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04/09/2009

L'APPELLO DI TRE GIURISTI CONTRO L'ENNESIMO ATTACCO AI GIORNALISTI NON ASSERVITI 290mila FIRME A TUTT'OGGI)

BerluscoTotem 1996 blogAl titolo, estremamente esplicito, che ho scelto per questo post ulteriore (che ci tocca sprecare per un tema diverso dai nostri amati Fumetti e Disegni animati, e non se ne può proprio piùùùùù), faccio seguire alcune righe altrettanto chiare scritte dal direttore del quotidiano La Repubblica, Ezio Mauro:

(...) Tutto questo - la richiesta agli imprenditori di non fare pubblicità sul nostro giornale, l'accusa di eversione, l'attacco ai "delinquenti", la causa alle domande - da parte di un premier che è anche editore, e che usa ogni mezzo contro la libertà di stampa, nel silenzio generale. Altro che calunnie: ormai, dovrebbe essere l'Italia a sentirsi vilipesa dai comportamenti di quest'uomo.


L'Italia non saprei, ma io incontrovertibilmente , almeno dal 1994 e di più ogni giorno.
Certo, non solo da costui, anche da una pletora di indegni figuri seduti sulle più varie poltrone per perseguire interessi estranei a quelli della popolazione italana (maggioranza della).

Tutta la solidarietà possibile di Cartoonist GlobaleRepubblica e a tutti i loro colleghi, a cominciare da quelli di Rai 3, che rischiano di essere stolidamente silenziati. Per proseguire con gli altre settanta licenziamenti di giornalisti e qualche altra decina di impiegati (approssimazione per difetto) di cui si sente parlare con insistenza per la Mondadori, proprietò attuale della famiglia stessa del premier, sappiamo con quali metodi ottenuta: la sentenza di condanna parla chiaro.
Eventuali smentite di questi tragici dati non possono che essere accolte con gioia da noi, le pubblicheremo molto volentieri.
E pretendiamo ("speriamo" sarebbe stato un verbo troppo remissivo) che questo periodo buio e avvilente della nostra storia passi il prima possibile.

In ogni caso, sono state raccolte oltre quarantacinqumila firme in meno di un giorno.

Financial Times

Tra i firmatari, oltre ovviamente al presente blogger, che invita ad aderire tutte le persone senzienti, spiccano vari esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo.
.
Si sono uniti all'appello Dario Fo e Franca Rame, Bernardo Bertolucci, Andrea Camilleri, Carlo Verdone, Victoria Cabello, Massimo L. Salvadori, Paolo Villaggio, Mario Monicelli, Fabrizio Gifuni, Francesca Comencini, Giulio Scarpati, Pierfrancesco Favino, Ascanio Celestini, Angelo Barbagallo (produttore cinematografico), Marco Risi, Davide Ferrario, Sandro Veronesi, Carlo Lucarelli, Antonio Scurati, Erri De Luca, Giuseppe Montesano, Domenico Procacci, Enrico Deaglio, Francesco Rosi, Carla Fracci, Beppe Menegatti, Ornella Vanoni, Gabriele Salvatores, Liliana Cavani, Paola Cortellesi, Alessandro e Giuseppe Laterza, Lella Costa, Sandra Petrignani e Clara Sereni, Shel Shapiro, Arnoldo Foà, Giuseppe Piccioni, Riccardo Milani, Silvio Soldini, Andrea Vianello, Giovanni Floris, Corrado Augias, Ludina Barzini, Pippo Baudo, Niccolò Ammanniti, Claudio Bisio e Sandra Bonzi, Mariangela Melato, Salvatore Settis, Caterina Murino, Filippo Timi, Asia Argento, Angela Finocchiaro, Michele Placido e Renato De Maria.

E ancora, Carlo Ginzburg, Rosario Villari, Tullio Gregory, Corrado Stajano, Giovanni De Luna, Miguel Gotor, Sandro Petraglia, Umbero Eco, Liliana Cavani, Barbara Spinelli, Stefano Rulli, Ottavia Piccolo, Licia Maglietta, Carlo Freccero, Enrico Bertolino, Dori Ghezzi, Alessandro e Giuseppe Laterza, Lella Costa, Sandra Petrignani e Clara Sereni, Giuseppe Piccioni, Silvio Soldini, Andrea Vianello e Giovanni Floris, Corrado Augias, Fiorella Mannoia, Sergio Staino, Sandra Bonsanti, don Luigi Ciotti, Adriano Celentano, Claudia Mori, Monica Guerritore, Ferzan Ozpetek, Milva, Marco Bellocchio, Giuseppe Montesano, Teresa De Sio, Maurizio Nichetti, David Riondino, Franco Battiato, Saverio Costanzo, Carlo Degli Esposti, Massimo Ghini, Ettore Scola, Furio Colombo, Giacomo Marramao, Stefania Sandrelli, Giovanni Soldati, Valerio Mastandrea, Alessandro Gassman, Paolo Sorrentino.
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Il (grande) Maurizio Crozza aderisce e osserva: "La mia solidarietà va a Silvio Berlusconi. Dove s'è mai visto un giornalista che pone domandi irriverenti al capo del governo? Un bravo giornalista non assume iniziative, un bravo giornalista scrive sotto dettatura".
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Forum Totem 1996 blog
-
Ed ecco L'APPELLO DEI TRE GIURISTI

