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CIAO A CARLO PERONI - PEROGATT

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Marcello Toninelli l'ha riportato per primo in questo blog, riferendo che con un breve messaggio sul profilo Facebook dell'autore, i familiari di Carlo Peroni (sopra in una foto scattata da Emanuela Oliva la primavera scorsa, al fianco di Furio Fossati) ne hanno annunciato la scomparsa:

"Maria, Paolo, Luisa e Stefano Peroni comunicano a tutti che Carlo Peroni Perogatt è venuto a mancare questa sera alle 19.30
Non ha sofferto, è volato via in un attimo breve come il battito d'ali d'una farfalla che vola sorridente verso un luogo felice".

Ai parenti di Carlo, a tutti gli amici che lo hanno conosciuto (magari tramite le famose Perowebconvention), ai tanti lettori di tutte le età che si sono divertiti con le sue storie, un segno di amicizia e vicinanza.

Ci eravamo sentiti via Skype pochi giorni fa, al suo ritorno dopo un soggiorno in ospedale. Capitava spesso di sentirci, vederci (sempre via Skype) e parlare di colleghi, storie, progetti, fra cui una storia "difficile" con Nerofumo alla quale stava lavorando da tempo: un fumetto contro la barbarie della guerra, leggero come Perogatt stesso, ma sul quale c'era poco da ridere, nonostante fosse realizzato con personaggi di stampo comico.

I funerali si svolgeranno domani alle ore 14,00 nella chiesa di Guanzate (CO).

Slurp

Voglio ricordare Carlo con il primo post di Cartoonist Globale dedicatogli, nell'ormai lontana estate 2008.

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Avevo intenzione da tempo di dedicare un post all'amico Carlo Peroni, alias Perogatt, un fumettista al cui stile ho molto guardato negli anni della sua collaborazione prima a "Tilt!" e poi al "Corriere dei Ragazzi".

Ciò sia per l'umorismo semplice e demenziale delle sue tavole, i cui meriti narrativi sono da ripartire in quelle occasioni con Alfredo Castelli, Mario Gomboli e Marco Baratelli, sia per la sua pennellata corposa, degna dei Maestri americani Jack Davis e Walt Kelly.

Infine (non ultima cosa), ho studiato le "scale cromatiche" di Perogatt ammirandone l'uso atipico e "molto americano" dei retini, sia adesivi che trasferibili, anni luce prima che il problema delle "texture" fosse risolto dal computer: un impiego dei retini e della "carta double tone" che, con tutta probabilità, ha influenzato in quello stesso periodo anche Franco Bonvicini-Bonvi, tacendo del suo stuolo di collaboratori che sarebbero ben presto divenuti a loro volta grandi fumettisti.

Di Perogatt, il cui blog viene recentemente associato al mio (si veda soprattutto il suo sito, a cui fa capo la sua tentacolare presenza nella rete: www.perogatt.com; ma il suo è assolutamente più ricco di dati e aneddoti, lavorandovi Carlo da anni), cade a fagiolo in questi mesi felini una tavola di un remoto fumetto datato 1953. Si tratta di quella che chiude la sua prima storia (Perogatt mi corregga se sbaglio) realizzata in coppia con l'amico "Albe", del quale parla lui stesso più sotto.

So che questa strana avventura, dal titolo "Gnocco il gatto sciocco", dove sia Peroni che Albe compaiono (come si vede) in veste di responsabili, all'epoca fece molto arrabbiare il Redattore Capo delle testate a fumetti delle Edizioni AVE, il leggendario Domenico (Menico) Volpi, perché intrisa di un umorismo troppo demenziale e troppo "avanti", per i pacati lettori della stampa cattolica del '53.

Inviata in tipografia a insaputa di Volpi, che in quel periodo era in vacanza, ne provocò le ire al suo ritorno, giudicando quella storia troppo... "sciocca"! Valutazione sulla quale i candidi Perogatt e Albe non trovarono niente da eccepire, dato che nel titolo stesso lo avevano espressamente dichiarato.

L'episodio di Gnocco è uscito sul n. 41 del tascabile "Capitan Walter" ("Albo Vitt settimanale") del 4 ottobre 1953, che dedicava la sua copertina all'episodio (appunto) di Walter Ala dal titolo "Sotto il ponte di Brooklin", disegnato dal versatile Mario Fantoni.

La retrocopertina, con l'inserimento di una minuscola pubblicità del numero successivo, era invece di Benito Jacovitti, e dedicata a Renato, tifoso sfortunato (la posto, anch'essa, perché assai poco nota). Naturalmente, è a Jac che si riferisce la gag della "lisca di pesce" in chiusura di storia ideata da Perogatt e Albe.

