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28/04/2009

FUMETTI E NAZIFASCISMO, di Pier Luigi Gaspa

Quasi a distanza di un anno dall'annuncio che ne avevamo fatto in questo blog, esce finalmente in libreria il saggio di Pier Luigi Gaspa dedicato alla rappresentazione nei fumetti del rapporto tra nazifascismo e cittadini italiani, resistenti, conniventi, partigiani o fiancheggiatori. Un lavoro importantissimo, perché apre le porte a una serie di riflessioni che vanno oltre al nostro palese interesse per il medium e coinvolgono la società italiana e la sua cultura.

Il libro, che si basa sulla straordinaria collezione di Luciano Niccolai (socio ANAFI e massimo raccoglitore in Italia di materiali fumettistico-illustrativi sul tema), è pubblicato da Settegiorni Editore ed è stato presentato in anteprima lo scorso 24 aprile nelle sale della Biblioteca San Giorgio.

Il suo titolo è Per la libertà - La Resistenza nel fumetto, si avvale di due brevi saggi introduttivi firmati da Giulio Giorello e da Luca Boschi (io stesso) e della collaborazione del Museo Italiano del Fumetto di Lucca, diretto da Angelo Nencetti (che sta preparando una serie di importanti iniziative a partire dalla prossima settimana).

Per commentare l'uscita, ripropongo alcuni post e scritti comparsi nel blog un anno fa, certo che "brilleranno di luce nuova" ora che sono collegati alla disponbilità effettiva del libro, diffuso in libreria, ma richiedibile comunque alla redazione di Settegiorni, gestita dal giornalista Nilo Benedetti e dai suoi pards.

Battista_jac_grano

Se il senso dell'attività divulgativa mia e altrui consiste in buona parte nel porre all'attenzione dei contemporanei disegni, storie e episodi della nostra storia nazionale, diciamo pure che i post dei giorni scorsi, e i commenti che hanno suscitato, hanno svolto il loro dovere.

Uno di questi commenti, troppo ampio e illustre per essere relegato in coda a qualcos'altro, lo "promuovo sul campo" qui, in virtù della sua rilevanza. Lo ha scritto Pier Luigi Gaspa, autore della ricerca a tutto campo sui fumetti che hanno raccontato gli anni dolenti e tragici del nazifascismo, con personaggi che vanno da Sciuscià a Kolosso, da Provolino (eh, già) a qualche character di Hugo Pratt che (se ben ricordo) non fa una gran bella figura...


Si tratta della nostra storia, un momento paragonabile (con le dovute differenze del caso) alla Guerra di Secessione per gli americani, agli orrori di Robespierre per i francesi, e così via. Per commentare le parole di Pier Luigi, posto un po' di vignette di quel genio creativo che fu Benito Jacovitti, tratte dal più volte citato, ma semisconosciuto episodio Battista l'ingenuo fascista. Paradigma del pressappochismo e voltagabbanismo tutto italiano che... fa male quando qualcuno ha il coraggio di metterlo su carta, trasformandolo in uno specchio deformante che non tutti sono disposti a digerire.

Jac non lo manda a dire, e si rivolge direttamente al lettore italiano quando ne fustiga l'ipocrisia apostrofandolo in modo solenne e tragico: "Guarda bene tra la folla acclamante, ti riconoscerai! Tu mi dirai che sì, ci sei stato, ma capirai... La cartolina rossa... Ero costretto. ... Ma come?! 45 milioni di italiani costretti? (...)"

La parola a Pier Luigi, che parla della sua ricerca (ormai praticamente completata e di futura pubblicazione).
Blog_benito_parla_2

Grazie per la citazione.
Si tratta di un lavoro anche interessante, ma che sembra avere tutti i crismi del bello di famiglia: tutti lo vogliono e nessuno se lo piglia! Mi sembrava interessante in questa sede, a proposito del generale - e limitativo, of course - riconoscimento del 25 aprile come festa partigiana eminentemente di sinistra, segnalare una curiosità legata al fumetto. Ovvero, si va controcorrente!

