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LA CRISI DELL'ANIMAZIONE ITALIANA: PARLA MARCO GIOLO

Ilaria_per_marcogiolo

Marco Giolo

Il regista e animatore Marco Giolo, che ha scritto un breve intervento nei commenti del dibattito sui temi di questo post, merita una maggiore visibilità, anche per sottoporre all'attenzione più generale i video che ci ha indicato.

Grazie, Marco; a te la parola.

Sono diversi anni che non perdo occasione di mettere sotto i riflettori che la Rai & Co. sperperano i fondi pubblici appaltando milioni di euro a studi "italiani" che poi girano i progetti agli studi di animazione coreani/cinesi, togliendo lavoro agli artisti italiani. L'ultima volta che ho fatto l'errore di andare alla LuxVide a spiegare che noi facciamo tutto al 100% in Italia mi hanno risposto «impossibile, non ti credo» e ho perso l'opportunità di tornarmene a casa con del lavoro...

In ogni intervista che mi fanno o articolo che mi scrivono spiego sempre che un ente pubblico dovrebbe accertarsi che i fondi pubblici dovrebbero essere utilizzati solo ed esclusivamente per pagare il lavoro di artisti italiani, e non di poveracci senza diritti che lavorano per "una ciotola di riso".

Vedi:

Avanti!26-03-11

Insegno in una scuola di animazione e mi chiedi dove andranno a lavorare i miei alunni che adesso fanno il part-time per pagarsi la retta?

Commenti

Ero già al corrente della problematica... Credo che in Francia la situazione sia molto diversa e che là ci tengano a far crescere una scuola di animatori locali per i propri progetti, anche con leggi specifiche che evitino la "fuoriuscita" di lavoro all'estero.

io non sono un esperto di cartoons ma ho gli occhi e ti dico:
caro marco non ti producono il tuo come nessuno mi disegna il mio però la rai tira fuori dei soldi per fare un cartoon sui burattini vecchi di 2-300 anni e non l'affidano a cartoonisti giovani ma al più vecchio d'italia..w il progresso e il futuro della gerontocrazia

Ne approfitto per fare gli auguri a tutti, ma non solo, i frequentatori del blog augurandoci che l'anno prossimo ci riservi delle sorprese.

Belle, ovviamente.
Ad maiora!

grazie io invece approfitto pper mettere la poesiola di 2 anni fa dedicata e ispirata dal geronte che ho tirato in mezzo alla questione

macchinette


come tante macchinette
questi arzilli 70enni
se ne stanno a lavorare
e la domenica a pensare
a quel che dovrann fare
un tempo c'era la pensione
il tempo del riposo
il tributo dei più giovani
lasciando spazio ai giovani
sarà questa generazione
figlia della televisione
cresciuta in mondovisione
a distruggere l'italia
ora senza tele mike
a intrattener le casalinghe
sono sempre più agitate
e i mariti sconcertati
se ne andranno a lavorare
anche il giorno di natale


vuole dire che il problema (più importante per noi non è trovare una ragazza ogni seeeera) del nostro paese è da ricercarsi unicamente all'interno della famiglia in cui, faccio un esempio, magari il marito non ne può più della moglie o viceversa dalla nascita del ultimo figlio ma siccome italiani degli anni 30 o 40 non hanno mai pensato al divorzio e si trovano le mogli che vanno in giro a fare shopping o ai massaggi e loro vanno a lavorare anzichè in vacanza con la moglie come magari sognavano a 30 anni che avevano il figlio piccolo e dovevan stargli dietro...ne consegue un inasprimento del carattere e una ricerca continua di conquista...lavorando sempre i vecchi non c'è un ricambio nelle idee e soprattutto nel modo di lavorare adeguandosi agli strumenti e ai metodi della modernità, dunque abbiamo un paese vecchio dove i giovani si drogano e i vecchi continuano a mantenerli con l'inerzia del lavoro di una volta

Caro Christian, devo dire che le tue rime zoppicano alquanto.
Io, la tua poesioletta, la cambierei come segue:


Come tante macchinette
questi arzilli 70ette
se ne stanno a lavorare
e la domenica a pensare
a quel che dovranno faone.
un tempo c'era la pensione
il tempìn del riposone!
Il tributo dei più giovani
(ma mica posso far rima "giovani"-"giovani"!
Ma sì, frego tutti e faccio rima "giovani"-"giovani")
lasciando spazio ai giovani
sarà questa generazione
figlia della televisione
cresciuta in mondovisione
a distruggere l'italiasione
ora senza TeleMike
a intrattener le casalìke,
sono sempre più agitate
e i mariti sconcertate
se ne andranno a lavorare
anche il giorno di Natare.
Io ben so che devo fare:
Manderotti un po' a cagare.

sicuramente è più bellina della mia però io ne ho fatte più di 700 e questa qui è tra le più bruttine ma ha in se un'idea di fondo che non è male e cioè che direbbe ai vecchi di cominciare un po' a riposarsi e che il tempo dei debiti sarebbe già finito da tempo mentre loro nella loro miseria mentale che è spiegata un po' anche nella "spiega"...comuqnue anche se nell'ultima frase mi dici delle parole amare son contento di vedere il tuo remix
grazie

No, non son parole amare,
E' simpatico il "cagare"
Ed anch'io sono convinta
(non lo dico, no, per finta)
Che 'sti vecchi un poco rinco
(sian Pallino o siano Pinco)
Si dovrèbber far da parte
e non è questione d'arte.
Non ci sono proprio i cervelli,
Non ci abbiamo almeno quelli
Non ci fanno lavorare,
vadan quindi un po' a cagare.
Io lo prendo come impegno:
seguo un corso di disegno
e possiedo molta verve.
Ma ad un cazzo il tutto serve!
Quai in Italia non c'è verso
d'animare. E' tempo perso.
Non si batte proprio chiodo.
Di far serial non c'è modo.