La domanda che ho fatto a Perogatt, in questo stralcio inedito di una lunga intervista raccolta con lui qualche anno fa, è un excursus sugli autori di fumetti con i quali ha lavorato, e che ama ricordare più volentieri.
A Perogatt la parola!

PERONI: Ho avuto modo di conoscere moltissimi disegnatori milanesi e romani (nei primi anni Cinquanta mi ero trasferito da Milano a Roma e, nel '63, feci ritorno a Milano). Qualche nome degno di nota? Ce ne sono molti. Ti dirò quelli che mi hanno impressionato di più: sia per il loro carattere che per la loro bravura.

Il primo in assoluto che ho conosciuto a Roma è stato Jacovitti. Nonostante quello che molti pensano, era timido ed introverso.
Io ero uno dei pochi con i quali si confidava.
Eravamo diventati quasi parenti, dato che aveva fatto da padrino di battesimo per uno dei miei figli; a questo proposito ti spiattello un aneddoto: all'anagrafe, quando bisognava firmare, Jacovitti ha firmato con la sua classica firma con la lisca! Gli impiegati dell'anagrafe, quando se ne sono accorti, sono accorsi per conoscerlo di persona.

Avrei una montagna di aneddoti su di lui: se per caso ti interessano, prepara un centinaio di pagine...

Quindi, Lino Landolfi, un disegnatore che molti ricordano, ma che pochi sanno che in effetti non era "disegnatore nato": lo era diventato per testardaggine. Molto preciso, puntiglioso. Anche lui era stato padrino di battesimo di un'altro dei miei figli.

Poi, Ruggero Giovannini, grandissimo disegnatore con un carattere stranissimo: non era mai soddisfatto dei suoi disegni e molto spesso li gettava via. Anche su di lui avrei diversi aneddoti: li scrivo ora o aspetto che tu me li chieda?).

Aggiungo anche Nevio Zeccara, che era un grandissimo amante della fantascienza, e ogni volta che ci incontravamo in gruppo faceva in modo che il discorso si spostasse sulla fantascienza. Per Landolfi aveva creato un modellino di aereo, che lui stesso aveva inventato, servito per realizzare uno storia di Procopio. Abitavamo tutti nella stessa zona di Roma, e questo ci permetteva di frequentarci di più.

Poi, seguono i vari collaboratori del "Vittorioso" come Gianni De Luca (per me il "grande" del Fumetto), Sciotti, Sebastiano Craveri (che incontravo di rado perché abitava in provincia di Torino), Renato Polese (ho pochi aneddoti su di lui, ma significativi), Franco Caprioli (il "puntinaro" amante del mare e grande genio).

Voglio ricordare anche "Alfre" (Alfredo Brasioli: si firmava così). Era specializzato nel realizzare i titoli dei "cineromanzi", come erano chiamate allora le storie a puntate del "Vittorioso". Tipo molto preciso, pignolissimo, studioso della storia antica. Ha poi realizzato diversi fumetti molto belli per "Il Giornalino").

E poi, "Albe", alias Alberto Catalani; quando lo avevo conosciuto era un ragazzo che frequentava la redazione, e con lui ho realizzato alcuni fumetti; Sergio De Simone (il grafico del "Vittorioso") e molti altri: se vuoi faccio degli... scavi archeologici e ti farò sapere i nomi. Sai, essendo in quel periodo dipendente, i collaboratori del "Vittorioso" e dei suoi albi li avevo conosciuti quasi tutti.

I disegnatori milanesi li ho conosciuti specialmente in occasione delle mitiche cene organizzate da Nessim Vaturi, il proprietario della libreria Borsa del Fumetto di Milano.

Avevamo iniziato in una decina e siamo arrivati a un centinaio. In queste occasioni, ebbi modo di conoscere personalmente molti disegnatori famosi, come ad esempio il grande Tabet e il grandissimo Karel Thole. Ho conosciuto Giuseppe Festino (illustratore e copertinista di libri di fantascienza), Ferruccio Alessandri (cosa dire di lui? È tutto!), Angelo Scariolo (specializzato in disegni per bambini), Paolo Telloli (oggi curatore della fanzine “Ink”), Roberto Anghinoni (oggi editore).

Con questo gruppo di autori ebbi l’idea di creare una rivista completamente diversa da tutte le altre: “6-96”. Io ero l’ideatore e il direttore, ma eravamo in società con la ditta Pubblinord di Verona.

