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FRATELLI... D'INCHIOSTRO! Il RISORGIMENTO NEL FUMETTO di Pier Luigi Gaspa

Garibaldino blog

Arriba Gringo! (immagine sopra) di Antonino Mancuso e Cesarina Amoretti Putato ci aiuta a introdurre il lungo excursus che i più fortunati potreanno ascolatre e vedere in due momenti a Torino i prossimi sabato e domenica, in occasione della Fiera Internazionale del Libro.

Il loro autore e presentatore (il nostro amico Pier Luigi Gaspa) ce ne propone una sintesi in anteprima. A lui la parola.

Fratelli... d’inchiostro. I fumetti e il Risorgimento
si tiene sabato 14 alle 12.30 h
presso la Sala Comics Centre

a cura di Ecomuseo della Resistenza Colle del Lys «Carlo Mastri»

Intervengono: Marco Brunazzi, Fulvio Gambotto, Pier Luigi Gaspa

Otto regine aRTIBANI-pALUMBO

Nonostante rappresenti uno dei momenti fondamentali della storia del nostro Paese, e con le sue vicende storiche, politiche e sociali costituisca una fonte amplissima di storie e personaggi, il Risorgimento non ha mai trovato grande attenzione da parte del mondo del fumetto italiano. Accomunato in questo alla Resistenza contro il nazifascismo, nel corso dei decenni ha visto preferirgli ambientazioni esotiche, oppure periodi e personaggi storici del tutto diversi, anche problematici e accattivanti, ma per la maggior parte lontani dalle ambientazioni e dalle vicende che hanno portato alla nascita dell'Italia come nazione.

Quello che segue è una sorta di viaggio al seguito di carbonari, patrioti e garibaldini a fumetti, realizzato grazie anche al contributo di Luca Boschi e Luciano Niccolai, che hanno fornito parte delle pubblicazioni dalle quali tali immagini sono state tratte. Come citazione d'obbligo appare quella del Fumetto, la rivista dell'ANAFI che nel suo ultimo numero apparso nel 2011 pubblica una serie di interventi critico-storici sull'argomento, utilissimi anche per la stesura di queste righe.

Date le premesse, non stupisce affatto la scarsità di storie a fumetti sul tema, alcune peraltro assai difficili da rintracciare in quanto risalgono agli esordi del fumetto avventuroso italiano, negli anni trenta del secolo scorso.

Già durante il ventennio fascista, durante il quale, per l'appunto, nasce il fumetto d'avventura italiano, la presenza del Risorgimento nelle storie disegnate è parecchio rarefatta, anche se fra gli autori delle vicende, tutte rigorosamente senza un personaggio fisso - che il Risorgimento a fumetto non avrà mai - si riscontrano nomi e personalità di tutto rispetto. La carrellata di storie può iniziare certamente con I ragazzi di Portoria, apparso sul settimanale Giungla dell'editore fiorentino Nerbini, che narra la storia di Giovan Battista Perasso, detto Balilla e dell'insurrezione genovese contro l'occupazione asburgica partita da un lancio di sassi del ragazzo, il 5 dicembre 1746.

Primula rossa risorgimento

A questa vicenda si affianca La Primula Rossa del Risorgimento, storia scritta dallo sceneggiatore e futuro regista neorealistico Cesare Zavattini per i disegni di Pier Lorenzo De Vita, apparsa su Paperino nel 1938.

Ambientata nella Milano nel 1848, inizia con un generale Radetzky preoccupato per la campagna contro il fumo che alcuni affiliati a società segrete stanno conducendo tra i milanesi, sfruttando l'aumento delle tasse sul fumo per protestare contro il regime oppressivo degli austriaci.

Sempre nel 1848, ma partendo da Mestre, è ambientata Anche l'ombra è luce, apparsa su Topolino Giornale su soggetto di Olga Visentini e disegni di Sergio Carpi.

Le immagini riferite a questa storia sono state assai ridotte, ma con un CLIC o due diventano di ampio fomato.

Anche l'ombra è luce 1

Forse, però, la vicenda prebellica più interessante, anche per i suoi successivi risvolti, è rappresentata da Cuore garibaldino, pubblicata sull'Intrepido dei Fratelli Del Duca che, come si intuisce dal titolo, narra le gesta dell'eroe dei due mondi e dei suoi seguaci in camicia rossa.

