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E ORA COSA FARA' GLEN KEANE?

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Gli appassionati di disegni animati, e animazione in genere, se lo stanno chiedendo da qualche decina di ore e si stanno scatenando con i loro cinguettii su Twitter, ora bramosi di saperne di più, ora semplicemente abbacchiati per la fine (a loro dire) di un'era.

Personalmente, per quel che può valere, non sarei affatto apocalittico. E' storia nota che molti animatori e registi siano tornati a distanza di tempo nella Mouse Factory, constatando, magari, che nel frattempo l'arte dell'animazione che vi sviluppava aveva subìto una positiva evoluzione.

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Proprio così, non si finisce di postare una notizia su un capitolo creativo della Disney, che un'altra preme possentemente alle sue spalle.
Il Maestro Glen Keane ha lasciato la Disney ieri, o meglio nella giornata del 23 marzo, quando ha consegnato alla dirigenza la seguente lettera di dimissioni, pubblicata qualche ora fa in anteprima da Cartoon Brew, grazie alla solerzia e ai contatti di Amid Amidi:

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March 23, 2012

Dear Colleagues and Friends of the Walt Disney Animation Studio,

After long and thoughtful consideration, I have decided to leave Disney Animation.

I am convinced that animation really is the ultimate art form of our time with endless new territories to explore. I can’t resist it’s siren call to step out and discover them.

Disney has been my artistic home since September 9,1974.

I owe so much to those great animators who mentored me — Eric Larson, Frank Thomas and Ollie Johnston — as well as to the many other wonderful people at Disney whom I have been fortunate to work with in the past nearly 38 years.

Over these four decades I have seen so many changes, but the one thing that remains the same is that we all do this because we love it.

I am humbled and deeply honored to have worked side by side so many artists, producers and directors during my career here at Disney, and I am tremendously proud of the films which together we have created. I will deeply miss working with you.

With my most sincere and heartfelt good wishes for your and Disney’s continued artistic growth and success,

Glen


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Glen keane aveva prestato servizio presso gli studi di animazione di Walt per ben 37 anni, assunto colà otto (anni) dopo la scomparsa del fondatore.

Amid Amidi ha cercato di raffrontare la durata della carriera di Keane in Disney con quella di altri animatori importanti, ottenendo la seguente lista.

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In questo post, alcuni disegni (schizzi) a carboncino o acquerelli veloci di Keane in vendita in questo momento presso la galleria specializzata in forme di arte contemporanea come animazione, illustrazione e fumetti Arludik di Parigi.
I prezzi sono salatucci, ma tutto sommato nemmeno troppo. Quello che stupisce è la quantità di disegni dei quali l'artista si sta sbarazzando.

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Commenti

Avevo scritto un commento ma non è apparso pubblicato.
Non credo sia censura, credo che questa baracca funzioni di schifo.
Dicevo semplicemente che vorrei saper disegnare con Glen a carboncino. Le sue ragazze sono attraenti quasi quanto quelle di Fred Moore.

Fantastica la lista con i tempi di impiego dei Maestri.
Non ci si crede che dei grandissimio come Bill Tytla (Gambadilegno, Stromboli, il Chernobog di Fantasia) suia rimasto con Disney solo 9 anni e lo stesso Art Babbitt, il creatore del Pippo definitivo e l'animatore dei funghetti di Fantasia che danzavano sulle note dello Schiaccianoci di Tciakowsky...


Una domanda Disney che c'entra poco.
Rivedremo presto da qualche parte qualche capolavoro di Bottaro? Sui Grandi Classici si sente la sua mancanza negli ultimi mesi.

Art Babbitt fu uno dei "capi sindacali" durante lo sciopero agli studi Disney nel 1941...mi sembra fu licenziato, poi riassunto mai poi se ne andò lui poco dopo

Per la Disney è una grave perdita quella di Glen Keane. Qualcuno sa quali saranno i suoi progetti d'ora in poi?

Ciao, Claudio...

Art Babbitt rilasciò una lunga intervista su questo tema, nel 1979, o nell'80 (o nell'81). all'amico Klaus Strzyz, che me la girò per pubblicarla in anteprimma, leggermente tagliata benché comunque occupasse un sacco di pagine, per l'ultimo (last and least) numero de "L'Urlo". Quello che uscì con una copertina fatta da me che ritraevo Carl Barks.

Era la prima volta al mondo che si trattava questo tema. Klaus l'aveva trascritta dalla cassetta in tedesco e me la feci tradurre da una professoressa di tedesco (la mia amica Betty Magni) per poi editarla.


Poi, successe un "incidente" con Art Babbitt quando dall'italiano fu ulteriormente tradotta in francese su "Banc-Titre", quando la girai, su richiesta, a Thierry Steff. All'epoca collaboravo anche a questa rivista francese specializzata in animazione.
Ma a quanto pare la traduzione era in parte infedele e quando Babbitt se la fece ulteriormente ritradurre dal francese in inglese, trovò che alcuni dettagli erano mutati.
Era stato il processo di una sorta di telefono senza fili. Così si arrabbiò con noi, scrisse una letteraccia a Klaus.
Ma la versione italiana è corretta, chi volesse rrileggerla... dovrebbe procurarsi quel fascicolo, uscito trent'anni fa.
Potrebbe magari essere ristampata, integrandola con le (poche) parti mancanti, se riusciamo a recuperarle.

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