e che Tim trovi i fondi per la prossima pellicola in cui tende una corda tra la Krazy Kat di Coconino e la ladra felina di Gotham City. Sperem...

Belli i disegni di Ozella (un pò torvi Olivia ed il marinaio ma ...), e possono contare su una colorazione migliore di quella che toccava al bravo Zaboly (comunque all'epoca in fatto di colorazioni si vedeva anche di peggio, ricordo una -pessima- storia di Blue Beetle completamente rovinata dai colori di molto fuori contorno, ma questi erano albi, non tavole "syndacate"). Speriamo che in Italia non arrivino al solito in bianco e nero, comunque, anche così sarebbe già un risultato, rispetto ai decenni di storie rimaste inedite o introvabili. Per dire, della versione coi testi di Ralph Stein in italiano ho visto soltanto 1-striscia-1 all'interno di un libro di Bud Sagendorf, non so se ne esistano altre edizioni ...
Ed all'interno della storia ritroviamo pure Dante Bertolio, em, Castor Oyl, e la Strega del Mare nella versione non Bachechescamente (o Baghechescamente) recente, tutte le caratterizzazioni sono segariane :-) Però se ridesse i pantaloncini a Pisellino non sarebbe male.
In attesa dell'edizione italiana, il n.1 originale me lo prendo sicuramente.
Saluti.
G.Moeri

Salute.
La notte trovo sempre commenti interessanti per il web e anche questa volta non ne sono mancati.
Confesso di non esser così colto come alcuni dei lettori di questo blog. Per esempio, non so cosa sia Blue Beatle anche se spendo un sacco di soldi anche in compramenti di comic-books americani originali. Ma tutti abbastanza recenti. Avevo visto il Popeyone della Planeta in libreria ma non ho avuto cuore di prenderlo. Ho scazzato perché poi non l'ho più trovato.
Infine, però, col senno di poi ho anche fatto bene, pensavo.
Se non hanno completato in Italia la serie, mi sarebbe rimasta monca.
A proposito, voi che sapete tutto, qualcuno riprenderà Popeye per stamparlo di nuovo anche da noi?
Non mi riferisco alle storie italiane, ma solo a quelle USA sia di Segare e dei quotidiani, sia quelle di comic books.
Che anni fa apparivano sul "Giornalino". Quella fu la mia iniziazione a l Popeye americano.

Arricchitore arricchiscimi, che cos’è il Giornalino?
Ciao a tutti, grandi acari palestrati!
"I'm Popeye the sailor man
I've never stepped foot on the land....
Mooolto più bugiardo di Cristoforo Colombo...
non sorprendetevi, se bordeggerò la grande muraglia
in chopper illustrando i massi con promesse da marinaio.”
Born to be wilde nel 1919 da padre operatore cinematografico
(forse tiroideo) non ricordo se salpai, poco prima della grande crisi,
per condire Spinaciuga con il Castor Oil* o viceversa,
ma ricordo che fu quattro anni dopo la nascita di Mishima.
*Ne elargirono a botti le camicie nere, ferventi all’ideuzza
di D’Annunzio, ora ci hanno le benzodiazepine....
Orbo! Come Red Pollard, (quello no-easy rider, eh!)
herido y hermoso, pugile e fantino di Seabiscuit.
Eddai che perfino un qualsiasi cracker saiwa molliciato in spiaggia
salterebbe in cima all’ombrellone per vedere la corsa!
Hold on, blu blu brother, hold on!”

Con l’occhio sporgente buono,
Popye non guardò mai nemmeno tradurre in “Braccio di Ferro”
-così alla mollicola di cane- le sue due ancore,
(quelle due cicatrici di tecnologie tradizionali)
apposte su krevi e lì tatuate, una per braccio.
Quindi, figuratevi se si accorge che continuano
a disegnarlo ancora.....
E’ irascibile ma se fosse stato perfido avrebbe sputato una pipa di uranio
sul Paquod già 1 anno prima della venuta al mondo
della Ford Victoria e cinquanta prima della nascita
di Keiko Suenobo.
Mangiando vermi e sputando germi, sa benissimo cavarsela
anche con gli spinaci transgenici.
Ehi Ehi Ehi! Chi ha rubato le crostate?
Ciaoaddio, grande Pop, un ippocampo per te!

Alcune delle storie di Popeye sul Giornalino erano di Bud Sagendorf, altre erano piu' recenti. Dato il loro formato, suppongo che fossero in origine dei comic book, non delle strisce quotidiane.
Dal punto di vista grafico Bela Zaboly fu un notevole miglioramento rispeto agli informi Doc Winner e Joe Musial: una mano sicura, personale (il suo Popeye e' piu' rotondo di quello di Segar) e non e' ancora cosi' pesantemente caricaturale come Bud Sagendorf.

Ho letto stamani due interventi di Big Dick... Sarà un intellettuale, ma non capisco un bigdick!

Ciao Micia: non c'è niente da capire.
Sei solo un po' dislessica.
Non è grave.
Prova a cambiare croccantini.


Insomma, Luca, Jones boys, Frank, chicchessia, pubblciate un elenco integrale di tutte le storie USA con le loro varie pubblicazioni italiane, che qui non si capisce più niente ;-)

e poi via con un parallelo dell'inducks dedicato al Popeye italico Bianconi-Metro ecc.

augh, ho detto!

Ma le edizioni san paolo hanno ancora i diritti sullo stampato di Sagendorf e Wildman?
Il popeye che pubblicavano sul giornalino non potrebbero ristamparlo in un bel volumone?

Bella idea!

Io non credo, il Giornalino pubblica tutt'altro, non hanno nemmeno più i diritti della Warner Bros o di Tom and Jerry. Sul "G Baby", intendo.
Ciao

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