Successivo » « Precedente

SILENZIO STAMPA: L'APPELLO CONTRO LA LEGGE INCOSTITUZIONALE SULLE INTERCETTAZIONI

I giornali hanno il dovere di informare, i cittadini hanno il diritto di sapere, questo il titolo dell'appello promosso oggi dal quotidiano la Repubblica, al quale hanno aderito, al momento, oltre 20mila persone (fra cui anche il presente blogger).
Sopra, il commento di Vittorio Zucconi.

Contro la soppressione delle libertà di espressione non c'è da smettere mai di firmare. Oltre all'appello per la liberazione delle due giornaliste, diretto contro i regimi asfissianti e repressivi di Cina e Corea del Nord, eccone un altro che riguarda (purtroppo) anche casa nostra.

I giornali hanno il dovere di informare perché i cittadini hanno il diritto di conoscere e di sapere. La nuova legge sulle intercettazioni telefoniche è incostituzionale, limita fortemente le indagini, vanifica il lavoro di polizia e magistrati, riduce la libertà di stampa e la possibilità di informare i cittadini. Per questo va fermata.



.
Sopra, l'audio (di Radio Capital, grazie!) con le parole di Giuseppe Cascini dell'Associazione Nazionale Magistrati: "Con questa legge processeremo solo gli straccioni". Dopo aver fatto un grosso favore alla criminalità.


"Se escono fuori registrazioni lascio questo Paese". Lo disse Berlusconi l'anno scorso, ad Ancona, e così annunciò la sua offensiva contro le intercettazioni. Più che un'offensiva, la distruzione risolutiva di uno strumento d'indagine essenziale per la sicurezza del Paese e del cittadino. "Permetteremo le intercettazioni - disse nelle Marche quel giorno, era aprile - soltanto per reati di terrorismo e criminalità organizzata e ci saranno cinque anni di carcere per chi le ordina, per chi le fa, per chi le diffonde, oltre a multe salatissime per gli editori che le pubblicano".

Questo l'avvio dell'artico di Giuseppe D'Avanzo dal titolo Quello che sui giornali non leggerete più comparso oggi sul quotidiano la Repubblica, che si può leggere on line qui: http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/ddl-sicurezza-6/ddl-sicurezza-6/ddl-sicurezza-6.html

Così prosegue:


Come d'abitudine, il Cavaliere la spara grossa, grossissima, consapevole che quel che ha in mente è un obiettivo più ridotto, ma tuttavia adeguato alla volontà di togliere dalla cassetta degli attrezzi della magistratura e delle polizie un arnese essenziale al lavoro. E, dagli strumenti dell'informazione, un utensile che, maneggiato con cura (e non sempre lo è stato), si è dimostrato molto efficace per raccontare le ombre del potere. La possibilità di essere ascoltato nelle sue conversazioni - magari perché il suo interlocutore era sott'inchiesta, come gli è accaduto nei colloqui con Agostino Saccà o, in passato, con Marcello Dell'Utri - è per il Cavaliere un'ossessione, un'ansia, una fobia.
Ci è incappato più d'una volta.


Nel Capodanno 1987, alle ore 20,52 dalla villa di Arcore (Berlusconi festeggia con Fedele Confalonieri e Bettino Craxi).
Berlusconi. Iniziamo male l'anno!
Dell'Utri. Perché male?
Berlusconi. Perché dovevano venire due [ragazze] di Drive In che ci hanno fatto il bidone! E anche Craxi è fuori dalla grazia di Dio!
Dell'Utri. Ah! Ma che te ne frega di Drive In?
Berlusconi. Che me ne frega? Poi finisce che non scopiamo più! Se non comincia così l'anno, non si scopa più!
Dell'Utri. Va bene, insomma, che vada a scopare in un altro posto!

La conversazione racconta la familiarità tra il tycoon e un presidente del consiglio allora in carica che gli confeziona, per i suoi network televisivi, un decreto legge su misura, poi bocciato dalla Corte Costituzionale.