La serie si interrompe durante il secondo conflitto mondiale per riprendere solo al termine delle ostilità, cambiando autori e ambientazione, ma con un elemento in comune a segnarne la continuità e in un certo senso la filosofia: il protagonista, Leandro Stigli, è il nipote di quello Stigli al seguito di Garibaldi, e vive una serie di avventure partigiane che, in qualche maniera, stabiliscono un collegamento fra Risorgimento e Resistenza.

I ragazzi di Portoria Balilla

In pieno conflitto appare infine La fiamma che non si spegne, vicenda basata sul romanzo risorgimentale di Enzo Gemignani e disegnata da quella che di lì a pochi anni diventerà un vero monumento del fumetto italiano: Aurelio Galleppini, il mitico 'Galep', papà grafico di Tex Willer.

La fiamma che non si spegne Galleppini

Gli anni Cinquanta vedono poco o niente in tema risorgimentale. Citiamo per esempio la striscia Il tamburino del re (1951) e il suo seguito Camicia Rossa (i titoli sono già un programma), di Cesare Solini e Leone Cimpellin (più tardi apprezzato disegnatore di tante storie apparse sul Corriere dei Piccoli).

Non mancano altro esempi sporadici, come Patrizia, racconto per ragazze apparso su La Vispa Teresa nel 1954, che abbina temi sentimentali alla repressione austriaca nella Repubblica Veneta del 1849, oppure Il tamburino del Quarto, un Albo dell'intrepido del 1957 dotato di una evocativa copertina, tra guappi (!) traditori e coraggiosi bambini rimasti orfani.

Mentre “toscani, umbri, marchigiani, napoletani sono accordi da ogni angolo d'Italia per arruolarsi sotto la bandiera tricolore nell'esercito che per essi è già 'l'esercito italiano'...”. Non manca una buona dose di retorica, come nella migliore tradizione delle pubblicazioni della Casa Editrice Universo.

LE FIGURINE DI gARIBALDI

Mancano invece coloro che furono protagonisti storici del Risorgimento.

Un primo assaggio (Radetzky a parte) lo troviamo sull'intrepido, in una lunga storia dall'improbabile titolo: Arriba Gringo!.

Ad un certo punto, nella vicenda compare nientemeno che Giuseppe Mazzini, in esilio in Inghilterra. Due giovani italiani partono per Londra per andare a ricevere istruzioni dal fondatore della Giovine Italia, ma da questi finisce per presentarsi un impostore austriaco, al quale vengono affidate lettere per tutti i cospiratori italiani. Una ghiotta occasione per eliminarli tutti senza colpo ferire. Ovviamente le cose finiranno bene.

È interessante rilevare che la comparsa di Mazzini avviene intorno al 1961, centenario dell'Unità d'Italia, rappresentando probabilmente un omaggio a questo avvenimento.

12 -arriba gringo-1

13 -arriba gringo 2

14 -arriba gringo 3

15 -arriba gringo ultima
(fine della prima parte)

Naturalmente, il © è dei rispettivi aventi diritto, manco a dirlo.

Commenti

Bello, complimenti al signor Gaspa.
Come hanno scritto altri lettori rispetto ad altri post in più parti, quando arriva il resto?


Ma la ragione per la quale scrivo è questa: ho visto che in basso a sinistra della vignetta con scritto "Arriba, Gringo!" si intravede una "S" maiuscola insieme a qualcosa di altro. Sembra una scritta semicancellata dalla quale emerge ancora una iniziale.
Ma se fosse così, a cosa si riferirebbe quella ESSE?

Io ho pensato a un disegnatore della Universo che si chiama (o chiamava, se non è più fra noi) "Savi", forse Carlo Savi.


Se ci sono degli esperti che sanno rispondermi, sarei loro grato, mi sto appasionando nell'identificazione di questi disegnatori popolari i cui eredi sono oggi i bonelliani, o quelli dell'Aurea e della Star Comics.

Wow, che post interessante!
Complimenti al signor gaspa.

Mattia, in effetti Carlo Savi era un disegnatore della Universo.
Non se sia ancora vivo, non credo.
Ma so, ho letto, che alcune storie le aveva disegnate il fratello, o forse che le avevano fatte insieme.
Non ricordo il nome del fratello, ma so che aveva lavorato molto per la Francia e in Italia è sempre stato nell'ombra (al pari di Carlo, in ogni caso; in quanti sappiamo della sua esistenza e del suo lavoro su migliaia di tavole?).

