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FRANCESCO CONIGLIO: 30 ANNI DI SCORRIBANDE EROTICHE

Libero_27-11-11 parte alta

L'opinionista Giampiero Mughini, che è anche un grande collezionista di libri illustrati, conoscitore di fotografia e fumetti, battitore di aste per la Little Nemo di Sergio Pignatone e addentro più di quanto si pensi al mondo dell'editoria che ci coinvolge, invia un segnale in più, se solo ce ne fosse stato bisogno, sulla crisi staventosa che si è abbattuta sull'Italia, non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto da quello culturale.

SomarUn rapporto del quale si è dato conto proprio oggi (che non c'entra con Mughini) sottolineerebbe che appena il 33 % della popolazione, allo stato delle cose, sarebbe in grado di "decifrare" e interpretare dei testi di media difficoltà.
Se ne deduce che l'élite in grado di interessarsi e leggere post come questo sia ancora meno.
E l'altro 70% del Paese?

Cosa ha deforestato il cervello di oltre metà degli italiani, con danni irreparabili su tutti i versanti, provocando incremmento dell'analfabetismo di ritorno, coltivazione sistematica dell'ignoranza di andata e fossisilizzazione dell'inebetimento di sosta?

Tullio De Mauro punta l'indice contro la funzione sciacquacervelli compiuto dalla televisione (tutta), che ha rinnegato l'esempio virtuoso delle sue origini, con Alberto Manzi come mentore dell'analfabetizzazione e l'acculturazione di milioni di italiani che erano degli ignorantoni fatti e finiti nei primissimi anni Sessanta.

De Mauro, anche già qualche anno fa, ha scritto quanto segue (adesso la situazione è peggiorata):

Cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera da un'altra, una cifra dall'altra. Trentotto lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta e a decifrare qualche cifra. Trentatré superano questa condizione ma qui si fermano: un testo scritto che riguardi fatti collettivi, di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura, un grafico con qualche percentuale è un'icona incomprensibile.

Secondo specialisti internazionali, soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea.

Questi dati risultano da due diverse indagini comparative svolte nel 1999-2000 e nel 2004-2005 in diversi paesi. Ad accurati campioni di popolazione in età lavorativa è stato chiesto di rispondere a questionari: uno, elementarissimo, di accesso, e cinque di difficoltà crescente. Si sono così potute osservare le effettive capacità di lettura, comprensione e calcolo degli intervistati, e nella seconda indagine anche le capacità di problem solving.

Strega1Se gli italiani sono ignoranti (forse riprenderemo il discorso in un prossimo post, perché penso che ne valga la pena), si capiscono molte cose circa la loro capacità di fare delle scelte sensate, anche in campo sociale e politico.
E si capisce perché ci troviamo nella situazione attuale, con una disabitudine generale e crescete alla lettura.

Ordunque, se gli italiani non leggono un accidente, e soprattutto non in modo sufficiente a far sopravvivere le case editrici che di pubblicazioni vivono (prive dei contributi, direi infami, dei quali usufruiscono solo alcuni giornali, di partito e non, e - mi risulta - un solo editore) è normale che quando la crisi morde con maggior convinzione, si chiuda la baracca.

Coniglio-Scarpa-Luca

E a questo punto torniamo a Mughini, del quale è stata pubblicata nella giornata di ieri un'intervista interessante da lui raccolta, rivolta a Francesco Coniglio (immortalato sopra a un'edizione di Napoli Comicon di qualche anno fa, con il presente blogger e Laura Scarpa, direttrice di Scuola di Fumetto). Il tutto è avvenuto sul quotidiano Libero.

Per la prima volta, in via ufficiale, Francesco dichiara che la sua casa editrice, la Coniglio Editore, chiude i battenti.
La perdita, per il nostro mondo, è davvero micidiale.

Qualche passo dell'intervista di Mughini, leggibile per intero qui (a parte la mancanza di corredo redazione in questa pagina):

Blue_196_197Lei quando cominciò a guadagnarsi il pane facendo dell’editoria et similia?

«Con un gruppo di amici fondammo a Roma un cineclub, L’Officina film club, che ebbe un qualche successo. Avevo 19 anni quando con Luca Raffaelli e Luca Boschi (omissis, ma grazie, Francesco! NfT) creammo una piccola fanzine, “L’Urlo”, in cui ci avventammo a vantare la dignità del fumetto e dei suoi autori, ivi compresi i loro diritti d’autore».

