Nova100
06 Giugno 2010

VERONICA MARS, BAYONETTA E UNA MISTERIOSA ILLUSTRAZIONE

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Kristen Bell (Veronica Mars) e Amanda Seyfried (Lilly Kane), in una scena della prima stagione di Veronica Mars, aprono questo post atipico che parla di televisione e di videogiochi (con l’ausilio dell’animazione 3D) attraverso le parole della simpatic(issim)a speaker della “linea” Feminist Frequency.

Parla del perché Veronica Mars è OK, mentre il videogioco giapponese Bayonetta, della Sega, è deprecabile (come molti hanno scritto anche nei mesi scorsi).
L’analisi non è dal punto di vista della qualità “narrativa” o filmica di questi prodotti, bensì da un punto di vista intergenderiale (se il termine esiste, il Dizionario Tommaseo si rifiuta di includerlo). Di “rapporti fra i sessi”, intendo. E sulla loro rappresentazione nella cultura popolare.

Sotto, una cosplayer volitiva, occasionalmente priva di frustino, che interpreta la protagonista di Bayonetta.

Bayonetta

Secondo me, questi brevi “corsivi chiacchierati” sono molto interessanti e ampiamente condivisibili. Ma non pretendo che tutti la pensino allo stesso modo.
Vi consiglio, comunque, di ascoltarli.

Veronica_mars

Il terzo argomento, che precede la misteriosa illustrazione parareligiosa intorno alla quale le informazioni latitano (prova ne sia che lo stesso sito Boing Boing che la riporta apparentemente non cava un ragno dal buco), riguarda i film con personaggi femminili.

Secondo la visione progressista del “corsivo chiacchierato”, i film accettabili dovrebbero contenere almeno due personaggi femminili, con loro precise identità, che nei loro dialoghi parlano dei loro rapporti con gli uomini (ho sintetizzato, ma il succo e questo), Una grande maggioranza di film di successo schiva accuratamente questo tema, lo ignora semplicemente. Ergo, non sono buoni, o sciovinisti o peggio.

Mi chiedo cosa potrebbe dire la ragazza in questione se potesse, per una settimana (non di più) fosse esposta alle infamie dei programmi di Mediaset e (in misura leggermente inferiore) della Rai, dove la presenza femminile siliconata e puramente ornamentale si alterna alla zuffa vacua da trivio catodico fra specimen di modelli femminili comunque repellenti (volutamente scelti con criteri da macellaio).

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