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L'OLOCAUSTO E ALTRO: I FUMETTI DI ERIC HEUVEL

Nazi Heuvel

Poiché l'articolo sui graphic novel di Benedetta Tobagi è adesso on line, vi rimando chi si fosse perso l'inserto Cultura di Repubblica di ieri.

Il pezzo, Scrivere disegnando, molto utile per la divulgazione di un "canale" come i graphic novel che non è detto sia balzato sotto gli occhi dei più, si apre con una domanda alla quele segue subito una risposta:

IL NUOVO romanzo? Forse c' è già. Ma è disegnato. La scrittura è stilizzata, vincono le immagini. Si chiama "graphic novel" e ora ha l' ambizione di raccontare il mondo. Non solo storie, ma la storia. Dall' Olocausto a Gaza, dalle stragi italiane alla crisi dei supereroi. Il nome l' ha coniato Will Eisner nel 1978, ma l' oggetto esisteva da tempo, almeno in Italia: nel 1969 Buzzati pubblica il provocatorio Poema a fumetti che porta Orfeo ed Euridice nell' inferno della società dello spettacolo.

Qui il pezzo per intero.

Esther

Stella

Heuval_and_kousemaker_foto_ Sopra, un paio di tavole dal libro a fumetti La Stella di Esther, graphic novel (o romanzo, o semplicemente "storia") del rinomato fumettista olandese Eric Heuvel che spiega l'Olocausto ai ragazzi. In Italia, il volume è edito da De Agostini.

Heuvel è immortalato qui a destra nel 2003, in questa foto scattata insieme a Kees Kousemaker, che lo saluta quando l'artista, dallo spiccato stile ligne claire francobelga, giunge in visita alla nota libreria di fumetti Lambiek di Amsterdam (andateci!) per firmare il suo volume De Ontdekking, che esalta in favore di camera.

© Lambiek (thanks!)

Segue, una recensione di Bruno Modica (è in francese) sul romanzo, che in Francia s'intitola La quête d’Esther.

Jpg_Quete Dans cet album on retrouve la jeune Esther qui a pu partir aux États-Unis. Grand-mère, elle a pu retrouver son amie d’enfance et cherche des réponses à ses questions : Que sont devenus les paysans qui l’ont cachée et sauvée des nazis pendant la guerre? Qu’est devenu Bob, son ancien amoureux? Comment ses parent, déportés dans le camp d’Auschwitz, ont-ils disparus?

Ici aussi, rien n’est oublié, pas plus la shoah par balles que la conférence de Wansee, le tri dans les camps, et les tentatives de révoltes des déportés, mais aussi les violences entre détenus. Le seul aspect qui est omis est celui des expérimentations "médicales" dans les camps et celui de l’esclavage sexuel. Mais cela s’explique par l’âge du public auquel ces albums sont destinés. On trouve également une évocation très précise du silence des alliés à propos de la solution finale mais pas de celui de Pie XII.

On ne peut qu’apprécier ce type de réalisation des éditions Belin qui ne choisissent jamais la facilité et qui ont déjà fait des choix éditoriaux très courageux. Utiliser le support de la bande dessinée pour faire découvrir une histoire importante est évidemment une bonne idée, mais le faire avec un travail de cette qualité documentaire l’est encore plus. On ne peut qu’espérer trouver ces deux albums dans tous les CDI des collèges de France et de Navarre, et même, n’hésitons pas, des lycées tant la qualité du dessin et la précision documentaire les rendent aptes à être découverts par tous les publics.

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Sopra, caricatura di Heuvel sul meraviglioso "giornalino" per ragazzi Eppo (averne, in Italia, di albi del genere!).
Sotto, una copertina "intera" di Eppo, illustrata da Kim Duchateau. La caricatura nel riquadro è di Mars Gremmen.
Questi olandesi vanno tenuti d'occhio, non è da ora che lo vado scrivendo...

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Come si vede, Heuvel è un disegnatore "generalista", benché dalla linea molto ben definita. Con disinvoltura passa dal fumetto divertente, umoristico, a quello educationale. Qui sta la sua forza.
I lettori italiani, specie se giovani, non sono abituati al segno intelligente e sintetico di origine francofona (e anche olandese, si pensi a Joost Swarte o a Ever Meulen) e forse non apprezzano in modo automatico le tavole di Heuvel; cosa diversa sarebbe se fossero realizzate con stili (parlo all'ingrosso, scusate le approssimazioni) bonelliani o disneyani.

Invece, per i lettori di Francia, Belgio, Olanda e Scandinavia, questo stile ligne claire è del tutto familiare. E' con il suo tramite che ha senso veicolare contenuti e valori, un po' meno con figurazioni "espressioniste" o comunque molto personali, che sono già ostiche di per sé e difficili da decodificare e digerire per la massa dei lettori, compresi quelli di buona volontà.

Si ottengono graphic novel che magari sfiorano il capolavoro, ma che restano per queste caratteristiche "tecniche" irrimediabilmente di élite.