L’attacco a "Repubblica", di cui la citazione in giudizio per diffamazione è solo l’ultimo episodio, è interpretabile soltanto come un tentativo di ridurre al silenzio la libera stampa, di anestetizzare l’opinione pubblica, di isolarci dalla circolazione internazionale delle informazioni, in definitiva di fare del nostro Paese un’eccezione della democrazia.
Le domande poste al Presidente del Consiglio sono domande vere, che hanno suscitato interesse non solo in Italia ma nella stampa di tutto il mondo. Se le si considera "retoriche", perché suggerirebbero risposte non gradite a colui al quale sono rivolte, c’è un solo, facile, modo per smontarle: non tacitare chi le fa, ma rispondere.
.
Invece, si batte la strada dell’intimidazione di chi esercita il diritto-dovere di "cercare, ricevere e diffondere con qualsiasi mezzo di espressione, senza considerazioni di frontiere, le informazioni e le idee", come vuole la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, approvata dal consesso delle Nazioni quando era vivo il ricordo della degenerazione dell’informazione in propaganda, sotto i regimi illiberali e antidemocratici del secolo scorso.
Este_01215056_19550.
Stupisce e preoccupa che queste iniziative non siano non solo stigmatizzate concordemente, ma nemmeno riferite, dagli organi d’informazione e che vi siano giuristi disposti a dare loro forma giuridica, senza considerare il danno che ne viene alla stessa serietà e credibilità del diritto.


Franco Cordero

Stefano Rodotà

Gustavo Zagrebelsky.
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Chi desidera firmare può fare CLIC qui.
.
Forum Totem 1996 blog 2
.
PS: Il fumetto contenuto in questo post è stato realizzato dal presente blogger nell'ormai lontano 1996 (ma i suoi contenuti penso che facciano riflettere anche oggi, nella loro oscurità). Ci sono riferimenti a fatti e personaggi un po' remoti, fra cui il Vicegabibbo (che nessuno si ricorda pià chi fosse).
Doppio CLIC sulle due parti della tavola per poterla leggere meglio.
.
Uscì a pag. 3 della rivista Totem Comic (il cui direttore era allora Francesco Rocca) in data 15 maggio 1996.

CATEGORIE: Editoria , Fatti , Media

tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

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Commenti

firmato e condiviso su facebook, sperando nell'effetto virale...

Bene, grazie, speriamo in quest'effetto suin... OPS, VIRALE! Il termine "suino" su può semmai riferire al contenuto, visto chi n'è coivolto (Guzzanti senior docet, e non importava nemmeno che si scomodasse lui di persona per chiarirci il concetto).

Per ora siamo a 48713 di firme, l'ultima (questa) l di DEBORA PIRILLO.
Pochissime, per un Paese che intenda dirsi democratico, nel quale ne sarebbero state scaricate milioni sulla testa incatramata del Caimano libidinoso.

Sarà che pochi italiani usano il computer, sono al mare a bruciarsi le chiappe nell'ultimo week-end di agosto, e si meritano quel che hanno e che fanno subire a tutti noi, anche a noi che capiamo e non vogliamo essere complici di questo anominio.

Ed ecco come scrivono di noi all'estero, considerandoci dei sottosviluppati quali siamo, Sanco ha perfettamente ragione, non è sopportabile tanta ignoranza mista ad arroganza (sena nemmeno toccare le questioni legate a processi, scandali sessuali, quelle politiche sul neofascimo, il razzismo e via di seguito).
NON è tollerabile.

Che l'Europa intervenga a fare pressione sugli esponenti della destra non corrotta. Se gli italiani non sono in grado di darsi un governo minimamente decente che qualcuno corra in soccorso, come fece Bush in Iraq, per dire, no?

Ecco cosa dice la stampa estera di noi, prima puntata:

Dalla prima pagina del Financial Times alle colonne dei maggiori quotidiani britannici, francesi, spagnoli, dall'Europa alle Americhe, la decisione di Silvio Berlusconi di denunciare "la Repubblica" e almeno due quotidiani stranieri per diffamazione, insieme allo scontro "senza precedenti" tra il premier italiano e il Vaticano, dominano i servizi della stampa internazionale di oggi.


Tutti i giornali paragonano l'iniziativa legale del premier a una "dichiarazione di guerra" per intimidire i media indipendenti e sottolineano la gravità dell'annullamento dell'incontro previsto all'Aquila tra il capo del governo e il segretario di stato Vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone.

"Non posso ricordare un giorno più nero nelle relazioni tra questo governo e la Chiesa", confida al Daily Telegraph di Londra una fonte vaticana.

Il Financial Times dedica alla vicenda un articolo di prima pagina, intitolato "Berlusconi denuncia per le accuse sullo scandalo", in cui il corrispondente da Roma, Guy Dinmore, scrive che il primo ministro italiano "ha cercato di zittire i suoi critici con una serie di azioni legali contro almeno tre giornali in Italia, Francia e Spagna", spiegando quindi i motivi delle denunce annunciate dall'avvocato del premier e parlamentare del Pdl, Niccolò Ghedini, contro "Repubblica", per la ripetuta pubblicazione delle dieci domande a Berlusconi e per avere citato un articolo del francese Nouvel Observateur in cui si affermava che Berlusconi poteva essere ricattato, contro "Le Nouvel Obeservateur" per l'articolo in questione, intitolato "Sesso, Potere e Bugie", e contro "El Pais", per la pubblicazione delle foto dei party nella villa di Berlusconi in Sardegna. Il quotidiano finanziario afferma che gli avvocati di Berlusconi stanno valutando simili denunce anche a Londra contro giornali britannici.

