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ECCO IL PRIX DU PATRIMOINE PER CARL BARKS!

Prix Glénat 2012

Con questa immagine promozionale l'editore Glénat pubblicizza il prestigioso riconoscimento ricevuto al Salone Internazionale della Bedé di Angoulême.

Il gatto-premio, simbolo da qualche anno della manifestazione, troneggia sui primo cinque volumi di Dynastie Donald Duck, corrispondenti ai primi dieci italiani de La Grande Dinastia dei Paperi.

I primi cinque sono quelli già disponibili per l'acquisto (il primo è stato ristampato a da qualche mese dopo l'esaurimento a tempo di record della prima tiratura, che ha lasciato un po' tutti di sorpresa, a testimoniare quanto si ancora forte il desiderio di possedere e rileggere le stoprie dell'Uomo dei Paperi).

Non se ne parla nel video sopra, che sintetizza alcuni momenti della premiazione del Le 39simo Festival International de la Bande Desinée d'Angoulême con la consegna del Grand Prix 2012 a Jean-Claude Denis, le cui opere più recenti sono (e saranno?) pubblicate in Italia da Coconino e il riconoscente e caloroso applauso rivolto dalla platea a Fred, cretore conosciuto (da noi amanti del fumetto francofono) a una vecchia edizione di Expocartoon, che gli aveva dedicato una deliziosa mostra scenografica alla fiera di Roma, complice l'amico di sempre Claude Moliterni.

Per la cronaca, alcune opere di Fred, a cominciare dalle storie del suo stralunato e poetico personaggio Filemone erano pubblicate nei primi Settanta dallo stesso editore che deteneva i diritti dei fumetti (e dei libri) Disney: Arnoldo Mondadori.

Nel filmato sopra, la parola passa ad alcuni collezionisti francesi visitatori del Salone. Si parla di volumi, statuette e gadget e tavole originali, con i loro (bei) valori.

Calvo

La Bete -Calvo

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Tra le opere oggetto di collezionismo ne spicca anche una molto disneyana nello stile, della quale i francesi vanno orgogliosi: la parbola senza balloons, ma raccontatata con il solo testo narrante, realizzata da Edmond-François Calvo per descrivere gli orrori della II Guerra mondiale.

Uscita nel 1944, con la guerra in corso, s'intitola La Bête est morte e raffigura i tedeschi sotto le spoglie di lupi.
Mai tradotta in italiano.

Acquerello

In quegli stessi anni, o giù di lì, Barks dipingeva, tipo ad acquerello, prima di iniziare a studiare la tecnica dell'olio grazie alla moglie Garé, o scriveva e disegnava anche fumetti non disneyani, come quelli che sono stati recentemente raccolti in un sontuoso volume dalla casa editrice Egmont di Copenhagen.

Eccone un esempio, con l'asinello Benny Burro.

Bruno2

Bruno1

Barney_originals

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Tornando alla collana di Glénat, ecco i primi cinque volumi, seguiti da una presentazione-teaser rivolta agli acquirenti.

Libri esposti Glénat

Testo Glénat

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Commenti

Bello!
Si puo' aggiungere che anche in Grecia sta andando bene questa iniziativa?

Belle le storie dell'orso e dell'asinello! Ma in Italia non è uscito niente in merito?

Passandoo anche per questo blog ricordo che anni fa se ne parlò, ma adesso non ritrovo il filo.
Qualcuno mi aiuta? Dell'Orso era uscito qualcosa sullo "scrocco"... Dico bene?

Un'altra domanda: questa collana, deduco dalla citazione di Andrea Cara, è in via di pubblicazione anche in Grecia?
Ciao e grazie.

Oggi a Bologna nevica, siamo in casa, cosa c'è di meglio che un giro al computer?
Evviva per Carl Barks! Mi sembra una bellissima idea, questa! Diffondere all'estero le belle storie di Zio Carl.
Oddio, anche noi italiani abitiamo all'estero rispetto a quella che fu la casa di Carl e la società paperopolese da lui descritta. Ma noi italiani la sentiamo un po' anche casa nostra, forse perché tanti artisti di casa nostra, come il mio concittadino Francesco Guerrini, o come Donald Soffritti, abbiamo una grossa sintonia con Paperi e Topi. Guerrini e Soffritti ne hanno proseguito le storie, oltre a migliaia di altri fumettisti, bravi o meno bravi.

L'orso si chiamava Pappalardo in italiano e forse l'articolo che cerca Vittorio è questo:
http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2008/02/mastro-scrocco.html

Non dimentichiamoci del "Carl Barks Big Book of Barney Bear"!
http://boingboing.net/2011/11/29/anthology-of-forgotten-carl-ba.html

Nel link con una storia.

L'ho preso e non mi ha deluso. Neanche la colorazione, come qualcuno ha detto da qualche parte.

Ciao, sul premiato (grand Prix) di Angouleme vi segnalo questo passaggio da un commento di Roberto Recchioni, che mi ha fatto ghignare molto:

http://prontoallaresa.blogspot.com/
Le parole espresse da Denis in conferenza stampa non hanno fatto altro che rimarcare ulteriormente questa sensazione visto che il neo-presidente di Angouleme ha detto che BD naviga in un mare in tempesta a causa di una crisi tanto economica, (generale) quanto creativa (specifica del fumetto francese) e che sarà suo dovere portare la nave in porto.


Rimanendo sulla barca, ha poi aggiunto.
Tenendo conto che il grande rivale per il premio era l'italiano Mattotti, il riferimento a Schettino è parso ben poco gentile.

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