.
Già l'anno prima, il giorno di Natale del 1986, il nome di Berlusconi era saltato fuori in un'intercettazione tra un mafioso, Gaetano Cinà, e il fratello di Marcello Dell'Utri, Alberto.
Cinà. Lo sai quanto pesava la cassata del Cavaliere?
Dell'Utri. No, quanto pesava, quattro chili?
Cinà. Sì, va be'! Undici chili e ottocento!
Dell'Utri. Minchione! E che gli arrivò, un camion gli arrivò?
Cinà. Certo, ho dovuto far fare una cassa dal falegname, altrimenti si rompeva!
.
Perché un mafioso di primo piano come Cinà si prendesse il disturbo di regalare un monumento di glassa al Cavaliere rimane ancora un enigma, ma documenta quanto meno il tentativo di Cosa Nostra di ingraziarselo.
Al contrario, è Berlusconi che sembra promettere un beneficio ad Agostino Saccà, direttore di RaiFiction quando, il 6 luglio 2007, gli dice: "Io sai che poi ti ricambierò dall'altra parte, quando tu sarai un libero imprenditore, mi impegno a ... eh! A darti un grande sostegno". Che cosa chiedeva il premier? Il favore di un ingaggio per una soubrette utile a conquistare un senatore e mettere sotto il governo Prodi. O magari...
Ancora uno stralcio:


Saccà. Lei è l'unica persona che non mi ha mai chiesto niente, voglio dire...
Berlusconi. Io qualche volta di donne... e ti chiedo... per sollevare il morale del Capo (ridendo).
E in effetti, con molto tatto, Berlusconi chiede di sistemare o per lo meno di prendere in considerazione questa o quella attrice. Qualcuna "perché sta diventando pericolosa".
.
È l'ascolto di queste conversazioni, disvelatrici dei rapporti con una politica corrotta, con il servizio pubblico televisivo in teoria concorrente, addirittura con poteri criminali, che il premier vuole rendere da oggi irrealizzabile per la magistratura e vietato alla pubblicazione, anche la più rispettosa della privacy.

Qui l'articolo di Liana Milella Tangenti, "furbetti" e Calciopoli: le verità che non avremmo saputo.

Il resto su la Repubblica.

A questo indirizzo, la pagina per firmare:
http://www.repubblica.it/speciale/2009/appelli/dovere-di-informare/index.html
.
Chissà se alle manifestazioni sulla libertà di notizia parteciperanno anche i giornalisti di Studio Aperto, programma di Italia 1 che spicca quotidianamente per la mancanza di deontologia professionale dei suoi dipendenti, che per poter entrare da quella porta devono aver venduto l'anima a Mefistofele preventivamente.
Nello specifico, questo serafico lettore di notizie, tal Giovanni Galluzzo, lascia cadere tra il lusco e il brusco la notizia falsa sull'assoluzione di Berlusconi al Processo Mills (quindi, il Lodo Alfano commissionato all'amico Angelino sarebbe stato cosa inutile, se la notizia di Studio Aperto fosse stata vera?).
Figurine della serie: Senza la minima vergogna.
Ancora sotto, in un commento di Gianluca Luzi, Berlusconi smentisce una smentita del suo portavoce, dopo aver invitato gli industriali (di fatto) a dare a lui i soldi delle loro inserzioni pubblicitarie (alle sue TV, ai suoi tanti giornali) e non a quelli della stampa che gli fa le pulci, in particolare la Repubblica.

.

Commenti

Di queste iniziative si continua a sapere molto poco, in ogni caso vi segnalo "Diritti e libertà" , manifestazione di CGIL incontri, dal 23 giugno al 5 luglio, a Serravalle Pistoiese, nello scenario collinare delle torri, bellissimo, tra lucciole e grilli.


Diventata ormai una manifestazione di carattere nazionale, quest'anno affronterà un argomento di straordinaria importanza ed attualità quale quello del biotestamento ma più in generale dell'esercizio delle libertà fondamentali in uno stato laico di diritto o che tale dovrebbe essere.

Oltre alla presenza di Beppino Englaro, Niki Vendola e Vannino Chiti il 2 luglio interverrà all'iniziativa anche Mina Welby.
http://www.cgilincontri.it/


Tra pochi giorni, qui il programma:
http://www.cgilincontri.it/prog2009.htm

il link all'articolo di D'Avanzo non funziona!!!

Quanto pesava la cassata di Berlusconi ?
I cittadini hanno il diritto di sapere !
Berlusconi e Dell'Utri hanno scopato nel capodanno del 1987 ?
I cittadini hanno il diritto di sapere !
Perchè 20 parlamentari del PD hanno votato col governo ?
Forse si erano stufati di leggere delle cassate su Repubblica.......

Lele, sai bene che dietro le cassate e le (non)trombate c'è dell'altro... c'è poco da ironizzare... e per i venti pdini chi si meraviglia, anche se avessero votato contro non sarebbero riusciti a farsi perdonare le cassate fatte in precedenza!

