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11/09/2009

MAURIZIO CROZZA IMITA BRUNETTA: ABBASSO IL FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA!

Brun blog

Poiché il ministro socialista Brunetta non ha gradito l'imitazione che Maurizio Crozza ha fatto di lui su La 7 nel bel programma Crozza Italia, il bravissimo comico genovese ha ripiegato su YouTube.

Ecco uno sketch in due tempi ancor più esilarante e surreale di quelli che Crozza ammanniva ogni domenica sera nella scorsa stagione televisiva, prima che la scure censoria del Popolo delle Libertà si abbattesse sul palinsesto anche di quella rete, un tempo gloriosa nonostante il tentativo di soffocamento fattogli da neonata.


Picchi di divertimento in più punti, a cominciare dalla finta invettiva (che un vero ministro non si sarebbe mai sognato di immaginare) contro il Festival del Cinema di Venezia, e Michele Placido in particolare.
Notevolissimo anche il passaggio con citazione del collega Sandro Bondi, al minuto 1.50 di questa seconda tranche, dove con atteggiamento da Gremlin in versione Joe Dante, Crozza fa stridere a Brunetta: "Ti dico Sandro, di chiudere quel rubinetto del FUS (Fondo Unico dello Spettacolo, già sottoposto a tagli letali da parte del governo, n.d.r.), facciamolo al più presto".
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Come si legge sul quotidiano Il Messaggero>, il vero Michele Placido, confusosi per la perfetta mimesi che il comico Crozza era riuscito a ottenere, ha querelato il vero Brunetta per calunnia.
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Placido, che a Venezia ha presentato il film Il grande sogno,
ha dichiarato:«Sono indegnato, anzi indignati,io e i miei familiari perché il ministro ha usato il mio nome». Il regista ha inoltre controbattuto con la seguente lettera aperta al ministro:

Grande sogno

«Ha sbagliato persona, per questo io la denuncio alla giustizia italiana. Questo signore che lei chiama Placido, leggermente schifoso, lavora per il Comune di Roma Teatro Tor Bellamonaca gratis da cinque anni, teatro di periferia signor Brunetta e sempre gratis con le risorse di pochi ha creato un teatro in Calabria per bambini in un posto di sangue e di 'ndrangheta. i miei ultimi tre film, a proposito di sovvenzioni non ne hanno avute e hanno incassato 14 milioni di euro più le vendite all'estero. Non chiedo una percentuale, ma rispetto. Ho lavorato anche con Mediaset nel rispetto dell'azienda così come ho sempre lavorato lealmente con i funzionari dello spettacolo anche di questo governo. In Francia sarei un pezzo della cultura francese, qui invece sono un pezzo, come ha detto lei, leggermente schifoso».

La lettera si conclude con questo post scriptum: «Il mio prossimo film è prodotto dalla Fox e l'anno prossimo mi trasferisco con la famiglia in Francia per un contratto come regista già firmato con la Pathè Cine, una delle maggiori società in Europa. Le voglio ricordare il titolo del film Miserere! e non è una battuta».
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Michael Moore e Vincenzo Mollica come bonus veneziano!
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PS: Molti ringraziamenti alla sempre attenta Avalongisa (seguite qui il suo blog).

CATEGORIE: Arte e rane , Cinema , Tecnologia

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Commenti

Crozza è davvero bravissimo!
Sono d'accordo con Placido e anche con Ignazio Marino, del quale riporto la controdichiarazione, su questo show da "miserere": «Le parole di Brunetta entrano in quel sistema intimidatorio che ormai ci sembra l'unico che il governo conosca.
Contro chiunque sia in dissenso con l'esecutivo, come per i giornalisti scomodi, così ora con i cineasti o con gli artisti che hanno un'idea libera e non omologabile a niente.


"Via i fondi se non vi comportate bene": questo è il messaggio che Brunetta invia in maniera violenta ad un mondo sempre più mortificato negli ultimi anni.
Credo che la manifestazione del 19 settembre per la libertà di stampa possa anche diventare una manifestazione per la libertà di espressione artistica; la creatività va tutelata perché fragilissima.
Questo governo è totalmente inadeguato alle sfide dei nostri tempi e, infatti, taglia fondi in quelle aree in cui altri governi, anche di destra come quello di Sarkozy, investono: cultura, ricerca, innovazione».