Ma, dico, Marco Giolo pone un problema conseguente a fatti circostanziati che lui descrive senza nascondersi. Descrive proprio un caso esemplificativo di quel che capita nell'asfittico mercato dell'animazione italiana. Ora, chi sarebbe quest'anziano cui si allude nei post successivi; questo Dinosauro che sfiancherebbe i giovani talenti con la sua presenza sul mercato?
E per quale motivo dovremmo credere che i giovani talenti succitati sarebbero in grado di dare qualcosa di meglio delle mirabolanti liriche qui presentate?

Alessandro, io stavo leggendo...
E penso di sapere a chi si stanno riferendo i due ragazzi, perché questa diatriba è stata impostata anche altrove, fuori da questo post.
Credo che si alluda a un progetto con personaggi che sono Pantalone, Plucinella, Arlecchino, Colombina... non cose particolarmente nuove, devo dire.
E il progetto sarebbe stato affidato a un anziano animatore che speriamo faccia buon uso del finanziamento (ma su questo punto non so nulla). Il timore è che abbia prosciugato degli investimenti che c'erano, se ne serva solo lui e poi invece di arruolare giovani talenti italiani vada a far animare tutto in uno di questi "paradisi animatori".
Anche se Christian e Ilaria hanno pisciato un po' fuori dal vaso scrivendo quelle rime, non sono in disaccordo con Paolo Giolo, ma anzi ribadiscono la difficoltà espressa.
Questo credo di aver evinto.

cara anna qui chi piscia fuori dal vaso è la rai (e il "minculpop") non certo io e l'ilaria che mi viene dietro creando rime anche meglio delle mie (a volte)...e questo mi lusinga e mi riempie di gioia (per usare le parole di napolitano)...io ti posso dire che col tipo di cui si parla ci ho collaborato per 3 anni e cioè io gli mandavo delle rime e lui ci faceva sopra un disegnino per metterle nel suo sitino di satira per il quale ha ricevuto pochi soldi e molti riconoscimenti da rimetterlo nel mercato dell'animazione (che però poi ce l'aveva già solo che la rai non tirava fuori soildi per produrre cose)...il problema dell'italia è la famiglia cattolica dove il padre deve decidere per tutti i suoi figli e nipoti...solo che i vecchi ormai han perso oltre alla verve anche la vista l'udito e il tatto cosicchè non hanno il contatto con la realtà e non sentono i bisognid ei più giovani a cui rivolgono il loro prodotto...cioè come ognuno a seconda dell'età ascolta un certo tipo di musica anche i cartoni animati dovrebbero essere fatti da persone che hanno almeno in parte il contatto coi giovani o almeno la loro mente sia ancora capace di apprezzare le novità come tali non come delle evoluzioni di qualcosa che han già visto 50 anni fa perchè il tipo di cui si parla ha 76 anni...cioè ma ci rendiamo conto? che occhio potrà avere per descrivere le cose ai bambini e ragazzini? che magia potrà cogliere e rendere trattando le maschere tradizionali italiane? che contatto avrà col linguaggio dei giovani? e che aiuto potranno dargli gli addetti del museo di budrio? (una cosa mi pare di capire chiaramente sia che la rai non vuole che il nostro pensiero si evolva e ci fanno "curare" dai vecchioni)...ci vuole gente creativa non solo per disegnare (che tanto le maschere hanno quei tratti lì e li potrebbe disegnare chiunque) ma per creare i dialoghi e le situazioni...cioè è risaputo che i cartoni animati italiani non li guarda più nessuno proprio perchè son robe che sanno di vecchio e la puzza di vecchio da fastidio ai bambini
yo!!!
p.s. molto piacere di essere finito in contatto con te ilaria

A pisciare fuor dal vaso, carop Christian, sembra che siano in parecchi.
Come se si fossero fatti portavoce del motto "Chi non piscia in compagnia..."

"... o è del PdL o della Massoneria!"

O viceversa.

e intanto ieri sera su rai 2 alle 20 un cartone animato russo inguardabile
w l'italia! e la sua cultura millenaria!
e poi voglio dire si parla tanto di sessismo ma nelle maschere tradizionali ci sono mica delle donne? o almeno figure femminili dico "ginoidi"? non mi pare!
yo!!!

Ciao, Buonnatale! Qual era il cartone inguardabile di ieri sera?
Tra le maschere ci sono Colombina e Rosaura, non delle "genie", ma ci sono.
E poi... come considerare la locandiera del mio quasi concittadino!?

Mi riferisco a Goldoni, ovvio.

bo si chiamava un nome tipo micha e l'orso

si è vero venexiana (buon natale) ci sono andato a vedere ieri ce n'è altre 2 flaminia e isabella...ma si certo che la locandiera si può considerare una maschera (ma più che maschera una figura retorica globale cioè che va bene in tutto il mondo no solo a venexia) ma non c'è oppure si può associare a colombina...per me la locandiera è colombina...e anche nell'aria di ridi pagliaccio secondo me ("e se arlechin t'invola colombina ridi pagliacio ed ognun applaudira") la colombina era una cameriera...non son sicuro vado a vedere...comunque andare a rievocare l'eta moderna italiana che è una specie di alto medioevo europeo (e un tempo che negli usa non è mai esisitito) è un po' voler allontanare l'idea di progresso sociale e civile
yo!!!

La locandiera era MIRANDOLINA, non Colombina, urgle!

cara gabri (ma quanto ne sai?)si parlava della figura retorica non del suo nome "urgle!"...l'italia è piena di sapientoni di nomi ma pochi concetti risulatato di una scuola mnemonoica e poco ragionata...io per fortuna ho studiato in italia usa germania e senegal e siccome le lingue e i nomi sono tutti diversi mi son sempre duvuto più che altro fissare bene in testa i concetti di cui le figure retoriche fanno parte

Le figure retoriche e le figure di merda sono cose diverse...
Tu sei davvero un globetrotter!
Ciao, buon Dopo-Natale a Christian, La Venexiana, Gabriella, Andrea Cara, Ilaria Testafolle, Alessandro e a tutti quelli che mi sfuggono.
Mai lette tante cose poco serie come queste fra i commenti ai post...
E comunque, anche quest'anno l'abbiamo sfangata e la Festa del Bimbo fortunatamente è sfumata. Prosit!