Cari visitatori di Cartoonist Globale, ora cerchiamo di capire insieme cosa scatta nella mente di qualcuno di voi ogni volta che inserisco un articolo che parla di diritti civili (i nostri, quelli di tutti cittadini italiani ai quali sono negati), di libertà d'espressione, di civiltà, di rispetto della Costituzione, di violazione della stessa, di voci contrarie al "pensiero unico" che gli incaricati di attuare il piano della P2 vorrebbero imporre.


Quale perversa pulsione a reagire si presenta quando si parla di interruzione di gravidanza, di leggi liberticide, di diritti delle minoranze, di Resistenza partigiana, di emigrazione, di razzismo, di soppressione della libertà di espressione, di corruzione ai giudici, di impresentabilità del Governo, di palesi interessi privati in atti d'ufficio, di sospetti di peculato, di leggi ad personam e via di questo passo.
Che input irrazionale dà il cervello di qualche lettore-provocatore, davanti a concetti di questo tipo?

Me lo chiedo da tempo e francamente non trovo risposta, quindi mi appello a voi, fra cui forse è compreso qualcuno di più abile di nella lettura della fragile psiche umana.


Qual è l'impulso irrefrenabile che spinge a esprimere in buona sostanza una filosofia di questo tipo: "Adesso vado a ribadire che sto dalla parte di Silvio per fare rabbia a tutti gli altri, uh, uh, e gliela voglio proprio cantare a Vittorio Zucconi, ah, ah, e la colpa è del sindacato, eeeeh, eeeeh, e che scandalo: Santoro lo paghiamo noi, aeh, aeh, e i comunisti mangiano i bebè, ehhh, ehhhh... e tutti quelli che non amano Cicchitto sono sporchi comunisti aaahrghhh prout, viva la corruzione e il manganello ah, ah, che rischiara ogni cervello uhrgh prrrrout, evviva Villa Wanda e Villa Certosa..."


Di solito non rispondo alle stupide provocazioni per non regalare altro mio tempo a chi le enuncia, ma quando è troppo è troppo. Basta col farsi beffe di chi vuole tutelare la democrazia già fortissimamente compromessa.
Come a suo tempo i fascisti (si chiamavano storicamente così, non è un insulto, è una definizione scientifica) erano tenuti fuori dalle istituzioni democratiche, così avverrà da ora in poi per i commenti che si richiamano a questa pratica (di ideologia non credo si possa parlare; è qualcosa di troppo sofisticato).


Ma guarda tu se si deve arrivare a questo punto!


Tornando in tema, attendo la manifestazione generale indetta dai giornalisti di ogni tendenza (da Destra a Sinistra) contro l'ennesimo attacco contro la libertà di stampa sferrato con la legge anticostituzionale votata ieri, per parteciparvi e renderne conto qui e in tutti gli altri spazi che mi saranno concessi.
Se a qualcuno questa tutela della libertà di espressione non piace, il gioco gli sarà facile: la maggioranza dei media di questo povero Paese è a sua disposizione, potrà sguazzare allegramente nelle informazioni edulcorate di Fede e Vespa, Giordano e Feltri, Ferrara e Belpietro. Godersi tutti i giorni che Giove mette in terra le preziose spigolature di Capezzone, le chiose di Bonaiuti, le sagaci frecciatine di Scajola, i flussi liquidi di Gasparri, le note beffarde di Cicchitto e degli altri secondini del "pensiero unico".

E adesso portiamo la discussione su temi seri, perché la situazione è gravissima e non va presa sottogamba.
Nella speranza che il Presidente della Repubblica non firmi la legge sin dall'inizio e che in Parlamento si avvii un dibattito che *veramente* sia diretto a misure sulla sicurezza, la certezza delle pene, la snellezza dei processi e che non miri a garantire l'impunità di chi commetterà dei reati dopo l'ipotizzata promulgazione di questo cosiddetto "pacchetto sicurezza".

.

L.

Attualmente l'appello è giunto a quota 98001, con la firma di Graziella Trombetta di Genova.

Come scrive Ferruccio Alessandri in una lista, questi appelli via Internet stanno acquisendo una grossa autorità politica e i partiti e governi cominciano a guardarli con considerazione (anche apprensione, a volte).

Tra gli altri firmano il professore Stefano Rodotà, il presidente dell'Associazione italiana dei costituzionalisti Alessandro Pace, il giurista milanese Guido Rossi e l'avvocato e docente di Diritto penale, Carlo Federico Grosso, il quale spiega: "Questa legge costituisce una gravissima violazione della libertà di stampa e del diritto-dovere di informare i cittadini su ciò che accade nel corso delle indagini preliminari. Sotto questo profilo è a mio avviso illegittima dal punto di vista costituzionale".