Segue la seconda parte.
Ciao a tutti i lettori,

Erne

Per motivare il passaggio sul rischio per i giornalisti di Rai 3, nel mirino dei Soliti Pessimi, è illuminante un articolo usciti sul quotidiano "La Stampa", in particolare su Milena Gabanelli e sull'ottimo programma "Report".
Si può leggerlo integralmente qui:
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=94&ID_articolo=333&ID_sezione=&sezione


Le mani su Raitre. Chi ce le metterà? La sinistra che vuole il governo, o la sinistra che vuole la sinistra? E in questo caso, quale sinistra? Prevarrà il buon senso, che sostiene la conferma del direttore Paolo Ruffini (è un interlocutore costante e competente, ha retto gli ascolti e drenato i costi) o uscirà qualche coniglio dal cappello del congresso del pd? E intanto una mail corre sulla rete: sosteniamo Milena Gabanelli. In che senso? Succede che la puntata di «Report» dedicata ai costi della «social card», titolo «Poveri noi», in onda il 5 aprile, sia risultata indigesta al ministro Tremonti.
.
(vomito profondo, N.f.T).
.

Parte un esposto all'Agcom (l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), contro il programma e la sua autrice: la trasmissione è frutto di idee preconcette, non è così che si fa servizio pubblico, serve una sanzione.


L'Agcom archivia l'esposto. E la Rai? Dovrebbe essere contenta, la Rai, che un suo prodotto superi indenne le forche caudine dell'Autorità. Ma la Rai tace, neanche un comunicato.


I rumors, tipici di questi periodi caldi che ne preannunciano altri più caldi ancora, dicono che sia stato un imput della direzione generale a fermare la notizia di agenzia che annunciava l'archiviazione. La stessa direzione generale che, ora, vorrebbe togliere la tutela legale a «Report». Il programma di inchieste, ormai storico, sempre scomodo, partì tanti anni fa in seconda serata; poi approdò alla prima letteralmente a furor di popolo.


Di argomenti tosti, la trasmissione ne ha toccati tanti, e svariate sono state le cause scaturite dalle denunce di malefatte pubbliche e private: ebbene, «Report» non ne ha mai persa una.

Magari gli spettatori hanno talvolta perso il sonno, o almeno la tranquillità: ma un conto è l'inquietudine, un conto la legge. E gli argomenti presi in esame sono talmente delicati, che una compiuta mancanza di tutela legale rischierebbe di condizionare le inchieste. Sembra che, oltre a «Report», le trasmissioni sgradite siano quelle della Dandini e di Fazio: barricaderi no, ma liberi sì.



Le mani su Raitre. Chi ce le metterà? La sinistra che vuole il governo, o la sinistra che vuole la sinistra? E in questo caso, quale sinistra? Prevarrà il buon senso, che sostiene la conferma del direttore Paolo Ruffini (è un interlocutore costante e competente, ha retto gli ascolti e drenato i costi) o uscirà qualche coniglio dal cappello del congresso del pd? E intanto una mail corre sulla rete: sosteniamo Milena Gabanelli. In che senso? Succede che la puntata di «Report» dedicata ai costi della «social card», titolo «Poveri noi», in onda il 5 aprile, sia risultata indigesta al ministro Tremonti. Parte un esposto all'Agcom (l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), contro il programma e la sua autrice: la trasmissione è frutto di idee preconcette, non è così che si fa servizio pubblico, serve una sanzione. L'Agcom archivia l'esposto. E la Rai? Dovrebbe essere contenta, la Rai, che un suo prodotto superi indenne le forche caudine dell'Autorità. Ma la Rai tace, neanche un comunicato. I rumors, tipici di questi periodi caldi che ne preannunciano altri più caldi ancora, dicono che sia stato un imput della direzione generale a fermare la notizia di agenzia che annunciava l'archiviazione. La stessa direzione generale che, ora, vorrebbe togliere la tutela legale a «Report». Il programma di inchieste, ormai storico, sempre scomodo, partì tanti anni fa in seconda serata; poi approdò alla prima letteralmente a furor di popolo. Di argomenti tosti, la trasmissione ne ha toccati tanti, e svariate sono state le cause scaturite dalle denunce di malefatte pubbliche e private: ebbene, «Report» non ne ha mai persa una. Magari gli spettatori hanno talvolta perso il sonno, o almeno la tranquillità: ma un conto è l'inquietudine, un conto la legge. E gli argomenti presi in esame sono talmente delicati, che una compiuta mancanza di tutela legale rischierebbe di condizionare le inchieste. Sembra che, oltre a «Report», le trasmissioni sgradite siano quelle della Dandini e di Fazio: barricaderi no, ma liberi sì. Di invitare chi vogliono, per esempio, anche chi critica il governo. Per non parlare di Lucia Annunziata, dalla quale Belusconi fuggì. Suvvia, come si fa? L'autunno sarà tosto, soprattutto dal punto di vista economico. Non si può «remare contro» gli sforzi della maggioranza, non si può informare liberamente; non si può fare Raitre. Le mani su Raitre.


Dietrologi e magistrati, cosa sapeva il signor Boschi di ignoto al resto degli italiani? A quali bombe si riferisce (nel lontano 1996) legate da ignoti(?) fili al pupazzo Mascalzoni?

PS... il vice-gabibbo Stefano Salvi ha una sua personal tv sul web dove conduce videoinchieste (basta aggiungere .it al suo nome)

Lo sapevate che la Lega tramite il suo quotidiano nel '98 fece 10 domande a Berlusconi?
Per fare un esempio, una era:
"Il 26 settembre 1968, la sua Edilnord Sas acquistò dal conte Bonzi l'intera area dove lei, signor Berlusconi, edificherà Milano2. Lei pagò il terreno 4.250 lire al metro, per un totale di oltre tre miliardi di lire. Questa somma dal '68, qu......ando lei aveva 32 anni e nessun patrimonio familiare a disposizione, era di enorme portata. Tutto questo denaro chi gliel'ha dato, signor Berlusconi?" (La Padania 1998)
Non rispose, forse che gli erano sembrate retoriche e diffamatorie?
Perche' non associarli nella attuale azione legale contro i tre quotidiani?
Su facebook circolano un paio di link a questo:
http://www.youtube.com/watch?v=xBbDthMDUoc
Le domande le trovate qui:
http://www.beppegrillo.it/documenti/lapadania_10domande.pdf -
Qualcuno ha conoscenze nella redazione di Repubblica? Secondo me questa cosa puo' tornare molto utile all'avvocato che lo difende in giudizio. Pero' io utilizzerei subito la notizia in prima pagina sul quotidiano stesso! A titoli cubitali!!!
_____
DT

Ciao, Daniele!