Ovviamente sono del tutto d'accordo con Marco (non Paolo) Giolo, che tra l'altro è un amico e che stimo moltissimo. Solo che lui non sta ad aspettare nessuno e anche per questo l'ammiro. Le storture dei finanziamenti pubblici sono raccappriccianti, ma chi si piange addosso non è che mi faccia tutta 'sta simpatia. Il mercato è duro, spesso è anche ingiusto, quindi si lavora controcorrente. E quindi? Non ce l'ha mica ordinato il dottore di fare comics o animazione. Poi mi urtano le valutazioni sull'età dei gradassi succitati: conosco tanti serpentelli giovani e dal talento discutibile. Mentre piangiamo ancora gente come Will Eisner o Magnus, per dire, o Bocca nel giornalismo. E li piangiamo perchè sappiamo che ci mancherà fortemente la loro guida, non per mero affetto.
Buon Natale a tutti, comunque. Ben vengano discussioni come queste!

cara elisabetta micia capisco di non essere uscito in maniera propriamente elegante ma essere andato a scuola in 4 paesi purtroppo è una fortuna che mi distanzia dalla realtà dei nomi e nomignoli in lingua italiana e non posso farci niente se guardo quel che succede in italia e in italiano diversamente da chi ragiona in italiano...
prost!...
caro alessandro invece ti dico che il òiangersi addosso non è un vero e proprio piangersi addosso...è che quando una cosa diventa lavoro non è più belllo e andrebbe salvaguardato in maniera civile rispettando limiti di età e di anzianità lavorativa e che se uno son già 50 anni che produce non può e non potrà mai evolvere dal suo style giovanile perchè la mente a una certa età non avanza più e non me lo invento io e se si vuole proporre robe ai bambini di oggi sarebbe opportuno cercare ragazzi giovani non solo a disegnare ma anche a inventare le storie da animare...non quello schifo della commedia dell'arte che mi faceva già schifo 40 anni fa e mi rimandava a un medioevo e una chiusura culturale che comprendevo già a pochi anni...io odio la commedia dell'arte e mi da il ribrezzo lo schifo e i crampi allo stomaco e dico che se la rai e l'italia han deciso di riproporre sto schifo medievale nel 2012 vuol dire che han ragione i maia a dire che il nostro mondo è finito...e deve finire seppelllito dalla merda (di cui si è tanto parlato in questi scambi di opinioni)

con affetto
"collericamente vostro
braccio di ferro"

yo!!!

Bene, Mi pare di capire che a qualcuno non piace il Medioevo e neanche la commedia dell'Arte. Gli faremo avere una medaglia per questo?
Mi pare anche di capire che qualcuno pensa che chi ha più di una certa età non capisce più niente dei giovani e non può raccontargli niente. I signori che ho citato nel post precedente (Bocca, Eisner, Magnus...) non smuovono nessuna coscienza, nessun senso della misura. Vorrei provare a citare Gianni Rodari, allora, o Bruno Munari. Do you know?
Non c'è problema comunque, ognuno ha diritto di dire la sua, naturalmente.
Vorrei solo chiarire che la mia opinione è radicalmente diversa da quelle che ho sentito qui da qualcun'altro sul medioevo, etc. Inoltre penso che chi parla del Medioevo come di un'epoca (solo) oscurantista, quel periodo lo conosce in modo diciamo APPROSSIMATIVO, tanto per esser gentile.
Sarebbe bello discutere con qualcuno che sa quello che dice, invece a volte capita di inciampare in sfoghi magari anche sinceri, e viene voglia di interagire. Però quando si scopre che si parla al vento, viene una certa tristezza.
Buona fortuna a tutti.

caro alessandro come al solito caschi male:
guarda a caso dopo averti detto che ho studiato in 4 paesi diversi ti dico anche che l'unica laurea che ho preso qui in italia è proprio in storia...rega qui mi si appioppano figure di merda a me ma a farle siete in maggioranza voi che vi credete tanto sapienti..tipically italian...veramente...i nomi che hai citato non li conosco ma so che per esempio magnus di cui si parla tanto è morto giovane e lo so perchè era il padre di uno che conosco...e non sai un cazzo in generale a parte tutti i nomi che citi lo dimostri negando l'oscurantismo del medioevo...ormai è anche un luogo comune associare il medio evo a qualcosa di lontano e quasi disumano..e i luoghi comuni non nascono per caso...e ti dico caro alessandro medievista (come il prode latinista dionigi che rivaluta i classici nel 2011) che i burattini e le maschiere tradizionali fin da piccolo mi davano il ribrezzo mi davano come il senso di un volermi forzare a guardare in un certo modo e rivolgermi al passato e alla tradizione per trovare un modello di comportamento...e ridere di 2 idioti che si smazzolano nella testa mi ha sempre fatto schifo anche a 4 anni...pensa mò