Facemmo il numero zero (uno in lingua italiana ed un’altro in inglese) e le copertine per i numeri seguenti. La caratteristica di questa rivista era che, contrariamente a tutte le altre, era per tutta la famiglia, per tutte le età. Era divisa in fascicoli (per uomini, per donne, per giovani, per ragazzi, per bambini) raccolti da una copertina-poster. Lo scopo ambizioso era quello di diffonderla contemporaneamente in vari Paesi.

Prendemmo accordi con grosse case editrici europee ed asiatiche. Tutto ormai era pronto, e avremmo dovuto cominciare la grande avventura. Purtroppo, ci è capitato che la ditta con la quale eravamo soci, la Pubblinord, fallì e questo ci tolse la possibilità di andare avanti con quell’impresa per evitare di finire anche noi nel loro fallimento. È stato un vero peccato, anche perché quella rivista l’avevamo preparata veramente bene ed avrebbe potuto essere un successo mondiale.

Carlo-paolo-daAl

E qui termina il ricordo dell'estate 2008.

Sopra, dal Peroblog: Perogatt in caricatura, insieme al figlio Paolone, assistente tecnico per la colorazione delle tavole e, negli ultimi anni, bracio destro di Carlo a tutti gli effetti.

Zio Boris personaggi

Gianconiglio-canoa

Slurpino

Per via telematica, Carlo mi inviava anche dei disegni, da inserire eventualmente anche in questo blog, al quale era intervenuto ripetutamente a commentare post di suo interesse.

Uno dei disegni inediti speditimi a questo scopo è quello sotto, disegranto a matita da Lino Landolfi, fraterno amico di Perogatt, ma inchiostrato a pennello (Landolfi usava solo pennini, dal tratto troppo sottile) e colorato dall'artista che ci ha appena lasciato.

Si sarebbe trattato di un disegno preparatorio per un progetto americano mai andato in porto.

Cavaliere1

Vittorioso

Commenti

Mi manca già, era troppo simpatico e poi adoro il poster che ha fatto per il WOW Museo del Fumetto di Milano..

mi dispiace davvero tanto. lo ricordo quando ero molto piccolo sul giornalino con i suoi disegni a commento delle notizie dal mondo, che spesso erano molto più belli e divertenti delle notizie stesse. l'ho "riscoperto" anni dopo, attorno ai quindici anni, sfogliando la collezione di mio padre del vittorioso e infine l'ho amato grazie al suo blog assolutamnte naif e fuori da qualsiasi schema...

Un saluto all'amico Carlo, che ho avuto il privilegio di conoscere personalmente

Un altro grande grande Autore italiano che lascia il palcoscenico della vita. Questo 2011 è proprio disgraziato.
Anch'io me ricordo quand'ero piccino. ora possiamo solo ricordarlo, magari rileggendo le sue opere.

Che tristezza, sono davvero commosso. Ciao Carlo!

Era un GRANDE in tutti i sensi. Per me non è stato soltanto un Maestro del fumetto, ma anche è soprattutto un Maestro di VITA.

Ciao Carlo! Questi pochi anni in cui ci siamo scritti via email, conosciuti di persona alle Perowebconventions di Milano, sentiti tante volte via Skype, resteranno indimenticabili per me.

Grandissimo!
Mi spiace molto, anche se non l'ho mai conosciuto.
Le mie condoglianze alla famiglia e agli amici.
Sonny e Gianconiglio mi piacevano molto.

Luca, ho lasciato un commento al post del 12/12 "Scimmiottino". Te lo segnalo perchè propongo una possibile risposta al tuo quesito...

Un saluto!

Roberto

A peroni avrebbe fatto piacere che il ricordo che gli fa Repubblica http://www.kataweb.it/tvzap/video/e-morto-perogatt-il-fumettista-papa-di-calimero/?ref=HRESS-14 lo riconosca come "padre" di Calimero. Anche se è triste che un autore di fumetti che ha speso una vita al lavoro e a far divertire generazioni debba morire debba morire per avere due righe su un giornale e si spendano fiumi di parole per imbecilli da Reality. Ma oggi non è giorno di polemiche.

Peroni con la "P" più che maiuscola nonostante la mia tastiera faccia quel che vuole lei.

Quanti ricordi...
\
Un caro saluto e ringraziamento a Perogatt e alla famiglia.

Partecipo al dolore della famiglia per la scomparsa di Carlo Peroni in arte "PEROGATT" ricordandone le qualità umane e professionali e con cui ho mosso i miei primi passi nell'editoria.

