GIORNALI, COMICS, PUBBLICITA': MA COS'E' QUESTA CRISI?
Impressionante lo scatto che riproduco qua sopra, vero?
Trattasi di un cimitero dei cosiddetti racks, i contenitori impiegati negli Stati Uniti per la distribuzione dei giornali, quasi esclusivamente stampa quotidiana e free press; alla domenica ne contengono solo un pugno di copie perché i quotidiani di maggior prestigio escono con un numero cospicuo di supplementi, fra cui quello a colori con i fumetti. Così, lo spazio che occupano nei racks è maggiore. Per chi non è mai stato in USA, questi contenitori, posizionati sui marciapiedi e agli angoli delle strade; sono sigillati e la copia desiderata si ottiene inserendo il denaro, come per acquistare uno snack o una gazzosa.
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Non c'è da stupirsi se gli spazi dedicati alle strisce diminuiscono a vista d'occhio seguendo la rotta dei supporti cartacei che li ospitavano. Quella pubblicata immediatamente qua sopra (di E. C. Segar, precedente all'introduzione di Popeye) aveva ben sei (6) vignette. Come si vede, sul giornale da cui è tratta sono impaginate in blocchetti di due; altri giornali, con un diverso spazio a disposizione per questo genere di "ingredienti" (le strisce) avrebbero potuto scegliere di impaginare le vignette di Thimble Theater in tre coppie delle stesse, disposte verticalmente le une sulle altre, in un'area rettangolare.
Poi, la media si sarebbe ridotta a quattro, sino alle due o tre di oggi.
Sempre più sintetiche, sempre più prive di dettagli.
Sempre più vicine alle barzellette, per pure ragioni narrative e grafiche.
Tempi duretti.
Per tacere delle tavole domenicali, che una volta potevano ospitare anche autentici capolavori di grafica contemporanea, come la serie spesso infarcita di inquadrature e arredi visionari, Polly and Her Pals, di Cliff Sterret.
Sotto, un esempio clamoroso degli anni Trenta. CLIC sopra per ingrandire le vignette.
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Anche lo spazio delle sunday pages si è andato comprimendo, causando tra l'altro un "braccio di ferro" di Bill Watterson con il suo syndicate; ciò è accaduto ben prima che la crisi affettasse (in entrambi i significati del verbo) la stampa quotidiana USA.
Nella foto sotto si possono vedere chiaramente le dimensioni ragguardevoli che a suo tempo una tavola poteva misurare. Nello specifico, vediamo Milton Caniff davanti a un suo originale di Steve Canyon.
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Lo ripeto ancora una volta: poiché i giornali cadono come mosche dentro le nuvolette di Raid, conseguentemente se ne vanno anche le rubriche che vi erano stampate. Così anche gli eroi dei comics, purtroppo, compresi alcuni considerati fino a poco tempo fa inossidabili.
E' la fiera dell'ovvietà. Un po' più complesso è scoprire perché i giornali (di ogni tipo) non si vendono più come accadeva fino a poco tempo fa?
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Le risposte che ci possiamo dare sono varie:
a) Perché la gente legge sempre meno,
b) perché preferisce (chi sa e può) leggere le pagine on line, con il conseguente scampato pericolo di intere foreste amazzoniche,
c) perché i loro proventi derivanti dalle inserzioni e pagine pubblicitarie (come quella bellissima della Coca Cola realizzata alla fine degli anni Cinquanta da Bernie Fuchs, vedi sotto) diminuiscono, causa la crisi delle aziende che dovrebbero pagarle, e senza questi quattrini i giornali non riescono a far quagliare il bilancio.
d) Eventuali e varie.
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Secondo quanto riferisce in questi l'agenzia The Associated Press, la crisi della carta stampata negli States assume un funereo colorito nero-pece.