Beh, casco proprio male, non c'è che dire. Ma esser stati all'estero ed essere minimante scolarizzati non mette al riparo da critiche, se si argomenta sgangheratamente in un forum, giusto?
Continuo a pensare che si dovrebbe giudicare il valore dell'opera di qualcuno prescindendo dall'età, dalla razza, dall'inclinazione sessuale, e da altri elementi del tutto personali.
Anch'io ho conosciuto i figli di Magnus: il maschio ha metà del corpo coperto da tatuaggi raffiguranti i comics del padre. Commovente. Magnus, ovvero Roberto Raviola, é morto di cancro e certamente troppo presto, specialmente per chi, come me, ha letto e studiato per tutta la vita la sua opera. L'età esatta alla quale morì si può facilmente evincere da internet. Citando lui, Eisner, Bruno Munari eccetera volevo sottolineare con forza l'esistenza di Maestri rimasti pienamente tali fino a un'età più che matura, spesso dei "fari" per le giovani generazioni. Ne citerò altri due: Miyazaki ed Emanuele Luzzati. Quest'ultimo celebre proprio per aver utilizzato un'iconografia molte volte riconducibile ad atmosfere medievaleggianti. La sua opera resta abbagliante per modernità ed efficacia comunicativa. Naturalmente, se a qualcuno non piace il Medioevo, non vedo perchè debba frequentarlo. Come non vedo perchè uno che detesta i limoni debba rimpinzarsi di limonata, per dire. Ma cosa c'entra tutto questo con qualche farabutto più o meno anziano che speculi sul malcostume italiano dell'assegnazione indebita di fondi e contratti? Cosa c'entra parlare male della Commedia dell'Arte? Se non la si apprezza, la si tenga a distanza, non è mica obbligatorio frequentarla o approfondirla.
Poi, non è proprio da "italianuzzi" dire che si è dei creativi e che si è vissuto e studiato in tanti paesi e poi, serafici, affermare che non si conoscono nomi come Munari o Eisner?
Infine, se mi si vuol rispondere in tono polemico, almeno bisognerebbe leggere con attenzione quello che scrivo: mai detto che nel Medioevo non ci sia stato oscurantismo (ma scherziamo?). Quello che ho scritto alludeva all'esistenza di un'enorme ambito culturale, anche visivo, d'origine medievale, dentro il quale si trovano, ovviamente, molte cose diverse. Si pensi al celebre fenomeno del "Risus Paschalis", ad esempio. O al fatto che la musica medievale è sempre più gioiosa di quelle venute dopo, come quella rinascimentale o quelle successive ancora. Stiamo parlando di un periodo definito appunto Medioevo, che durò più di un millennio. Dentro c'è di tutto, ovviamente.
Ribadisco che per me sarebbe certamente più divertente discutere con gente preparata, da cui magari poter imparare qualcosa. Invece sembra una gara a chi si incazza di più. Trovo la cosa piuttosto deprimente.
Cordialità

Mi trovo sempre d'accordo anch'io con Alessandro. Anch'io vorrei poter discutere con gente preparata. E' un po' quello che ha dichiarato vendola in una trasmissione TV, di recente. Di sicuro i membri del governo attuale sono moooooooooltoooooo più colti di quelli, presi da chissà dove, del governo precedente, poveretti che hanno influito molto nell'abbassamento del livello medio della cultura, essenda a dei posti di comando e quindi potendo umiliare chi sa e chi è intelligente. Fortunatamente, quyesta gente non c'è più e mi meraviglio che qualcuno ancora la inviti. E' come invitare il primo analfabeta che si trova nei bar. Ciò non toglie che anche questi politici attuali non siano all'altezza, o meglio che pensino agli interessi di una élite, delle banche, che disprezzino nei fatti il popolo.

Ma anche ame sembra che sia una corsa ad abbassare il livello.
Forse perché è oggettivamente molto basso, la media è scea, non solo non si hanno contenuti, ma si difetta anche di logica e di capacità di organizzarli in discorsi filati.

Ecco, non per piaggeria, ma pure io sono d'accordo con te Giancarlo. Probabilmente i politici che stanno in sella insieme a Monti non sono all'altezza (speriamo tanto di sbagliarci), però non dovremmo scordarci che son lì proprio a causa di quelli di prima.

...son lì a causa nostra più che altro di chi continua a lavorare e mantenere il governo e lo stato...
...
capisco alessandro che alle volte rispondo in fretta e allle volte magari per esprimere qualcosa tendo a tralasciare molti punti intermedi al processo di cui voglio parlare ma quel che vorrei dire è che il minculpop attivo da quasi 100 anni tende a modificare il gusto della gtente attraverso la pubblicità e dunque anche i gusti dei nuovi bambini italiani saranno guidati da queste anticaglie...capisci cosa voglio dire? che i bambini di domani guardando un cartone sulla commedia dell'arte piuttosto che i cartoni animati su storie di fantasia come quasi tutti i cartoni del mondo...in un mondo che avrebbe bisogno di perdere i confini si cerca di dare carattere ai confini regionali all'interno di un italia già a rischio secessione sotto la pressione della lega che prende tanta più forza quanto più ignornanti sono i suoi rappresentanti...cioè si cerca di caratterizare sempre di più le origini di ognuno di noi e a me non piace e dunque chi difende questo tipo di discorso non può essere d'accordo con me...è quello che volevo dire che proporre i cartoni animati sulla commedia dell'arte nel 2012 mi convince sempre di più che i maya avessero ragione nel dire della fine del mondo
yo!!!

Questo discorso che fa Christian sull'essere "retrivo" della Lega e sulla stupida ricerca di tradizioni localistiche mi trova concorde. Mi stupisco che non facciano una serie sui presunti Celti della Padania. Che poi questa serie sia fatta da Ro Marcenaro, che è stato un bravo illustratore, non risolve affatto la questione, anzi, amplifica il problema.
Faccio una richiesta. Questo post non è più nella schermata, chi volesse leggere i commenti dovrebbe cercarselo come faccio io, che seguo la discussione da giorni.
Sarebbe possibile metterlo in evidenza fra i primni? In modo che i commenti non vadano persi.
Grazie.

Ecco fatto!


L.

Buon Anno, buon 2012.
Scrivo qui perché è l'ultimo post.
La festa degli psicologicamente inabili è finita.
Non parlo di animazione, ma di televisione sì.
Non era appena cominciata, ma dopo 12 anni e 12 edizioni, decine di sconosciuti che – quando è andata male – hanno mangiato pane a tradimento per una o più vite comuni, verranno riposti in cantina.

