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OSSERVAZIONI SUL DIRITTO D'AUTORE NEL FUMETTO, di Carlo Chendi

Omaggio-Carlo Chendi

Dopo l'incontro con Ivo Milazzo alla Fiera del Libro di Torino, nella quale Umberto Eco ha speso parole sull'importanza del Fumetto e Giulio Giorello ha registrato un video in materia, non mancano i riscontri positivi sulla proposta di legge che abbiamo riportato qui.
Ma ci sono anche richieste di puntualizzazioni e interventi critici, come quello dello sceneggiatore "storico" Carlo Chendi, il quale ha affidato le sue osservazioni al nostro blog.
Le riporto di seguito
.


Tutti i discorsi sono sempre incentrati sul fatto che i fumetti sono importanti, sono arte e così via. Tutti dimenticano che la legge sul diritto d’autore è una legge PATRIMONIALE che tutela la proprietà, non la qualità artistica o via dicendo. Per il diritto d’autore le Grandi Opere della musica classica sono tutelate alla stessa maniera di canzonette tipo Maramao perché sei morto.

Nella proposta di legge si dice:


1) ... nella fase produttiva dell’opera stessa, in considerazione della disparità di tempo, necessario alle due parti creative alla sua realizzazione, il compenso a pagina o a percentuale verrà ripartito tra le parti in maniera proporzionale.

E’ un passo molto oscuro.

Per quanto riguarda la ripartizione dei compensi tra autore della parte letteraria (soggetto e sceneggiatura e dialoghi) e l’autore dei disegni, l’andamento medio nel campo editoriale (italiano!) consiste nel dividere il prezzo totale della pagina per testo e disegni, oppure in tre parti, di cui due vanno al disegnatore e una all’autore dei testi; ma alcuni anche in quattro parti di cui una all’autore dei testi e tre all’autore dei disegni.
Ma ci sono casi in cui il prezzo a tavola è stato diviso per NOVE e all’autore “letterario” è andato un nono, mentre otto noni sono andati al disegnatore. Questo è capitato al sottoscritto all’inizio della sua carriera.

Chendi 75

Ma al sottoscritto è capitato anche il contrario. Cioè che la parte letteraria (soggetto e sceneggiatura) sia stata pagata, a pagina, più del disegno.
Esempio: per storie Disney, quando direttori di Topolino erano Mario Gentilini e Gaudenzio Capelli, a pagina ero pagato più di alcuni disegnatori [certo non dei bravissimi]); anche per le storie realizzate per un editore francese, a pagina mi è capitato di essere pagato più del disegnatore.


Comunque, non sempre è vero che ci voglia più tempo a disegnare una pagina che a scriverla.
Se si considera il tempo come “tempo materiale di realizzazione” può essere vero. Materialmente si impiega più tempo a disegnare una pagina che a scriverla. Ma questo sistema di giudizio non tiene conto del tempo che uno scrittore impiega a “pensare mentalmente”: alla trama, alla sceneggiatura e ai dialoghi che dovrà scrivere in ogni pagina (chi lo vede pensare, “crederà che non stia facendo niente”, come ha detto Charles Schulz in un famosa intervista!).

E’ pacifico che, per quanto riguarda i secondi diritti, ristampe o cessioni dei diritti in Paesi esteri, i compensi vanno suddivisi: 50% all’autore dei disegni e 50% all’autore dei testi.


2) Le tavole originali sono di proprietà degli autori

Anche questa frase è oscura: Cosa si intende per “autori”?



La pagina “finale”, quella che l’editore fotografa per la stampa, è costituita da un “disegno originale”, realizzato da un “disegnatore”. Ma il disegno è stato fatto su “descrizione, dello sceneggiatore, di quanto accade in ogni singola vignetta, sia per quanto riguarda l’inquadratura, il numero dei personaggi e il loro aspetto fisico, i loro costumi, loro mimica, arredamento di interno o paesaggio in esterni: insomma, quella che in termine tecnico è chiamata regia.
Ma non basta: nella pagina ci sono i dialoghi, che sono stati scritti dallo sceneggiatore.


C’è un diffuso collezionismo di pagine originali dei fumetti, in genere pagine che, spesso, vengono vendute dai disegnatori senza neanche informare l’autore dei testi.
La legislazione sul diritto d’autore di Francia, Belgio e Stati Uniti prevede che una quota di una pagina originale sia di proprietà del disegnatore, ma un’altra quota della stessa pagina è di proprietà dello sceneggiatore che ha scritto la storia, la sceneggiatura e i dialoghi.

In genere, almeno in Francia e Belgio, “amichevolmente” si calcola che la proprietà degli “originali” va per il 70% al disegnatore e 30% allo sceneggiatore. La divisione spesso viene fatta in questo modo: ponendo che una storia sia lunga 100 pagine, 30 sono di proprietà dello sceneggiatore e 70 del disegnatore.
E poi dovrebbe essere previsto dalla legge che un disegnatore non possa vendere le pagine originali di una storia senza farne una fotocopia per lo sceneggiatore.
Questo perchè una eventuale ristampa, se mancano gli originali, diventa impossibile. E così si priva lo sceneggiatore del godimento dello sfruttamento della “propria opera dell’ingegno”.

Probabilmente la frase andrebbe riscritta:

“Le tavole originali sono di proprietà dello sceneggiatore nella misura del 30% e del disegnatore nella misura del restante 70%."


La legge dovrebbe prevedere anche la possibilità per un disegnatore di pubblicare una storia anche senza il consenso dello sceneggiatore o viceversa, fermo restando che comunque all’altro autore spetta la sua quota di diritto d’autore.

La legge dovrebbe prevedere anche una quota “automatica” di diritti d’autore per tutte quelle storie realizzate da autori italiani per personaggi “seriali” non di loro proprietà (esempio le storie Disney).

