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GUIDO MARTINA SCONOSCIUTO E FUTURISTA (secondo tempo)

Ezechiele infermo all'Inferno

Quali misteriosi legami strigono ad abbinare il ben noto Topolino in panni danteschi e il misterioso protagonista centrale della foto d'archivio riprodotta sotto, riportata alla luce dal ricercatore Paolo Benevelli (grazie!)?

Se avrete la pazienza di leggere quanto segue, lo scoprirete, visitors curiosi!
Come teaser possiamo (quasi) affermare, pur non potendo esibire prove documentali, che l'autore dell'opera a fumetti e di quella teatrale con il Sommo Poeta circondato da ubriachi siano la stessa persona.
Avete già indovinato chi.

Se anche così non fosse, è certo che entrambe le parodie provengono dallo stesso ceppo goliardico piemontese, respirano la stessa aria.

Cavur Dante

Quando abbiamo pensato di suddividere il discorso su Guido Martina e i piccoli scooooooops che lo riguardano in due sole parti, l'operazione appariva già piuttosto azzardata.

Franco Ressa Non c'era da sperare che in poche tappe si potesse descrivere la complessa e corposa attività creativa di uno dei massimi sceneggiatori italiani, come Martina ha dimostrato di essere sin dagli esordi, sia lavorando su Pecos Bill che su una delle più importanti storie Disney made in Italy: L'Inferno di Topolino (vignettona di apertura; © Disney).

Quando, poi, la prima parte del servizio è comparsa, più di un ricercatore e studioso si è fatto avanti per aggiungere notizie e dettagli, seguendo un trend che in questo blog è diventato consuetudine.

E' il caso di Franco Ressa (foto a destra, scattata alla Fiera del Libro di Torino), sceneggiatore per Nives Manara di più di un fumetto (ne parleremo quanto prima), scrittore.

Da lui apprendiamo che il giovanissimo Martina, nel 1928 aveva partecipato e vinto un concorso, a Torino, indetto dal GUF (Gruppi Universitari Fascisti, articolazione universitaria del Partito Nazionale Fascista) per produrre una rivista teatrale goliardica, poi effettivamente messa in scena nel 1928.
Capocomico della compagnia era l'attore antifascista (dalla personalità molto particolare) Ovidio Borgondo, detto "Cavur", molto noto a Torino in quel tempo, così soprannominato addirittura da da Filippo Tommaso Marinetti, padre del Futurismo.

Come già è stato ampiamente scritto, il futuro creatore di Oklahoma! si era trasferìto a sedici anni a Torino, per laurearsi in lettere e filosofia proprio nella città sabauda; il contatto con queste figure di letterati e comunque uomini di cultura un po' strambi e sopra le righe era addirittura "logico".

Su Ovidio Borgondo e Marinetti, Franco Ressa parla diffusamente nel suo La Goliardia, edito per i tipi di Chiaramonte Editore.

Eccone un estratto.

Era il mese di ottobre 1921, per tutta l’estate mi ero lasciato crescere la barba, ma questo non bastava, dovevo creare un personaggio. Passai in rassegna tutti i personaggi barbuti che conoscevo, alla fine decisi che il più originale (…) era Camillo Cavour. Col rasoio a lama lavorai perciò a foggiarmi una barba a collare, poi inforcai un paio di occhialini di mia madre, tagliai all’ottocentesca un colletto inamidato di mio padre, e con un pezzo di fodera di seta nera mi
annodai al collo una cravatta a sbuffo che era chiamata
plastron. (…).

Anche se disapprovate e contestabili, le serate futuristiche attiravano sempre un buon pubblico. Quella poi era un occasione speciale, veniva presentato un nuovo tipo di teatro futurista definito “teatro della sorpresa” e il Maffei era gremito ancor più per l’avvenimento. Ecco perciò mio fratello Mondino che prima dell’inizio della serata si aggira tra gli spettatori e annuncia con voce
stentorea: «Fra poco arriverà Cavour! Questa sera avremo qui Cavour! Cavour sarà qui a momenti!» Alla fine mi affaccio alla galleria di fronte, salutando con gesti di sussiego come un vero politico
.

«Ecco Cavour!» grida Mondino.
«Viva Cavour, viva il ministro!»
Appena si fa silenzio attacco con foga: «Fetentissimi passatisti, luridi come le cloache di Milano durante il colera dei
Promessi Sposi
Risata generale.