Poiché gli USA sono, come sempre, il barometro di quanto accadrà non troppo tempo dopo nel resto del mondo, prepariamoci alla prospettiva devastante che si profila imminentemente, con licenziamenti a tappeto, tagli, riduzioni di orario, prepensionamenti (magari in barba ad ogni regola o piattaforma sindacale).
Qualche dato (in lingua), riportato in un articolo di Michael Liedtke (AP): "Newspapers' financial woes worsened in the second quarter as advertising sales shrank by 29 percent, leaving publishers with $2.8 billion less revenue than they had at the same time last year."
Due miliardi e ottocento milioni di dollari in meno dello scorso anno (già anno di crisi). Mi sono spiegato?
Prosegue Liedtke: "It's the deepest downturn yet during a three-year free fall in advertising revenue — newspapers' main source of income. The magnitude of the industry's advertising losses have intensified in each of the last 12 quarters.
The numbers released Thursday by the Newspaper Association of America weren't a shock, given the dramatic erosion mirrored the advertising losses that the largest U.S. newspaper publishers already had reported for the April-June period."
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Senza approfondire più di tanto nel dettaglio le caratteristiche di questa autentica depressione giornalistica, mette conto sottolineare il dato della perdita derivante dalla diminuzione delle entrate pubblicitarie: "Through the first half of the year, newspaper ad revenue plunged 29 percent to $13.4 billion. Some newspaper industry executives are hoping the slide bottomed out in the second quarter. That optimism is largely grounded in the belief that recession will end soon — if it hasn't already — and encourage advertisers to loosen their pursestrings, particularly toward the end of the year as they try to persuade consumers to spend more in the holiday shopping season."
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E ancora:
"Print advertising fell 30 percent to $6.16 billion, with the biggest trouble in the classified section. Classified ads dropped 40 percent in the second quarter, reflecting less demand because of the economy and competition from free or cheaper alternatives offered by Web sites like Craigslist."
Secondo la Columbia Journalism Review, il cui splendido motto (inusitato per la situazione italiana) è "Strong Press Strong Democracy", i profitti che i giornali attualmente ottengono dalla pubblicità sono piombati al livello del 1965!
"Overall daily newspaper-industry ad revenue just flat-out crashed last year, plunging 16.7 percent to $37.8 billion from $45.4 billion in 2007, which itself was a bad year with ads down 7.9 percent from $49.3 billion in 2006.
It gets worse. So far 2009 has been more dismal than 2008. Alan Mutter predicted in January that newspaper revenue would tumble 17.3 percent this year to $31.6 billion, or just below 1993 levels. If anything, his numbers may be optimistic. Several major newspaper companies have reported declines of about 30 percent so far this year."
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Approfondimenti assortiti, e le spiegazioni su come gestire il grafico che ricopio sotto, si trovano a questa pagina.
Il dibattito è aperto, sui temi dell'informazione, della stampa, delle difficoltà che solcano il nostro settore continueremo a parlare costantemente, e non solo in merito alla manifestazione di sabato prossimo organizzata dalla Federazione Nazionale della Stampa (FNSI), che adesso ha aperto anche un proprio BLOG.
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Chiudo con un bonus, ancora di Fuchs, da una rivista sportiva degli anni Sessanta per la General Motors...
CLICCONE sopra per ingrandirla.
Che incredibile classe, eh?
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Ok, sei su www.afnews.info
Scritto da: Gianfranco Goria | 30/09/2009 a 09:07
Grazie, per:
"Strong Press, Strong Democracy
Luca Boschi descrive un quadro impietoso. Dal cimitero dei racks, alla diminuzione degli spazi. Dall'estinzione dei capolavori di grafica contemporanea ai giornali che cadono come mosche. Persino la pubblicità non è più quella di una volta... Depressione. Depressione. Dove va l'editoria? Anzi, dov'è andata a finire? Quale futuro per il fumetto? Quale futuro, in generale? Se volete sapere dove porta questo discorso che appare tragico, quale relazione ha con la situazione dell'editoria fumettistica e altro ancora, fate click qui".