In una causa tra il disegnatore “disneyano” DV e la Arnoldo Mondadori Editore, c’è una sentenza del Giudice del Lavoro del Tribunale di Milano [di cui ho fotocopia] che, a proposito delle storie Disney, afferma che il disegnatore, in quanto disegna personaggi già con una loro precisa e definitiva forma grafica, nel realizzare le storie deve essere considerato un “lavoratore a domicilio”, e quindi non ha diritto a riscuotere diritti d’autore, ma ha diritto a che la casa editrice gli versi i contributi previdenziali, gli paghi le ferie, la liquidazione, tredicesime e via dicendo.
La stessa sentenza dice che invece lo “sceneggiatore” deve essere considerato un "autore” a tutti gli effetti in quanto le sue storie, non rifacendosi a stilemi particolari, sono un originale prodotto dell’ingegno e quindi la materia rientra nella legge sul diritto d’autore n. 633.


Dopo questa sentenza, altri disegnatori “disneyani”, GC, GS, GC etc., chiesero e ottennero dalla Mondadori liquidazioni per “lavoro a domicilio” nella realizzazione delle storie disneyane.
Per gli sceneggiatori, richiedere il pagamento dei diritti d’autore avrebbe comportato una causa molto lunga (considerati i tre livelli di giudizio) e costosa. E così lasciarono perdere.


Le caricature di Carlo Chendi riportate in questo post sono di Donald Soffritti (in apertura) e di Giorgio Cavazzano (sulla copertina del volume omaggio dedicato allo sceneggiatore per il suoi 75 anni).

Commenti

Tavole originali: "altrove" si dividono semplicemente al 50%, considerando l'inscindibilità del "figlio" ottenuto dai "geni" di sceneggiatore e disegnatore. Altrove ancora, la ripartizione viene definita con un "accordo tra le parti" (cioé tra sceneggiatore e disegnatore, che possono anche decidere di cedere qutoe all'altra parte in cambio di denaro subito, o di fare altre varianti) e forse questa è la soluzione più sensata: fissare in una legge, una cosa opinabile come delle percentuali di divisione mi pare decisamente inopportuno e castrante. Perché poi 30 e 70 e non 60 e 40 o 35 e 65 ecc.? Inopportuno e castrante mettere cose del genere in un testo di legge.
Ciò detto, velocemente e solo per cominciare il discorso. :-)

"Autori". Noi diamo qui per scontato che sono autori i disegnatori e gli sceneggiatori. Lo diamo epr scontato perché lo sappiamo. Carlo evidenzia le sentenze, che, invece, potrebbero far sollevare dei dubbi in fase applicativa della legge. Per questo motivo il testo di questa legge su questo aspetto deve essere preciso e tranchant. Autori sono coloro che creano il fumetto: sceneggiatore e disegnatore di sicuro, ma va esplicitato. L'esplicitazione nel testo di legge supera le sentenze precedenti.
Ovviamente questi ragionamenti, che rifacciamo qui da capo, sono stati oggetto di analisi e discussione per lunghi anni (una decina) e il testo di legge è stato riproposto tantissime volte sia nell'agenzia quotidiana di settore afNews www.afnews.info , sia nel sito del sindacato della categoria, il SILF www.silf-cgil.org . Così com'è oggi è già il frutto di una ulteriore mediazione e "rifinitura".
Ma se ci sono ancora dei dubbi sensati (e applicabili a un testo di legge) vanno proprio evidenziati PRIMA che il testo arrivi in Parlamento. Perché se è vero che in quella sede i parlamentari possono ancora intervenire per ulteriori raffinamenti, non è detto che abbiano tempo (e voglia) per farlo. Meglio avere il testo pulito e pronto.

Se il testo di legge dice, chiaramente ed esplicitamente, che Autori sono sceneggiatore/i e disegnatore/i che hanno creato l'opera a fumetti, quando si dice che le tavole originali sono di proprietà degli autori, non si può far finta che autore sia solo una delle parti definite come autori nel paragrafo precedente. Quanto alla percentuale di suddivisione degli originali, meglio che la legge lasci spazio alla libera contrattazione fra gli autori. Che magari così impareranno finalemnte a fare accordi scritti preliminari fra di loro, oltre a pretendere accordi scritti preliminari con i committenti (editori, produttori ecc.). Questa peraltro è la linea seguita e applicata in concreto negli ultimi nove anni dal SILF, in tutte le contrattazioni gestite per i propri iscritti. Certo all'inizio smebrava una novità, ma non è stato poi così difficile scoprire che un certo comportamente era semplicemente "a norma di legge" oltre che più equo e onesto. E la norma di legge, manco a dirlo, era semplicemente la legge sul diritto di autore, applicata all'editoria fumettistica (et similia). Inserire nel corpus complessivo questi "nuovi" articoli, aiuta a chiarire cose che (teoricamente) la legge già dice, in altra forma e in ambiti leggermente diversi, ma compatibili. Significa offrire ai magistrati strumenti di evidenza, e alle parti in causa ulteriori elementi di chiarezza contrattuale. Il Sindacato SILF, dovendo intervenire subito per i propri iscritti ha solo dovuto anticipare, nei fatti, questa integrazione di legge, evitando così, ai propri iscritti, di dover ricorrere ai Tribunali per risolvere questioni che sono, in effetti, di carattere contrattuale (e quindi sindacale). Ma è evidente che nel momento in cui il testo venga infine integrato nel corpus della legge (dove, peraltro lo facemmo inserire, come si sa, tramite un rappresentante del SILF attraverso la commissione Gambino, il cui lavoro venne stoppato quando era già finito, solo dalla caduta del Governo), dovrebbe essere più semplice per tutti adeguarsi alla (precedentemente solo implicita) normativa di legge. Il condizionale è d'obbligo, ovviamente.