Fin dalle prime storie con protagonisti partigiani, infatti il fumetto proprio i partigiani di sinistra sembra aver trascurato.

Nelle poche storie dedicate al tema infatti i partigiani non hanno colore politico, se non in due casi, almeno stando a quanto abbiamo reperito con Niccolai.
Il primo risale a pochi mesi dopo la fine del conflitto e si tratta della breve serie dedicata a Pam il partigiano, alfiere di una brigata garibaldina (comunista, per l'appunto) che vive brevi avventure ispirate a vere azioni partigiane, con tanto di bollettini di guerra che riportano i risultati delle operazioni.

Disegnata da un tal Camus, è anche straordinariamente attuale per tecnica e stile, per non parlare del montaggio e del testo, quasi del tutto privo di quella retorica spicciola che permea gran parte delle storie resistenziali di ogni tempo. Per dirne un'altra, il montaggio sembra quello di una tavola bonelliana! Ah, per meglio far capire la matrice di quelle storie, in copertina campeggia bel bello un garibaldi versione Eroe dei Due Mondi con poncho e barba di ordinanza.
Benito_e_adolf

In com-
penso, non me ne vogliano, abbon-
dano nelle storie coeve i sacerdoti protago-
nisti di storie partigiane. Vittime o collabora-
tori della Resisten-
za, come nella realtà molti meritoria-
mente furono. Sia detto col massimo e meritato rispetto, naturalmente, ma è un fatto. E qualcosa vorrà pur dire.

Per arrivare a una nuova comparsa di partigiani comunisti bisogna arrivare infatti al Cuore Garibaldino di Hugo Pratt, quello apparso nel volume per il centenario socialista, prima del patatrac di Mani pulite.
Cuore Garibaldino ci svela anche il controverso e conflittuale rapporto con gli Alleati che stanno risalendo la penisola. Protagonisti della storia sono infatti due giovanotti, un inglese e il garibaldino, per l'appunto. Alcuni passi, che cito a memoria, sono a questo proposito illuminanti.

Infatti, il comandante inglese, che del partigiano comunista non si fida, a un certo punto prende da parte il suo uomo e gli dice paro paro: "Quello è un pericoloso bolscevico. Lo usi e poi lo elimini. Soprattutto se crea grane." D'altro canto, anche il partigiano ha le idee chiare: "Prima buttiamo fuori tedeschi e fascisti, e poi vedremo". In nuce c'è già la guerra fredda, la contrapposizione ideologica, Peppone e Don Camillo ecc. ecc.

Non parliamo poi della vexata quaestio circa le vittime di quella vera e propria guerra civile che insanguinò l'Italia dall'armistizio in poi.

Oggi si discute animatamente per dare loro eguale commemorazione e, chissà, forse è giusto così. L'umana pietà e il rispetto per i morti si deve a tutti, e su questo credo che non ci siano dubbi. A mio avviso deve rimanere però sempre e comunque la consapevolezza che ciascuno deve assumersi la responsabilità storica e personale delle proprie azioni. E che si debba distinguere fra chi ha combattuto per un regime dittatoriale e chi ha preso le armi solo in seguito alle catastrofiche conseguenze di una guerra alla quale, ricordiamolo, si partecipò perché serviva qualche migliaio di morti da gettare sul tavolo della pace.

Terrei anche a rammentare, inoltre, che tanti hanno fatto Resistenza senza impugnare armi, anche solo ospitando, a rischio della vita, partigiani, ebrei e dissidenti, giusto per fare un solo esempio.
Per la cronaca, anche questi, mi risulta, venivano fucilati, se scoperti.

Battista_jac_scheda_prima_parte_2

Credo che tutto ciò vada ricordato, pur nella ricerca di una "pacificazione" che ci porti oltre come nazione e come popolo, ma senza riscritture o peggio oblio. E senza nemmeno dimenticare quanto avvenne dopo la fine della guerra, nel cosiddetto triangolo rosso emiliano (e non solo lì), teatro di uccisioni e vendette deprecabili e condannabili senza indugio. Ripeto: ciascuno deve assumersi la responsabilità personale e storica delle proprie azioni, siano esse portate con le armi o solo di copertura e insabbiamento.