Sono strafelicissimo!


Ma finalmente possiamo dire che il 2011 ci ha portato una delle notizie più attese: il Grande Fratello chiude i battenti.
E con la più dolce delle motivazioni: la causa è il calo di ascolti.
Al solito, sono i porci soldi che comandano, non il "coraggio civile" o una "scelta ciulturale", perché lì cultura e civiltà non c'erano, non ci sono.
La zappaaaa a questo Costantiniiiii!!!!

Retromarce puerili e complottismi a parte, buttiamola pure in politica... Sarà colpa della Lega, del Club Bildemberg, della Trilateral o della famiglia Rockfeller che, come tutti sanno, già nel '600 inventò la stretta creditoria sui debiti sovrani per controllare il mondo.
Scherzi a parte, abbiamo capito che c'è del malaffare tra politica e appalti per dirottare fondi pubblici. La Rai non è diversa, e ci va di mezzo chi avrebbe diritto a un chance per proporre cose nuove e personali. A me piacerebbe capire se, a parte piangere e sentirsi defraudati di importanti diritti (tutti da dimostrare, peraltro), qualcuno ha delle soluzioni. Cioè, non si può fare nulla senza i soldi della Rai? Non ci sono produzioni alternative? Festival? E all'estero, come fanno? Ci si rifugia anche lì sotto la gonna dello Stato?

Buon Anno Luca e Buon Anno a tutti!
Credo che negli ultimi post (Giolo a parte) si sia un po' perso il tema principale del discorso, cioè che l' animazione in Italia non è considerata un mestiere e per tanto non viene tutelata, dico animazione ma possiamo considerare nella stessa situazione anche la fotografia, il cinema (quello vero non panettoni, pandori, torroni,colombe o pellicole ermetiche da intellettualoidi), la musica, il teatro, il balletto. Tutte attività che ci hanno sempre contraddistinto, basti pensare che la lingua ufficiale per la musica e la lirica è l' italiano.
Quindi per il nuovo anno farei un bel proposito, invece di guardare il dito che puntiamo alla Luna, per una volta guardiamo alla Luna, cioè ai veri problemi.
Facile dare la colpa alle cariatidi, di cui poi risuona solo il nome che tutti conoscono ma che di sicuro non è l' unico, anzi bisognerebbe temerne di più altri.
Di ragazzi bravi ce ne sono tanti, il lavoro, la tutela sui prezzi, una formula contrattuale che non sia un capestro, questo è ciò che ci manca.
Continuo a sostenere che dovremmo parlare per farci sentire tutti insieme e non perderci in discussioni sterili.
Lavoro come animatrice da 12 anni e insegno anche, la cosa che mi fa più stare male è consigliare ai ragazzi di abbandonare l' Italia, anche perchè non tutti hanno una condizione economica tale da poter andare all' estero e aspettare di trovare lavoro, soprattutto adesso.
E oltretutto non lo ritengo neanche giusto, andare via dovrebbe essere una scelta non un obbligo.
MI auguro che insieme riusciremo a trovare una soluzione, o almeno a farci sentire.

Il solito problema: l'Italia un paese sbrindellato che non è più capace di organizzarsi e governarsi in ogni settore.

L'animazione fa parte di questi. Abbiamo il più grande patrimonio artistico e archeologico ma non sappiamo farlo fruttare; non abbiamo saputo proteggere il grande patrimonio delle nostre piccole e medie imprese; come, allo stesso modo, non sappiamo investire sulla creatività.
Quindi succede la classica "guerra tra poveri", tra giovani e vecchi, tra linee e stili infarciti di spinte ideologiche più diverse, tra presunte libertà o tra pubblico e privato. Ma tutto resta nella disorganizzazione più totale e nell'incompiutezza.
E quando regna la confusione, avventurieri, mignotte e furboni la fanno da padrone! Le idee son di tutti o di chi ce l'ha, a prescindere dall'età. Dovrebbe esserci spazio per tutti. Il problema è che non esiste una politica che incentivi l'investimento. E' lo stesso discorso che ho fatto in precedenza in altri post.
Puo' succedere che qualche piccolo finanziamento governativo vada a finire in mani che vanno a speculare sul famoso "piatto di riso". Si ripete la stessa storia di Trenitalia che affida ad una società francese una tratta ferroviaria con la Francia senza precisare con una clausola l'impegno dell'intoccabilità degli operai italiani. Una società che funziona investe sia nel didattico, in questo caso nella "commedia dell'arte" ma anche in nuove realtà creative con invenzioni a tutto campo.

Attenzione a decifrare la maschera come "oscurantismo", essa è il sunto di un certo tipo di umanità che è universale e non solo italiana. Con essa si possono esprimere concetti sociali e civili che attengono all'umanità di ogni epoca.
Ma cio' non vieta l'invenzione di nuove. Ne abbiamo tante: c'è da sbizzarrirsi. Cominciando da Berlusconi a seguire! Perchè, in fondo, siamo tutte maschere; ed ogni personaggio del fumetto o cartone che viene creato è una maschera. Il problema non è la commedia dell'arte in quanto tale, ma come viene riproposta o utilizzata: se, oltre all'estetica del suo linguaggio ed un certo valore storico-conoscitivo, cosi come ha fatto Biagi con il fumetto, si vuole tessere un linguaggio per discorsi attuali.

Fumetto e animazione hanno una griglia vasta di possibilità comunicative immense. Rivolgersi al passato è sempre importante, è maestro per il nuovo. Sembra una contraddizione ma è la storia che ce lo insegna. Senza il ritorno alla classicità greco-romana, non avremmo avuto il passaggio dal medioevo al rinascimento. Ma lo stesso medioevo, ha avuto Giotto e Dante ( quanti ancora oggi sono in grado di comprendere appieno la Divina Commedia? ) ed opere di cultura e di immagini, che influenzano ancora oggi storie e stili moderni oltre che nella narrativa, linguaggi pittorici e film.
Narnia,versione latina di Narni, non è stato ispirato proprio dall'omonimo paese umbro con tutta la simbologia dei vari personaggi?