Infatti, questa non è Destra (lo dico con rispetto).
In questo stesso filmato, Crozza-Brunetta dichiara di essere di Sinistra!
E poi + sempre stato socialista, no? Come Silvio, amicissimo di Bettino.
Quindi, questo è un problema da affrontare da tutto un altro punto di vista.
Cultura contro ignoranza, beceraggine contro idee.

Sicuramente ci sono molti parassiti nella Repubblica, ma sono annidati un po' da ogni parte, non tutti a destra o tutti a sinistra. Personalmente mi scocciano tutti quanti, come chi si fa pagare in nero, come chi non chiede la ricevuta...
Il senso dello Stato latita, e prevagono i propri interessi.
L'ha detto anche il papa in questi giorni in una sua predica e so bene a chi voleva alludere.
O almeno credo.
Poi, la frase in cui allude ai sorrisi della Carfagna e della Gelmini è ridicola molto. La seconda mi ricorda l'interprete di "Rebecca la prima moglie" nel vecchio film di Hitchcock...
Brrr!

Ciao, ai brunetti e ai biondetti.

Ma quello che mi preoccupa di più è lo stato dell'informazione.
Allora, con l'aiuto di scritti altrui, sparpagliati qua e là, ricapitoliamo:

-"AnnoZero" non viene chiuso, però viene boicottato. I contratti dei collaboratori come Travaglio non vengono firmati e gli spot non vengono mandati in onda a 10 giorni dall'inizio. Meno male che anche voi avete contribuito a farli vedere... Ma vabbe'

-A "Report" della Milena Gabanelli viene tolta l'assistenza legale. E questo significa che le inchieste scomode non verranno più fatte o giù di lì. La Gabanelli andrà avanti, ma non tutti i collaboratori di "Report" si possono permettere di sborsare migliaia di euro in studi legali.

-A La7 Maurizio Crozza è stato fatto fuori, sostituito da un inqualificabile Barbareschi, neofascista (ma non è certo questo il problema), in conflitto d'interessi con il suo mandato parlamentare: o fa una cosa o l'altra. Se questo programma servirà a toglierlo dal Parlamento, ben venga, ma non lo guarderò. Se invece terrà i piedi in due staffe, contribuirà a sputtanarlo come posso.

-A Fabio Fazio minacciano di tagliare i viveri.

-Nei giorni scorsi sono state ventilate minacce di chiusura e tagli di denari anche a Bertolino e il suo "Glob" (che non è granché, ma anche questo non è un discorso in tema) e alla Dandini..

- Enrico Mentana non si può neanche avvicinare aduna redazione di TG o similari che viene subito fulminato, reo di aver creato disturbo al Cavaliere Utilizzatore.

- I TG del servizio pubblico sono affidati a finti giornalisti, cloni di Emilio Fido.

- E adesso, la ciliegina sulla torta: anche Giovanni Floris viene trattato come una pezza da piedi, ed il suo programma viene spostato per non creare concorrenza al DISGUSTOSO spettacolo di Bruno Vspa che farà uno spot di una serata intera per il suo padroncino, adesso in grave crisi di credibilità fra i babbei che un tempo ci hann creduto: Ecco la notizia: Uno speciale di Porta a Porta in prima serata martedì, dedicato alla consegna delle prime case ai terremotati d'Abruzzo, farà slittare la prima puntata della nuova stagione di Ballarò. Una decisione che il vicedirettore generale Antonio Marano motiva con la volontà di "valorizzare un momento importante per il Paese".


Ma che crea polemiche. "E' un atto immotivato ai miei occhi, non riesco a comprenderne le ragioni. Avremmo potuto trattare gli stessi temi dello speciale di Raiuno, non vedo il motivo di sostituirci" commenta il conduttore Giovanni Floris. "Si tratta di una decisione presa contro il nostro parere" sottolinea il direttore di Raitre, Paolo Ruffini.

Marano, però, difende la scelta e nega contrasti: "Per Ballarò non c'è alcun problema, è solo uno spostamento che abbiamo ritenuto opportuno visto il tipo di evento e per non far sovrapporre due programmi di approfondimento". Spiegazioni che non convincono nè Floris nè Ruffini. "Abbiamo
un inviato in Abruzzo da due settimane - spiega il giornalista di Rai 3 -, e la cerimonia del 15 settembre era un avvenimento previsto da prima che presentassimo la trasmissione. Naturalmente poi avremmo parlato anche di altro, di attualità politica e di attualità economica".