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Pensavo che, in effetti, questo minimo contributo potesse essere d'interesse più generale. E' solo l'inizio di un discorso, naturalmente; vediamo se avremo voglia (e punti) per portarlo avanti!
L.
Scritto da: Luca Boschi | 30/09/2009 a 12:55
E' parecchio interessante, bisogna conoscere il problema per immaginare delle soluzioni. Grazie.
Scritto da: Valentino Sergi | 30/09/2009 a 13:21
Mi riallaccio all'ultima parte del post, quella sulla libertà di comunicazione, non tanto sui giornali, che sono a loro modo "garantiti", in Italia (con sovvenzioni statali), ma rispetto alle TV.
Per esempio, apprendo che per il caso Annozero è convocata la commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, fissata alle 14,30 a palazzo San Macuto, 45 minuti dfa, forse sta già terminando, in ogni caso non ne so ancora niente.
E' stata convocata su richiesta del presidente Sergio Zavoli e serve a far chiarezza sulle polemiche seguite alla prima puntata di Aannozero
Ma anche per verificare quali modifiche il governo ha intenzione di apportare al cosiddetto «contratto di servizio», leggo sulla stampa, che stabilisce le finalità della Rai come servizio pubblico.
Sappiamo che ieri Romani ha avuto un altro incontro con Zavoli ed ha ribadito che l'irriducibile governo, intenzionato a castigare chi dice la verità e scava per scoprire retroscena che in altrei Paesi l'avrebbero "fatto salutare" da un pezzo,
è deciso a non rinunciare all'idea di «aprire una istruttoria su Annozero».
L'8 ottobre ci sarà un incontro tra (AUUUUGH!) Claudio Scajola, ministro per lo sviluppo economico, il sottosegretario Paolo Romani (URGH!), Mauro Masi (BLEAGH!!!) e Paolo Garimberti (questo è bravo), direttore e presidente della Rai. «Nell'incontro acquisiremo ai massimi livelli informazioni su annozero ed eventuali altri programmi rispetto alla verifica che intendiamo fare sull'adeguato rispetto del contratto di servizio in materia di libertà, obiettività e pluralismo», ha vomitato Romani.
Garimberti tranquillizza, per fortuna: «La convocazione del governo è diventata un colloquio ... naturalmente andremo e sentiremo le motivazioni del governo. ma intanto si è sdrammatizzata la situazione di confronto duro tra il governo e i vertici della Rai. Se la politica ingerisse meno e ci lasciasse lavorare in pace, ci farebbe un grande favore. d'altra parte certi conduttori dovrebbero avere più senso di responsabilità e ricordare che il microfono non appartiene a loro, ma è di proprietà dell'editore e dei cittadini che pagano il canone. Bisogna calmare le acque da tutte e due le parti».
Bipartisan, quindi, Ma Santoro, Vauro e Travaglio hanno tutto il mio appoggio, e la mia incitazione ad andare avanti.
Secondo Romani il governo potrebbe addirittura chiedere all'Agcom (l'authority per le garanzie nelle comunicazioni) di intervenire con una sanzione nei confronti della rai che può arrivare addirittura al 3% del fatturato dell'azienda.
Scritto da: M. Cereseto | 30/09/2009 a 16:10
Una buona notizia.
La questione della libertà e pluralismo dell'informazione in Italia è necessariamente una questione di interesse europeo. La mancanza di una risposta europea rappresenterebbe una minaccia diretta al diritto di libertà d'espressione in tutta l'Unione europea, metterebbe in pericolo i progressi compiuti nei paesi dell'ex Unione Sovietica accolti nell'Unione, e limiterebbe l'autorità di qualsiasi condanna europea verso il controllo della stampa nel resto del mondo.
Le istituzioni europee hanno l'autorità di condannare le intimidazioni alla stampa in Italia e di aprire una procedura legale secondo l'Articolo 7 dei Trattati. L'interesse che dimostrano verso la situazione in Italia non è sintomo di endemica anti-italianità, ma segnale di una forte preoccupazione per la possibile lesione di una delle libertà fondamentali su cui è costruita l'Unione Europea in uno dei suoi paesi fondatori.