Lo sappiamo: la Lega, quando si presentò al cospetto dei suoi elettori, aveva un potenziale in qualche modo rivoluzionario (nel bene e anche nel male).
Una cosa comunque importante era che prendesse le distanze dalla P2 (quella antica smascherata -in parte con lo scandalo Rizzoli/Tassan-Din, e quella allora vigente; quindi anche da quella attuale, per analogia: in parte le persone di oggi, collocate in punti chiave del Paese, sono le stesse degli anni Settanta, pur mentendo sull'appartenenza alla lobby, ma mentire è addirittura un loro requisito professionale, esercitato quotidianamente con disinvoltura per il proprio tornaconto.
Certo, il quadro è cambiato, certamente in peggio. Alcuni vecchi piduisti sono morti per ragioni fisiologiche, e altri (molti) si sono aggiunti in anni recenti, visto che la situazione è stata propizia, dopo il famoso patto dello Stato con la criminalità organizzata di cui parlano, tra gli altri, i parenti del giudice Borsellino.

.
In seguito, i "capetti" della Lega hanno capitolato e si sono alleati con quelli che erano gli obiettivi da sconfiggere.
Questo è il risultato odierno: un movimento nordista truce, razzista, paraocchiomunito, rozzo come allora ma connivente con sia con "Roma ladrona" che con la nuova P2 (chiamiamola come ci pare), Un partito diretto da leader impresentabili, incapaci di articolare prospettive politiche di un qualche respiro e non viziate da gretto opportunismo elettorale.
Culturalmente a zero oggi come qualche lustro fa, questo partito punta ancora sul rito carnevalesco (e inventato di sana pianta, nemmeno degno di essere annoverato nel folklore locale) dell'ampollina di acqua del Po e sui comizi programmatici che agitano la pancia della gente altrettanto rozza e credulona.
Un movimento che in altri Paesi, forse, non avrebbe nemmeno avuto i requisiti "etici" per aspirare a essere un partito, se non alto per l'incostituzionalità di alcuni enunciati professati fin dall'inizio della sua sinistra avventura: quelli della divisione dell'Italia in zone privilegiate e in serbatoi di carne da macello. La recente boutade delle "gabbie salariali" va letta in questo senso.


In sostanza, trattasi di un altro cancro che erode l'Italia, come se non ne bastassero altri.
Non so quale possa essere la cura per questo Stivale da risuolare e rattoppare. Sicuramente, grazie a questi figuri (i cui nomi e cognomi sono palesi, purtroppo anche le loro facce, ma tenendo spenta la TV almeno da questo ci possiamo in parte difendere), la sofferenza quotidiana per chi vive nel Paese durerà a lungo ancora.


Prima di iniziare la terapia di guarigione, l'elettorato dovrà dimostrare di aver messo i dentini, i primi peli puberali e quindi di esser divenuto quantomeno adolescente, ("maturo" sarebbe chiedere troppo e non oso farlo).


Ma tornando alla tua domanda, Daniele: certo, ho contatti con collaboratori di "La Repubblica" e girerò loro qusta tua scoperta.


Pochi giorni fa un altro amico mi aveva spedito una agina della "Padania" di qualche anno prima con, in bell'evidenza, le foto di tanti mafiosi della storia. Bene, tra gli altri ne sbatteva anche due che sono diventati più volte primi ministri: uno della cosiddetta prima e uno della cosiddetta seconda repubblica,
Personcine ancora vive e ancora impegnate a svolgere i loro compiti.
Peccato che poi, lo stesso giornale, dopo il clamoroso voltafaccia con i suoi elettori originari (a quale prezzo?) adesso li sostenga . Dovrebbe cancellare le prove, bruciare annate di "Padania" per non essere messo alle spalle dagli elettori.
Ma sarebbe forse fatica inutile. Leggono gli elettori della Lega? Hanno mai letto il loro giornale? Qualcuno i titoli della "Gazzetta dello Sport" sul tavolo del bar, certo...

°°°°

Per Mordente: cosa sapevo nel 1996?
Ci sono straordinarie analogie in questo fumettino editoriale con quello che adesso, tredici anni dopo, alcuni giornalisti "non asserviti", magari esperti di "giudiziaria" stanno scrivendo.
E cosa si sapeva, in genere, nel 1996, delle bombe di Via dei Georgofili di qualche anno prima? Degli attentati a Roma alle chiese etc, non lontani cronologicamente dalle uccisioni di Falcone e Borsellino?
Niente si sapeva. Nessuna prova alla luce del sole.