Va inoltre notato che, quando esaminiamo i pochi paragrafi che compongono questa integrazione del corpus complessivo della legge sul diritto di autore, dobbiamo assolutamente tenere conto anche di tutto il testo del testo di legge! (Il testo è disponibile su internet, naturalmente, anche sulla Wikipedia.) Questo questo perché elementi messi in evidenza dalla nostra integrazione, hanno dei corrispettivi, e a volte, delle ulteriori esplicitazioni, consolidate, in altre parti della legge. Come il discorso "autore" ecc. Non si può e non si deve prescindere dal resto del testo, sia perché le parti NON possono essere in contaddizione, sia perché alcuni "termini" sono già esplicitati e sono quelli che faranno da riferimento (e da "legenda") per la terminologia utilizzata nei nostri paragrafi. Va quindi letta tutta con attenzione. A rigore sarebbe il caso di leggere anche il testo revisionato dalla comissione Gambino, perché ovviamente è possibile/probabile che quello sarà il testo che il Governo sottoporrà al Parlamento, quando, infine, ci si deciderà di affrontare il tema dell'adeguamento della nostra normativa a quella europea. Se per i nostri paragrafi non c'è differenza (il SILF quel testo portò in commissione), per tutto il resto ci sono stati molti altri cambiamenti, adeguamenti, sostituzioni, abolizioni, integrazioni ecc.

Qui i dati sulla commissione Gambino:
http://it.wikipedia.org/wiki/Comitato_consultivo_permanente_per_il_diritto_d%27autore
Ora, come leggerete in coda all'articolo della Wikipedia, niente più confronto tra le parti e soluzioni condivise, purtroppo. Ma il testo complessivo c'era e rimane (ci si è lavorato col cesello per anni, cavolo!), e non è difficile pensare che chi se ne occuperà potrebbe utilizzarlo come base (sapendo che era ed è un testo sostanzialmente condiviso e quindi più facile da argomentare e approvare). Ad ogni buon conto, le nostre integrazioni, anche con l'attuale testo di legge complessivo, si intergrano molto bene:
http://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_d%27autore_italiano
Si tratta di arrivarci sul serio, in Parlamento, una buona volta...

Con l'occasione vorrei ricordare di tenere in conto gli elementi quadro del capitolo "Contratto di Edizione", nella legge sul diritto di autore. Qui si entra nello specifico della contrattazione (argomento di carattere sindacale e quindi pane quotidiano per un sindacato dei fumettisti ecc. come il SILF http://www.silf-cgil.org ). Ci sono elementi che gli autori di fumetti possono considerare di estremo interesse, e sono già legge... Anche con questi le integrazioni sostenute da Milazzo & co. trovano armonizzazione possibile.

Davanti a questa profusione di informazioni, posso solo ringraziare.
Tornerò a consultare questo post tutte le volte che avrò bisogno di una chiave per le mie informazioni (e forse anche azioni) per la difesa dei diritti di autore.


Grazie ancora, anche a Chendi per aver suscitato questa discussione.


Monica

Caro Luca,
trovo che la discussione fa sempre bene e personalmente ho invitato più volte i dubbiosi a un confronto.


Mi sembra comunque che, come succede in tutto il mondo, al disegno si riconosca una maggiore quantità di tempo che alla scrittura. La valenza viene calcolata sul monte di lavoro medio di ogni autore e non per la singola storia se si tratta di un prodotto seriale.
Comunque, se si leggesse attentamente il testo e che riporta l'art.10, si constaterebbe che lascia alle parti autorali la libertà di contrattazione, tra di loro e non per decisione calata dall'alto dall'editore.

Solo parlando diritto negli occhi e tra di noi si può evolvere.


Ivo

Vorrei davvero saperne qualcosa di più., di tutta questa questione.
Meno male che ne state parlando.
Grazie a Goria, Chendi e Milazzo!
Aggiornateci, quando avete novità e sviluppi sui passi avanti della legge...


Luana

In merito alle perplessità, che riguardano sopratutto alcuni autori di
testo, auspico spesso e da tempo un confronto costruttivo che permetta attraverso una
leale e aperta discussione la maggior chiarezza di idee da parte di tutti.
Provo a farlo intanto qui in attesa di un'occasione fisica e concreta.

L'attuale legge sul diritto d'autore n°633, che NON comprende il medium fumetto e i
suoi autori ( tutti ), protegge da sempre principalmente la creatività letteraria
come unica forma 'pensante e creatrice' di un'opera.
E' acclarato, specialmente negli altri paesi, che nelle opere composte così non è, quando l'apporto di altre forme creative siano 'inscindibili e indispensabili'.
E la legge tutela sia la parte morale che quella patrimoniale.

La nostra proposta intende mettere in evidenza ciò che attiene al Fumetto, e che è già presente nella legge, per creare sopratutto un principio di tutela per gli aventi diritto, ma lasciando a loro la libertà di contrattazione.

A LORO e non ad ALTRI.
A stabilire gli equilibri più giusti ci devono pensare coloro che dovranno creare l'opera nel dettaglio proprio per essere più sereni possibili, così come dovranno stabilire poi la percentuale economica sugli originali della/e storia/e.

Nessuno vuole limitare la possibilità di sfruttare in modo economicamente adeguato, questo già lo permette la legge vigente, al genitore dell'idea o del concetto di un'opera . Ma, nel momento in cui l'opera viene realizzata, dev'esserci un avente diritto per ogni apetto creativo, che nel fumetto sono principalmente due, più l'eventuale azione del colorista per casi specifici ( a meno di unica persona operante di ogni parte ).
Quando l'opera si realizza si scrive la sceneggiatura e si disegna la sequenza della storia.