Seguivo i vari blog di Perogatt.
Ci sono tante informazioni che ora si tratta di salvare, perché Splinder sta colando a picco e forse scomparirà cancellando tutto.
Sarebbe un grossissimo probela.
Se qualcuno ha una soluzione, per favore, la renda pubblica.
Circa Splinder leggo questo:


Che Splinder versasse in cattive acque lo si vociferava da tempo. Problemi tecnici al motore e la nascita di nuove piattaforme completamente libere e gratuite come WordPress, a partire dal 2008, hanno causato a questa piattaforma una costante perdita di utenti.

Ora però si parla addirittura della sua chiusura, confermata solo dal post citato qui sopra. Di sicuro, al momento, c’è l’impossibilità di aprire un nuovo account o di upgradare il proprio alla versione PRO.

http://leganerd.com/2011/11/15/splinder-verso-la-chiusura/
Nel frattempo, la blogosfera si sta riempiendo di guide sulla migrazione verso altri lidi.
Spero solo che i miei splinder preferiti (Piegato e Clerks) migrino al più preso possibile.

Ho avuto modo di conoscere Carlo Peroni, anche se troppo poco, qualche anno fa, quando eravamo entrambi (lui glorioso, io di terzo livello) collaboratori del PM-Il piccolo missionario, edito dai Comboniani di Verona.
Un grande vero, sia come fumettista che come persona. Un caratteraccio adorabile. Miliardi di sigarette fumate. Rigoroso come un pastore calvinista e divertente come uno dei fratelli Marx.
Ci mancherà moltissimo.

Carlo Ridolfi

Un anno davvero infausto per il Fumetto... Non lo conoscevo personalmente ma mi è diventato subito simpatico quando all'ultima edizione del Comicon lo si aspettava come presidente di giuria e arrivò la notizia che aveva perso l'aereo... Genio e sregolatezza...
Condoglianze alla famiglia e a te, Luca...

Oltre ai "naturali" sentimenti di cordoglio, rivolti ai famigliari e agli amici di Carlo Peroni, mi permetto di fare una domanda.
Ho visto la foto di chiusra, che nel post mostra varie persone della redazione del Vittorioso. Siamo a Roma?
Ma qualcuno saprebbe identificare gli altri?
Quello in piedi con gli occhiali è Domenico Volpi?

Leggo, a destra, la scritta "Jacovitti", ma non è lui. A occhio è croce direi che sia assente.


Grazie

Oh, che peccato, un altro che e' andato.
Sul CdP leggevo Gianconiglio e sul Giornalino Spugna. E, come giovanni ricorda, apprezzavo le sue illustrazioni delle Notizie del Mondo.
Mi associo al cordoglio

Grande Perogatt! Un genio dell'umorismo. Un amico generoso nelle collaborazioni. Instancabile anche negli ultimi anni, uno degli artisti più produttivi nel fumetto, capace di spaziare dall'horror di Van Helsing alla comicità demenziale di Slurp. Quando ho letto la notizia non volevo crederci. Ci mancherai tantissimo.

Ci sono sempre sembrate immortali, queste figure. Quando siamo nati c'erano già, come Sergio Bonelli, anche come Jerry Robinson, benché lo conoscessero in pochi in Italia. ma Batman e Robin li hanno vconosciuti tutti.
Poi ci accorgiamo che sono come tutti noi.
Se ne vanno in fretta, magari nella notte.
E restiamo tutti orfani.
Anche chi non è credente come me vorrebbe sperare che da qualche parte si potessero ritrovare.
Ma la loro vita è in quello che hanno fatto, nei loro fumetti, che vanno conservati e riletti, e fatti conoscere.
Così manteniamo in vita, e rendiamo eterni anche in questo mondo, grandi fumettisti come il nostro caro Perogatt.

Le cattive notizie non vengono mai sole, oggi é scomparso anche Enio.
Copio dal sito della Bonelli:

Si è spento a Buenos Aires (Argentina) il disegnatore Enio Legisamón. Nato a Santiago del Estero, nel 1942, ha studiato con Alberto Breccia alla Escuela Panamericana de Arte di Buenos Aires, diplomandosi nel 1958. Esordisce pubblicando con le Case editrici Nómina e Yago; per quest’ultima riprende il personaggio di "Misterix", ideato da Paul Campani. Nel 1962, entra a far parte del gruppo di disegnatori della Editorial Columba, lavora contemporaneamente anche con il Charlton Comic Group (Stati Uniti) e con alcune Case editrici inglesi. Nel 1973, crea per la Columba il personaggio "Sam Malone", su testi di Guillermo Saccomanno, e, insieme a Gustavo Trigo, riprende "Bull Rockett" (ancora una creazione di Paul Campani), su testi di Héctor Germán Oesterheld. L’anno successivo, crea la serie poliziesca "Chinatown", (testi di Ray Collins), per le Ediciones Record, e inizia a lavorare alla lunga serie "A Quemarropa", sempre scritta da Collins, per la Columba. Tra il 1980 e il 1995, per la stessa casa editrice disegna una saga di ambiente medico intitolata "Gente de blanco". Dal 1988 al 1997 collabora con la Editoriale Eura, realizzando serie come "Perro y Gato", "Detective Jr.", "Doppelkiller", su testi di Carlos Trillo, e "La Sagrada Familia", di nuovo su testi di Saccomanno. Dal 1999 entra a far parte dei disegnatori di Julia, personaggio creato da Giancarlo Berardi per il quale lavora fino alla sua scomparsa.

Mi dispiace tantissimo.


Un grande artista e - davvero - una gran bella persona.


Ha fatto tanta di quella (splendida) roba che è difficile scegliere, ma per me restano mitiche la parodie su "Tilt" quali Topogino o Diabetik. Insuperabili!


Addio, caro Perogatt. You won't be forgotten.


Beka

I funerali sono domani alle 14.... purtroppo non posso partecipare, ma sarò presentge in spirito. Dopo Bonelli anche Peroni... sta finendo un mondo, chissà se i fumetti avranno un futuro degno di tanti artisti del passato.

Aggiungo le mie condoglianze ai familiari di Carlo Peroni-Perogatt, una delle firme più rappresentative del mondo dei fumetti per bambini.
Ed intanto c'è chi ha approfittato dei suoi siti: esisteva anche un sito russo, con suffisso .ru, e Google lo sta segnalando come sito dannoso, ossia, qualcuno è riuscito a forzarlo immagino via FTP ed ha introdotto del malware.

E' verissimo, sta finendo un mondo, ma sta a noi farlo vivere, mantenerlo vivo, scrivendone, parlandone...
Jacovitti, negli ultimi anni della sua vita era pubblicato poco e male; oggi ci sono almeno tre o quattro editori in Italia che l'hanno riportato alla ribalta.
Altro vorrei che accadesse per grandi autori. Encomiabile il libro su Bottaro uscito per Comma 22, benissimo i libri di Giunti-Black Velvet su Gianni De Luca e quelli della NPE su Lino Landolfi.


A quando un libro su Peroni, sul suo grande contributo al Giornalino, al Capitan Walter e (perché no, anche più facile da pubblicare) a Psycho, rivista semi-horror per la quale ha tanto lavorato in perfetto stile americano?

Salve, Moerandia, è vero, ho trovato questo:
Avviso- se visiti questo sito il tuo computer potrebbe subire danni!


Come possiamo fare per sapere se è una bufala o no?
C'è scritto:

Suggerimenti:
Torna alla pagina precedente e scegli un altro risultato.
Esegui un'altra ricerca per trovare le informazioni desiderate.
Oppure apri la pagina http://www.perogatt.narod.ru/ a tuo rischio e pericolo. Per informazioni dettagliate sui problemi rilevati, consulta la pagina diagnostica Navigazione sicura di Google relativa a questo sito.

Per ulteriori informazioni su come proteggersi dai pericolosi software online, consulta la pagina StopBadware.org.

Se sei il proprietario di questo sito web, puoi richiederne la verifica utilizzando gli Strumenti per i webmaster di Google. Per ulteriori informazioni sulla procedura di verifica, consulta il Centro assistenza webmaster di Google.

un altro grande è scomparso... peccato.
Il suo blog èra una miniera di informazioni. il contenuto meriterebbe di essere pubblicato

Un'altra gravissima perdita per il mondo del fumetto in questo nefasto 2011.
Purtroppo non ho avuto il privilegio di conoscerlo personalmente, speravo di vederlo a Napoli Comicon di quest'anno (era il presidente della giuria), ma non era potuto venire, rimandando la sua partecipazione al Comicom al 2012 in occasione della grande esposizione che a Carlo Peroni doveva essere dedicata (quest'anno c'era solo un antipasto, anzi un mostrantipasto).
Come tanti ho letto tante storie di Perogatt da bambino e ragazzo e amato i suoi personaggi come Gervasio, Zio Boris, Slurp e tanti altri.
Per ricordarlo oggi ho riletto sul Giornalino n.1 del 1994 una storia surreale e divertente di Nostradamus Junior con l'ispettore Perogatt e Slurp: una sequenza di gag e battute fulminanti scritte e disegnate da un uomo di grande fantasia.
Ah, e poi che bello il suo blog: spesso leggevo i suoi aneddoti di una carriera meravigliosa e lunghissima (credo che siano un record mondiale i suoi 60 anni al Giornalino).