Ruffini rincara la dose: "Ho detto al responsabile dei palinsesti che la decisione di stravolgere la programmazione con una comunicazione improvvisa via e-mail, a meno di 48 ore dalla messa in onda del programma, dopo che era già stata tenuta peraltro la conferenza stampa avrebbe inevitabilmente assunto un nuovo sapore e danneggiato l'immagine aziendale".

Preoccupazioni che i vertici di viale Mazzini non hanno minimamente raccolto. E che alimenta i timori di chi parla di una volontà "normalizzatrice" da parte dell'esecutivo su Rai 3. "A tutti quelli che mi telefonano allarmati dico che mi auguro che sia solo un episodio sgradevole e grave, e che mi auguro che andremo in onda prima possibile dicendo tutto quello che abbiamo da dire" promette Floris.

Dal suo canto il presidente del Cda Paolo Garimberti (che ha appreso della decisione solo oggi pomeriggio) riconosce che, trattandosi di una "un evento programmato e programmabile, si poteva fare tutto per tempo ed evitare di mettere la Rai al centro di nuove polemiche politiche".

Per Report si e' fortunatamente verificata una iniziativa positiva: si puo' leggere qui http://www.lucanianews24.it/?p=21784 in sostanza se la RAI non gli dara' il sostegno lo faranno GRATUITAMENTE e volontariamente un gruppo di avvocati.
Ogni tanto una bella notizia fa bene. ^_^
____
DT -

Oh, sì, bene, Daniele!

Possibile che queste cose le si debbano apprendere da uno o più blog?

Ma già, l'informazione è quel che è, appunto.

Riporto anch'io la cosa.
Molti avvocati si sono proposti di assumere in maniera assolutamente gratuita la difesa dei giornalisti di REPORT nel caso in cui dovessero essere chiamati in giudizio e l’azienda rifiutasse la copertura legale.
Queste disponibilità ci hanno indotti a rilanciare e rafforzare la nostra azione a difesa del programma.
Oltre all’iniziativa “UN EURO PER REPORT”, che abbiamo già presentato nei giorni scorsi, con la quale abbiamo invitato i cittadini, in occasione del prossimo pagamento del canone RAI, ad aggiungere al canone l’importo di un euro, specificando che tale importo è destinato a coprire le spese legali di REPORT, Idv propone un’altra iniziativa: “CENTO AVVOCATI PER REPORT”, ed annuncia di aver costituito un pool di avvocati che, in caso di necessità, difenderanno in maniera assolutamente gratuita i giornalisti di REPORT che dovessero subire azioni giudiziarie, sia civili che penali, per fatti connessi al programma. E’ ovviamente aperta l’adesione al pool a tutti gli avvocati che volessero nel frattempo dichiarare la loro disponibilità.
ITALIA DEI VALORI , anche attraverso questa iniziativa, ribadisce il proprio impegno contro tutte le forme di arroganza del potere e di prevaricazione, ed a favore dei consumatori e dei cittadini, per la tutela dei diritti.

L'intervento che mi precede trova conferma nell'articolo inqualificabile che Feltri scrive oggi, confermandosi il mastino napoletano prezzolato del Berlusca in difficoltà.
Mentre altri servi neofasci (o ex tali) servono il capetto, Fini sta adottando una logica da Destra europea, che in questa fogna di politichetta non va bene, è un'impronta troppo alta.
Così, mentre "Ballarò" salta in favore di un'ennesima marchettona di Vespa decisa dal PdL, ecco cosa fa il Feltrino: solleva una polemica che ricorda il caso del direttore dell'Avvenire, Boffo, costretto alle dimissioni. Il direttore del Giornale cita un dossier contro Fini e contro uomini a lui vicini rispetto a incontri con squillo in sedi istituzionali.
Una vicenda di cui il quotidiano di famiglia di Berlusconi aveva già scritto, ricattando anche in quel caso affinché Fini non alzasse troppo la cresta e si sottomettesse all'autorità del Rialzato-liftato-bandanato.

Il "fondo" è intitolato "Il presidente Fini e la strategia del suicidio lento", poi un secondo titolo: "Ultima chiamata per Fini: o cambia rotta o lascia il Pdl". Più chiaro di così...

Feltri chiude il pezzo con un all'avvertimento in perfetto stile... non fatemi scrivere l'aggettivo corretto, che avete senz'altro capito tutti: "...(Fini) ricordi anche che delegare i magistrati a far giustizia politica è un rischio. Specialmente se le inchieste giudiziarie si basano sui teoremi. Perché oggi tocca al premier, domani potrebbe toccare al presidente della Camera. E' sufficiente - per dire - ripescare un fascicolo del 2000 su faccende a luci rosse riguardanti personaggi di Alleanza Nazionale per montare uno scandalo. Meglio non svegliare il can che dorme".