Oppure, lo stesso "codice da vinci" non parte dalla cultura del nostro passato?
Spesso andiamo cercando altrove non sapendo di quanto ci circonda. Miti, storie, leggende,orrore, intrighi, paganesimo, cristianità,invasioni,simboli, chiese, castelli, luoghi vari....spesso cerchiamo perchè non siamo in grado di interpretare quello che abbiamo e intercettare quello che succede. Ma la debolezza deriva dal fatto che siamo un paese che non sa fare sistema.

In Francia, dove mi trovo, tutto è in funzione della nazione e di conseguenza tutto deve fare sistema. Pochi lo sanno in Italia, ma qui c'è una legge dove il 50% della musica e dei film in radio e tv, sia pubbliche che private, debbono essere francesi.

Cio' comporta, giocoforza, maggior produzione propria. Proviamo ad immaginare se mettessimo una legge di tal tipo in Italia cosa succederebbe: si urlerebbe al fascismo,alla dittatura, al nazionalismo retrivio....Alcuni anni orsono ci fu una rete satellitare che aveva superato la quota suddetta, la tv venne chiusa; fu riaperta alcuni mesi dopo aver epurato il direttore.

Anche qui una chiosa: avete mai visto in Italia che le tv francesi siano venute in una città italiana a presentare i loro palinsesti?...una loro programmazione annuale? Mentre noi, per contro, andiamo a Cannes, come fanno Rai e Mediaset!

Un'altra annotazione di come vanno certe cose. La mia compagna francese, alcuni anni fa la portai nel sud Italia; venendo a conoscenza dei tanti prodotti alimentari fatti in vassoi di vetro dai produttori locali, decise di commercializzarli in Francia. Andammo alla camera di commercio di Metz per avere dei contributi previsti; quando seppero che si trattava di prodotti italiani dissero che loro finanziavano solo i prodotti frontalieri come Belgio, Lussemburgo, Germania, oltre alla Francia ovviamente.
Con prontezza di spirito la mia compagna gli fece presente che anche l'Italia era frontaliera con la Francia, ma la risposta fu ugualmente: "No"!
Piccole cose ma che ci fanno capire in che tipo d'Europa ci ritroviamo.
E mi domando: cosa ci fanno i nostri giornalisti a Parigi se le informazioni le prendono dall'agenzia di stampa francese?

Purtroppo, tante cose non le sanno nemmeno; vi informo che in Francia sono vietate le tv locali. Alcuni anni fa hanno dato la possibilità ai comuni di farle, ma hanno tutte gli stessi programmi, escluso quelle 2 o 3 volte al giorno di notiziario locale, i quali sono strettamente vincolati a norme decise da Parigi. Ma questo i francesi non ve lo diranno mai, quando fate loro una domanda, vi rispondono sempre che hanno tutto, etc,etc...non si rendono nemmeno conto, come non si rende conto chi ci va in villeggiatura!


Cosa voglio dire con questo: se non conosciamo con chi abbiamo a che fare in Europa e nel mondo e se non facciamo sistema, saremo sempre di più colonizzati. La creatività l'avremo dagli altri e se la faremo, sarà per gli altri. Quindi, un paese che non investe sulle proprie risorse umane, sulla ricerca, e sulle idee dei propri cittadini, giovani o vecchi che siano,sara' destinato alla fine. Parliamo di made in italy su che cosa? Le mutande, i calzini o...cose di questo genere. Non facciamo più invenzioni: l'ultima risale alla creazione della plastica con Giulio Natta premio Nobel nel 1963.
Ma tanto, siamo diventati famosi per il bunga-bunga e pagliacciate simili. Ed in un quadro di questo tipo si macera la sorte dell'animazione, come l'editoria a fumetti ed altri settori della produttività italiana.

Avevamo la Incom a Roma che produceva cartoni animati e molti si facevano per Carosello; io c'ho lavorato ( si faceva la pubblicità per "brodo lombardi" ) prima che venisse smantellata per diventare Dear.
Tutto distrutto come sono andate distrutte tante case editrici a fumetti. Si parla sempre di crisi, ma come si spiega che in Francia negli anni '80 sono nati dei colossi mondiali come la Glenat e la Delcourt?
Per me la risposta è sempre la stessa: non si crea e non facciamo sistema. In Francia se un ragazzo pubblica un fumetto in una casa editrice locale, tutti vanno a comprarlo per sostenerlo; da noi non ti si fila nessuno. E' più facile comprare prodotti altrui che creare. E siamo diventati colonizzati.


Negli anni '50 e '60, il mercato francese era pieno di prodotti italiani: dai fotoromanzi ai fumetti. Ora si lavora, ma per i loro marchi. Tra l'altro, bisogna dire che quando fanno le presentazioni dei libri, i fumetti sono trattati con pari dignità della saggistica o dei romanzi in prosa. In Italia manco a pensarci. Sarebbe interessante se i grandi giornali,come Repubblica o il Corriere, oltre a proporre al pubblico prodotti vecchi, ne proponessero di nuovi fatti creare per proprio conto.


Questa sarebbe una buona spinta. Concludendo,invece di pensare a litigare, bisogna fare sistema; e fare in modo che la politica si dia una mossa spingendo la finanza nazionale ad investire in Italia sulla creatività: che sia animazione, fumetto o altro, altrimenti sarà la fine!!!


Buon anno a tutti!

Sono d' accordissimo con te!
il problema è culturale per i compratori del prodotto, che lo ritengono "per bambini" o lucrativo per il merchandising quindi se ne infischiano di qualità e creatività, ma è culturale pure per noi realizzatori che dovremmo farci forza e come dici tu fare sistema.
Auguri di nuovo!