Sono gli anni in cui a Milano esce un sofisticato mensile dedicato al fumetto di qualità, “Linus”. Voi ragazzacci de “L’Urlo” che cosa ne pensavate?

«Pensavamo tutto il bene possibile della prima serie, quella animata da Giovanni Gandini e Oreste Del Buono. Pensavamo tutto il male possibile della rivista, quando arrivò a dirigerla Fulvia Serra. E siccome al Festival del fumetto di Lucca c’eravamo inventati una sorta di premio ironico dal titolo “Una vita sprecata per il fumetto”, lo assegnammo alla Serra».

Il personaggio che fa da trampolino alla sua carriera di editore è l’Alberto Lupo disegnato da Silver...

«Silver aveva cominciato da aiutante di Bonvi, il famoso disegnatore di fumetti bolognese. Lui faceva già una rivistina centrata sulle avventure di Alberto Lupo, di cui vendeva 20mila copie a numero. Creai una nuova sigla editoriale, l’Acme, e ne divenni l’editore. Per molti anni ne vendemmo sino a 120mila copie a numero. Un successo incredibile».

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Thumbfalsecut1322476622966_475_280

Blue_08_672-458_resizeDA «L’URLO» A «COMICS WEB»

Nato a Lucca nel 1957, Francesco Coniglio, grande appassionato e collezionista di mu- sica (specie il “progressive rock”), editore per oltre 30 anni, a cominciare da una piccola fanzine (“L’Urlo”) adesso sul punto di trasformarsi in semplice editor per “spingere” i libri degli amici più bravi, ha pubblicato la prima rivista italiana dedicata al fumetto erotico di qualità (“Blue”, 200 numeri dal 1990 fino al dicembre 2009, una parabola da 20mila a 2mila copie), le altre riviste “X Comics”, “Touch” e “Musica Leggera” (diretta da Maurizio Becker).

Nel 2010 ha dato vita anche a “Comics Web”, una rivista gratuita in formato pdf consultabile online che raccoglie autori esordienti di fumetti.
Francesco
Coniglio è anche l’autore delle colonne sonore dei primi cinque film porno girati da Rocco Siffredi come regista.

LA CONIGLIO EDITORE

Fondata nel 2001 a Roma da Francesco e dal fratello Diego, pubblica soprattutto volumi riguardanti il fumetto e la musica leggera, con qualche incursione nella narrativa e nella saggistica varia. Tra gli autori pubblicati ricordiamo: Milo Manara, Filippo Scozzari, Andrea Plazzi, Laura Scarpa, Gianluca Piredda, Federico Fiumani, Luciano Ceri, Pasquale Panella, Cynthia Powell, Maurizio Becker, Giulio Borrelli e Giuliano Compagno.

Mettiuntigrenelmotore

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Coniglio caricatura blog

Festa Coniglio a Firenze

Sopra, una remota foto scattata in un sontuoso hotel di Firenze da Paolo Altibrandi, in occasione di una festa della casa editrice A.C.M.E., primi anni Novanta del secolo scorso.

Touch

Grazie a Loris Cantarelli per la collaborazione.

Commenti

Mi spiace moltro, perché le testate di Coniglio sono sempre state di qualità molto alta. I suoi libri su cantanti e musicisti sono quanto di meglio si potesse sperare di vedere stampato in Italia.
Spero che Coniglio faccia l'editorm, come ha dichiarato a Mughini, per qualche editore lungimirante che sappia pprezzare le sue qualità e il suo fiuto.

Una domanda Alle spalle, nella foto, vedo dei poster con Alan Moore. Qualcuno sa dirmi a cosa si riferivano?

Bonelli è morto, Coniglio chiude... Sembra "Sette piccoli indiani"... chi sarà il prossimo?

Succede, quando non si pagano gli autori nonostante le promesse.
Non è una gran perdita per l'editoria.

C'è voluto davvero un coraggio da Coniglio a far uscire tutto quello che ha fatto uscire Francesco: riviste, albi, collane, libri. E c'è voluta tutta la sua grande passione (ogni passione un'edizione) per fumetti, cinema, musica, eros... Oggi va di moda il graphic novel, il graphic journalism, il graphic reportage e il graphic vattelapesca; oggi tutti stampano e ristampano gioielli preziosi come Valentina, Bone, Cages, Strangers in Paradise, Magnus erotico... Ma pochi ricordano che Coniglio l'aveva già fatto, per primo, tanti anni fa. Amava, stampava e pubblicava fumetti, così come si chiamavano allora, senza tanti birignao intellettualistici. Fumetti da leggere, guardare e annusare (ah, il profumo degli inchiostri di una volta!), da bravi voyeur quali tutti un po' siamo.
Grazie Francesco e auguri. Come editor e come editore (statene certi, prima o poi ritorna).