E aggiunge che "la pesante sanzione pecuniaria prevista a carico delle società editrici di giornali rischia di determinare un arbitrario controllo della proprietà sulla linea del giornale. Il che di nuovo lede la libertà dei giornalisti".

Aderiscono anche la giurista e scrittrice Eva Cantarella, i filosofi Salvatore Veca e Remo Bodei, l'architetto Gae Aulenti e gli editori Giuseppe e Alessandro Laterza e Carlo e Inge Feltrinelli.

Molto netto l'intervento che accompagna l'adesione del premio Nobel Dario Fo: la legge è "un atto di violenza indegna compiuto da Berlusconi in persona contro la nazione, perché permetterà a criminali di non essere individuati, solo per accontentare gli interessi e i bisogni del premier. Tanto vale fare sette leggi ad personam solo per Berlusconi: che valgano solo per lui, e non per il resto del Paese", aggiunge Fo.


Tra gli scrittori, ecco i nomi di Claudio Magris, Antonio Tabucchi, Andrea Camilleri, Vincenzo Cerami, Margaret Mazzantini, Domenico Starnone, Sandro Veronesi, Ernesto Ferrero, Giancarlo De Cataldo, Silvia Ballestra e Gianrico Carofiglio.

E si aggiungono i nomi dell'ex sindaco di Bologna Sergio Cofferati (fresco parlamentare europeo), del sindaco di Genova, Marta Vincenzi, dei governatori di Liguria ed Emilia Romagna, Claudio Burlando e Vasco Errani.

Dal mondo dello spettacolo aderiscono i registi Mario Monicelli, Nanni Moretti, Carlo Lizzani, Francesca Comencini, Paolo Sorrentino, Mimmo Calopresti, Silvio Soldini, Daniele Luchetti, Davide Ferrario, Marco Risi, Maurizio Nichetti e Riccardo Milani; gli attori Pierfrancesco Favino, Franca Rame, Massimo Ghini, Isabella Ferrari, Fabrizio Gifuni, Moni Ovadia, Corrado e Sabina Guzzanti, Patrizio Roversi; il produttore Domenico Procacci, il giornalista Alessandro Cecchi Paone, la conduttrice Serena Dandini, il musicista Mauro Pagani, i cantanti Ivano Fossati, Vinicio Capossela, Piero Pelù e Andrea Mingardi e interi gruppi come gli Skiantos, i Modena City Ramblers, gli Africa Unite e molti altri.

L'attore Leo Gullotta firma e aggiunge una considerazione: "E' l'ennesima prova che viviamo in un paese dove la libertà di tutti è in pericolo, un segnale gravissimo, uno schiaffo alla democrazia".

E arriva l'adesione di don Andrea Gallo, quella di Daria Bonfietti, senatrice e presidente dell'Associazione delle vittime della strage di Ustica, dell'ex procuratore capo di Bologna, Enrico Di Nicola, dei presidenti della Provincia di Milano, Filippo Penati, e di Genova, Alessandro Repetto, del segretario della Cisl di Bologna, Alessandro Alberani.

Grazie, Michele!

Ho sistemato il link e ne ho aggiunto un altro, all'articolo di Liana Milella che racconta quello che non avremmo saputo in passato se questa legge incostituzionale (e irrazionale, aggiungo, se non la sua ratio non fosse di salvare espressamente "qualcuno" dai provvedimenti giudiziari che si aspetta) fosse già esistita. Gli orrori della clinica Santa Rita di Milano? Sarebbero rimasti ben segreti.
Le partite truccate di Calciopoli? Avrebbero continuato a essere giocate.
L'odioso stupro della Caffarella? Gli autori sarebbero ancora liberi.
Il sequestro dell'imam Abu Omar? I pm di Milano non l'avrebbero mai scoperto.
E gli agenti del Sismi che collaborarono con la Cia non avrebbero mai lasciata impressa sul nastro la fatidica frase "quell'operazione è stata illegale".


Tutto questo nell'articolo di Liana, che per sicurezza ri-segnalo anche qui, alla faccia di stupidamente sottovaluta la gravità del momento: http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/ddl-sicurezza-6/tangenti-calciopoli/tangenti-calciopoli.html

Segnalo quanto si legge oggi su Araba Fenice News, sempre a proposito della famigerata legge e dei rischi che possono correre le pagine web, qualora fosse (ma non accadrà!!!) approvata.