Ma la logica poteva pur lavorare, no? Chi voleva capire, poteva farlo se non era fesso (o complice).
In quel caso, per "Totem Comic", ero un semplice fumettista umoristico, un costruttore di storielle, consapevole tra l'altro del successo "losco" della Finivest (come lo era, per esempio, Andrea Pazienza già qualche anno prima: è scomparso nel 1988 e almeno allora quando parlavamo di Berlusconi giungevamo senza fatica alle stesse conclusioni; forse anche perché nessuno di noi teneva per il Milan o seguiva "Sentieri").
Fare questo tipo di ricostruzioni a fumetti era "normale", ora, con la pseudosatira che passa il convento, con Vincino al soldo di Ferrara (scusa, so che è un amico, ma è l'esempio più emblematico) e nessu foglio satirico in edicola, tutto questo ci sembra strano.
La regressione c'è stata, è indubbio. Anche nelle nostre menti.


Cosa ne sapevo, dunque.
Niente. Ma parafrasando Pasolini, quando scrisse quel suo famoso e fatale pezzo sul "Corriere della Sera" che cominciava con "io so", posso spiegarlo.


Anche i fumettisti, come i romanzieri, i creatori di fiction, gli sceneggiatori cinematografici, gli autori teatrali, i registi sono degli intellettuali, dei creativi che cercano di conoscere tutto ciò che si scrive, di immaginare ciò che non si sa o si tace, che coordinano fatti anche lontani, che mettono insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un contesto, che stabiliscono una logica dove sembra regnare il mistero.

La loro capacità di connettere fatti altrimenti inspiegabili può condurre a sorprendenti rivelazioni.


Ho avuto difficoltà a postare un commento.
Ogni tanto il sistema s'inceppa e mi dà uno sbarramento.

Ma oggi proseguo, dato che c'è un articolo fresco fresco sull'Italia (e su noi cretini e umiliati) in cui Federico Rampini riporta quanto scrive con un titolo a sei colonne sul Wall Street Journal: "Il Vaticano umilia Berlusconi dopo l'attacco del suo giornale".

E' un'evidenza insolita per il principale quotidiano finanziario degli Stati Uniti. Che sia da intendere come il segnale che dopo aver fatto "giustizia" in altri Stati-canaglia, ora gli USA potrebbero muoversi anche nei nostri confronti?
Del resto, già una volta ci hanno liberato dai nazifascisti, quando molti italiani erano comunque nazifascisti.
Quindi, scelsero di stare dalla parte degli "italiani buoni" aruolando nel loro esercito anche i partigiani.
Di quante cose ci si dimentica oggi!!!


L'articolo ammerigàno esordisce così: "Il primo ministro italiano Silvio Berlusconi ha ricevuto uno sgarbo pubblico inusuale da parte del Vaticano, dopo che un quotidiano controllato da suo fratello aveva attaccato il direttore di un influente giornale cattolico per le critiche alla vita privata del premier".

Perfetta ricostruzione.
Manca solo il fatto che il fratello è un prestanome di Papi stesso.

Considerato "la Bibbia" dell'establishment capitalistico americano, primo quotidiano economico al mondo per diffusione, The Wall Street Journal è solidamente conservatore. Non aveva ancora dato un tale rilievo alle vicende di Berlusconi. L'articolo osserva che "l'incidente con il Vaticano accade in un momento delicato per il primo ministro". Ricorda che le rivelazioni sulla sua vita privata negli ultimi mesi "hanno fatto sì che le sue relazioni con la Chiesa cattolica sono diventate sempre più tese". Il lungo servizio da Roma conclude: "L'intenzione di Berlusconi di partecipare alla Perdonanza era vista come un gesto nel senso del pentimento.

La Santa Sede non ha voluto che fosse strumentalizzata come una benedizione alle sue posizioni politiche e alla sua vita personale".

Lo spazio dedicato a questa vicenda dal Wall Street Journal, che fa parte del gruppo Dow Jones di proprietà di Rupert Murdoch, segnala un salto di visibilità nei mass media americani, finora meno attenti rispetto a quelli inglesi, tedeschi, francesi e spagnoli. Sulla causa per diffamazione contro i giornali, il Wall Street Journal riprende la tesi dell'editoriale di Repubblica sul tentativo del premier di dirottare l'attenzione dalle sue difficoltà personali.

Aiuto Vernon, perché ogni giorno è una pioggia di critiche che cadono dal mondo intero sulla testa di Berlusconi Silivio detto papi, il grande infangatore del nostro Paese, che non potrà mai risarcirci er quel che ci ha fatto e ci sta facendo, dopo la sua imminente caduta (sotto il fango creato da lui stesso).


Vernon da solo non può farcela, riporto io quest'articolo significativo: un editoriale sul Times di Londra, firmato da James Walston, docente di relazioni internazionali alla American University di Roma.


"Nel lanciare i suoi mastini all'attacco contro i pochi media di opposizione che rimangono", scrive il professor Walston, "stavolta il premier italiano ha esagerato, mordendo più di quello che poteva digerire: la Chiesa cattolica e una coalizione di giornali italiani e stranieri sono troppo anche per lo smisurato ego di Berlusconi".


L'articolo ricostruisce gli ultimi sviluppi, la denuncia per diffamazione contro Repubblica e vari organi di stampa internazionali, l'attacco del Giornale di Feltri al direttore dell'Avvenire, le crescenti tensioni tra il Vaticano e il capo del governo, e i precedenti mesi di rivelazioni e polemiche, la richiesta di divorzio di Veronica Lario, le serate con veline ed escort a Villa Taverna e Palazzo Grazioli.

"In un mondo più semplice e diretto, Berlusconi avrebbe dovuto dimettersi già da tempo", afferma l'editorialista del Times.
Naturalemte, siamo tutti d'accordo con lui, se solo avesse amato anche un minimo l'Italia e non solo i suoi soldi e il suo potere, sarebbe già a Hamamet da quindici anni.

"Ma egli è la risposta dell'Europa al Chavez del Venezuela, un populista che alternativamente minaccia e seduce per conquistare il potere e smantellare ogni tipo di opposizione".