Mi spiace per la sua morte ma mi spiace anche che gli si attribuisca di aver creato Calimero cosa del tutto falsa essendo Calimero stato creato dai fratelli Pagot. Peroni collaborò con loro ben dopo la sua creazione avvenuta nel 1963.

Ciao, una domanda a Luigi: tu sei parente di Nino e Tony Pagot, vero?
Ci sono delle cose che non ho mai capito, da fan dei F.lli Pagot sin dai tempi del Mago Basilisco e dei Fratelli Dinamite.

Ma il vero nome (cognome) all'anagrafe è "Pagot" o "Pagotto"?
"Pagot" è un nome d'arte o quello vero, che poi sotto il Fascismo per ragioni di "stranierità" (sembrava straniero) è divenuto "Pagotto" per renderlo più italiano?
E se sei un loro avo, a te e' rimasto il nome cambiato?


Scusa, ma è una curiosità che ho sempre avuto.

Ciao,

Mattia

In questo momento, disquisire sulla nota diatriba in ordine alla paternità di CALIMERO mi sembra di cattivo gusto. Gli storici un giorno diranno la loro, io voglio ricordare un uomo che, negli ultimi anni, mi ha dato la sua amicizia virtuale via Internet, dimostrando, ad uno sconosciuto tanto più giovane di lui, un affetto davvero raro. Mi dispiace solo non aver trovato il tempo di andarlo a trovare, come mi aveva chiesto.
Addio Maestro.

calimero e' una creatura di Peroni, che me lo disse lui in una conversazione via skype e credo non avesse motivo di mentire..cmq poco importa...ho scritto due righe sul mio blog http://www.gattisullaluna.com/?p=490 e' come lo voglio ricordare, il grande Perogatt

Gente, Carlo non ci avrebbe voluto tristi! E ogni artista è immortale, grazie alle sue opere! E quindi viva Carlo Peroni, l'immortale, e grazie di quel che ci ha regalato!!!

Parole da incorniciare, Daniele!


Sono Marco Pagot,
figlio di Nino e nipote di Toni Pagot


Ho appreso della dipartita del sig. Peroni da alcuni articoli apparsi sui giornali.
Un altro collaboratore della storica PagotFilm è mancato e ne rimangono ormai pochi in grado di testimoniare l’importanza di quel periodo storico che fu l’epoca di Carosello. È un altro pezzo della storia dell’animazione che viene a mancare, mi dispiace.


Mi scuso con l’amico Luca Boschi se intervengo su questo blog, ma devo rispondere ai commenti che anche qui fanno riferimento agli articoli dei giornali che hanno ricevuto e riportato la notizia della morte del sig. Peroni attribuendogli la paternità di Calimero. Devo correggere questa grave inesattezza che è stata diffusa approfittando di tale triste circostanza. La mia non vuole essere mancanza di sensibilità, ma ho degli obblighi di replica.

Il sig. Peroni non è il “papà di Calimero”.

Il sig. Peroni è stato uno dei valenti animatori che collaborarono all’epoca nello studio come gli altrettanto famosi Cavandoli, Barenghi, Marosi, Boffini, Coretti, Manfredini, Rizzi, Bertoletti, Gariani e molti altri che mi scuso di omettere.


A seguito della dipartita del sig. Peroni sono venuto a conoscenza di una redazione di ricordi piuttosto amari fatta da lui sul suo blog nel luglio 2008, in cui viene esposta una versione dei fatti che peraltro non trova riscontro nella realtà. La diffusione di tale testo, anche se a mezzo di un blog, risulta lesiva dell’immagine di mio padre e di mio zio da cui la necessità di questa lettera di rettifica che viene inviata a tutte le agenzie stampa che hanno ricevuto e distribuito la errata notizia.


Invito a leggere con attenzione e integralmente quanto segue. So che il testo è un po’ lungo, ma la difesa dell’immagine di mio padre e di mio zio lo richiede, e penso lo meriti.


Vorrei fare un po’ di chiarezza.