Scrive Gianfranco Goria in merito:

"In un periodo in cui vengono approvate leggi estremamente controverse e dibattute, come quella sui clandestini (i cui effetti potrebbero, secondo la magistratura, bloccare l'attività giudiziaria, oltre a impedire i diritti fondamentali dei bambini che nascono in Italia), o quella, duramente contestata da giornalisti ed editori insieme, che potrebbe bloccare parte dell'attività di polizia e limitare il diritto costituzionale della libertà di stampa e di informazione, ecco che ci viene segnalato un altro aspetto che sta preoccupando chi opera su Internet, e quindi anche noi. Si tratta dell'emendamento all'articolo 50 (emendamento D'Alia, articolo 50 bis "Repressione di attività di apologia o incitamento di associazioni criminose o di attività illecite compiuta a mezzo internet"), già approvato al Senato, che se da un lato sembra essere utile per bloccare (anzi, filtrare "attraverso gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine": sarano tipo quelli usati in Cina, molto efficaci?) i siti internet che ospitano esaltazioni del nazifascismo, del razzismo, della pedofilia, della mafia et similia, può essere applicato (leggetelo qui nel sito del Senato: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emend&leg=16&id=392701&idoggetto=413875) anche a chi incita a disobbedire alle leggi tout court.

Avrebbe potuto essere applicato, per dire, al sito di Forza Italia quando Berlusconi incitava a non pagare le tasse, perché ritenute inique, o al sito della Lega Nord quando Bossi incitava a non pagare il Canone RAI ecc. Oggi potrebbe essere applicato a un sito che pubblichi una vignetta in cui si suggerisce ai medici di non denunciare gli extracomunitari senza permesso di soggiorno bisognosi di cure?

Allora vi siete scoperti : in questo sito si può scrivere solo se si è di sinistra.
Va bene. Complimenti. Da gente che difende la democrazia e la libertà non ci si poteva aspettare altro. Ipocriti.

Come vedete, caro Arch. Bonomi, il Vostro parere illuminato, a imperitura memoria, resterà scritto qui sopra in modo da rendere manifesto a tutti gli altri lettori di questo blog quello che essenzialmente esprimete nei Vostri comportamenti: mancanza di educazione e sprezzo delle regole.
Dopo questi Vostri ultimi interventi chiarificatori, sono stati fugati tutti i miei residui dubbi sulle ragioni dell'adesione al Vostro modello "politico" di riferimento.

Ciò detto, Vi saluto con deferenza, chiedendoVi di tornare a scrivere su questo blog che ha ospitato decine di Vostri interventi (dei quali la direzione Vi ringrazia) solo ed esclusivamente quando avrete imparato le buone maniere, istigandoVi nel contempo a dare dell'ipocrita, se proprio lo desiderate, a Vostro nonno in risciò o (in alternativa) ad altri parenti e affini di Vostro gradimento.

So bene che non sarà cosa facile apprendere il modo di interloquire dialetticamente con il prossimo; quando si ha una certa età, come Voi avete, e ancora non lo si è appreso, diventa difficile tentare di migliorarsi. Ma anche il Vostro illustre collega di schieramento, l'Avv. Previti (l'avrete sentito sen'altro nominare, è un canottiere di Roma) ha necessitato a suo tempo di un periodo di rieducazione, quindi sottoprorvisi non è cosa disonorevole.

Con un po' di applicazione e di costanza, in una decina o una ventina d'anni forse potete addirittura aspirare a riuscirvi. Ma per centrare l'obiettivo bisogna sfoderare balda tenacia, unita a indomita forza di volontà.


Da parte nostra, siamo assai ipocritamente dispiaciuti del fatto che d'ora in avanti i lettori di "Cartoonist Globale" resteranno privi delle risate che dispensavate loro senza parsimonia vergando i Vostri azzeccati commenti, mai sopra le righe, sempre intelligenti e profondi, acuti, grammaticalmente impeccabili, venati di tipico humour inglese d'antan.
Vi ringrazio di cuore per quanto avete fatto sinora, senza risparmiarvi, a nome dell'intera comunità di lettori.


Dandovi i congedo, spero definitivo, da questo blog, Vi auguro di trovare altrove nuovi vasi da far traboccare con le martellanti gocce dei Vostri articolati interventi.


Bando ai rimpianti futuri: addio.


Il problema non è essere di sinistra o meno, il problema è che anche per stare a destra bisogna meritarselo!

C'era una volta una zanzara, che dopo aver provocato qualche ponfo fu raggiunta da un ceffone. Prima di esalare l'ultimo respiro la zanzara, morente, trovò il fiato di dire allo schiaffeggiatore: "Sei di sinistra!"


E lo schiaffeggiatore: "Veramente sei tu a essere stata una zanzara! E poi, il ceffone te l'ho dato con la mano destra! Osserva bene prima di sparare baggianate!"