Ricatto in puro stile PdL.
Complimenti!
Ci vuole la ramazza.
E sta arrivando.

Da Paolo Farinella, prete a tutte persone attente alla libertà e in questo momento alla libertà di stampa.

Come sapete il sultano Berluskonijad per risollevarsi dall’isolamento in cui è sommerso, continua ad usare la tv di stato ad uso privato con l’ubbidienza prona e succube dei suoi tirapiedi che egli stesso ha piazzato in rai e con la volgare e indegna devozione del Vespa servile.


La notizia la conoscete tutti: Ballarò sarà trasferita per lasciare la scena, tutta la scena al paraninfo Vespa che gronda giuggiole davanti al suo Priapo che logicamente canterà le lodi sue e del governo e la fine dell’emergenza terremoto.
Se siamo un minimo coerenti, se siamo difensori della libertà, non abbiamo che una scelta: disertiamo in massa Porta a Porta, spegniamo rai 1 domani martedì 15 settembre 2009, ore 21,00. Leggiamo un libro, guardate altro, andate al cinema, chiudetevi in convento, mettetevi il cilicio (chiedere istruzioni alla BInetti), fate quello che volete ma boicottate il programma di Vespa. Non possiamo limitarci a gridare al lupo e poi fare gli interessi del lupo.
Un abbraccio e un saluto a tutte e a tutti.
Diffondete se volete.

Vi segnalo il saggio Michele Serra di oggi, che interviene sulle fesserie isteriche dette da quel lemure mannaro (non è un insulto "lemure" e non è un insulto "mannaro", sono solo constatzioni sia il sostantivo che l'aggettivo) a cui è intitolato il post.
Vale a dire Maurizio Crozza, imitatore.


"Se il ministro Brunetta, piuttosto che un iracondo e un demagogo, fosse una persona ragionevole, e davvero parlasse per conto del popolo italiano e nei suoi interessi, saprebbe che il nostro Paese, nell'ultimo paio di secoli, ha molto patito non già a causa delle élite, ma della loro gracilità, o mancanza.


Se, per esempio, la grande borghesia conservatrice non fosse stata spazzata via (vedi l'affaire Montanelli, vedi la morte di Ambrosoli, vedi eccetera eccetera) dalla piccola borghesia reazionaria e malaffarista che ha schiantato il senso dei diritti e il senso dei doveri, e oggi regge il timone del Paese, magari avremmo ancora ministri come Visentini e non come Brunetta e Bondi, altro fazioso vaniloquente.


Destra e sinistra, in tutto questo, sono un criterio piuttosto confuso, quasi un velame. Meglio varrebbe (e in questo, bisogna ammetterlo, il socialista Brunetta ci aiuta parecchio) provare a riclassificare lo scenario socio-politico italiano secondo i vecchi criteri dell'analisi di classe.


Il poco che rimane della borghesia antifascista (certamente un'élite) e della classe dirigente repubblicana e costituzionale (un'altra élite) è l'ultimo argine culturale, etico e storico che si frappone al trionfo incontrastato dei Brunetta, del loro adorato leader e della piccola borghesia reazionaria che li vota in massa.

Il loro capo, da solo, ha più potere dei fantasmatici "poteri forti" messi assieme, più denaro, più media, più altoparlanti e più balconi, più giornali, più giornalisti, più servitù e più tutto.
Ma, effettivamente, nonostante questo potere fortissimo, Berlusconi non è élite, non è classe dirigente, non è statista (gli statisti uniscono i popoli, non li spaccano a metà come una mela).

È potere senza rispetto, ricchezza senza status, popolarità senza prestigio. Brunetta, che è animoso e sincero, avverte nel profondo questa inadeguatezza. Ma piuttosto che investirne, con la dovuta umiltà, se stesso e il suo capo, si aggrappa al popolo e indica nelle "élite di merda" il Nemico da combattere.

In questo, Brunetta (come parecchi ex socialisti, ahimè) è il berlusconiano perfetto: pur di non dubitare di se stesso, attribuisce ogni problema alla malvagità del Nemico. Urgerebbe un analista se anche gli psicanalisti non fossero, come è ovvio, una élite di merda. "

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