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UN NATALE CON WALT KELLY

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Eccomi in pista per la consegna di un regalo di Natale ai passeggeri di Cartoonist Globale, dopo una brutta avventura. Ieri sera, durante il cenone dei bloggers, una psicolabile mi ha esploso sullo zigomo sinistro un tappo di spumante. Aveva tentato un gesto analogo lo scorso anno. Non credevo di essere diventato così importante.

Sopra, una stupenda copertina sul tema di Walt Kelly, con in primo piano la residenza di Old Mother Hubbard, ovvero "la vecchia Policarpa", quella che "viveva in una scarpa".
Ma non è questo Kelly che andiamo a goderci.

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Si tratta, invece, di quello di Pogo, l'opossum più volte citato sia da noi che da Araba Fenice News (per forza di cose, trattandosi di uno dei più celebrati fumetti americani di sempre), pubblicato in Italia a lungo da Linus e in un paio di libri alla rivista collegati, oltre che in un meritorio Classico di Repubblica tradotto, con lo spirito del labor of love, dal mio "collega in Nòva" Marco M. Lupoi.


Su Pogo si sono scritti torrenti di articoli (non in Italia, certamente!); esiste anche un sito ufficiale a lui dedicato (dal quale non i possono estrarre immagini). Non starò io, adesso, a fornire dettagli "generici" su di lui e sulla sua ciurma di interessanti comprimari.
Un nuova collana di strisce che lo riguardano è prevista da anni negli States, ma la Fantagraphics Publishing la sta rimandando sistematicamente in assenza di strisce ritenute di qualità accettabile dal punto di vista della riproduzione, specie in alcuni dei periodi iniziali: tratti mangiucchiati, neri frusti. Servirebbero delle proofs che non rispondono all'appello, mentre la mera scansione da ciò che è stato pubblicato sui quotidiani non renderebbe giustizia al capolavoro di Kelly.







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C'è una prefazione di R. C. Harvey.
NON di P J Harvey, che è una cantante, UFF! :-)

Di Pogo mostro alcune pagine di Kelly fotografate direttamente dai preziosi e costosi originali dei primi anni Cinquanta, realizzati per libri (non per strisce o tavole da quotidiani).
Con un violento CLICQKCH sopra, lievitano in dimensioni ragguardevoli.

Ma soprattutto, ecco, sopra (in tre parti) il raro film televisivo che Chuck Jones ha girato sull'opossum in occasione del Natale 1969: The Pogo Special Birthday Special (Metro Goldwyn Mayer - Chuck Jones Enterprises).

Visionandolo, gli studiosi potranno rilevare quanto Jones abbia tradito lo spirito originario di Kelly, o quanto invece ne abbia sottolineato alcuni espetti (la "grazia" dei personaggi, per esempio) che i due grandissimi autori avevano inconsapevolmente in comune lavorando su media diversi e paralleli.

Buona visione.

E (se lo riguardate 3.256 volte di seguito, o più) buone visioni.

(© 2009 Kelly Studios; POGO and all related characters © 2009 OGPI)
Toh, sono arrivati messaggi dal pontefice, Napolitano e Fini...

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Commenti

Non si fa alcuna fatica a immaginare la voce di Oreste Lionello in un ipotetico doppiaggio, mai avvenuto, in italiano, nella canzoncina di apertura intonata da Churchy La Femme.

Buon Natale, Pogo, buon Natale Walt Kelly, buon Natale, lettori.
C'è chei in questi giorni, invece di festeggiare si rode.
Chi vive all'Aquila e nei luoghi segnati dal terremoto difficilmente augura cose gentilli al governo Berlusconi, che li ha abbandonati, dopo la spudorata e indegna propaganda fatta sulla loro teste, con gesti di sciacallaggio che anche per Natale mi sento in dovere di ricordare.
Proprio affinché non avvengano più e si usino queste pessime figure come monito, per mandare a casa (o altrove) quella che si autodefinisce "maggioranza" e che lucra e depreda tutto il popolo italiano, me compreso, te compreso, lettore.


Nell'ultima puntata di Ballarò, quella prenatalizia, ci ha fatto un regalo, come sottolinea Maria Novella Oppo.


E' stato quello di farci vedere com’è oggi L’Aquila, città distrutta dal terremoto prima e dalla falsa retorica poi.
Tanto che, il bellissimo centro storico, sul quale quel losco figuro che è Bruno Vespa versò sincere lacrime subito dopo il terremoto, è ancora nelle stesse identiche condizioni di allora.


E non si capisce come mai il sommo conduttore del programma meno obiettivo della storia della TV italiana (anche perché troppo longevo, sarebbe il caso di falo sparire definitivamente, sarebbe stato il caso già dieci anni fa) non torni a documentare lo sfacelo della sua città sotto le intemperie invernali.
Si vede che aquilani si nasce; destri senz’anima, belusconidi, si diventa.

Mi accodo per ricordare delle strisce di Pogo pubblicate in appendice al mensile Bone edito da Macchia Nera verso la fine dei '90. Le storie presentate lì, se non sbaglio, erano antecedenti a quelle pubblicate sui Linus degli anni '60. Qualcuno ricorda altre "apparizioni" poghesche in italia oltre a quelle già citate?

Caro Giovanni, ti rispondo subito.
Quelle strisce di Pogo erano (ahinoi) tratte di peso dal volume cartonato "Pogo" della Milano Libri, quello sulla cui copertina il protagonista saluta sollevandosi il cappello.


Ve n'è una versione analoga, ma di formato più piccolo, pubblicata in Francia circa negli stessi anni.
Quel materiale, a sua volta è tratto da strisce quotidiane alle quali Kelly aveva aggiunto qualche vignetta inedita per far quadrare i conti nei vari capitoli che otteneva con un sagace rimontaggio.


Forse addirittura traduzione e lettering erano le stesse. Lo so perché seguivo da vicino gli amici che realizzavano "Bone" in Italia. Siccome mancava materiale di Jeff Smith, "Pogo" era la sola striscia che aveva accettato da posizionare in appendice e quello tratto dal volume della Milano Libri era il materiale più immediatamente raggiungibile (dati i tempi stretti a disposizione).

Ciao!

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