Poi potremmo guardare avanti senza agitare continuamente spettri del passato. Anche perché prima o poi dovremo pur farlo, no?

Sarà infine anche questo un caso, ma anche a fumetti il conflitto fra italiani di quel periodo sembra completamente obnubilato. Gli avversari - cinici e spietati - dei partigiani e delle popolazioni nelle storie a quadretti sono sempre immancabilmente nazisti, meglio ancora se SS; e anche quando, vedi quello straordinario fumetto neorealista che è stato Sciuscià, certe descrizioni sono consone alla realtà dell'epoca, nelle future ristampe sparisce più di un momento significativo.

Battista_jac_scheda2

Per vedere un soldato della Repubblica Sociale in azione contro esponenti della Resisteza dobbiamo infatti risalire fino al 1972, quando sul Corriere dei ragazzi compare una breve ma significativa storia, dal titolo Quest'uomo deve morire. Si tratta del racconto dell'assassinio di Duccio Galimberti, catturato dai repubblichini e assassinato a sangue freddo di notte in una strada di campagna.

Ucciso da un altro italiano, che lottava per un ideale diverso. Un ideale che personalmente non condivido affatto, e che in ogni caso non giustifica le sue azioni. Sarà un caso che la comparsa della storia, se non erro, suscitò non poche polemiche?

I fascisti di Salò compaiono all'epoca della storia su Galimberti per la prima volta, ma ovviamente non è l'unica, anche se credo tutti gli altri esempi risalgano a tempi più recenti.

Uno, forse il più eclatante, è quello raccontato da Sergio Staino in Montemaggio una storia partigiana, bel volume dedicato alla strage di Colle Val d'Elsa. Voluta, organizzata e portata a termine da fascisti italiani.

Il libro è bellissimo e racconta anche ansie, timori, aspirazioni e speranze di un gruppo di giovani contadini che solo la situazione contingente aveva costretto ad armarsi. Altro che ideologie, di quasiasi genere.

Facevano quasi tenerezza, con i loro sogni di un futuro migliore, senza padroni, proprietari di terre che per anni avevano coltivato senza possederle, ingrassando i grandi latifondisti. Se ciò vuol dire essere comunisti, allora certo lo erano. Ma erano soprattutto persone che aspiravano a un mondo più equo.

Detto per completezza di informazione. Certo, ci sono voluti decenni per anche solo affrontare il tema..

Basta così, ho sproloquiato troppo. Chiedo scusa per la prolissità

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Commenti

mi piacerebbe sapere qualcosa di questa storia sull'assassinio di Galimberti sul CdR. a sentirne parlare sembra uno degli episodi della serie "La Storia raccontata da Mino Milani" (disegni di Toppi, se ben ricordo), ma magari invece è tutt'altro. forse nel '72 ancora non lo compravo, il CdR. ("per riparare al torto/ di chi si è già scordato/ di Duccio Galimberti...")

Signor Luca Boschi,
grazie per aver riproposto alcune vignette del grande Jacovitti.
La storia di Battista, l'ingenuo fascista che in buona fede cerca di adeguarsi alla nuova realtà "democratica" rappresenta una satira feroce dell'Italia voltagabbana.
Ancora più cruda è però l'avventura dei 3 P nel paese di Flit, parodia del nazismo.
Alla fine gli intellettuali perseguitati dai Flittisti vengono imprigionati dai rivoluzionari che li scambiano per reazionari.
La morale è che la libertà non esiste e che la dittatura vince ugualmente : semplicemente cambiano i colori delle divise.
Pochi giorni fa alcuni buontemponi hanno dato fuoco alla bandiera Israeliana per contestare la fiera del libro di Torino.
Non mi pare che questi facinorosi si ispirassero al fascismo, anzi, pare che siano di opposte idee politiche, ma il risultato è sempre e beceramente lo stesso.