Un blog di fumetti deve parlare solo di fumetti... L'ho letta su questo blog, la richiesta, più o meno implicita. Una richiesta che a certuni farebbe certamente piacere, nonché assai comodo. Meglio concentrarci sugli amati giornalini, sulle cronologie di autori, sulle riscoperte di storie dimenticate, sulla raffinata tecnica di Toppi piuttosto che di Caniff... Bello, fantastico.


Sarei anche d'accordo, se non fosse che come tutti noi anche Luca vive in un Paese (che mi ostino a scrivere con la P maiuscola anche se con sempre maggiore difficoltà) nel quale da tanto, troppo tempo si accavallano situazioni che non riesco nemmeno più a definire, tanto mescolano dramma e ridicolo, in un coacervo nel quale tanti sguazzano senza ritegno, spesso saltando da un carro all'altro (per i nomi, basta leggere nel post: ce n'è una esemplificativa scelta, a mio parere). E con le quali dobbiamo fare i conti, perché stanno influenzando la nostra vita, e soprattutto rischiano di cambiare per sempre quella dei nostri figli.
Mi è sempre più difficile spiegare a mia figlia ormai dodicenne - che legge, ascolta i telegiornali, sente e commenta le notizie che si accavallano - quello che sta accadendo in Italia, e non solo... E mi è sempre più difficile spiegarle che quelli che io e mia moglie abbiamo cercato di inculcarle sono valori imprescindibile: la correttezza, il rispetto per gli altri, l'onestà morale e materiale, la fatica nel guadagnarsi le cose, la libertà di pensiero nel rispetto del pensiero altrui... Ma continuerò. Perché al contrario di tanti altri, ci credo comunque ancora.


Per questo non amo Grillo che dà dello Psiconano a Berlusconi, nè i suoi appellativi peripatetici nei confronti di certe ministre, solo per fare che due eclatanti esempi. Li trovo rozzi, volgari... e controproducenti, perché finiscono con l'inficiare il valore di discorsi spesso più che condivisibili. Nonché col fornire facili armi agli avversari, che ne approfittano per spostare il livello dei discorsi dal politico al gossip, nel quale c'è chi è decisamente più in gamba. Insomma, come Tafazzi, ci si bastona i gioielli di famiglia ottenendo l'effetto opposto. Invece parliamo di fatti, di leggi ad personam, di informazione che in certi casi non è più tale e che si vuole ancora di più limitare, di giustizia, di conflitti d'interesse... E qui mi fermo per non rubare troppo spazio ad altri interventi.


Luca, continua a proporre temi politici e sociali.
Operare nel campo del fumetto non vuol dire alienarsi da cittadini responsabili di questo Stato (ancora la maiuscola. Non c'è niente da fare, è un vizio!), nè tantomeno abdicare da quelli che non dovrebbero, DEVONO essere diritti civili intoccabili in un Paese che possa dirsi veramente democratico. E il nostro, stando a certe statistiche, sta precipitando sempre di più in classifica, per sicurezza (quella vera), informazione e giustizia e quant'altro. DEVE essere un diritto parlarne e dissentire dalle forze che si trovano al governo. Come DEVE essere un diritto quello di altri (Lele, mi sente?) dissentire a sua volta. Ma argomentando le proprie ragioni, Lele, non lanciando sarcastici strali che francamente manco divertono; e non perché io non sia d'accordo con lei, s'intende: semplicemente, lei non fa ridere. Sorry! Sbaglia tempi e modi delle sue uscite, a mio modestissimo avviso. E non c'è peggior difetto per un comico o ritenuto tale, mi dicono.
Ciò detto, dissento cordialmente da Luca, che da tempo immemore mi onora della sua amicizia, quando la invita a scrivere altrove i suoi interventi. Io vorrei continuare a leggerli.
.


Perché mi rammentano ogni volta come io non voglio essere.


.
Pier Luigi Gaspa

.

ps: ah. Io non odio Berlusconi. La penso diversamente (mooolto diversamente) da lui e da coloro che si è scelto come corte imperiale.
Semmai ce l'ho assai di più con la sinistra, questa sinistra, che quando poteva mettere un freno al clamoroso e indecoroso conflitto d'interesse che attanaglia il nostro Paese (P maiuscola, e dài!) se n'è guardata bene, contribuendo a portarci dove siamo ora. A forza di mangiar bambini, gli deve essere andato in pappa il cervello, evidentemente.