Il sig. Peroni è stato assunto alla PagotFilm in veste di animatore. La versione del sig. Peroni che descrive la realizzazione autonoma del Carosello Calimero da parte sua e quindi la sua presunta paternità dello stesso, non trova riscontro nella realtà fatti.

La PagotFilm aveva un sistema produttivo e delle procedure piuttosto ben definite.
- Le definizione di un progetto con il committente
- Il deposito del progetto presso la FIP (federazione italiana pubblicità)
- Lo sviluppo dei soggetti e delle scheggiature e la definizione degli aspetti grafici di base.
- Lo sviluppo delle storie in tavole illustrate e i test di animazione in caso di nuovi personaggi
- La distribuzione delle singole sequenze animate ai vari collaboratori
- Completate le fasi di produzione veniva effettuato il montaggio e la sonorizzazione
- La presentazione del filmato ultimato al cliente per eventuali modifiche concludeva il processo produttivo.

Le discussioni dei progetti con le diverse società committenti venivano fatte dai fratelli Pagot a volte affiancati dagli sceneggiatori per proporre una serie di soggetti e di idee.
In particolare il responsabile della Mira Lanza dell’epoca esigeva di essere coinvolto nelle scelte artistiche preliminari, per cui Toni Pagot, che aveva un rapporto preferenziale con lui riscuotendone la massima considerazione e stima, organizzava le riunioni di presentazione dei progetti.
Alla riunione di inizio autunno ’62 per la discussione delle nuove proposte di campagna pubblicitaria erano presenti Toni Pagot, Ignazio Colnaghi, Ferdinando Palermo (che avevano partecipato alla realizzazione delle campagne precedenti) e il responsabile della Mira Lanza espresse le sue valutazioni delle campagne da poco trasmesse ribadendo quanto espresso in una lettera del 26 aprile 1962.
Venne deciso che non si sarebbe più trattato di una serie di canzoncine come quelle in precedenza cantate dal Quartetto Cetra a favore di una serie di racconti di narrazione lineare, venne scartato Gatto Ciccio e Mira Lanza richiese un personaggio più tenero e accattivante per le mamme (erano molto piaciuti i pulcini che apparivano negli spot trasmessi). Nell’ambito di tale riunione nacque la storia della nascita del pulcino bianco che cade nella pozzanghera come possono ancora testimoniare il dirigente di allora della Mira Lanza e l’autore, con Toni Pagot, di tale sceneggiatura, Ignazio Colnaghi (riconosciuto co-autore del personaggio).

Identificata la linea narrativa Toni Pagot coinvolse il fratello Nino al momento in cui si trattava di trovare una immagine più dolce rispetto alla grafica dei precedenti caroselli.
Da sempre Toni è stato più propenso a disegnare i personaggi più ironici e graffianti mentre Nino era più orientato agli aspetti poetici e dolci delle immagini. Prima che la riunione finisse erano stati definiti gli elementi che avrebbero portato alla nascita di Calimero, ivi compreso il nome e una prima immagine di pulcino col mezzo guscio in testa. (questo in presenza di testimoni).
Venne redatta una stesura che fissava i parametri dei racconti per il deposito alla FIP (federazione italiana pubblicità), come ricorda l’allora segretaria dei Pagot .
Il deposito avvenne in data 9 novembre 1962.

Nei giorni seguenti Toni chiamò Gianfranco Barenghi e Anacleto Marosi, in quel periodo il capo-animatori dello studio, per affidare loro gli schizzi preliminari del nuovo personaggio per fare le prime prove di realizzazione e affidarle ai diversi animatori dello studio per le sequenze da realizzare.
Barenghi e Marosi erano due valenti animatori che avevano collaborato coi Pagot sin dai tempi de “I Fratelli Dinamite”.
Messi in pulito i disegni preliminari questi vennero passati per le prove del caso, anche agli altri animatori dello studio, Manfredini, Boffini, Coretti, Rizzi, Fagarazzi, Gariani, Bertoletti, Leogrande (e altri che mi scuso di omettere) nonché al sig. Peroni, appena approdato agli studi.
Realizzati i primi pencil test vennero distribuite le sequenze da realizzare. Nacque così la caratteristica camminata dondolante dei primi episodi dalla matita di Barenghi e Boffini, e certe indimenticabili espressioni del personaggio realizzate da Marosi e da Rizzi.
Alla realizzazione dei primi caroselli di Calimero ha sicuramente contribuito anche il sig. Peroni, ma le sue affermazioni risultano lesive non solo dell’immagine di Nino e Toni Pagot, ma anche del ruolo creativo e professionale degli altri valenti collaboratori che hanno contribuito alle realizzazioni dello studio.
In PagotFilm nessun animatore ha mai realizzato integralmente da solo le animazioni di un intero carosello. La produzione è sempre stata un lavoro di gruppo sotto la direzione di Toni Pagot e in base al coordinamento dei sig. Barenghi e Marosi. Come possono ancora testimoniare i collaboratori rimasti.
La scelta di quali scene fossero da affidare a quale animatore era fatta in base a come i diversi animatori riuscivano a dar vita ai personaggi.
Ad alcuni di loro, essendo più portati ad esprimere con teatralità di gesti le azioni, venivano affidate le sequenze più attive e in campo lungo, per altri più propensi alle sfumature espressive dei sentimenti venivano affidate le sequenze ravvicinate e i primi piani, sempre in una coralità di lavoro atta a creare il miglior filmato possibile, che non prevedeva ruoli di primadonna ma collaborazione.
I filmati delle animazioni venivano poi montati ed editati dal sig. Marco Visconti e con Ferdinando Palermo che ne ha sempre curato anche la sonorizzazione nonché spesso ne ha scritto le musiche, alla presenza e sotto la direzione di Toni Pagot, che curava il final-cut del filmato e di fatto la regia finale dello spot.