«Noi futuristi vogliamo svegliarvi dal vostromillenario letargo di marmotte imbalsamate, scuotetevi dal vostro torpore catalettico di mummie imputridite e iniettatevi il dinamismo epilettico della nostra elettricità futurista. Noi vogliamo seppellirvi sotto una valanga di otto miliardi di metri cubi di letame galvanoplastica, sprofondarvi nella melma ipecacuanica delle spazzature idrofobe e immergervi in una soluzione di acidoprussico e precipitato di stronzio al mille per cento. Noi futuristi vi sputiamo in faccia a tutti… ptuum

Comicità e "prolissità" quasi martiniana.
La sua origine ha queste radici, a quanto pare.

Norberto_bobbio A Torino, il ventiduenne Martina, prima di aver a che fare con il coetaneo Riccardo Morbelli (nato un anno dopo di lui) per il programma radiofonico I quattro moschettieri, trasmesso dall'EIAR dal 1934 al 1937, pare che avesse avuto con lui qualche contatto di collaborazione proprio in questa circostanza.

Ma la notizia più sorprendente è che a scrivere con Martina il testo teatrale sarebbe intervenuto (buona la comunicazione di Ressa, fortunato possessore del canovaccio teatrale) nientemeno che Norberto Bobbio (Torino, 18 ottobre 1909 – Torino, 9 gennaio 2004), importantissimo filosofo, storico e politologo. A destra una sua foto - © aventi diritto).

Proprio nell'anno di uscita della rivista teatrale sulle scene, mentre Mickey Mouse fischiettava in Steamboat Willie, come molti giovani dell'epoca, Bobbio si iscriveva al Partito Nazionale Fascista.

Bobbio e Martina avrebbero vinto "a pari merito" il denaro messo in palio dal GUF, assegnando alla rivista teatrale (probabilmente provvista di musiche e scritta con tono allegro e parodistico, "goliardico") due possibili, diversi titoli. Fra gonne e colonne sarebbe stato quello ideato da Bobbio, ma alla fine avrebbe avuto la meglio quello di Martina, ispirato forse dal Gobbo di Notre Dame di Victor Hugo: La corte dei miracoli. Il debutto dovrebbe essere avvenuto al teatro Odeon di Torino.

La curiosità di leggere il contenuto del testo, naturalmente, non è poca.

Dopo questa esperienza teatrale, e forse anche altre che al momento ci sono ignote, per un breve periodo Martina fu giornalista per la Gazzetta del Popolo, poi girò alcuni documentari per una casa cinematografica italiana e, dopo averne realizzato uno a Parigi sul tema della Legione Straniera, si stabilì nella capitale francese per alcuni anni.

Sotto, tre colleghi di Martina. Da sinistra Riccardo Morbelli, Angelo Nizza e Angelo Bioletto.

Nizza, Morbelli, Bioletto

Sotto, un ritaglio di giornale che parla della "prodezze goliardiche di "Cavur" (qui chiamato "Cavour"), ricavato da un numero speciale di Torinosette, supplemento a La Stampa del 26 settembre 1987.

La Stampa 26:9:87

Ma torniamo a Martina, che, lasciatio alle spalle i lazzi goliardici, dopo altre incursioni satiriche delle quali diremo in seguito, diviene ufficiale di cavalleria durante la seconda guerra mondiale. Quindi viene fatto prigioniero dagli inglesi e più tardi deportato dai tedeschi in Austria.
Poi, la guerra finisce; dopodiché, ha inizio il rapporto, ben noto, con Arnoldo Mondadori, che porterà a indimenticabili lavori fumettistici.

Nello scorso post dedicato a Guido Martina eravamo rimasti più o meno a questo punto, quando nell'anno di grazia 1949 stava per uscire sul neonato Topolino in formato libretto la Grande Parodia L'Inferno di Topolino. Una Grande Parodia che ancora non sapeva di essere tale, né di aprire un ciclo virtuosissimo di storie che sarebbe stato uno dei fiori all'occhiello della Scuola Disney italiana.

La prima vera Grande Parodia, secondo alcuni, non sarebbe stata questa, bensì quella comparsa sul misconosciuto Albo d’Oro n. 131 del 13 novembre 1948, intitolato Diario degli amici di Topolino.