Ma che dici, Autore? Non ve bene, questo tuo commento. Inappropriato. Capisco le rivendicazioni, e che tutti hanno diritto a essere pagati se ci sono stati accordi precisi in merito, ma ci sono momenti nei quali è meglio evitare di fare dichiarazioni plateali che dimostrano un po' di livore non elaborato e se ve ne sono gli estremi rivolgersi a chi deve onorare il credito, andare da un avvocato e così via. E quando ci sono delle chiusure determinate da motivi "più ampi" sarebbe meglio informarsi. Per esempio, lo sai quanta gente è "rimasta sotto" (e parliamo di editori, non autori) al "salto" della catena distributiva nelle edicole? Lo sai che quello che un tempo fu il più grande distributore italiano è "esploso" qualche mene fa lasciando tutti in braghe di tela?
E' vero che di queste cose non si è parlato, Autore, e mi fa specie. I giornali, che dei distributori hanno paura, o tengono comunque il capo chino, hanno preferito stare zittini zittini.
Cordialmente.

Un Semplice Lettore

Anche io ho sempre apprezzato le riviste di Coniglio Editore, non sapevo che fosse stato dietro anche al rilancio di Lupo Alberto (che leggo sporadicamente anche se Silver è un grande, l'ho sempre considerato tale dai tempi di Eureka).
Parlate in modo criptico, Autore e Lettore.
E poi, perché coprirvi dall'anonimato?

A cosa vi riferite?
Quale fallimento?
Ciao e grazie.

Mi spiace che Coniglio chiude, anche questo è un segno della crisi in cui versa la nostra amata nazione. E' una perdita diversa da quella di Bonelli ma ne sentiremo la mancanza.
Questo autunno è pieno solo di notizie tristi.

Caro "autore non pagato",
ti capisco e capisco la tua frustrazione. Soprattutto per le risposte che ricevi. Voglio parlare in generale e non di questo specifico editore - ma ne ho conosciuti - molti altri. Questo è quello che io chiamo il metodo B. e che molti imprenditori hanno fatto e mettono in pratica: fai lavorare un disegnatore ma anche un tipografo, un catering etc. Non paghi e ti rivolgi a un altro -il successivo sulle pagine gialle. Sai quanti ce ne sono? Qualcuno di questi, ingoiando l'orgoglio cerca di mettere sull'avviso i colleghi e, logicamente, questo imprenditore non dovrebbe più trovare collaborazioni. E invece - qui si dovrebbe indagare psichiatricamente - il collega che avvisi si butta con più vigore, il suo pensiero sarà che lui é più furbo, é più bravo o "chissà che c'é sotto che non mi dice". Poi verrà a sua volta gabbato ma tacerà per vergogna e, anche se lo dicesse, troverà il successivo della lista che ripeterà le sue azioni.
Quante cadute
Si son vedute!
Chi perse il credito,
Chi perse il fiato,
Chi la collottola
E chi lo Stato.
Ma capofitti
Cascaron gli asini;
Noi valentuomini
Siam sempre ritti,
Mangiando i frutti
Del mal di tutti.

Quale delizia,
quale dovizia,
questo Sandrone quanto mi sfizia!
Come tant'altri non è una cima,
ma si cimenta a scrivere in rima.
Io ben l'apprezzo,
vivo ad Arezzo,
ma quel che dice capisco a mezzo.
Ci sono autori poco pagati
che quasi mai si sono firmati,
si contan forse sopra una mano
quei che lo fanno, come Fraviano.
Molto mi secca
(non è una pecca)
se qualchedun scriva cosa assai vaga
e, se tipografo, non vede la paga.
Ma più mi secca l'anonimato
(uomo avvisato, mezzo pagato)
di chi vergognasi a fare un passo:
lancia la mano e trattiene il sasso.
Chi sonno "Anonimo" giammai si cela
e nel silenzio si tesse la tela?
Ma incuriosito son da Sandrone,
che porta fatti, non opinione,
e se capisco: girar fa i maroni
questo ch'è il metodo di Berlusconi.
Certo, il musetto divien catatonico
però sfogliando di poi 'l telefonico
elenco, si cerca qual è la gran via
che porta a un'altra (di) tipografia.
Chiodo su chiodo, in un ann'e un mese
si mette in croce tutto il Paese.