Lorenzo Marsili e Niccolo Milanese (Direttori, European Alternatives)
I seguenti europarlamentari sono fra i sostenitori della Campagna Europea per la Libertà dei Media in Italia (http://www.stampalibera.eu) lanciata dall'organizzazione indipendente European Alternatives.
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Rosario Crocetta, Parlamentare Europeo (Italia): Sonia Alfano, Parlamentare Europeo (Italia): Luigi de Magistris, Parlamentare Europeo (Italia): Gianni Vattimo, Parlamentare Europeo (Italia): Sylvie Guillaume, Parlamentare Europeo (Francia); Vincent Peillon, Parlamentare Europeo (Francia); Sarah Ludford, Parlamentare Europeo (Regno Unito); Claude Moraes, Parlamentare Europeo (Regno Unito);
Judith Sargentini, Parlamentare Europeo (Olanda).
Scritto da: Risario | 01/10/2009 a 00:48
Un mico mi nanda questi materiali in visione, mi sembrano interessanti, tutti sul Fumetto: vi segnalo del mio materiale sull'Africa alle seguenti pagine
poesia
Madre Africa
www.segretidipulcinella.it/sdp27/let_02_02.htm
articolo
Il Mal d'Africa del Fumetto Italiano
Il continente nero da Tarzan a Pratt e da Toppi a Manara
www.segretidipulcinella.it/sdp27/art_01.htm
fumetto
Spiriti delle Acque
www.segretidipulcinella.it/sdp27/art_03.htm
Andrea Cantucci
Scritto da: Muso Libro | 01/10/2009 a 18:28
Luca, quel materiale iconografico che hai aggiunto e' bellissimo!
DT
Scritto da: Daniele Tomasi | 01/10/2009 a 20:29
Certo, posso confermarlo, dato che non sono elogi rivolti a me... ;-)
Ne ho aggiunto uno in corner, proprio perché li hai trovati interessanti (bellissimi).
Prossimamente, almeno un altro post ulle pubblicità vintage non ce (ve, te) lo toglie nessuno!
L.
PS: Ma non sei a guardare "Annozero"?
Lo regitri per vederelo più tardi togliendo le parti in cui parlano Porro e Belpietro, eh?
Scritto da: Luca | 01/10/2009 a 22:58
Quello che hai aggiunto mi fa pensare a quei bei volumi della Taschen "AllAmerican Ads"ognuno dedicato ad un decennio. Io li ho quasi tutti (mi pare mi manche quello degli anni '20), e mentre quella pubblicita' della CocaCola non mi pare ci sia (oddio, nonche ricordi l'intero contenuto di quei mastodontici volumi!) questa dell'auto mi pare di ricordarla.
Vedere gli autori al lavoro e' sempre una cosa affascinante, ne parlammo diverso tempo fa anche in un altro tuo post dove citai il libro fotografico "TheArtist Within" (che allora ancora non possedevo e guardacaso ho comprato il mese scorso assieme a un altro paio di volumi su illustratori e fumettisti statunitensi).
E che dire di quelle fantastiche tavole di TembleTheater e Polly?! Quest'ultima mi ha fatto pensare a Rubino e Mussino. Ripeto, bellissime!!!