Il divertissement disneyano, scritto da Martina, è The Promised Spouses, liberissimo adattamento del romanzone di Alessandro Manzoni I promessi sposi.
All'interno della collana Gli Anni d'Oro di Topolino, Alberto Becattini l'ha riproposta nell'estate dello scorso anno (2010).
Courtesy of Matteo Sonz, che ha fornito il raro pezzo da collezione.

Promised blog

Feroce_saladino Giunti a questo punto, proviano a ricordare qualche altra piccola sezione della vita professionale del Nostro, anche saltando di palo in frasca in base alle suggestioni e richieste dei lettori.

Va detto che, andando a cercare qua e là testimonianze sul protagonista di questi articoletti, scopriamo anche versioni dei fatti contrastanti con quanto avevamo sempre creduto e a quanto ci era stato detto.

Per esempio, un'intervista pubblicata nel 1986 sul quotidiano La Stampa di Torino, a firma di Alberto Gedda, propone una versione del tutto alternativa rispetto a quella ufficiale sulla nascita di Paperinik.

Nel ritaglio di stampa che riproduco sotto (assai malamente, lo so) non si fa menzione Nè di Elisa Penna né di Dorellik rispettivamente come ideatrice e ispiratore del personaggio disneyano.

Qui si cita addirittura un ipotetico "Topolinik", che per fortuna non avrebbe mai visto la luce.
Possibile che Elisa Penna abbia suggerito a Mario Gentilini (il direttore di Topolino in carica nel 1969) l'idea di un "diabolico vendicatore" disneyano?

Be', perché no. Potrebbe essere. Ma come si vede sotto, nell'intervista questo passaggio viene omesso.

Imcollagione

Avventuroso-cavallo

Stop anche per questa volta. La terza (e ultima?) parte si occuperà di qualcosa che fu contenuto nel giornale la cui copertina si vede sopra: Avventuroso Film.

(fine della seconda parte)

LINK CORRELATI (fra gli altri):

GUIDO MARTINA SCONOSCIUTO (un omaggio in due tempi - versione aggiornata)

SE N'E' ANDATA ELISA PENNA, IDEATRICE DI PAPERINIK

PONTE SILVIO, DORELLIK E PROVOLINO

CIAO, BRUNO CONCINA!

Commenti

Questa questione sulla creazione di personaggi famosi è sempre controversa. penso alla paternità di Spider Man, o dei Fantastic Four. O di Superman!
Ma in questo caso forse a Martina si deve davvero tutto, senza far torti a nessuno, ma la prima storia è stata sceneggiata da Martina!
Parlo di Paperinik, com'è ovvio...

Guido Martina ha creato paperinik giorgio pezzin glielo ha distrutto, nell'intervista gli avrei chiesto se accettava tutto questo

Topolinik", che per fortuna non avrebbe mai visto la luce

perchè? magari funzionava bene un super topolino

Ciao, Nicola! Io direi che sia Martina, sia Pezzin siano (e siano stati) grandissimi sceneggiatori. Pezzin, ancora in attività.
Tra le storie di Pezzin, Concina, Nono Russo e altri sceneggiatori e il periodo aureo di Martina passa parecchia acqua sotto i ponti, I tempi sono cambiati in fretta e l'acidità energetica di Martina era considerata superata, a quanto pare. E si preferiva il comico, o l'ecologico.
Risulta che Massimo De Vita amasse disegnare queste storie. Per esempio quella di Inquinator.
Certo, le differenze di personalità sono grandi.
Per non parlare di PK, ormai dimenticato ma a suo tempo una grossa novità.

Cari amici,

Mi scuso per l'OT, ma questo è l'ultimo post e quindi è quello che può raggiungere il maggior numero di persone.
Senza mancare di rispetto a Maritina e a chi sta intervenendo per discutere su di lui e sugli altri autori

Fra 24 ore il Parlamento potrebbe votare la legge bavaglio alla tv, che metterebbe in grave pericolo la libertà d'informazione nel nostro paese.


Con ben 70.000 firme, una consegna d'impatto e migliaia di telefonate, qualche mese fa siamo riusciti ad affossare la legge bavaglio alla tv, che avrebbe messo in seria difficoltà indagini giornalistiche contro la corruzione e il malgoverno e avrebbe trasformato l'informazione tv in un presidio governato dai partiti.