Mica è un mistero:
la cosa è palese!

A parte la deriva poetica che sta prendendo questo post, o meglio i suoi commenti, mi unisco al rammarico per la cessazione di attività di un grande editore, nella speranza che ci pensi su due volte e fra un po', magari, torni a lanciatrsi nell'agone editoriale.
E' mica facile fare l'editore oggi, di fumetti o di altro, se non si hanno sovvenzioni (per esempio per la carta, come avviene per - guarda caso - la Mondadori ). Qui leggo:

"La parte più cospicua delle provvidenze se ne va in “contributi indiretti”: agevolazioni postali (228 milioni nel 2004), rimborsi per l’acquisto della carta (per fortuna aboliti nel 2005), agevolazioni telefoniche, elettriche, ecc. Contributi che premiano in particolare i grandi gruppi editoriali con molte testate, alte tirature e ampi organici. Così la Rcs è arrivata in un anno a prendere 23 milioni, la Mondadori 19 per le poste e 10 per la carta,..."

http://www.stampalternativa.it/wordpress/2007/10/17/la-casta-dei-giornali-i-contributi-alla-stampa/


Se questi due editori spendono meno per stampare fumetti, non è concorrenza con metodi sporchi rispetto ad altri editori che vivono dei loro introiti?
Domando.
Cosa ne pensate?
Io ripenso allo slogan dantesco, e imperitur,o che mi frulla in testa: !Ahi, serva Italia, di dolore ostello!"

E' stato scritto:
...E' mica facile fare l'editore oggi, di fumetti o di altro, se non si hanno sovvenzioni (per esempio per la carta, come avviene per - guarda caso - la Mondadori )...


compresi gli editori di fumetti, questo é solo un anno:
http://legislature.camera.it/_dati/leg09/lavori/stampati/pdf/067_006001_F003.pdf

Qualcuno dica a Mughini che si scrive Lupo Alberto e non il contrario

Sandrone, salve...
Prima di tiutto un saluto generale., è la prima volta che scrivo
Complimenti per il post e un saluto da lettore a "Blue", che è stata una rivista ottima, molto "comprensiva" anche per gli amanti degli "Happy feet" (e non parlo dei pinguini del film).

Mi interessebbe sapere quali editori di fumetti hanno avuto sovvenzioni con denaro pubblico ma (dipenderà da me, non so) il link col pdf che hai segnalato mi dà pagine completamente bianche:
http://legislature.camera.it/_dati/leg09/lavori/stampati/pdf/067_006001_F003.pdf

Dipende da me?
C'è stata la fiera del bianco?


Arrivederci e auguroni.

Qualcuno sa dove trovare un documento più recente? Questo è del 1984

Stamani, martedì 29 Novembre, alle ore 11:00

Presso la Sala Del Consiglio della Provincia Di Perugia

Si tè tenuta la conferenza stampa per la presentazione del volume a fumetti:

BATTITI DI LEGALITÀ - UNA STORIA DI MAFIA

Con la presenza:
degli autori: Mirko Perniola & Lola Airaghi
del presidente dell’associazione Amici del fumetto Città di Castello, Gianfranco Bellini.
e delle autorità:

Luca Palamara presidente dell’ANM l’Associazione Nazionale Magistrati
Marco Vinicio Guasticchi Presidente della Provincia di Perugia
Donatella Porzi Assessore alla cultura.
Ciò detto, vi saluto.

Io continuo a vedere tutto bianco nel pdf...

un grazie a van vitellio per la notizia di (avvenuto) evento perugino. Noi qui a Perugia dobbiamo scoprirlo dal blog di luca boschi cosa succede a perugia! complimenti sempre agli amici del fumetto di città di castello (anche con campanilistica ma solo amichevole invidia), ma la provincia perchè non pubblicizza queste riunioni carbonare? Ho già perso la presentazione del volume di Palumbo dell'anno scorso, ora mi perdo pure quest'altra cosa....forse che l'unica biblioteca comunale di fumetti del centro italia poteva essere (insieme ai suoi 1350 soci) essere informata? Mediti il presidente dell'ente....