Credo sia ormai evidente in tutto il mondo che ci vuole più tempo a disegnare che a scrivere. Come viene dimostrato dal fatto che gli sceneggiatori collaborano con più disegnatori, ma che si può facilmente stabilire anche attraverso la produzione annuale di ognuno degli autori( con tutti gli agi possibili, ovviamente ).
Entrambe le parti creative hanno bisogno di tempo per la documentazione ed entrambe devono essere rispettate nella loro azione creativa.
E' chiaro che la legge vuole stabilire determinati equilibri con autori di valenza paritetica e che lascia diversi equilibri in situazioni diverse.
Credo fondamentale comunque che la legge si occupi di creare IL PRINCIPIO BASE di tutela, gli autori di dare vita invece alla discussione creativa e a un'anima comune per l'intera categoria, che permetta un rapporto più equilibrato con la parte imprenditoriale.

Senza un principio base, rimarremo sempre le cenerentole della comunicazione e con le natiche aperte, come succede da 100 anni, verso chi detiene il potere economico e che ha creato, o fatto creare, principi che meglio lo avvantaggiano.
Dando l'idea che fossero quelli giusti, ma sostituendosi in realtà all'equilibrio della legge che è imparziale.
Poi c'è chi è stato in quest'azione più corretto e chi non ha riconosciuto nulla nè ad autori di testo che a quelli grafici.


In questo vuoto legislativo poi, gli autori stessi hanno fatto altrettanto. Dimostrando solo la totale mancanza di coesione della categoria.
Grazie per l'attenzione e il tempo.

Ivo Milazzo

Esatto, ciò che dice Ivo. Con lui ho avuto modo più e più volte di discutere su alcuni aspetti di questa brevissima, ma succosa, integrazione di legge, non necessariametne condividendo tutto in prima battuta, anzi. E' proprio confrontando idee diverse che si è arrivati a una sintesi equilibrata. Sicuramente potremmo ancora ulteriormente rifinire altri micro-dettagli, ma la questione dei "pesi" da attribuire a disegno e testo l'abbiamo trattata, mettendomi io nie panni dello sceneggiatore che (come si sa, fra di noi) spesso lavora su una storia più a lungo di quanto poi faccia il disegnatore di turno. L'attuale formulazione lascia spazio agli autori per concordare pesi e misure in modo equo, caso per caso. Ecco qui il testo della proposta di integrazione:
DISEGNO DI LEGGE
Art. 1.
1. All’articolo 44 della legge 22 aprile 1941, n. 633, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «ln caso di opere cinematografiche di cartoni animati, si considera coautore anche l’autore dei disegni».
Art. 2.
1. Dopo la sezione VII del capo IV del titolo I della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, è inserita la seguente:
«Sezione VII-bis. - Opere dell’arte del disegno “a fumetti“.
Art. 64-septies. – 1. Nelle opere dell’arte del disegno cosiddette “a fumetti“ la parte letteraria e la parte grafica sono inscindibili ed essenziali nell’azione creativa della narrazione, e pertanto il contributo dell’autore letterario e di quello grafico si considerano equivalenti, anche ai fini dell’utilizzazione economica dell’opera; l’esercizio dei diritti di utilizzazione economica, in percentuale alla vendita o nelle varie forme di sfruttamento, spetta all’autore o ai coautori in parti uguali; solo nella fase produttiva dell’opera stessa, in considerazione della disparità di tempo necessario alle due parti creative per la sua realizzazione, il compenso, a pagina o a percentuale, ripartito tra le parti in maniera proporzionale;
tale equilibrio viene definito tra di loro dalle stesse parti creative. Nel caso che l’utilizzo del colore risulti essere un concreto valore aggiunto nella definizione di personaggi,ambientazioni ed atmosfere, atto alla comunicazione narrativa di tali opere, sarà da considerarsi autorale anche l’azione del colorista, in una percentuale da definirsi tra le parti creative. Le tavole originali sono di proprietà degli autori.
2. Qualora l’autore letterario ovvero quello grafico abbia contribuito in via esclusiva alla caratterizzazione dei personaggi delle opere di cui al comma 1, i diritti sui personaggi stessi competono a tale singolo autore.
3. Nelle opere “a fumetti“ di produzione seriale che necessitano dell’apporto di collaboratori, si considerano autori o coautori titolari della serie, con diritto di supervisione sul prodotto, lo scrittore e il disegnatore ideatori ed iniziatori della serie stessa; i collaboratori delle opere “a fumetti“ di produzione seriale sono autori solo della propria produzione e proprietari in percentuale dei diritti per quanto attiene alle ristampe o riedizioni, alle vendite all’estero o a qualsiasi altro sfruttamento della stessa; la libera contrattazione tra le parti stabilisce la percentuale dei diritti spettanti ai collaboratori».

Ciao a tutti! Circa la divisione dei compensi tra sceneggiatore e disegnatore, vi segnalo un pezzo che ho scritto per Komix.it qualche mese fa: http://www.komix.it/page.php?idArt=8141
Di sicuro parlarne dritto negli occhi magari aiuterebbe; bisognerebbe, però, che da parte di tutti ci fosse il riconoscimento di determinate, sentite, problematiche.
Buona serata!
Sergio

"Esiste in Italia un sindacato degli scrittori", dici nel tuo pezzo su komix, Sergio. In realtà esistono in Italia diversi sindacati di scrittori, non solo uno. E gli sceneggiatori potrebbero farci un pensierino, certo, hai ragione. Ma esiste anche almeno un sindacato specifico di chi lavora nel settore del fumetto (il SILF http://www.silf-cgil.org ) e anche in questo caso, molto specifico (tanto più che il SILF è attivamente collegato al Sindacato Nazionale Scrittori di cui sopra) sarebbe forse il caso che gli sceneggiatori ci facessero un pensierino, a partecipare attivamente. Magari... :-)

Ciao a tutti, risondo ad alcune osservazioni fatte da Sergio Badino.
Il quale afferma:

"Sempre parlando per me, mi è capitato di trascorrere anche due settimane a elaborare un soggetto. Perché per questo tempo trascorso lavorando non si deve avere un ritorno economico?"