Walston asserisce che Berlusconi resta popolare grazie al controllo sui media nazionali, grazie all'immunità che ha fatto approvare dal Parlamento, grazie ai limiti che ha posto all'opposizione istituzionale, come i poteri del presidente della Repubblica e della magistratura, e grazie alle divisioni interne dell'opposizione politica.


Tuttavia, conclude, oggi il premier appare diviso tra "il ridicolo e la megalomania", come "un uomo che ha perso il controllo" e che, pur essendo tra i più ricchi e potenti del mondo, "sembra deluso e frustrato".

Il motivo potrebbe essere che "nessun ammontare di ricchezza può renderlo più giovane o più bello, né può costringere il Vaticano ad accettarlo, né può dargli l'influenza di Sarkozy, della Merkel o di Brown, né può conferirgli lo status che avevano gli Agnelli". In più, "vari medicamenti" potrebbero pesare sul suo comportamento e le sue "smorfie allegre non riescono a celare la rabbia".


La resa dei conti, prevede il docente dell'American University, verrà probabilmente in autunno, "quando nessuna manipolazione potrà nascondere gli errori della conduzione economica del suo governo, la disoccupazione e le difficoltà per le quali egli è largamente responsabile".


Quindi, ragazzi, diamoci dentro.
Tra poco il dittatore sarà nudo anche più di quanto non lo sia con le sue escort a Palazzo Grazioli (da lui infangato).
Diamoci da fare e non perdiamo occasione per dargli delle stoccate, nel bene anche di quegli italiani, come il defunto Lele, che non si rendono conto, hanno la mente annebbiata.
Cari saluti anche a lui (le sue vignette a sostegno del premier sono penose).


Caro Giovanni Lecchino e Ruffiano, ti segnalo che io sto benissimo di salute, anzi, da quando ho smesso di frequentare questo Blog mi sento ancora meglio. Qui si scatena la fantasia perversa degli anti Berlusconi che vaneggiano e sognano improbabili riscatti, confondendo le falsità di Repubblica con la realtà. Contenti voi......
A proposito.... ho saputo che il PD ha vinto in Giappone : perchè non vi trasferite tutti laggiù ? Lo stesso Franceschini ha ricevuto una telefonata dal collega locale , entusiasta, che gli ha detto : " sei un gLande !". Peccato che poi si è scoperto che al telefono era D'Alema....

Ciao, ragazzi, piantiamola, dài!
I commenti qualitativi sui lavori altrui non sono una bella cosa, ognuno ha le sue opinioni e le esprime con parole e immagini; la satira o l'illustrazione, o il fumetto o le vignette meritano attenzione e apprezzamento a prescindere dai contenuti, perché sono gli strumenti espressivi che più ci appartengono.
Altro dirvi non vo', citando Leopardi.


Saluti non cattivisti (satira anche questa),


L.

Non sono d'accordo. Finchè esiste la libertà di parola ognuno può esprimere i giudizi che ritiene . Fa bene Giovanni Le Rua a dire che le mie vignette fanno schifo, ha ragione ! Sono quasi peggio dei fumetti di Luca Boschi ( e ce ne vuole per eguagliarli...).

Scordialmente

L'insopportabile è tornato.

Ruffiano e Lecchino NON è Mr. Lele (perché io non lo insulto, non voglio insultare nessuno), come si vede chiaramente dalle sue vignette.
Invece, lui è' tornato per insultare, la sua specialità.
Dove c'è lui, c'è zuffa.
Ma non era stato congedato?
Evidentemente è questo il bel modo che i fascisti (magari inconsapevoli) hanno per rapportarsi a chi porta argomenti e non ne ha per difendere i suoi miti, indifendibili: l'Uomo Forte (apparentemente), inviagrato dal cervello agli alluci.
Aaaahm, che mito!
Vergogna,
Come si diceva un tempo: "torna nella fogna".
Con tutto il rispetto per chi nelle fognature, comunali o meno, svolge il proprio compito.
Finiamola per favore! Basta con gli insulti! Io NON ti dò del fascista. NON ti insulto. Mi riferisco al comportamento in generale dei fascisti.

IPOCRITI

COMUNIONE E PROSTITUZIONE


Chi non ha nulla nel cervello, e magari vuole delle benemerenze dal premier, almeno una parolina ce l'ha: "ipocriti". Bisogna essere proprio quello zimbello che si è per andare in giro a insultare nelle case altrui.
Ma si sa che la rete è popolata anche della feccia.
Bene, continuiamo pure, dimostrando così l'ampiezza di veduto di chi sostiene una figura che tutta la stampa mondiale (e le persone assennate del mondo) vorrebbero dove merita, e non dove impunemente si trova.
A questo ipocrita faccio presente che la stampa internazionale di oggi si occupa abche oggi di Silvio Berlusconi, ma lo fa principalmente nell'ambito dei servizi sulla Libia e sul quarantennale del colpo di stato che portò al potere il colonnello Gheddafi: l'iltima sua prodezza che getta altre badilate di merda sull'Italia grazie a costui.


E diversi quotidiani europei, a cominciare da The Times e El Mundo, danno notizia dell'appello dei giuristi per la libertà di stampa lanciato da La Repubblica, da cui traggo qualche passo.

"Umberto Eco guida la rivolta degli scrittori contro il tentativo di Silvio Berlusconi di imbavagliare la stampa", titola il giornale britannico che osserva come "l'elite artistica e intellettuale italiana" si stia "apertamente ribellando" alla scelta del presidente dle Consiglio di "portare in tribunale almeno tre quotidiani in Italia e all'estero".