Ma con un blitz pochi giorni fa i parlamentari berlusconiani sono riusciti a imporre la votazione di questa legge. Se passerà, la nostra democrazia ne uscirà seriamente indebolita.

Ci rimangono solo 24 ore - vinciamo anche questa volta! I parlamentari si riuniranno da oggi alle 14 e potrebbero votare già domani: inondiamoli di messaggi per chiedere loro di votare contro la legge bavaglio! Clicca sotto e inoltra l'appello a tutti:

http://www.avaaz.org/it/no_bavaglio_tv/?vl

Il cosiddetto Atto d'indirizzo sul pluralismo darebbe un potere enorme ai dirigenti della Rai nominati dai partiti d'imbavagliare i giornalisti della tv pubblica. Le nuove misure lascerebbero i giornalisti senza alcuna protezione legale, dissuadendoli così dal compiere il loro lavoro d'inchiesta, che sarebbe schiacciato dalla minaccia di azioni legali dei poteri forti. Inoltre i politici imporrebbero a ogni trasmissione un doppio conduttore, una contro-satira e ospiti scelti da tutti i partiti politici. Il risultato sarebbe l'eliminazione di fatto della linea editoriale dei programmi, che diventerebbero così megafoni per i messaggi elettorali dei partiti.

Nonostante l'incredibile opposizione che si è scagliata contro questa legge, i parlamentari della maggioranza sono riusciti a inserirla nuovamente nell'agenda grazie a un ricatto: si sono rifiutati di votare il regolamento per i programmi d'informazione sui referendum di giugno, negando così il diritto d'informazione dei cittadini, finché l'opposizione non ha accettato in cambio di mettere ai voti la legge bavaglio alla tv. Ora, se queste nuove regole dovessero passare, un velo pesante di censura cadrebbe in maniera permanente sull'informazione televisiva, indebolendo così uno dei punti chiave della nostra democrazia.


Assediato da scandali sessuali e da processi per corruzione, Berlusconi sta facendo di tutto per rimanere saldo al potere attraverso il controllo e la manipolazione dell'informazione.

Ma i sondaggi lo danno ai minimi storici, e per la prima volta l'opposizione potrebbe batterlo. I recenti risultati delle elezioni amministrative segnano per lui una grossa sconfitta, che potrebbe anche minare il futuro del suo governo.

In questo momento di crisi, Berlusconi farebbe qualunque cosa per manipolare l'informazione a suo vantaggio. Ma il potere dei cittadini ora è più forte che mai. Sta a noi difendere tutti insieme le nostre libertà e l'indipendenza dei media.

Ci rimangono solo 24 ore: manda un messaggio ai parlamentari per chiedere di votare contro le nuove regole bavaglio e inoltra questo messaggio a tutti:

http://www.avaaz.org/it/no_bavaglio_tv/?vl

Ho trovato su Facebook una scarna paginetta sul "capocomico" delle oeper teatrali (anche) di Martina.

Il personaggio più significativo della Goliardia italiana è stato Ovidio Borgondo detto “Cavur”, vivente ed operante durante il ventennio fascista.

“Cavur” fece della Goliardia una personale scelta totale di vita, e divenne il vero contraltare ai miti bellici ed eroici mussolineschi presso la gioventù universitaria.
Ne emerge una miniera di burle, facezie, avventure, personaggi, viaggi, spettacoli.


http://www.facebook.com/group.php?gid=57819046900

Cose grandi e minute, che molto meglio di qualsiasi saggio storico e sociologico danno il senso del vivere di almeno due generazioni di giovani, vissute nella prima metà del turbolento ventesimo secolo.

Che ci fosse una vena goliardica in Martina, specialmente nel primo, non si faticava a vederlo. Anche se molti dei ragazzi giovani che mne leggono le storie in ristampa non sanno cosa sia la goliardia.

Non so quanti di voi leggano il Papersera.
Io sono rimasto colpito da un commento sui GC ora in edicola che cita anche Martrina (ma non in modo positivo).
Il commento, di un certo Zangrief, riguarda i treni e le ferrovie in tre storie pubblicate di seguito in quel numero.