Per restare (in qualche modo) nel tema principale del tuo post, i quotidiani, io vorrei consigliare l'acquisto di una serie di volumi allegati alla Gazzettadello Sport che e' cominciata questa settimana: 100 anni di Fumetto Italiano. Questa iniziativa la considero valida non tanto come materiale d'interesse per me conoscitore e collezionista (anche se in parte lo e' per la riproposta di alcune cose di difficile reperibilita'), ma principalmente come materiale divulgativo per chi si avvicina al Fumetto e ne vuole conoscere la storia. La considero come un prodotto divulgativo, una enciclopedia, un riassunto delle realizzazioni del Fumetto italiano, ideale da acquistare per i propri figli che potranno non solo avere le informazioni dalla parte redazionale (che io ho acquisito, non solo per l'Italia, leggendo saggi/enciclopedie come "Il manuale del Fumetto" "I fumetti in 100 personaggi" "L'enciclopedia Mondiale delFumetto" "Il Fumetto" "I Fumetti", etc, articoli e interviste sparsi in centinaia di riviste italiane e straniere e libri vari) ma anche leggerne degli esempi nella stessa pubblicazione. E chissa' che poi (facendo un discorso paragonabile a quello memorabile delle NapoliComicon di qualche anno fa') qualcuno non produca "100 anni di Fumetto Franco-Belga" "100 anni di Fumetto USA" "100 anni di Fumetto Orientale" "100 anni di Fumetto Latino-Americano"...
Scritto da: Daniele Tomasi | 02/10/2009 a 00:31
La riduzione degli spazi, leggevo, ha causato seri problemi alle strisce avventurose fino a farne scomparire diverse, ma ovviamente anche all'umorismo semplice; del resto, le strisce USA recenti non hanno più nei disegni niente non dico degli autori (quando non artisti) dei primi decenni del 900, ma neanche dei disegni 50-60-70 circa tipo Mort Walker o Dick Browne o Howard Post, anzi i disegni moderni non sono spesso un granchè e quando se ne vede qualcuna delle serie recenti tradotta in italiano spesso non è neppure carina, solo cattiva.
In Italia circolano (in rete) strisce migliori, non una al giorno magari perchè per vivere bisogna fare altro ... ma se si prova a proporsi ad un quotidiano italiano sull'esempio dei fumetti pubblicati sui quotidiani USA si viene rispediti a casa.
E oltre a non esserci fumetti sui quotidiani è in parte sparito il fumetto per bambini (CdP, Tiramolla, Geppo e soci) ed il resto del settore ha ridotto la sua varietà e le sue vendite. Un tempo esistevano settimanali satirici di tradizione anche pluridecennale, Travaso, Candido (la cui testata credo sia attualmente in mano a quelli del "Borghese", che però non la utilizzano, è dal 1992 che ...), Marc'Aurelio, poi in pochi anni paff, finito tutto: che non succeda la stessa cosa anche ai fumetti.
Cosa succederà negli USA? La crisi dai quotidiani (e perdere quel patrimonio di serie e personaggi sarebbe sconsigliabile, ci vorrebbero in tal caso altri sbocchi) arriverà agli albi? Il mondo sfavillante dei supereroi tende a far dimenticare che molte case editrici sono scomparse lasciando spazio ad un duopolio (con qualche concorrente minore), che i supereroi hanno spianato tutto, che la qualità delle storie, sempre più violente, è scesa, che dalle edicole si è passati alla vendita nei negozi specializzati, e che le vendite non sono più quelle degli anni Settanta, i singoli titoli Marvel vendono quanto in Italia, o meno. Altra gente che uscirà con lo scatolone in mano? Bò?
La striscia di Segar sopra riportata è molto immediata: il tipo di umorismo è ultraclassico, ma viene reso con molta efficacia e teatralità al tempo stesso, così da far ridere comunque (non è un caso il successo delle strisce di Segar ;-) ). Mirabile e mirabolante la striscia futurista (non sparatemi) di Cliff Sterret, deformazioni varie con sorpresa finale, e senza ricorrere allo straabusato espediente del sogno.
Saluti.
G.Moeri
Scritto da: Moerandia | 03/10/2009 a 02:00
Interessantissimo, posso dirlo?
Questo articoli e tutti i commenti che seguono dovrebbero essere letti e riletti, non si trovano sui giornali nemmeno quelli specializzati.
Ci sono davvero una schiera di lettori competenti di questo blog, me ne stupisco ogni volta che li ne leggo, preferibilmente nel cuore della notte.