Osservazione sacrosanta,
Purtroppo ci sono editori che pagano "a cottino" soltanto le pagine di sceneggiatura, se la storia è lunga pagano più che se fosse breve, dimenticando la fatica che si fa a creare un'idea di storia. Il tempo per farsela venire e per trasformarla in un soggetto, può essere lo stesso sia che il soggetto sia breve (pagato poco, un tanto a pagina, in modo umiliante), sia che sia lungo (pagato di più, perché le pagine sono di più).

Seguo meno Badino nell'osservazione seguente:


"Sommando la «questione soggetti» al fatto che non è vero che comunque, trama approvata alla mano, la sceneggiatura sgorghi automatica dalle dita dello scrittore, si può concludere che il divario di compensi esistente tra sceneggiatori e disegnatori di fumetti è ingiusto e sbagliato.
Proprio perché il tempo che ciascun singolo autore impiega per fare la sua parte di lavoro è del tutto soggettivo e non quantificabile, i compensi pro capite dovrebbero essere quantomeno uguali e alla pari."

Ecco, che siano pari, non mi sembra proprio, in tutta onestà. Ci sono elaborazioni grafiche richiedono un tempo lunghissimo e altre che vanno via veloci. Dipende anche dallo stile di disegno del cartoonist di turno.
Ecco, questo punto sulla parità delle figure mi lascia perplesso e credo che non si possa generalizzare.
Va deciso di volta in volta, non può essere stabilito in una legge "rigida".

Saluti, e grazie per l'interessante discussione, che spero prosegua.

Renato

Mi ricollego anche al commento di G. Moeri in un altro post di questo blog.


Sceneggiatore, disegnatore... E l'inchiostratore?

Nel forum indicato da Moeri (http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=8569174) Getterbop giustamente stigmatizza il fatto che di un bravissimo inchiostratore non si sappia nemmeno se è vivo o morto, a parte il fatto di non citarlo nemmeno e quindi di non riconoscergli nulla...

Dice, Getterbop: "mi ritrovo, per mero dovere d'informazione, ad aprire un tipo di discussione decisamente poco gradita.
Ho appreso dall' amico forumista Gianni Tack al secolo Gianni Tacconella che durante un incontro con il collega disegnatore Giovanni Romanini è venuto a conoscenza della morte di Paolo Chiarini, uno dei più classici inchiostratori di Alan Ford, prima sulle matite di Magnus e poi su quelle di Piffarerio.
Purtroppo, il lavoro dell'ichiostratore sembra quasi passare in secondo piano rispetto al matitista e sarà per questo che alla Corno nonostante gli Alan Ford venissero inchiostrati dal duo Romanini/Chiarini già a partire dal nr. 16, i suddetti nomi vennero riportati ufficialmente nel frontespizio solo dal nr. 61 di Alan Ford.


Ora alla MBP, per un incomprensibile politica editoriale, nel TNT Gold il nome dell'inchiostratore viene sistematicamente omesso e dispiace molto che il mondo del fumetto non si sia accorto della morte di Paolo Chiarini, in primis, il Signor Luciano Secchi, che, forse non ne era nemmeno al corrente.
Allora, noi come piccolo forum ricordiamo come si merita il povero Paolo Chiarini, perchè se Bunker ha dato l'anima ad Alan Ford e Magnus il corpo, allora Chiarini con il suo pennello ha dato forma e sostanza al nostro fumetto preferito."

Aggiunge Green Goblin: "Il dispiacere per la scomparsa di questo ottimo artista che tanto ha dato ad Alan Ford è superato dalla rabbia per il fatto che tale scomparsa sia passata così vergognosamente in sordina.
Bunker non ha saputo nulla? E' probabile.
Moeri cita lo sfortunato quanto bravo Alfredo Papa: non sapevo neanche io che fosse morto.
Ma il discorso potrebbe continuare all'infinito: troppi sono gli artisti di talento, di ogni campo artistico, che muoiono nell'ombra, e tutto si sa solo dopo diverso tempo.
Se Bunker legge questo forum, come penso, dia a Chiarini il tributo che merita nello Chez Max!

Grazie per la sua arte, Maestro Chiarini!"


Ringrazio Satrapo per avere citato il mio intervento e per avere dato il giusto risalto agli interventi dei miei colleghi di forum, ma vedo che il link alla discussione non si apre per via di una parentesi, per cui lo riposto io: http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=8569174 , mentre il mio intervento in un precedente post è all'
http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2009/05/il-festival-di-aubenas-continua-la-sua-strada.html
Tuttora non sappiamo nè quando sia avvenuta la scomparsa nè per quali cause, non so se qualcuno dei lettori di questo sito possa informarci.
Per il resto, molto interessante ed istruttiva la vostra discussione sui diritti d'autore.