Dopo aver letto il commento sono andato in edicola a comprare il volume e non me ne sono pentito affatto.
Ve lo copio (il commento):

Viene da qui, poi cooi sono tutte le repliche.


http://www.papersera.net/cgi-bin/yabb/YaBB.cgi?num=1303892496/0


"L'ho preso per Paperino e il misteriosissimo Sublimax 8004, che fu una delle prime storie che lessi in vita mia, la prima che mi fece scoprire De Vita e Pezzin. Mi ha sempre colpito la successione di eventi in un crescendo di assurdità.
Mi ha molto colpito però leggere la successione di tre storie a tema ferroviario, in quanto tra le tre c'è un abisso in termini di verosimiglianza nella rappresentazione dell'ambiente e della vita di ferrovia. Venendo da una famiglia di ferrovieri, ed essendo appassionato io stesso, non ho potuto non notarlo: e la palma, con buona pace degli estimatori di Martina, Bottaro e Capitanio, va indubbiamente alla coppia Fallberg/Murry. Che in Ridin' the rails si premurano di dipingere correttamente una 2-4-0 da montagna con camino a diamante, al punto da includere particolari come la leva regolatrice di vapore, la leva d'inversione e pure l'indicatore del livello dell'acqua in caldaja, tutti usati e disegnati in modo corretto. Persino la posizione di guida del macchinista a destra - e il sedile di riposo del fuochista a sinistra - sono rispettate. Il che mi fa sospettare che nella Disney USA non siano stati dei maniaci del vapore solo i grandi animatori, ma pure i fumettisti.
Poi la storia è un'avventurina che si risolve con poco, ma è avvincente quanto basta, e sicuramente superiore alla media (bassa) delle storie disegnate da Murry.
Discorso diverso per le due storie di Martina: al di là dell'odiosità del comportamento di praticamente tutti, da Paperino ai nipoti, che nella prima storia fa venire voglia di tifare Gambadilegno affinché li scuoi vivi tutti quanti, i treni sono quanto di piú irrealistico (e, diciamocelo, pure esteticamente brutto) io ricordi di aver visto in una storia disney. Nella prima storia assistiamo a leve che comandano passaggi a livello e persino la tensione della catenaria (!) esposte bellamente all'aperto vicino ai binarî. Ci vuole una bella fantasia per immaginarsi un simile elementare spregio delle regole di sicurezza, nonché per pensare che in una sperduta stazioncina del cavolo esista il modo di togliere la corrente alla linea per non far ripartire il treno... Nella seconda, oltre a notare il fatto che Capitanio, bontà sua, cercava sempre di mettere il vapore che fuoriesce dai cilindri in modo da occultare le ruote (e visto il risultato quando le disegnava, meglio cosí...), i comandi delle locomotive sono rappresentati nel classico modo casuale, leve e valvole dove càpita; con la chicca costituita dal fischio azionato da Gastone in cabina. No, ma avete presente cosa sia una fischiata di locomotiva nelle orecchie?"

Un commento al commento di Papersera: che Fallberg sia un appassionato di treni è noto ed è quindi probabile che nella sua sceneggiatura (se non sbaglio tramite storyboard) abbia cercato di far disegnare correttamente la locomotiva a Murry. Non ricordo le storie in questione (mi sa che prenderò anch'io il Grande Classico) ma in effetti il Martina meno ispirato tende a dipingere i personaggi piuttosto odiosi (e non si cura molto della documentazione realistica).

Ciaoissimo
Stefano

Dunque, dunque...
Martina aveva una parodia di Dante Alighieri in testa fin da quando era ventenne mi sembra.

Lo stesso sembra essere avvenuto con i Promessi sposi o "Promised Spouses") manzoniani.
Nel corso degli anni questi due capisaldi della letteratuira italiana, che nelle scuole sono insegnati a tutta randa e fanno due palle tante ai poveri studenti, rimbalzano qua e là nelle storie a fumetti insieme a tanti diavoli come Geppo, Astarotte (di Manfrin), quello che è amico di Pietro & Genio e di cui non ricordo il nome e svariati altri.


E' "epatant" scoprire questi legami tra cose apparentemente lontane tra loro.