Condivido Lele quanto da lei cooncluso partendo dalla premessa della triste pagina sulla bandiera Israeliana. Ecco perchè da sempre sono un acceso critico delle ideologie. Fra l'altro, con l'eccezione credo solo dell' impressionismo e del "pointillisme", quasi tutto ciò che termina in "-ismo" mi è antipatico (con gioia anni fà scoprii che anche il compianto Romano Scarpa la pensava in egual modo), dal comunismo al futurismo, passando per il fascismo e l'astrattismo ecc. ecc..
Fra l'altro coloro che hanno attaccato Israele poi sono gli stessi che ritengono sia giusto occupare le case, quindi se fossero coerenti dovrebbero tollerare Israele...mah.....misteri di certe menti avvolte nelle tenebre......

Davvero molto interessante!!!
La cosa che m'incuriosisce, riguardo all'introduzione di Luca, è il ruolo di Provolino! Nonostante le sue storie a fumetti fossero ricche di riferimenti alla realtà contemporanea, non riesco a immaginarmelo alle prese col nazifascismo! Soprattutto perchè il personaggio è degli anni '60...

Ciao a tutti!

la mia (ardua) "mission", come forse si sarà capito, consiste nel non lasciar svanire nell'oblìo argomenti che ci riguardano da vicino e con i quali non abbiamo fatto bene i conti, nonostante decenni e decenni di "altro" (ricostruzione, alfabetizzazione, flussi migratori, germi della società dei consumi, turismo di massa, boom e sboom, anni di piombo, riflusso, yuppismo, cambio del secolo e così via).

Per questo, continuo in questi giorni a parlare del nostro passato visto attraverso i fumetti dato che il momento è caldo e in TV e sui giornali si riverberano gli effetti di:

1) risultato delle elezioni politiche;
2) celebrazioni della Resistenza;
3) risultato delle elezioni comunali a Roma;
4) manifestazioni del 1° maggio;
5) dibattito sugli inquisiti, condannati etc. che entreranno (GULP!) nelle nuove Camere;
6) asservimento della stampa a interessi di parte (la casta dei giornalisti in combutta con quella dei politici alla faccia dei lettori);
7) prossimi tre referendum promossi da Beppe Grillo & C.

Quando mai si erano visti, tutti insieme, nella storia recente, tanti temi come questi che hanno come effetto la radicalizzazione dei conflitti fra cittadini italiani e istituzioni? Il tutto alla vigilia di un nuovo Governo che non mancherà di sollevare nuove polemiche anche a livello internazionale e in una situazione economica generalmente drammatica, con nuovi licenziamenti annunciati, la riapertura del problema dei rifiuti in Campania e nuovi sbarchi di clandestini a gogò.

Cosa avrebbe scritto e disegnato Jacovitti, intervenendo sulla situazione contemporanea?
Intanto godiamoci il suo punto di vista da "ragazzo qualsiasi" all'indomani del periodo fascista, con questi piccoli esempi di "dolorosa stigmatizzazione" di un italico costume ancora di triste attualità.

In margine: è forse superfluo dire che l'intolleranza (con atti concreti) è comunque da condannare, qualunque sia la sua motivazione ideologica?
Mi piacerebbe che la risposta fosse affermativa, ma so che purtroppo così non è. L'opportunità della Fiera del Libro di Torino dovrebbe essere sfruttata per un confronto sociopolitico serio sul versante delle culture, al di là dell'opportunità o meno di dedicare uno spazio così rilevante alla sola Israele...

Il lavoro di Pier Luigi è importante, nella ricostruzione della nostra memoria attraverso il medium che più ci interessa. La riscrittura del passato attraverso le censure operate nelle ristampe di Sciuscià, per esempio, la dice lunga. Negli anni del pre-boom e soprattutto in quelli successivi, le lotte fra partigiani e nazifascisti erano rimosse perché segnale di un ingombrante passato.
Ma non erano (non sono!) mai state digerite nemmeno oggi, come dimostra la mancata condivisione di ideali (minimi) comuni, la stessa condivisione dell'idea di essere un "popolo", di credere nello Stato e d operare per farlo funzionare al meglio (anche eleggendo persone in grado di farlo).

Per Paolo Bneforti: quella storia del "Corriere dei Ragazzi" era scritta da Alfredo Castelli, se non erro. Forse, Pier Luigi potrebbe descriverla o addirittura postarne una vignetta, se lo vorrà. La pubblicherei di sicuro.