luca, lo so che te lo avranno detto in duemila, ma perchè non apri la tua pagina su facebook, che - anche se ha discutibili politiche di gestione ed è per così dire "chiuso" - è sicuramente un modo molto efficace per la condivisione virale di contenuti. (Sono certo che tu lo sappia, comunque, c'è già una tua fan-page con circa 200 iscritti)

Ciao Luca :-)
Complimenti per il post nonché rimarchevoli congratulazioni per i tuoi commenti ;-)
Devo ammettere che riesci perfino ad incazzarti senza perdere in classe, humor ed eleganza dialettica! Mi ritrovo a coltivare un pochetto di invidia!
Linko - oltre che a te - al pubblico e all'inclita folla di frequentatori di questa 'bloggo-tana di sovversivi' il MoisEditoriale che ho appena messo on-line sull'argomento. http://www.afnews.info/public/afnews/2009/06/moiseditoriale-invisibile-sventura.html
La sceneggiatura e l'idea originaria è opera di Vivi
Buon tutto & a presto!
Moise

Ho una consolante notizia di oggi, riportata dal "Corriere della Sera", sul cui sito è possibile vedere anche un esilarante e confortante video, con le reazioni (e le pive nel sacco di un capo-controfigura e di due suoi sciuscià).
http://www.corriere.it/politica/09_giugno_15/gelmini_contestazione_incontro_76ddbb92-59ce-11de-8980-00144f02aabc.shtml

MILANO - Contestazione di docenti e genitori per Maria Stella Gelmini. Il ministro dell'Istruzione doveva partecipare alla presentazione del libro del direttore de Il Giornale, Mario Giordano, "Cinque in condotta". Ma un gruppo di manifestanti di Rete Scuola e delle Assemblee delle scuole del milanese all'ingresso di Giordano, Gelmini e Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, si è alzato in piedi mostrando bandiere con scritto «Vogliono distruggere la scuola pubblica, io non ci sto», e urlando di voler consegnare al ministro la pagella che le è stata data da insegnanti e studenti di tutta Italia.
Il volantino che riproduce la pagella della Gelmini attesta che «non è stata ammessa alla seconda classe primaria» e le attribuisce un voto pari a zero in ogni disciplina; pertanto la valutazione dei contestatori recita: «Nonostante ripetuti interventi delle strutture di supporto psicologico, l'alunna mantiene un atteggiamento di assoluta chiusura nei confronti dell'intero Paese».

CONTESTAZIONE - La finta pagella è firmata dai «docenti dell'equipe pedagogica, le maestre e i maestri, le professoresse e i professori, le mamme e i papà dell'intera Italia».
Durante la contestazione ci sono stati momenti di confusione e anche di liti fra i presenti: scambi di battute animati sono avvenuti tra chi protestava al grido di «vergogna» e chi voleva assistere alla presentazione del libro che ha risposto con «viva la Gelmini», «brava».
Il direttore del Giornale, Giordano, ha tentato di riportare la calma, ma è stata la stessa Gelmini ad intervenire: «Complimenti - ha detto - siete veramente democratici e avete veramente a cuore la scuola pubblica».
A questo punto la Gelmini, Confalonieri e lo stesso direttore del Giornale hanno abbandonato la sala con Giordano che ha ringraziato quelli che ha definito «fascisti presenti che sono il male pubblico».

Ah, ah! Da che altare viene la predica...

BATTAGLIE STRUMENTALI - La Gelmini, dal canto suo, assicura: «Nessuno mi impedirà di raccontare all'Italia com'è questa scuola. La scuola non è proprietà privata di un gruppo organizzato e rumoroso di sinistra, ma appartiene al Paese».


CONTRO LA RIFORMA - Ma gli esponenti dell'assemblea delle scuole del milanese sono pronti a contestare il ministro dell'Istruzione ogni volta che verrà a Milano in futuro. «Ci facciamo un punto d'onore - ha detto uno degli insegnanti presenti - di accogliere la Gelmini ogni volta che viene a Milano per dire che non ci stancheremo di protestare. Faremo di tutto per sventare la riforma e fare in modo che non sia applicata. Saremo dappertutto».


Noi ci contiamo, grazie per esserci e per regalarci momenti come questi, ah, ah!


Per Michele Mordente:
certo, so del Fan Club organizzato da Claudia e prima o poi dovrò mandare una comunicazione a lei e a tutti, anche per scusarmi della mia assenza.
So anche che Facebook, al quale sembra proprio aderiscano tutti, potrebbe essere utile per iniziative serie come questa della raccolta delle firme.
Ma è già un miracolo che trovi il tempo per fare tutto quello che faccio, blog compreso. Non posso aggiungere anche questa nuova attività.
Ci sono alternative?