Hanno ragione sia l'Autore non pagato che il Lettore comune.
In Italia ricorre spesso, specie nel campo artistico o editoriale, questa figura di imprenditore che viola un sacco di leggi, fa il furbetto, magari fallisce e viene processato per bancarotta, non paga... dovrebbe essere considerato, codici penali alla mano, poco più di un criminale, ma invece lo si finisce per vedere come un benemerito. E perché? Perché, grazie a questi trucchi, tiene in piedi una attività che altrimenti non esisterebbe. Perché in fondo, per qualche creditore non pagato, ce ne sono altri che solo grazie a lui si sono affermati. Perché si ha sempre la sensazione che fare l'imprenditore in maniera onesta, in questo paese sia tecnicamente impossibile.
Per cui persone del genere finiscono con l'essere visti, secondo i punti di vista, come degli Eroi o come il Male assoluto.
Non so se queste categorie si attagliano al caso dell'editore Coniglio, ma sicuramente mi vengono in mente Dino De Laurentiis e altri produttori cinematografici.

A parte che vedo ancora la fiera del bianco... Be', devo dire che meno male che questo blog esiste e che i suoi utenti, perugini e non, si danno da fare per postare le informazioni che più ci piacciono.
Lola Airaghi è molto brava e molto simpatica. Potrei sbagliare ma credo che ci sia anche un contatto con l'argomento di questo post: potrebbe aver lavorato per "Blue" in passato (o me lo sono sognato? Non ho tutti i numeri della rivista, purtroppo, anche se avevo acquistato i primi nell'ormai lontano 1990).

Gran bella conversazione!
Di Dino De Laurentis non so molto, ci sono degli articoli in rete che comprovano la "garibaldineria" di questo produttore, socio di Carlo Ponti (che fu condannato a suo tempo per reati finanziari, o sbaglio? E anche la zietta di Alessandra Mussolini, Sofia Loren, per un po' se ne ando' all'estero per scherzetti di queto genere, no?).

http://finanza.it.msn.com/speciali/incubo-fisco-storie-di-vip-grandi-evasori?page=6


Cito:
SOFIA LOREN: Ma c'è chi le manette per evasione le ha conosciute, pur se vip. La Loren ha dovuto scontare qualche giorno di carcere per avere omesso di presentare la denuncia dei redditi, definiti in 112 milioni di "vecchissime" lire d'imponibile per gli anni 1963-64. norma.

Naturalmente il mio messaggio è riferito all'impostazione del commento di FrancyDuck.

A me piacerebbe sapere di più del distributore che ha chiuso. Chi è? Perché?

amico Damiano,
l'indirizzo é valido se non lo leggi forse é un problema del tuo browser, scarica il PDF sulla scrivania e lo potrai leggere.

per Daniele: direi la A. & G. MARCO. Distribuiva i fumetti Bonelli e un mucchio di altra roba.

A. & G. MARCO era da un po che non distribuiva più i Bonelli. Credo che Sergio, con l'acume che ha sempre avuto per gli affari, avesse capito il cattivo stato o quantomeno fosse passato a un distributore che chiedeva meno %.

ECCO, Daniele:
http://edicolepuntobusiness.blogspot.com/2011/05/dopo-piu-di-110-anni-marco-chiude.html

Un illustre gigante è crollato.
Dopo più di 110 anni dedicati alla distribuzione A&G Marco cesserà l’attività con il 31 maggio. Tutto ciò che doveva prefigurarsi con il distributore nazionale Parrini e che a sorpresa non si è poi verificato, va definitivamente a decadere. I colleghi ( distributori nazionali) hanno già cominciato a spolpare il cadavere.

Domus va a Sodip, Europublishing e Fotoedizioni ad M-Dis, Quadratum a Me.PE. a Parrini….vedremo. Sicuro è che gli editori serviti da A&G Marco dovranno rimanere sul mercato e da qualcuno verranno distribuiti.
La polpa negli anni era già stata sottratta a furia di ribassi dahl illusstri colleghi della A&G Marco e penso alla Disney e alla Bonelli , quasi da pensare che alla fine basta poco per concentrare in poche mani enormi poteri monopolistici. Il mercato è di Press-Di ed M-Dis ed il duopolio oramai gestisce l’editoria in Italia.