A parte queste, ho visto su "Onde Quadre", blog assai tricolore, le citazioni nel sito degli incontri sul Fumetto tenutisi a Torino:

http://www.ondequadre.polito.it/magazine_articolo.php?id_articolo=1261

che vergogna che nel mese del ventennale su disney gig, paperino, i classici disney, vattelapesca vari non c'è nessuna storia di Guido Martina e nessun ricordo

Be', Dany, io ho fatto qui, e la cosa proseguirà anche nei prossimi mesi (sempre la lotta col tempo semi-inesistente bisogna fare! E con la pressione degli eventi). Proprio in seguito a questi post si scatena una serie di contatti che non avremmo mai immaginato (a parte quelli con il TG Uno, dei quali avrei volentieri fatto a meno, ma questa è un'altra roba). Appena possibile, finalmente, potrai vedere il Grande Sceneggiatore in una foto dove sarà stato sulla trentina, sempre grazie a un nostro amico e collaboratore.
Su Grandi Classici Disney di questo mese, a dire il vero, una storia di Martina (antica, Superstar) c'è, come si legge anche in qualche commento. Qualche mese fa, proprio citando il ventennale, era sua l'intera sezione. E anche in futuro ve ne saranno. Non posso rivelare "dietro le quinte" o fare anticipazioni, ma vi saranno dei numeri con storie assai rare.
Per esempio, ne stiamo chiudendo uno con due Superstar di Martina mai ristampate dai primmi anni Sessanta.


Non so se mi spiego...


Poi... posso assicurarti che Martina

CARTOONSEA 2011
Premio nazionale di Umorismo e Satira via e-mail
3a edizione

Tema: CARO PRECARIO
Scadenza: 23 maggio 2011 > ultime settimane per partecipare!
http://www.fanofunny.com/guests/cartoonsea/index.html--

Anzi, ci siamo, pratimanete,,, ULTIME ORE! Sbrigatevi, vignettisti!
Ciao!

Atten (lo "Zione")

luca con che criterio scegli le storie da pubblicare sui grandi classici?

Una serie di problemi con le connessioni hanno distrutto una mia risposta di qualche tempo fa alla tua domanda, Michele!

Per inciso, problemi di tutti i tipi si stanno verificando a tappeto in questi giorni, mi dicono colleghi che usano Blogger che sono colti dalla disperazione. Ma un po' tutto sembra ipercontrollato, va' a capire che sta succedendo. Le elezioni c'entrano qualcosa?


Comunque, in fretta: personalmente sceldo, dei "Grandi Classici Disney" solo le storie Superstar e le due comiche, brevi, che ne precedono la sezione. Come quelle di Paperoga, quelle di 01 Paperbond (ormai terminate da tempo, le abbiamo messe tutte), di Melody e così via.


I criteri sono vari: normalmente quelle più rare, che non si leggono da qualche decina di anni, ma anche quelle che anni fa furono pubblicate in formato diverso da quello che riproniamo. Preferibilmente le storie sono accomunate fra loro da un argomento comune o hanno comunque un filo conduttore, qualcosa che consenta una piccola spiegazione sugli aspetti più interessanti anche per un pubblico "generalista". "Grandi Classici" è un mensile destinato al cosiddetto "mass market", non a dei collezionisti com'erano "Zio Paperone" o "I Maestri Disney", e come adesso è "Tesori Disney". Tuttavia si cerca di accontentare anche chi ha un'attenzione maggiore verso le storie rare. Non tutte quelle che vengono proposte nella sezione Superstar sono rare, ma il lettore "mensile", magari anche casuale, che vuole comprare qualcosa di disneyano occupando con la sua lettura molto tempo, può gradire anchhe le ristampe di classici di Carl Barks o di Giovan Battista Carpi (per esempio) che qualche tempo prima ha letto sotto altra forma.

Per i lettori giovani o giovanissimi, si suppone che molte delle storie del mensile siano nuove almeno in parte (il numero in edicola adesso lo testimonia), mentre chi viaggia fra i quaranta e i cinquanta può darsi che ritrovi qualche episodio che aveva letto nell'infanzia.
In questi ultimi tempi alle storie stra-apprezzate di grandi autori ne vengono affiancate alcune di autori che negli anni passati sono stati meno graditi, e che quindi sono stati meno ristampati. Ma per gli appassionati Disney a tutto tondo anche queste storie possono sembrare molto buone, proprio perché a loro modo anche "più cult".


Come sempre, "ne riparleremo"!

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