Come sempre (naturalmente non è la prima volta che ci addentriamo in queste discussioni, anzi...) piano piano vengono fuori anche le altre figure professionali del settore fumetto. Non è un caso nel sindacato SILF vengano spesso elencate con i relativi puntini di sospensione alla fine, dopo l'abbreviazione ecc.: soggettista, sceneggiatore, disegnatore, inchiostratore, colorista, letterista ecc... Queste persone, tutte, lavorano nel settore di cui ci stiamo occupando e, tutte, hanno i propri diritti collegati alla propria attività lavorativa. Non tutte queste figure professionali "creano diritto di autore", secondo la legge attuale. Tuttavia, anche secondo la legge attuale, i lavoratori che col loro lavoro realizzano opere (o parte di opere) con caratteristiche "autorali", sviluppano diritto di autore specifico. Nelle vertenze individuali che il SILF ha avuto modo di seguire, ci sono stati diversi casi del genere, nei quali figure che, apparentemente, erano "fuori diritti" secondo la legge, hanno invece visto riconosciuto il proprio status autorale specifico. Riconoscimento ottenuto basandosi sul testo di legge attuale. Certo, in questi casi occorre che chi segue la vertenza abbia le idee molto chiare e sia convincente (dal punto di vista legale), ma i diritti ci sono, a saperli trovare. La nuova integrazione, come s'è detto più volte, servirà a definire in modo specifico e chiaro alcuni aspetti del diritto dia utore legati alla professione del fumettista. Non è la riscrittura TOTALE della legge sul diritto di autore, tutta incentrata sulle necessità dei fumettisti, ovviamente! :-) Trattandosi di una integrazione rispetto a un corpus complessivo enorme (in cui si trattano TUTTI i vari aspetti del diritto di autore - dal cinema all'informatica, dalla musica al teatro), si tratta di inserire brevi paragrafi efficaci, in grado di stabilire alcuni principi fondamentali, che possano essere poi utilizzati in sede contrattuale (o, nei casi peggiori, in tribunale). Niente di più, niente di meno.
Con l'occasione, però, torno a ripetere per l'ennesima volta negli ultimi dieci anni, che NON basta avere le leggi se poi i lavoratori non sono disposti a organizzarsi attivamente per farle rispettare. So bene che noi pupazzettari siamo tendenzialmente (e a volte disastrosamente) individualisti, egocentrici ecc., ma se non altro per il proprio interesse personale, fare "gruppo" dovrebbe essere sentito come una necessità. Di strutture associative e/o sindacali in cui organizzarsi attivamente (non passivamente) ce ne sono diverse, ma la presenza attiva di chi lavora nel settore del fumetto è ancora troppo scarsa. Non dico altro, ma penso di essere stato abbastanza chiaro.

Buongiorno a tutti,
sono una firmataria della petizione e colgo l'occasione per ringraziare il signor Milazzo e gli altri che portano avanti questa raccolta firme.
Ho provato molto piacere a vedere che per una volta questa categoria a cui appartengo si sta muovendo assieme o almeno ci prova :D. C'è un filo di assurdo però nel fatto che stiamo cercando di avere dei diritti nel momento in cui molti lavoratori stanno perdendo i propri che credevano acquisiti da molto tempo ma meglio tardi che mai.
Ovviamente, come sentii dire da Milazzo in una conferenza stampa, questo è solo l'inizio, nel senso che anche se un giorno approveranno questa modifica alla legge d'autore poi ci sarà da farla rispettare ma almeno ci sarà una legge a cui riferirsi. Certo che considerando quante sono le case editrici in Italia che pagano e le cifre che sborsano viene da piangere e speriamo non finisca come la meravigliosa pensione dei fumettisti, io conosco diversi autori ma per adesso non sono ancora riuscita a trovarne uno che abbia utilizzato questa opzione o che sia riuscito a farsi pagare i fondi dalla propria casa editrice.
L'unica cosa che non è mai detta è il fatto che in Francia, paese con il quale lavoro, anch'io che sono una colorista vengo retribuita con diritti d'autore e questo mi permette di poter usufruire di vantaggi fiscali nonché qualche euro in più in caso di vendite buone.
Speravo che si potesse fare qualcosa di simile anche in Italia visto che per queste modifiche sembra rifarci al modello francese.
Per quanto riguarda le percentuali iniziali trovo che sia giusto che siano diverse tra disegnatore e sceneggiatore perché trovo che giustamente l'anticipo non possa essere uguale ma è solo una questione iniziale poi "ripagato" l'anticipo si dividerà a metà o la percentuale stabilita.
Cmq io non starei troppo a discutere su questi argomenti solo creando un po' di unità in questa categoria si potrà ottenere qualcosa poi le contrattazioni ovviamente rimarranno come rimangano in ogni paese ma penso che ancora non sia il tempo di questioni del genere altrimenti se tutti ci consideriamo eccezioni non si va avanti.
Per finire dico che sì questa modifica se passerà tutelerà tutti, belli e brutti, artisti e disegnatori mediocri ma questo mi pare giusto servirà a creare un rispetto per una intera categoria che a mio parere è anche di più che la stima per un singolo autore.

Brava Claudia, il tuo messaggio mi ha incuriosito, ho cercato il tuo blog e ho visto che sei bravissima, la tua colorazione è super!


Ciao,


Antonia

Semplice visitatore del blog quale sono, non certo autore, segnalo a tutti che l'Anonima Fumetti e sindacato fumettisti SILF, nell'ambito di una serie di iniziative a largo raggio a sostegno del settore, stanno organizzando un incontro (per l'inizio della prossima settimana), presso la sede torinese dell'associazione italiana professionisti del fumetto Anonima Fumetti, con Sergio Cofferati.

Ho trovato questa notizia su AF News e ve la passo, facendo copia-incolla. Cofferati è un ex sindacalista e un politico legato al mondo del fumetto anche perché è un grande lettore, io l'ho avuto come sindaco di Bologna. Il meeting è per affrontare i temi del diritto di autore in Italia, della proposta di integrazione ad hoc della legge esistente (proposta che vede Ivo Milazzo come testimonial), del rapporto con la normativa europea, delle problematiche del lavoro del fumettista in Italia e in Europa.

Gli autori interessati a partecipare, possono contattare Anonima Fumetti facendo click qui: segreteria@anonimafumetti.org e verranno ricontattati per la conferma della data e la verifica della disponibilità degli spazi.

Saluti,

Gero

Grazie per il rilancio, Gero. :-) Cofferati può piacere o no (ovviamente ci sono opinioni diverse sul personaggio politico), ma può essere un'occasione per "mandare dei messaggi" a un politico che, comunque, ha una vicinanza particolare col mondo del fumetto. Non è il solo, per carità (infatti l'Anonima cerca di contattarne diversi, anche se non è sempre semplice ottenere dai politici incontri basati sul fumetto e dintorni), ma è sicuramente uno dei più legati al nostro universo, che conosce piuttosto bene. Speriamo possa essere un incontro utile.