Quello che mi lascia perplesso, ne parlavo con la scrittrice-collezionista Martina Treu due sere fa e altri amici, a Reggio, è l'incredibile gap che esiste fra le due raccolte di firme intraprese più o meno in contemporanea: quella per la liberazione delle due giornaliste americane e quella (certo, promossa da uno dei due maggiori quotidiani italiani) sulla legge manifestamente incostituzionale (e nociva) varata dal Governo in tempi strettissimi, data la sua urgenza per imbavagliare il prima possibile la stampa e privare i cittadini di informazioni sull'operato dei "più uguali degli altri" ai quali tutto dev'essere concesso.
Certamente, è importante dissentire da questa legge (che, in realtà, penso non sarà mai promulgata, perché il Presidente della Repubblica non firmerà quell'illogico testo, pieno di contraddizioni, vero mostro giuridico), ma non sarebbe male anche avere un po' di sensibilità per spingere l'opinione pubblica a riflettere sulle libertà negate in Cina e Nord Corea: un punto che ci riguarda in modo diretto anche se non a tutti sembra.


Moise e Vivi:
Molte grazie per avermi citato nella vignetta di cui sopra!
Grande onore!


Un saluto!


L.

Leggo che Cartoonist Globale avrebbe censurato dei commenti.
A parte che non mi sembra, ma chiedo conferma, la "moderazione" degli interventi è una caratteristica dei blog, ne fa parte, e anzi mi stupisco che non sia stata già attuata per esempio chiudendo i commenti come certi sistemi consentono di fare, o filtrandoli: leggendoli prima e poi magari decidendo se "farli passare" o no.

Mi sembra che qui si scrive e che si vada subito in pubblicazione, quando internet funziona, beninteso.


In ogni caso, la petizione contro la legge incostituzionale è un diritto firmarla, e secondo me anche un dovere, a meno che non ci piaccia la censura (quella sì) che il governo vuole operare. Come se già non lo facesse abbastanza imbavagliando di fatto i Radicali prima delle ormai superata scadenza elettorale.
Le frequentazioni di Gheddafi e di Putin mi sa che hanno fatto molto danno.

Caro Matteo,

purtroppo "leggi male", oppure che ha parlato di censure sbaglia, o è in malafede.
Sono d'accordo che la moderazione degli interventi viene applicata comunemente nei blog, dove talvolta s'insinuano dei troll che danno solo fastidio e che non si pongono in modo dialettico, esponendo le loro opinioni magari in contrasto totale con quelle altrui.

La dialettica, il confronto civile, lo scambio di pareri sono cosa utile, come anche il contraddittorio (quello che più di un giornalista televisivo - venduto - ignora). Il disturbo, il porsi in modo deliberatamente e ideologicamente contrario a quanto non gli sconfinfera sono ben altra cosa.

Come ho spiegato più volte, facendo parte di un gruppo come quello di "Nòva", che ha delle regole prestabilite, il filtro (che molti miei amici blogger adottano) non esiste, per cui anche interventi inappropriati entrano direttamente on line, a meno che i commenti non vengano chiusi dall'inizio.


Se hai notato quel che è accaduto nel blog della mia "collega" Domiziana Giordano, c'è da essere felici che in questo blog, che parla spesso di temi sociali in modo aperto, in questo periodo oscurantista non si creino risse tra frequentatori.

Riepilogando, come si legge anche qui: http://marketingusabile.blogspot.com/2007/06/il-caso-domiziana-giordano-ed-il.html un post di Domiziana Giordano attira le ire di diversi blogger, in parte per le inesattezze che mal vengono digerite dai frequentatori di Nova100, un progetto, appunto, che si prefigge di divulgare la cultura dell'innovazione soprattutto tecnologica, ma soprattutto per il modo in cui l'autrice si relaziona con gli altri in rete.

Ecco il link del post: http://domizianagiordano.nova100.ilsole24ore.com/2007/06/storie-di-vita-.html#comments


Possiamo proseguire il discorso in seguito, comunque ci tengo a sottolineare che anche i commenti più inappropriati e contrari al senso dei post, sinora sono stati pubblicati. Compresi quelli a questo post, che evidentemente non piace a chi vorrebbe tappare la bocca (leggi "censurare") i giornalisti, impedendo loro di fare il loro mestiere di critica alle istituzioni.
Quindi, chi dicesse di essere stato censurato, mentirebbe sapendo di mentire.
Può darsi invece che, saggiamente, abbia deciso di seguire e regole del rapportarsi agli altri con liberalità.


Saluti,


Luca

Scrivi un commento