El Mundo titola: "Più di 140 mila firme contro le azioni legali di Berlusconi", ovvero contro la denuncia per diffamazione nei confronti di Repubblica e di giornali stranieri. Il quotidiano spagnolo nota che la raccolta di firme rappresenta "un nuovo fronte" contro il premier e che fra coloro che hanno aderito a questa iniziativa "in difesa della libertà di stampa" ci sono personalità della cultura e dello spettacolo come Bernardo Bertolucci, Benigni, Adriano Celentano, Eco e Fo.

Molti quotidiani europei, dal francese Liberation allo spagnolo La Vanguardia, da Le Figaro a El Mundo, dal britannico Guardian a le Monde, rilevano invece il fatto che il solo leader dell'Unione Europea che abbia visitato Tripoli in questi giorni è stato il primo ministro italiano, sebbene facendovi solo una breve tappa e lasciando la capitale libica prima dell'inizio dei festeggiamenti veri e propri per l'anniversario.

"Berlusconi è andato più lontano degli altri" sul tappeto rosso della diplomazia col colonnello, scrive ad esempio Liberation; e La Vanguardia lo definisce "un fedele alleato" di Gheddafi.

Uno dei quotidiani nel mirino delle azioni legali di Berlusconi, El Pais, denunciato per la pubblicazione delle foto sui party che si tenevano nella villa del primo ministro in Sardegna, oggi dedica un ampio servizio alle relazioni tra il leader del Pdl e la Chiesa cattolica, alla luce delle polemiche scatenate dalle critiche al comportamento privato del premier da parte di alcun organi di stampa cattolici come l'Avvenire e Famiglia Cristiana e dall'attacco lanciato dal Giornale di Vittorio Feltri contro il direttore dell'Avvenire, risultato nella cancellazione del previsto incontro all'Aquila tra Berlusconi e il segretario di stato vaticano, cardinale Bertone.


"Comunione e prostituzione" è il titolo del lungo articolo del Pais, che rifa la storia dei rapporti tra Berlusconi e la chiesa cattolica a partire dal suo ingresso in politica.

Un caro abbraccio e una calorosa stretta di mano a yun amico carissimo, dal temperamento squisito, grande vignettista leccatore.

Vi sbagliate, ragazzi!


Questo tal Lele tiene molto alla libertà di parola, specie se si tratta di criticare le sue vignette.
Ha perfettamente ragione, ed è coerente con questo suo principio, in quanto è stato anche uno dei primi firmatari del sacrosanto appello dei tre giuristi Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky riportato nel post.
Controllate nella lista e ci troverete anche i suoi nome cognome tra gli altri 203728 che si espongono a favore della democrazia, la libertà di stampa e contro il regime vigente; non me n'ero accorto, sulle prime.

Per Feltri, Ferrara, Vespa, Fede, Giordano e Belpietro sarà stata una pugnalata nel fianco.
Quando scrive qui, questo tal Lele fa l'acido ottuso, ma è solo una posa, in realtà è illuminato e lo dimostra la sua sacrosanta battaglia silenziosa contro i corruttori di giudici.


E adesso chiudiamo per la seconda volta questa triste pagina, che non merita davvero altra considerazione.

No, ora diciamo le cose come stanno.
Esprimiamo ognuno la nostra opinione. Evvabbe'.
Ma le opinioni, e le accuse, vanno MOTIVATE, altrimenti sono come padelle.
Chi le cuoce come frittate se le vede cadere sulla capa quando le rigira, dopo averle fatte saltare in aria.
Chi scrive IPOCRITI ha il dovere di spiegare cosa intende.
Chi e come e per quale ragione o ragionamento sarebbe ipocrita?
I giuristi o chi firma per quella libertà che il suo protettore ci sta togliendo da anni e anni?
Spieghi perché.
Sono proprio CURIOSO di saperlo.
Lo staremo ad ascoltare anche se (chissà) saranno vaniloqui, ma ci siamo abituati.
Così, tutti quanti potremo controbattere.

Altrimenti le sue mail sono come frittate nella padella.
E l'IPOCRITA è proprio, precisamente, specificatamente, incontrovertibilmente il sor Lele.
Tanto per cominciare.

Sempre poche, 290mila firme contro il "pericolo pubblico", come lo definisce ggi El Pis.
Ma perché gli spagnoli hanno capito tutto e gli italiani (una parte imbecille degli stessi) continua a sostenere questo tizio?
Quali reconditi interessi personali covano?
Vi dico solo che oggi il titolo del Wall Street Journal è "un direttore dà le dimissioni dopo un conflitto con Berlusconi", e l'articolo afferma che Boffo, "influente direttore di un quotidiano cattolico che aveva criticato la vita privata del primo ministro" italiano, è diventato "vittima di una guerra di giornali che ha aperto una crepa tra il Vaticano e il premier".

Anche in USA hanno capito come siamo messi in Italia, dittatura, fortunatamente alla sua agonia, ma ci sarà da soffrire ancora parecchio.


Le dimissioni, prevede il quotidiano finanziario americano, "aumenteranno probabilmente le tensioni tra il Vaticano e Berlusconi".


Parole analoghe usa il quotidiano spagnolo La Vanguardia: "Costretto a dimettersi dopo aver criticato lo stile di vita di Berlusconi, il direttore del giornale dei vescovi è vittima di una campagna di discredito".


La notizia ha fatto il giro del mondo: ne parlano l'Irish Examiner in Irlanda, il Toronto Star in Canada, il Clarin in Argentina, il Guardian in Gran Bretagna, la Suddeutsche Zeitung e altri giornali in Germania.
Siamo sputtanati come Paese per colpa del Gran Puttaniere.
Complimenti, elettori del PdL, complimenti, grazie er averci messo alla berlina del globo terracqueo, come vi sentite la sera quando andate a dormire, per aver rovinato milioni di vostri simili, per i vostri porci scopi?