Complimenti a Daniele Tomasi, a G. Moeri, a Valentino Sergi, a tutti quanti!
Sabatino Sibaldi
Scritto da: Sabatino Sibaldi | 03/10/2009 a 02:09
Grazie Sabatino, e bisogna continuare a ringraziare Luca per il suo stimolante blog che ci porta a parlare e condividere informazioni ed opinioni.
Ad esempio ho apprezzato molto l'intervento di G.Moeri perche' non e' catastrofista, non dice "va male ed andra' peggio" ma dice "pian piano e' andato sempre peggio, cosa ci riserva il futuro?". E' una sottile differenza che pero' ha una forte significanza.
Riguardo agli USA, la riduzione degli spazi l'ho sempre letta (forse erroneamente) come, almeno nella sua fase iniziale, una conseguenza (paradossale) del successo delle strisce che e' andato in contemporanea con la variazione grafica dei quotidiani. Questi hanno teso verso la riduzione del formato, ma non volendo ridurre il numero di strisce, che continuavano ad essere seguite, si e' preferito ridurne le dimensioni in proporzione (anche se e' vero che lo spazio e' anche stato "rubato" per aumentare quello delle pubblicita'). Certo la qualita' e' un altro discorso, ma non credo che dopo Bill Watterson ed il suo Calvin&Hobbes non ci sara' piu' nessun Artista.
Questa riduzione delle dimensioni secondo me ha inciso negativamente soprattutto sulle strisce di avventura, in cui prevalentemente il disegno e' realistico ed anche quando tende allo stilizzato (rimaniamo fedeli all'immagine bellissima fornitaci da Luca e citiamo MiltonCaniff maestro e ispiratore di tanti piu' e meno recenti artisti a lui successivi) si esprime meglio se gli spazi delle vignette non sono ridotti (anche per questo le tavole originali si son ridotte, oltre che per i cambiamenti tecnologici nella loro riproduzione a stampa, dalla reprocamera allo scanner).
Sempre riguardo agli USA, il graduale sopravvento del tema supereroistico nei fumetti rispetto ad altri temi e' stata dettata dal mercato, ossia questo tema ha attratto i lettori e venduto piu' degli altri. Che pero' non ha portato alla scomparsa, restano comunque tante produzioni dai svariati temi - prendete un catalogo Preview e sfogliatelo con calma, e considerate anche che ci sono tante altre micro-produzioni negli USA che li' non compaiono, ma che potete scoprire ad esempio al SMALL PRESS EXPO (http://www.spxpo.com/ guardate che carina la testata nella home-page) la cui ultima edizione era di pochi giorni fa, oppure in INDYPLANET (distribuzione on-line di comics http://www.indyplanet.com/catalog/ nella riga di testo in alto sono elencati i vari generi dei fumetti presenti, e' una bella varieta', no?!) oppure nel virtuale COMICON http://www.comicon.com/hall.aspx?id=1 . Tante piccole produzioni piu' o meno distribuite che pur vendendo poco sono comunque presenti e secondo me non scompariranno mai perche' il fermento creativo e' tanto.
Riguardo all'Italia, anche qui ci sono tante piccole produzioni e diverse anche di qualita' che si possono vedere soprattutto in manifestazioni come LuccaComics e NapoliComicon e soprattutto, come vien fatto notare, su internet. Certo che mi ha sempre dato fastidio che pochissimi quotidiani, ed uno solo di caratura nazionale come era il Giorno, abbiano dato spazio alla striscia a fumetti. Riguardo alla satira in stampa, resiste ed anzi ha gran successo , almeno localmente, "Il Vernacoliere" che a LuccaComics ha sempre un affollatissimo stand e che in questi recenti anni ha anche esportato in volume alcuni suoi personaggi come DonZauker. Insomma, anche li non e' tutto scomparso.
Saluti da un ottimista DT ^__^
Scritto da: Daniele Tomasi | 03/10/2009 a 10:36