Colgo l'occasione dell'intervento di Claudia per tornare (come faccio da decenni, ormai) a sottolineare che le firme di oggi sull'appello propmosso con encomiabile testardaggine da Ivo sono importanti e potrebbero segnare un inizio, ma solo se poi ci si convince della fondamentale importanza di fare DAVVERO gruppo. Dopo non basterà più una firma. Altrimenti tutto torna poi nel nulla. La capacità di fare valere i propri diritti (e di conquistarne di nuovi) viene solo se si è organicamente e attivamente uniti nell'azione. Per questo sollecito chi lavora in questi settori a organizzarsi davvero in associazioni e sindacati attivi. Le cose non vanno mai avanti da sole: bisogna lavorarci, insieme, organizzati, seriamente. Senza partecipazione attiva e organizzata che risultati si possono ottenere? Coraggio! :-)

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Di solito mi occupo di urbanistica, ma sono da sempre appassionato lettore di fumetti e occasionalmente disegnatore di mascotte e caricature, di solito regalate ad amici, associazioni di volontariato. Questa volta dovendo preparare per un comune di cui sto curando il piano regolatore un questionario per consultare i cittadini, avevo disegnato una mascotte ricavata dal simbolo del comune (un elmo e scudo a cui avevo dato arti sorriso). La cosa ha avuto un discreto successo, nel senso che l'attenzione sollevata dal questionario grazie alla mascotte ha prodotto molte più risposte da grandi e ragazzi di quante ce ne aspettassimo.
L'amara sorpresa è stata una lista civica di opposizione, che ha pensato bene di ridisegnare malamente la mascotte (praticamente uguale, colori e dettagli, a parte la sagoma dello scudo non più quadrata ma a scudetto) e usarla come simbolo elettorale!
Ho suggerito all'Amministrazione di contrastarli loro, facendo presente l'inopportunità politica di appropriarsi di un simbolo e di uno strumento di comunicazione a disposizione dell'istituzione per usarlo a favore di una sola parte, ma il Sindaco uscente preferirebbe agire su un piano legare e mandare avanti me come progettista.
Ma le leggi sulla proprietà intellettuale degli architetti parlano solo di edifici... avete suggerimenti, la mascotte non è stata depositata, il marchio comunale è implicitamente del comune...?????????

Post Scriptum

Io credo che, in materia di diritto d’autore, conti anche l’esperienza “lavorativa” con diversi editori. Ho cominciato a fare sceneggiature nel 1952 e, da allora, ho collaborato “direttamente” con una ventina di editori italiani, due francesi ed uno tedesco.

Io non ho mai considerato l’editore come un “antagonista”, ma come un partner che aveva un interesse simile al mio per continuare a fare uscire pubblicazioni che, appunto per interesse comune, fossero fatte al meglio e vendessero il più possibile.

La legge sul diritto d’autore (la n. 633 del 1941), anche se non cita specificatamente gli “autori di fumetti”, per “affinità creative” finora ci ha “abbastanza” tutelati. Certo, alcuni “particolari”che riguardano in maniera specifica gli autori di fumetti vanno aggiunti. Io credo che potrebbero bastare poche frasi .... sintetiche e precise.

Come “fumettaro” ho frequentato sia disegnatori che sceneggiatori; e ho avuto come partner fissi, per circa 35 anni, qualche disegnatore. Ma, per una questione di “affinità di mestiere”, poichè i problemi “lavorativi” erano gli stessi, me “la intendevo” di più con gli sceneggiatori.

(Se mi esprimo al plurale, non è plurale maiestatis, ma semplicemente perchè i problemi con i tantissimi colleghi sceneggiatori: italiani, francesi, statunitensi, argentini e via dicendo, erano identici).

Certo, “a vista” un disegnatore impiega più tempo di uno sceneggiatore a fare una pagina, ma un disegnatore, la sera quando stacca, stacca veramente e sino al mattino dopo può pensare ad altro, tanto sa che l’indomani mattina, quando si mette al lavoro, ha la sceneggiatura che gli dice cosa mettere nella tavola “bianca” che deve disegnare.

Noi sceneggiatori non smettiamo di lavorare finchè la storia non è finita, quindi capita che il “pensiero fisso” del foglio bianco ci perseguiti anche la notte. Un collega famosissimo, in più di un’intervista, ha detto che, quando va a dormire, ha sempre sul comodino una penna e dei fogli bianchi perchè gli può capitare di trovare un’idea o la soluzione di un problema di sceneggiatura anche durante il dormiveglia.

Vorrei citare quello che dice la “National Cartoonists Society Constitution” americana:

A cartoonist is a graphic story teller, whose drawings interpret, rather than copy nature, in order to heighten the effect of his message.

His drawings, when found in a mass medium, usually have a value at least equal to that of any accompanying text.

(Il cartoonist è un narratore di storie grafiche, i cui disegni interpretano la natura piuttosto che copiarla, al fine di accrescere l’effetto del proprio messaggio.

I suoi disegni, nell’incontro con i mass media, hanno solitamente un valore pari al testo che li accompagna).

Quindi, già nello statuto di questa importante e antica Associazione, era già prevista la suddivisione al 50/50 dei compensi ( .... un valore pari al testo che li accompagna).

Sono molto amico di Mort Walker, autore dei testi di Hi & Lois, personaggi disegnati da Dik Browne (ora dal figlio!). Era pacifico per loro che la spartizione dei diritti fossero 50 e 50 e che la proprietà degli originali fosse dell’autore dei testi.

Comunque ha ragione Goria: stabilite per legge certe norme, è meglio lasciare ai singoli soggetti la decisione di decidere in che misura suddividere “certi” diritti, come la comproprietà dei disegni originali, il pagamento a pagina della prima stampa: se 50/50 oppure con altre percentuali più o meno favorevoli allo sceneggiatore o al disegnatore.