Ciao Marianna, mi fa piacere che sei d'accordo. Se non ritroviamo attraverso le istituzioni, politiche, scolastiche o comunicative in genere, il valore e l'identità che connota il nostro paese nei suoi molteplici aspetti, storici, artistici e culturali, perderemo la nostra specificità. Questo non significa non seguire la dinamicità degli eventi internazionali ma viverli e dominarli con una certa maturità e "bagaglio". Se non rileggiamo quanto i nostri avi ci hanno lasciato saremo degli insulsi "esistenti"! Tu hai fatto riferimento alla lirica, un linguaggio straordinario che contempla vari codici espressivi: dalla coreografia, alla strumentazione, dal canto alla recita in una sintesi unica che presenta ancora una forte modernità. Ma che viene snobbata e irrisa stoltamente da un vago e puerile progressismo culturale intriso di sfumature ideologiche che niente hanno che fare con la sostanza del genere espressivo. Immagina quanti concetti e storie di vita odierna si potrebbero creare con lo stile operistico. Invece nulla: stiamo seppellendo tutto. La tv pubblica assente è una vergogna, la scuola manco a parlarne! Del resto, questo decadimento lo avvertiamo anche nei piccoli centri che diventano sempre più brutti proprio perchè si è persa quella sensibilità creativa che faceva dei nostri artigiani dei piccoli meravigliosi artisti. L'animazione, insieme a tutti gli altri linguaggi, soffre del decadimento generale della società italiana. Le risorse umane ci sarebbero ma non essendoci una politica adeguata, di conseguenza non nasce una cultura imprenditoriale in merito.In qualche post precedente, proponevo un'associazione nazionale che coinvolgesse vari settori che vanno dal fumetto, illustrazione e animazione, insieme al teatro e cinema per far forza comune; in quanto sono linguaggi che hanno molto in comune. Ma non si farà mai perchè troppi pregiudizi tra gli "attori" in campo. Il classismo è sempre una brutta bestia!Per me la Luna la si raggiunge solo con la volontà e con una fede forte:progettando e lottando. Anch'io non sopporto l'emigrazione artistica, l'ho sempre ritenuta grave come la fuga di un ricercatore. Non dico che non bisogna avere rapporti e conoscenze internazionali, anzi bisogna girare e conoscere; ma poi sarebbe d'obbligo mettere a frutto le esperienze sostenuti dal proprio paese attraverso una politica di governo appropriata,banche comprese. Molto importante se ci fosse una legge che agevolerebbe fiscalmente le imprese che investissero nel settore creativo come per esempio,l'animazione o il fumetto.
Soltando che oggi come oggi,da isolati, non si crea interesse; se non per quei pochi furbi che sanno mungere la politica per proprio conto!!!
Ancora buon anno!

Ciao a tutti, in particolare all'amica e collega (oltre che "allieva" a suo tempo) Marianna Forte e a Nestore Del Boccio, rispetto al quale, per chi non lo sapesse, va precisato che si trova in Francia, dove lavora.
E' uno dei vari amici che trovano (bontà loro) in questo blog qualche motivo di confronto con quanto avviene nel loro Paese e partecipamno al dibattito (in genere).


So, da quanto mi riferiscono che questo scambio di opinioni è chiarificatore e a suo modo utile.


Per cui, grazie, buon 2012.

E... fra poco ci vediamo, Marianna! Un bel po' dopo l'Epifania.
Su pensi che sia opportuno evidenziare qualche tuo intervento (con immagini e video, magari), fammi un fischio.

Luca


PS: Non sapevo che Nestore avesse lavorato a "Carosello", svariati decenni fa.
La pubblicità del Brodo Lombardi era qualla con i personaggi dei fratelli Gavioli (il cavernicolo, il vigile...)?

Anch'io aggiungo il mio augurio di buon anno a tutti.
Trovo gli ultimi interventi interessantissimi. Credo anch'io che il male maggiore sia l'incapacità di fare sistema nel nostro universo produttivo italiano. Anche la solidarietà "di principio", quella in cui non si deve appoggiare un collega solo se parente o un amico, nel nostro ambiente è piuttosto rara. Il discorso sulle radici culturali, sulla Lirica, sul Rinascimento, sul grande design italiano anche, lo condivido appieno. La situazione attuale è allarmante e non so se sia possibile ormai porvi qualche riparo. C'è un libro del "nostro" Boschi (che saluto) che amo particolarmente, si intitola "Irripetibili". Il titolo si riferisce agli anni in cui i comics in Italia ricoprivano un ruolo importante, avevano maggiori visibilità e diffusione. Anni che abbiamo vissuto e che rimpiangiamo. Raccomando fortemente quel libro, dentro ci stanno racconti illuminanti, anche di come eravamo noi come paese di lettori. Credo che siano stati fatti tanti errori, che sicuramente quando si sarebbe potuto dare la spinta definitiva ai nostri comparti creativi dei comics, dell'animazione, del design qualcuno si sia invece tirato indietro. Credo, purtroppo, che siano gli stessi germi che ci dividono anche adesso: sembra che amiamo più scontrarci che solidarizzare.
Ancora auguri a tutti, ne abbiamo sicuramente un po' bisogno!

Quadrati, triangoli, rettangoli...tutto fa brodo. Il capo animatore era Fantasia, il direttore Pallavicini. Era l'anno '63 '64. Si trattava della INCOM dove si facevano anche i famosi cinegiornali che si proiettavano nelle sale cinematografiche. Feci un po' d'esperienza anche nella camera detta "orizzontale" dove si stabilivano i tempi delle intercalazioni.


Luca, quando posso intervengo con piacere e di questo ti ringrazio.

Ho notato che in precedenza si è parlato anche di Magnus, non ho detto nulla per non allungare troppo l'intervento.