Mai visto un Galep non texiano.
Potete mostrare qualcosina di più?
Grazie.

Carlo Savi è stato intervistato da Paolo Telloli sul numero 42 di Ink del 2007, una rivista che meritoriamente parla di tutti quegli autori spesso dimenticati dalla grande critica. A Reggio Emilia il 21 prossimo si possono comprare gli arretrati e ne vale la pena.

Livio, gcm: ottimo suggerimento, che avrei dato anch'io. Quindi, Carlo Savi potrebbe essere tra noi (e lo spero proprio)!


Sull'attuale numero di "Fumetto", quello già citato da Pier Luigi, è attribuito a lui (ma in verità si legge solo il cognome, potrebbe anche trattarsi di suo fratello) il prosieguo delle avventure di "Arriba Gringo!).
La serie è a mio avviso molto interessante, degna di riscoperta da vari punti di vista.
Per questo ho messo on line varie tavole di una delle puntate, dove compare Mazzini.
Una cosa è certa: queste tavole non sono farina del sacco della Putato, mentre potrebbe essere suo il disegno del cavallerizzo sbandieratore disegnato nella testata.

Se chi possiede (e ha sottomano) l'inizia della serie potesse confermare, forse potrebbe assegnare a lei i primi episodi, attribuendo i successivi a Carlo Savi, fra cui questo. Il Savi degli "Albi dell'Intrepido" disegnava in modo più realistico-fotografico di quanto non si possa rfilevare da queste pagine mazziniane. Il che non fuga i sospetti sulla paternità effettiva delle stesse. I due fratelli insieme?
Forse.

Ancora per gcm:
sto mettendo insieme i post inerenti, come questo, alla Fiera del Libro.
Subito dopo mi occuperò del resto, quanto non è stato di Napoli Comicon, il "lancio" di Reggio Emilia e la tua interessantissima intervista a Carlos Trillo.

Altro Risorgimento a Torino alla Fiera anche con l progetto editoriale con il quale il settimanale "Topolino" racconta un po' di quel periodo storico italiano, a suo modo.


La lunga serie di storie made in Italy, così, si arricchisce di una nuova, grande saga a fumetti. Dopo “Topolino e l’Italia ri-unita”, uscita in edicola in due puntate il 23 febbraio e il 2 marzo e firmata dai due autori piemontesi Marco Bosco e Paolo Mottura, è arrivato il momento di Monsù Paperin, impiegato nell’ emporio di stoffe e tessuti dello zio Paperon.

La tranquillità della sua vita di garzone sarà sconvolta dall’incontro con l’enigmatica e pluripremiata pittrice Paperina D’Oquett, in arte mademoiselle Italia, e scatenerà il carattere travolgente, pasticcione e sognatore del nostro eroe.

Così tra Torino, Pavia, Genova e il Mediterraneo, Paperin si troverà, più o meno consapevolmente, coinvolto in alcuni episodi fondamentali del Risorgimento: dall’incontro con il Conte di Cavour alla fuga precipitosa dalle grinfie degli austriaci che lo scambiano per un pericoloso sovversivo; dal periodo in cui si occupa di produrre una tela per pantaloni chiamata “bleu de Gènes”, i futuri blue jeans, fino all’incarico più prestigioso: tingere di rosso mille camicie nientemeno che per il generale Garibaldi.

E poi ancora: l’imbarco con i Mille, l’arrivo in Sicilia, e il gran finale con l’Italia molto più bella perché finalmente unita.

Grandissima figura di merda della donna plasticata ad "Anno Zero".
No, non parlo della menzognera vile che sgancia un'accusa falsa quando l'avversario non può replicare e poi pretenderebbe anche, completamente fuori di testa, che le desse la mano.
La mamma di Batman.
Parlo di quella che continua a ripetrere come la Bertè "Non sono una signora" (si vede, Donna-Moplen, si vede benissimo, Miss Dito Medio Rigido).

Insomma, 'sta donna senza nemmeno i requisiti morali per essere candidata, continuava a sostenre che fosse di Hamas una bandiera di un'organizzazione che serviva a portare aiuti umanitari alla Palestina.

E anche quando le è stato detto, non gliene è fregato nulla e ha continuato a sostenere la sua tesi non solo imbecille, ma anche falsa.


Si parla di Risoprgimento. Io spero che a risorgere, per il momento sia Milano.
Poi, il resto d'Italia., Intanto, via la mamma di Batman e la sua ciurmaglia.

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