Questo sistema produttivo di condivisione del lavoro mal si confaceva al carattere del sig. Peroni che dopo poco tempo decise di lasciare la PagotFilm.
Il signor Peroni divenne uno dei collaboratori esterni dello studio come già erano i sig. Italo Marazzi, Eliano Forniti ed altri, non perché “non avrebbero saputo a chi rivolgersi” (come esplicitato dal sig. Peroni) ma perché la mole di lavoro per lo studio era elevata e l’uso di maestranze esterne aveva già dato buoni risultati in precedenza.
Toni decise di passare del lavoro al sig. Peroni anche perché questi all’epoca manifestò la sua necessità di avere del lavoro per provvedere alla famiglia, e mio zio non si tirò indietro.
Si tenga conto che tutto il lavoro creativo preliminare (soggetti, storyboard etc.) e finale (montaggio edizione etc. continuò ad essere realizzato in PagotFilm, essendo affidate in esterno solo le fasi esecutive della produzione.

Preferisco sorvolare sulle altre esternazioni del sig. Peroni quali l’affermazione “quella ditta non mi aveva pagato i contributi per tutto il tempo che ero stato loro dipendente” che non corrisponde al vero al pari della versione di una realizzazione autonoma del Carosello Calimero che come detto non trova riscontro nella realtà, ma porre l’accento su un fatto preciso.


Il sig. Peroni è stato assunto alla PagotFilm nel ’63, come da sua stessa dichiarazione, la riunione con Mira Lanza che definì la prima stagione caroselli Calimero fu tenuta nell’autunno ’62 e il deposito da parte dei Pagot alla FIP data 9 novembre 1962 ben prima che il sig. Peroni approdasse agli studi.


La ricostruzione dei fatti quale da me esposta è suffragata da testimonianze dirette e da documenti dell’epoca. Non si tratta quindi di una versione “del punto di vista dei detentori dei diritti” ma di una puntuale confutazione del testo, che ristabilisce la verità storica.

Questo testo viene inviato ora a tutte le agenzie stampa che hanno ricevuto e distribuito la errata notizia sul personaggio Calimero e sarà trasmesso a tutti i giornali che in seguito dovessero ancora fare riferimento alla esposizione del sig. Peroni a confutazione della stessa. Qualsiasi modifica del testo qui proposto implica conseguenze legali.

Per il futuro vorrei invitare a verificare la veridicità dei fatti soprattutto quando tali dichiarazioni risultano lesive dell’immagine di altri, in questo caso di mio padre e mio zio due artisti riconosciuti a livello mondiale già prima della nascita di Carosello, alla cui memoria tengo particolarmente.

Spero che questa mia lettera sia chiarificatrice per tutti.

Marco Pagot

Buongiorno, segnalo che su bandapm.it è disponibile l'ultima avventura di Nerofumo, pubblicata sul Piccolo Missionario di febbraio, insieme a un ricordo di Carlo e omaggi dei colleghi: http://www.bandapm.it/issuu2.php?ID_riv=52&page=14

Ho appreso solamente ora la notizia,desidero esprimere anch'io le mie più sentite condoglianze alla famiglia di Carlo.Seguivo,da suo appassionato lettore,le sue straordinarie e immortali storie sul Giornalino.

Ciao Carlo!
Un tuo affezionatissimo lettore.

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