L'ho conosciuto nello studio di Romanini a Bologna. Vide un grosso ritratto a matita che avevo fatto a Giovanni e me ne chiese uno anche per lui. Sinceramente non ricordo se adoprai la matita o il pennarello, ricordo che fu contentissimo. Parlammo molto sul concetto "uomo": tra chi affermava la sua centralità dell'essere forte, l'uomo che puo' tutto, oppure l'uomo debole che non determina ma viene determinato dal caso o destino. Affermava con grande convinzione che i rambo non esistono e che la nostra volontà non puo' nulla contro il fato o le circostanze. Aveva una concezione dell'uomo più medievale e quindi filosoficamente "orizzontale" secondo la mistica architetturale romanica. I "verticalismi" che nascondono ambizioni non rientravano nelle sue corde. Parlammo del suo nuovo personaggio e mi fece vedere delle tavole: era "Lo Sconosciuto".

Finimmo con il parlare della situazione politica mediorientale e Araba.
Esprimeva una forte spiritualità laica.

Un nuovo saluto di Buon Anno a tutti.

Nestore

Salute a tutti e buon anno a questo blog e a chi lo segue.
Io lo leggo silente.
Ho avuto un'allucinazione, pensando di aver letto il nome di Bruno Napoli in questo post sulla cartellonistica italiana degli anni del Boom, ovvero il "Cinema a pennello": http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2011/06/claudia-cardinale-e-il-cinema-a-pennello-di-felix-de-paul.html

Ma è stato un abbaglio, di Bruno Napoli non si parla anche se era collega di questi grandi illustratori dei quali colleziono qiualche locandina. Non gli originali, che credo costino uno sfracello, ma solo le "stampate" che una quindicina di anni fa a Roma si potevano avere a prezzo abbastanza basso e anche a Milano e a Firenze presso le case di distribuzione. Anche a Bologna, facendo un po' di pressioni in un certo posto a una certa persona. Ma non dirò di più.
Questo disegno con Fratel Coniglietto è bellissimo, all'altezza di quelli americani, addirittura più moderno nella colorazione piatta, sembra fatto da Jacno (scusate l'ignoramnaza, non ho la vostra competenza tecnica ma questa è la sensazione che ne ricavo).


Interessante tutto quanto, compreso l'ultimo intervento su Magnus e Romanini.

caro luca chiarificatore magari no ma utile forse perchè se ci si mettesse a ragionare sul bene e sul male anzichè fare quel che ci si dice di fare come fedeli soldatini forse si crescerebbe ma se si vuole sempre restar legati a un passato che fa comodo a qualcuno allora siamo scemi
yo!!!

Ciao Luca!
rispondo ora perchè tra consegne di lavoro e l' inizio del trimestre a scuola sono stata impegnatissima. Ti aspettiamo a Firenze!
Spero che questo dibattito si trasformi man mano in una presa di coscienza per tutti noi, da chi già lavora a chi si è appena affacciato in questo mondo. Dalle piccole cose nascono i grandi cambiamenti. A prestissimo!

Ciao, Marianna!
A presto, allora!
Ho pensato a te e agli altri tuoi ex colleghi del corso di SVARIATI anni fa quando ho messo on line questo film della zanzara succhiasangue di McCay in occasione della mostra apertasi in Germania:

http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2012/01/winsor-mccay-in-germania-di-gio-marti-e-leo-nahmias.html


Ciao!

Luca

Novembre 2011. Ricevo un'email da Gianfranco Noferi, videdirettore Rai Yoyo, nella quale mi da appuntamento da lui a Roma per la settimana seguente. Io mando email di conferma. 7gg dopo prendo il treno (e anche 2 autovelox perché ero in ritardo causa deviazione lavori in corso: 450€ di multe in un solo colpo!) e arrivo puntuale negli uffici Rai. Aspetto più di un'ora per sentirmi dire che mi avevano mandato per sbaglio un'email destinata all'altra persona che stava lì aspettando con me (non so chi fosse). Ma niente paura, il dott. Noferi: «[...] comunque l'ho ricevuta lo stesso, non è contento? Adesso però la saluto perché vado a pranzo», durata del colloquio: 30-40 secondi; costo totale del viaggio: 580€.

Caro Marco, ho evidenziato il tuo commento qui: http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2012/10/marco-giolo-va-in-rai.html


Ciao!

Potresti aggiungere anche questo? Così completiamo la vicenda.
Al dott. Noferi siamo costretti a pagare uno stipendio di circa 300mila euro annui (se non è cambiato nel frattempo), avrebbe perciò potuto prendersi la resbonsabilità del suo errore e offrirsi perlomeno di rimborsarmi i soldi del viaggio.
Settimana seguente, ricevo una telefonata per un appuntamento presso la Rai di Roma dalla dott.ssa Mussi Bollini. Corfermo e arrivo puntuale la settimana successiva. Comincio col mio discorso ma lei mi interrompe dicendomi che mi aveva chiamato solo per dirmi che non avrebbe prodotto il mio film (intercalando questa notizia con auto-elogi sul suo operato manageriale del tipo «il GT Ragazzi l'ho inventato io! I cartoon di Corto Maltese -fatti in Francia- li ho voluti io!»), cosa che avrebbe potuto dirmi anche per telefono o via email. Durata del colloquio: 4 minuti. Poi mi saluta: «adesso devo andare perché dobbiamo trovare il modo di risparmiare un milione e mezzo di euro»... Magari avrebbe potuto trovare anche il modo di risparmiarmi il viaggio e la giornata di lavoro persa se mi avesse detto di no anche via email o per telefono, senza farmi andare fino a Roma (cosa che io non avevo chiesto).
Questi ed altri aneddoti sono il risultato di -parafrasando Berlusconi, che di management televisivo ne sa qualcosa- «manager che sono lì non certo per le loro competenze manageriali -e nemmeno per la loro sensibilità a quanto pare- ma per motivi politici, raccomandazioni e regalìe».
Grazie.

Okay, Marco!
Provvedo!
Grazie per le tue comunicazioni,


Luca

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