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JERRY SPRING E CARLOS TRILLO SU LANCIOSTORY (prima parte)

Tipitì

Questa settimana, nella tradizionale rubrica Nuvolette, Luca Raffaelli mi telefona e chiacchieriamo per iscritto. Il tutto si può trovare in edicola, nel numero in distribuzione ancora per pochi giorni di Lanciostory, bel settimanale dell'Aurea Editoriale, che lo ha rilevato da qualche mese dalla notoria Eura lasciandolo inalterato nelle sue caratteristiche (e, anzi, ripristinando la rubrica Nuvolette che era stata sopresa nell'ultimo periodo di vita della versione Eura).

I fumetti del settimanale sono sempre splendidi; ma in particolare a noi appassionati della bedé fa molto piacere rileggere, nello splendore del bianco e nero che mette meglio in risalto l'inchiostrazione di Jijè (pseudonimo di Joseph Gillain, Gedinne, 13 gennaio 1914 – Versailles, 20 giugno 1980): il western storico Jerry Spring, pubblicato in Belgio dall'editore Dupuis sul settimanale Spirou.

Il classico, che servì da palestra anche al giovane Jean Giraud (alias Gir, alias Moebius), assistente di Jijé, non è mai stato pubblicato in modo sistematico e accettabile in Italia, dove ha comunque fatto capolino da più "giornaletti".

Sotto, la copertina del suo primo volumetto, in francese: Golden Creek (Il segreto della miniera abbandonata).

Jerry volume uno

Jerry spring su Nuvolette

Come si dice anche in Nuvolette, il debutto in Italia del cow boy è avvenuto sul tascabile quindicinale Tipitì, pubblicato dalla casa editrice Dardo di Gino Casarotti, in cerca di nuovi territori da esplorare per il lancio di un nuovo pocket con personaggi preferibilmente umoristici. In effetti, non era ancora rimarginata la ferita per la chiusura di Chicchirichì, trasformatosi "a furor di popolo" in Tarzanetto: il personaggio di Antonio Terenghi più popolare della testata.

Un paio di anni è passto e anche quest'ultimo tascabile per ragazzi non rende quanto sperato da Casarotti, abituato al venduto spropositato di Capitan Miki e de Il grande Blek, vere miniere d'oro. La vulgata (che ha sicuramente un fondo di verità) vuole che le avventure anche umoristiche del piccolo Miki incontrassero nei primi anni Sessanta maggior successo di pubblico di un evergreen come Tex Willer.

Il western è comunque un genere che interessa i lettori italiani e per questa ragione Casarotti (ma nello specifico il suo redattore factotum Franco Baglioni) punta su Jerry Spring accogliendolo comunque in un florilegio di personaggi disegnati con stile umoristico, vera mosca bianca fra Gil Jourdan (di Maurice Tillieux, chiamato Gil Giordan, immagine sotto), Capitan Nick e appunto Tipitì e Roland (che sono Johan et Pirlouit).

Gil_jourdan_001

In apertura di post la copertina di Tipitì riprodotta anche su Lanciostory.

Strunfii

Con un nevrotico ed energico CLICCONE sull'immagine, magari doppio, è possibile anche leggere direttamente qualche passo della rubrica di Luca (Raffaelli). Il che non esime i visitors di Cartoonist Globale dall'acquisto del fascicolo.

Il collegamento fra Jerry Spring e l'attività editoriale della Dardo nel suo complesso è evidente. Sul West la casa editrice milanese punta molto, come dimostrano le figurine allegate a vari periodici della casa editrice, le Lontano West.

Il secondo album della collezione sarà allegato in omaggio proprio a a Tipitì, in particolare al n. 25 del 1° luglio 1963.

Lontano west2-cover

Lontano west2-retro

(fine della prima parte)

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Commenti

In passato ne avete parlato, per cui vi sottopongo queste interessanti riflessioni di Lavinia sulla Mondadori:
http://lavischroeder.altervista.org/blog/

Ciò detto, attendo la parte seconda, dato che qui non si parla ancora di Trillo. Era rimasta ametà la sua ultima intervista.
Provvederete, vero?
Jerry Spring non l'ho mai letto, perché il West non mi interessa, ma forse ci faccio un pensierino.

Mi ricordo le figurine Lontano Wedst! Che nostalgia! Erano anche dentro gli albi a striscia, due per albetto.

Oh Luca, sai che potrei uccidere per avere ad alta risoluzione questa immagine: http://nova100.typepad.com/.a/6a00d8341c684553ef014e89125bce970d-pi ?
:-)
Non è che per caso è una tua scan? (sai, il buon Fabrizio Mazzotta e io stiamo raccogliendo il materiale per chiudere finalmente il libro sui Puffi...)

Domani o dopodomani, comunque, ci sentiamo (se riesco a beccarti a orari umani! :p)

Accidenti, Davide!


Ma certo che è uno scan dalla mia collezione di "Tipitì" (oggi per ragioni varie ho dovuto interrompere il lungo post in merito - e poi, questi post non sono mai definitivi, resta fuori sempre un sacco di roba; la seconda parte è quasi pronta, tuttavia, piena di informazioni e immagini).

Ti spedisco questa immagine, probabilmente ti mando una mail privata, ma... ne ho una che a te a a Fabrizio Mazzotta potrebbe risultare ancora più utile perché tratta da una "Raccolta Tipiì", dove Tipitì (Pirlouit) e Roland (Johan) sono alle prese con un cero numero di Puffi.

A tra poco!


L.

Luca--
sei fantastico. Grazie mille, davvero! :)
Oggi sono più o meno via tutto il dì, ma stasera provo a contattarti al solito modo!

Intanto buona giornata, e un abbraccio!

nel post viene citato Tarzanetto che ho letto sul CdP: non sapevo fosse nato nel '54!

Hi, Davide,
ancora un attimo e ho quasi fatto! Poi, magari, metto on line la versione della cover com'era e quella restaurata, così vedi il lavoro che ho dovuto fare!
Ma non domani, che sono... con la signora Diane.


Paolo,
sì... Tarzanetto nasce comprimario all'interno della storia di un altro personaggino di Terenghi, su "Chicchirichì". Poi, Terenghi lo lancia da solo.
Ho visto le tavole originali di quella prima storia e di tante altre, eccezionali, inchiostrate divinamente; ne impiegammo alcune per una mostra personale di Terenghi a Expocartoon, nel 1999, e qualche mese prima a Lucca Comics (versione primaverile), in una rassegna dedicata al solo Tarzanetto.


Le tavole del "Corriere dei Piccoli", pur significative, lo sono molto meno di queste iniziali create per la Dardo.

Ciao!

L.

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