A differenza che in Francia, Belgio e Stati Uniti (di cui ho conoscenza diretta) dove i disegnatori hanno già accettato il concetto che la proprietà degli originali è congiunta tra sceneggiatori e disegnatori, in Italia sarà un po’ più difficile convincere i disegnatori nostrani, abituati finora a considerare gli originali una loro esclusiva proprietà, a riconoscere che una parte dei disegni spettano “di diritto” agli sceneggiatori.

Ho letto, in alcuni interventi, che si è parlato anche di “diritti” solitamente non previsti come “eventuali” diritti che possano spettare al ripassatore e al coloritore (credo che il letterist, dato che non inventa nulla ma si limita a copiare, sia escluso da eventuali diritti d’autore. Oggi poi, generalmente, il “lettering” delle storie si fa al computer).

Io penso che il “colore” sia comunque una forma di creatività perchè contribuisce a dare un certo “pathos” alle storie e quindi a valorizzarle: forse si dovrebbe tenerne conto, in particolare nelle ristampe.

Anche il ripasso, spesso, è una forma di creatività: come esempio vorrei portare il “ripasso” che Ted Thwaites faceva alle matite del Topolino di Gottfredson. Quando Thwaites non ha più ripassato le storie, molti avevano pensato che Top0lino avesse cambiato disegnatore.

Infine c’è un diritto d’autore, riconosciuto dalla legge n. 633, che riguarda i traduttori. La traduzione di qualsiasi testo (opera letteraria, fumettistica, canzonette, testi scientifici, eccetera) da una qualsiasi lingua all’italiano, è di proprietà del traduttore (sia ben inteso: solo la traduzione, non il testo che rimane di proprietà dell’autore), quindi in caso di ristampa (o per le canzoni ogni volta che la stessa viene trasmessa) la legge gli riconosce un “diritto”. Va da sè che l’autore può far tradurre la sua opera anche da un altro traduttore: ovviamente il primo traduttore non ha nessun diritto sulla nuova traduzione!

Comunque le norme sul diritto d’autore servono a garantire “gli aventi diritto” (autori, ma anche l’editore, il produttore cinematografico, eccetera), che esistono dei diritti e dei doveri, e che come tali vanno rispettati da tutte le ”parti” in causa.

Ma generalmente quello che conta è la “buona fede” e il reciproco rispetto che sceneggiatori, disegnatori e editori devono portarsi tra loro. Nella mia lunga (57 anni) carriera di “sceneggiatore” non sempre è accaduto ... e forse è proprio per questo che sono solidale con chiunque cerchi migliorare le cose per le generazioni future.

Carlo Chendi

Ciao a tutti. Appoggio anch'io, nel mio piccolo, il vostro impegno per
diritti così a lungo e ingiustamente negati agli autori del nostro
medium preferito.
Temo però che la diatriba sulla differente retribuzine tra disegnatori
e scrittori sembri poco tempestiva. Penso che in questa fase sarebbe
più utile cercare il contributo e la solidarietà di tutti.
Personalmente, essendo io un disegnatore, tengo ad affermare che non è
affatto vero che una volta smesso di disegnare, la sera, mi senta
sereno e beato come chi tira giù la serranda della propria pizzeria.
Ci saranno senz'altro tanti disegnatori che hanno di sè l'idea di
travet del fumetto. Conosco anche un sacco di scrittori così, però.
Li rispetto tutti, ma non mi sento per niente assimilabile a questo
genere di professionisti. Tanti miei colleghi che disegnano passano la
vita a studiare e ad arrovellarsi su tematiche espressive. La loro (la
nostra) ricerca è incessante e dura sempre, finchè se ne ha
l'energia. Fra i libri, ma anche quando non sembrerebbe, magari in
mezzo alla gente o sul web.

Vi assicuro inoltre che una cosa l'ho capita in 25 anni di attività: il paragone fra lo sceneggiatore di fumetti e il regista cinematografico è davvero inconsistente. Sarebbe
molto più naturale paragonare lo sceneggiatore di fumetti al suo omologo al cinema o nelle fiction.
Al regista somiglia di più il disegnatore che realizza la visualizzazione definitiva, le immagini che il fruitore vedrà. Decide la maggior parte delle inquadrature, se
necessario le "aggiusta" rispetto alle indicazioni date. Di fatto "anima" di espressione gli attori/personaggi. Decide le luci, gestisce l'atmosfera grazie al fatto che ragiona con gli occhi, se mi passate l'espressione.


Ripeto che so bene che ci sono sceneggiatori grandissimi e disegnatori
piccolissimi. E anche registi che al cinema rovinano capolavori di
sceneggiature. Tuttavia liquidare l'intera categoria dei disegnatori di
fumetti come dei beoti, meri prestatori d'opera, mi sembra alquanto
superficiale.


Deferenti cordialità a tutti.


Alessandro Gottardo

Per Alessandro...


Ciao!


Grazie di essere intervenuto nel blog!
Mi scuso io, a nome di Nòva-TypePad, per le disfunzioni di trasmissione dei messaggi delle qual ti sei sicuramente accorto.
A quanto capisco, non hai scritto da un indirizzo di posta elettronica (non vedo la tua e-mail) e forse per questo il sistema si è rifiutato (???) più volte di inserire il tuo commento in modo diretto.
E' però arrivato a me.
Questo mi fa temere che, come è già accaduto in passato, un certo numero di commenti venga spedito ma poi non compaia on line nel blog, il che non è certo bello...
Spero che la disfunzione si risolva, intanto ho già un altro post, sempre sul diritto d'autore, da mettere in rete.

Tu, o Alessandro (a proposito, buon lavoro per le prossime storie!), e gli altri, lo leggeranno presto. Se vorranno.


Ciao!


Luca

Leggo oggi... Chi sarebbe il disegnatore disneyano "DV"? "De Vita"? De Vita figlio, intendo?

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