Ci auguriamo che i lavoratori di Corbetta possano trovare un occupazione nel più breve tempo possibile ma pensiamo anche ai milioni di euro nelle nostre edicole che devono essere rese.
Massima attenzione alle chiamate resa di A&G Marco. Tutti i i distributori locali d’Italia stanno correndo per non rischiare di trovarsi tra le mani cartaccia. Il rivenditore deve fare altrettanto.

Attendiamo quindi il prossimo cadavere. Mi chiedo anche però cosa accadrà quando anche i distributori nazionali più puliti saranno anche loro “sporcati” da cartaccia che genera solo costi alla filiera…
Posted 25th May by Sud Milano

Un bel casino!

Ognuno tragga le proprie conclusioni, io solo, da piccolo editore, che alla distribuzione da edicola non farò più riferimento. Ho letto lamentele perché in edicola arriva in maggioranza spazzatura (giochi, ricopertnati, cartaccia, etc), la risposta é semplice perché é l'unica che almeno rende. Un editore prepara una bella rivista, paga i collaboratori, la fa stampare (la distribuzione chiede un certo numero di copie sempre molto superiore al vendibile). Poi cala l'oblio, bancali abbandonati in magazzino ancora con la plastica, pagamento del venduto a 180gg. (se va bene), rese, rese inutilizzabili (perdonare il bisticcio), perché rientrate strappate, bagnate, monche. per aver un buon trattamento si deve avere un prodotto conosciuto e vendibile ma per avere un prodotto conosciuto e vendibile si deve aver un buon trattamento. Alla fine sarebbe meglio andare in edicola (come molti fanno) con ricopertinati che costano solo il prezzo della carta da macero. Quel che rientra in utile è buono, quel non rientra non è una perdita.

Buona sera.
L'ultimo intervento di Sandrone è apocalittico, ma non lo biasimo affatto. Se è un piccolo editore avrà buona conoscenza del circuito.
Ma allora, stando così le cose, che si fa?
Parliamone. La situqazione è più grave di quel che si pensi. Apriamo un dibattito, ci vuole informazione!

Sandrone (scusa l'ignoranza, ma la tua casa editrice qual è?) ha ragione, ma non è una situazione recente, è proprio la gestione che sempre è stata fatta del materiale da edicola, lamentele che sento da sempre (rese inutilizzabili; richiesta di troppe copie, che ovviamente generano tante rese; la penale sulle rese, che quindi risulta come una presa in giro; distribuzione non mirata, per cui hai edicole dove non si vende con 5 copie e edicole dove si vende con una sola copia; etc etc) e sempre "giustificate" da una frase: i fumetti sono una fetta del mercato troppo piccola per poterci spendere molta energia distributiva. Che è certamente vero, ma ovviamente il settore ne risente, per cui la fetta del mercato è sempre più piccola.

Bonelli è morto, Coniglio chiude... Sembra "Sette piccoli indiani"... chi sarà il prossimo?

francesco il prossimo è silver con lupo alberto

dato che è stato citato bonvi faccio una domanda

volevo chiedere quella ventina di storie di cattivik fatte da bonvi su tiramolla perchè non le hanno ristampate mai su nessun libro?(al contrario de quelle di silver ristampate dalla prima all'ultima)sono brutte? si possono reperire in rete? Almeno una per vedere come sono fatte, in fondo sono le originali il personaggi l'ha inventato lu

Nicola, provo a chiedere a Luca, gli telefono o gli scrivo se non sta leggendo questo blog e ti faccio sapere. Potrei sbagliare, ma penso che in realtà siano state ristampate e proprio da Coniglio con la ACME anche se tanti anni fa e proprio in coda a uno dei mensili come Cattivik o Lupo Alberto.
Ma se intendi "ristampe recenti" penso proprio che non sia avvenuto.
Ciao.
Perché ti accanisci contro Lupo Alberto?
E' un personagio magnifico!

Editori medi e medio-piccoli col vizietto del fallimento facile, purtroppo, in Italia se ne sono visti più d'uno. Coniglio è uno di questi, a quanto mi si dice, perciò anch'io non compiango troppo la sua resa. Il gioco è facile: si fa una Srl (società a responsabilità limitata) e quando si sono accumulati un po' di debiti si portano i libri contabili in tribunale: un "curatore fallimentare" provvederà a vendere quel che c'è nella casa editrice e, col ricavato, pagare (in percentuale) i creditori, ai quali di solito tocca poco o niente. Intanto l'editore furbetto si apre un'altra ragione sociale (casa editrice) e ricomincia, sperando che stavolta vada meglio. Se va di nuovo male... tanto l'editore risponde solo del capitale versato, di solito già speso. Quando un editore, anni fa, stampava tutto e il contrario di tutto, spendendo e spandendo senza criterio, io mi domandai: "Ma come fa a dormire la notte, con tutti i debiti che sta accumulando?" e un collega che ne sapeva più di me rispose: "Chi non dorme la notte è il tipografo che si aspetta di essere pagato per tutto quello che gli stampa e non vedrà una lira, quando l'editore porterà i libri contabili in tribunale e dichiarerà fallimento." Siamo italiani! Avanti così!