Aspetto una risposta.
Altri due quotidiani britannici, il Telegraph e l'Independent, rivolgono invece l'attenzione alla proiezione del documentario "Videocracy" alla Mostra del Cinema di Venezia: il Telegraph riporta le accuse a Berlusconi di "censura" della pellicola, l'Independent la descrive come un ritratto "del volto comico ma sinistro dell'Italia" berlusconiana.
Sempre l'Independent, in un secondo articolo, riferisce le dimissioni di Boffo, affermando che sono la prova che a questo punto "sono stati tolti i guantoni" nel confronto tra il Vaticano e il primo ministro italiano.

Sulla vicenda, lo spagnolo Periodico de Catalunya interviene con un'intervista a Concita De Gregorio, direttrice dell'Unità, che dice: "Boffo è il primo della lista". L'intervistatore le chiede se ha paura, e lei replica: "No, non ho paura. Ma Berlusconi ha scelto Feltri per dirigere il giornale della sua famiglia per attaccare tutta la stampa indipendente".

Deve essere brutto soffrire di antiBerlusconismo, una malattia che colpisce categorie a rischio quali comunisti, ex comunisti, cattocomunisti, PDsti e sinistri in genere. Innanzitutto si comincia a vaneggiare di dittatura incombente, di nazismo imperante, di nuovo olocausto imminente, poi cominciano le crisi di iper cinetismo con i girotondi in mezzo alla strada. Può subentrare anche la grafomania, con la corsa a firmare ogni petizione, purchè sia rigorosamente contro il Cavaliere.
Si vive soffrendo, con la speranza che Berlusconi schiatti (ha passato i 70, ma può durare ancora 20 anni) perchè si è ben consapevoli che con Silvio in forma la sinistra non ha speranza di vittoria. Quando poi in Tv si vede Silvio a braccetto con Obama, ecco che l'invidia esplode, la bile tracima, si comincia a sudare, esce la bava.....
Odio per Berlusconi, perchè lui ha vinto le elezioni e la sinistra no ! Questa è la vera colpa ! E pure quei milioni di elettori che lo hanno votato sono tutti complici di questa terribile macchinazione, che non vuole la sinistra al governo.
Che rabbia.
Deve essere triste vivere in questo modo, per cui chiedo scusa se non ho compreso il vostro dramma umano. Mi fate veramente pena, vi esprimo tutta la mia solidarietà.
Trasferitevi a Cuba o in Cina, almeno lì i comunisti comandano ancora.... magari cambiare aria vi farà bene.

Uffa, sembra un litigio tra bambinetti delle elementari... che bello, mi sa che mi ci butto anch'io !!! ^_^

Mi dispiace per questi dissapori; e mi dispiace anche come spettatore di "Report", che nei suoi archivi ha anche una puntata sul come si viene candidati dai partiti, e per questo si saranno fatti dei nemici (non solo per questo, ovviamente, è solo uno dei capitoli), visto che i partiti in Rai spadroneggiano come in quel famoso caso delle USL lombarde ... Speriamo che la Gabanelli ed i suoi collaboratori possano andare avanti come prima.
Sembra il caso del vecchio "TG2-Di Tasca Nostra", trasmissione dedicata alla difesa dei consumatori, su Rai Due il lunedì in prima serata (20,30-21,30 mi pare), poi spostata non-ricordo-quale-giorno dalle 13,15 alle 13,40 ed infine soppressa (forse erano scomodi, vabbè che dopo i primi anni '80 i palinsesti Rai sono stati massacrati in svariati modi, per dire, ero uno spettatore del secondo canale mentre adesso devo evitarlo accuratamente col telecomando).
Saluti.

Anche a m dispiace che ci siano dissapori tra chi segue questo blog, ma la situazione in Italia è tale che risulta inevitabile. Io vivo a Parigi, e non a Cuba o in un altro posto dove vivono e governano in maggiornaza persone di sinistra, più o meno sedicenti comunisti, o quel poco che ne resta.
Ma in nazioni intelligenti come la Francia tutto quanto avviene in Italia è inspiegabile. la gente di sinistra è rispettata dalla destra locale (a parte Le-Pin) e viceversa.
Un clima di falsità, accoltellamenti e putredine come quello che Berlusconi (e i suoi accoliti: Previti, Feltri, Gianni Letta, Cicchitto, Gasparri, Vespa e... l'elenco potrebbe essere lungo) è riuscito a creare in Italia sarebbe spazzato via in un istante dal resto del Parlamento, che è ancora una cosa seria.

In Italia non è una malattia l'antiberlusconismo; malato è chi sta dalla parte di un figuro che sta dimostrando ogni giorno di più come non è in grado minimamente di stare in politica (non è il suo mestiere, peraltro).
Peccato che Fini, nella Destra, non sia riuscito a catalizzare il consenso dell'elettorato di destra italiano.
E' quello che fra tutti si è dimostrato più in linea con la destra europea, ma a quanto pare i berlusconisti non sono nemmeno di destra, sono solo truci, quindi: quasi mezza Italia, purtroppo, è truce.
Prendiamone atto.

Un saluto a Moerandia: anch'io, dalla Francia, riesco a captare "Report", che è un programma ottimo. ìRicordo l'altrettanto buono "Di tasca nostra".
La verità fa male, e a quanto pare ha fatto male a Tremonti, se ha fatto aleggiare la sua micidiale influenza (grippe) sulla Gabanelli e il suo ammirevole staff.

Jean

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