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Commenti

Questi volumi sull'olocausto sono molto ben fatti, con tocco leggero ma incisivo. Non so come vengano accolti in nord Europa da noi in Italia temo che non si possano nemmeno proporre (se non autoprodursi). Io stesso col mio Mathias ho visto storcere il naso quando ho toccato (in una vignetta) il tema della deportazione degli ebrei di Roma. Grazie per aver messo la foto del compianto Kees Kousemaker, un vero appassionato, curioso e colto critico del fumetto mondiale.

Sembra che ci siano due Esther, se ho visto bene. Quella con i capelli neri dell'olocausto e quella con i capelli biondi, che dovrebbe essere una specie di avventuriera.
Divertente è vedere che in due copertine corroo tutte e due nella stessa maniera. O è la stessa?

Le opere di Heuvel commissionate dalla Anne Frank House vengono prodotte in lingue diverse, fra cui l'italiano. Si veda qui:
http://win.afnews.info/public/afnews/news002/newsitem1232986244,92775,.htm
http://www.afnews.info/wordpress/2009/09/un-segreto-di-famiglia-da-far-scoprire-ai-nostri-figli/
http://www.afnews.info/wordpress/2010/07/anne-frank-la-biografia-a-fumetti/
ma a parte l'acquisto diretto, non ricordo se c'è una distribuzione italiana "normale".

Grazie, Gianfranco! Non avevo memorizzato il tuo articolo (che poi è il secondo sul tema). Pare che almeno questo secondo libro di Heuvet sia diffuso dalla De Agostini- Personalmente non l'ho visto in nessuna libreria o fumetteria, ma forse dipende dal fatto che le tirature sono molto basse e noin coprono l'intero territorio nazionale. Non credo proprio che sia rintracciabile nell fumetterie, oppure è sepolto sotto tonnellate di supereroi e di manga, che sono tanti diversi, ma tutti comunque della tirature basse anch'essi, perché "la papera non galleggia", la crisi è terribile e nemmeno in questo caso, al pari di quanto ha fatto il menzognero governo italiano rispetto alla crisi economica, ci dicono la verità, peggiore di ogni più orribile previsione.


Diciamolo pure, ora che è agosto e (come sempre) alcune testate che ancora troviamo in distribuzione non appenderanno le vitree palline all'albero di Natale.

Come ha scritto Beppe ieri, dopo trent'anni nessun ministro è stato presente a Bologna a commemorare le vittime della strage di Destra per evitare i soliti fischi.


La Russa, indegno ministro della Guerra, ha detto a muso duro ai familiari delle vittime una cosa della quale se avesse il senso della vergogna si dovrebbe sotterrare da solo: "Cos'è successo gli altri anni? I ministri li avete fischiati. E allora avete già la risposta al perché non viene nessuno questa volta".

Bersani che di fischi se ne intende (si veda a Sanremo, ma quelli erano stati pilotati dalla claque messa su dall'inconsapevole Scajola, uno che ha fatto figure davvero vergognose dal G8 di Genova, ai soldi che ci ha succhiato con l'aeroporto privato vicino a casa sua, sino a quella ingiustificata donazione di parte della sua casaccia vicino al Colosseo - episodio davanti all quale anche uno che al seggiolone sta incollato a cottimo si è dovuto schiodare perché il ridicolo l'aveva fatto affogare e anche Berlusconi ne aveva ricevuto vari schizzi.

Bersani, si diceva, ha belato: "Un governo però non può esistere solo per gli applausi."

I bolognesi sanno bene che il presidente del Consiglio di questo governo è un ex piduista, tessera 1816, e anche che il capo della P2 Licio Gelli è stato condannato a 10 anni (http://it.wikipedia.org/wiki/Licio_Gelli#Condanne) per calunnia aggravata dalla finalità di terrorismo per aver tentato di depistare le indagini sulla strage alla stazione di Bologna.


Quest'anno a Bologna l'aria è stata più pulita.
Ma anche in Italia la vogliamo tale.

A proposito di graphic novel, un Maestro di quelle italiane sarà, sabato 7 agosto alle ore 21, alla fumetteria Cagliostro (vicolo Bonicella 8 ) di Sarzana, (sp).


Si tratta di Vittorio Giardino.

La tecnica della “linea chiara " che caratterizza i lavori e il suo talento insieme con le originali idee e la sostanza culturale rendono un autore completo e di fama mondiale. I suoi lavori toccano i momenti più oscuri della storia europea, dal nazismo alla guerra civile spagnola, fino agli anni dello stalinismo e della destalinizzazione.


E così, storia dopo storia, Giardino si è affermato prima in Italia e poi soprattutto in Francia ed ora anche negli USA e nel resto del mondo con storie ed ambientazioni sempre più coinvolgenti, raffinate e corpose.


Giardino passa dal genere hard-boiled di Sam Pezzo alla spy-story con venature politiche ed intellettuali di Max friedman , al fumetto erotico con Little Ego, fino ad arrivare al capolavoro ancora incompiuto di Jonas Fink, il romanzo di formazione di un giovane ebreo praghese dal dopoguerra alla caduta del muro.


Durante la serata Giardino sarà disponibile per autografi, dediche e disegni.
Dalle ore 21 il 7 agosto 2010.


Cagliostro Grafica e fumetti. Per info Tel.0187. 629182 jeeg.sd@virgilio.it

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