a me piace lupo alberto ma stà per chiudere lo dicono gli autori stessi

L'avessimo almeno inventato noi il sistema dei "libri in tribunale" avremmo almeno un primato, seppur negativo. Ma è una prassi ben consolidata dagli americani, e portata avanti ogni due o tre anni da una celebrata editrice di supereroi. Che fanno anche di peggio, non fanno il fallimento pilotato quando sono pieni di debiti ma quando gli avvocati contabili, a fine anno, fanno presente che si sta guadagnando meno del preventivato.

Ne sai "troppe", Sandrone!
Mi interesso di fumetti fino a un certo punto, ho incocciato in questo blog quando si occupava di questioni politiche poi ce so' rimasta attaccata; ma deduco che la società USA alla quale alludi sia la Marvel. Ho indovinato? Non sapevo che ogni poco cambiasse ragione sociale (perché quando si fallisce dopo mica se po' riaprire con la vecchia, vero?).

Anch'io volevo chiederti a quale casa editrice appartieni.
E volevo chiedere a Nicola...
DOVE gli autori di Lupo Alberto scrivono che la pubblicazione sta per chiudere?
Nel "giornalino" stesso?

Boh!

Grazie, siete 'na miniera, ragazzi!

Panorama veramente sconfortante :-( . Mi dispiace per le chiusure avvenute e prossime. Ma, oltre a chiedermi dove sono finiti i fumetti di una volta, mi chiedo dove sia il pubblico di una volta. Quello vecchio, impegnato in cose più serie, di ricambio non ce n'è o poco ... manco con Garfield si vende più (v. la chiusura, anni fa, di "Eureka Strip" della M.B.P., dopo appena quattro numeri, ingiustissimo, e lo dico senza essere particolarmente sostenitore della suddetta casa editrice). Ma l'umorismo fa sempre fatica, vedi l'insuccesso di "Maxmagnus" ...
Riguardo al Cattivik di Bonvi, ne ho potute leggere diverse storie (tra cui una nella quale Bonvi incontrava Cattivik) ed erano uno spasso :-D

Nessuno di noi ha detto che Lupo Alberto sta per chiudere. Ha ridotto la produzione di storie inedite, ma esce normalmente.

meglio così allora ho mal interpretato le parole di giac

E' dura per me rassegnarmi al fatto che il lupo sarà...è solo una delle collaborazioni e non il lavoro.

per marcello: ma sei il Marcello per antonomasia, famoso autore di fumetti?

e per Nicola: ma Silver è unico editore di se stesso? Anni fa il Lupo non era pubblicato proprio dal Coniglio?

Per Francyduck: del "Marcello per antonomasia" non me l'aveva ancora dato nessuno, ma sì, sono l'autore di Dante e tutto il resto. E ancora sì: come dice anche nell'intervista su Libero, il Lupo è stato pubblicato anche da Coniglio (sembra di stare ne "La vecchia fattoria"...), poi si separarono, non so se per qualche scazzo (mi sembra vagamente di ricordare qualcosa del genere...) o solo per decisione di indipendenza dell'Autore.

Dài, non era offensivo... magari non frega niente agli altri frequentatori del blog, ma abbiamo avuto contatti telefonici eoni fa, quando dirigevi "Fumo".

Forse che francesco - francyduck, mio quasi omonimo, era uno dei "mandati al Marcello"?

F.

peggio, ho scritto qualche articolo e qualche recensione

Lo so... scherzavo!
Ora però devi dirmi chi diavolo sei! Il nome Francesco non mi basta per ripescare nella memoria tracce della tua collaborazione trascorsa... e non pretenderai che mi metta a sfogliare più di 50 numeri della rivista alla ricerca del tuo nome completo. Ché, magari, usavi pure uno pseudonimo come l'Anemico/Barbieri?

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