Per Andrea Leggeri: non sono certo che Pier Luigi abbia citato Provolino nel suo libro; gli ho parlato del fatto che in una storia, disegnata da Pier Luigi Sangalli, era presente un gruppo di partigiani. Credo che fosse a causa di un viaggio nel passato. Mi dò da fare per rintracciarla, magari chiedo allo stesso Sangalli, che vedrò fra qualche giorno a Milano. Coraggioso e "stranissimo", insolito, parlare del nostro passato non condiviso negli anni Settanta in un fumetto per ragazzi, ma così è.

Un decennio prima, Kolosso aveva vissuto un'avventura del genere in una Napoli in rovina, conclusasi con la morte di un ragazzino eroico, fatto fuori dai nazisti. Episodi come quelli della "fiction fumettistica" di Kolosso (personaggio avventuroso ma anche comico) erano accaduti nella realtà un ventina di anni prima. C'è qualcuno, adesso, che si sentirebbe di realizzare un fumetto per ragazzi su questi temi, al di là della stampa cattolica (l'ha fatto più volte "Il Giornalino"; e poi...)?

Salutoni, che il dibattito continui!

;-)

Con la macchina del tempo ho visto...

Proprio mezz'ora fa, su Rai Educational (parabola) ho visto lo show del 1968 "Vengo anch'io", con Enzo Jannacci. Sul finale, c'è stata la prima apparizione di Provolino in TV, maneggiato da Raffaele Pisu!

Ne parlavate, sembrava un relitto del passato ed è apparso!

Buone notizie. Poi ho girato e al TG ho sentito che "nel borsino del totoministri Marcello pera è favorito alla Giustizia".

Preferivo quell'altro, di pupazzi! Doppiato da Oreste Lionello. La realtà attuale supera di gran lunga la fantasia di quarant'anni fa. Ce ne rendiamo conto?

Grazie per il blog e per le belle vignette di Jacovitti. Gli aforismi di Mussolin visti da Jacovitti, tipo "Tanto va la gatta al lardo che ci lascia o zampetto" sono esilaranti.

Verbena

Per chi ha già letto e legge solo i post.

Pier Luigi ha inviato a me questo commento (che provvedo a integrare anche nel testo, leggermente modificato e integrato rispetto alla prima stesura).

Siccome Internet disfunziona (questa volta non a me, ma la rete è inaffidabile e le mail svaniscono nel nulla), ha inviato a me questa integrazione e non direttamente al blog,

L.

Parla Pier Luigi Gaspa:

Volevo però solo aggiungere una precisazione a quelle quattro, be', diciamo sedici righe che ti ho mandato. Infatti è vero che i fascisti di Salò compaiono all'epoca della storia su Galimberti per la prima volta. Ma ovviamente non è l'unica, anche se credo tutti gli altri esempi risalgano a tempi più recenti. Uno, forse il più eclatante, è quello raccontato da Staino in Montemaggio una storia partigiana, bel volume dedicato alla strage di Colle Val d'Elsa. Voluta, organizzata e portata a termine da fascisti italiani. Il libro è bellissimo e racconta anche ansie, timori, aspirazioni e speranze di un gruppo di giovani contadini che solo la situazione contingente aveva costretto ad armarsi. Altro che ideologie, di quasiasi genere. Facevano quasi tenerezza, con i loro sogni di un futuro migliore, senza padroni, proprietari di terre che per anni avevano coltivato senza possederle, ingrassando i grandi latifondisti. Se ciò vuol dire essere comunisti, allora certo lo erano. Ma erano soprattutto persone che aspiravano a un mondo più equo.

Detto per completezza di informazione. Certo, ci sono voluti decenni per anche solo affrontare il tema...

Mando a te queste righe per non incorrere nello stesso problema della volta scorsa. Grazie.

Provolino non l'ho citato perché non l'ho letto e nemmeno ho trovato gli estremi per inserirlo in cronologia. Se c'è un'anima pia che può colmare la lacuna, ben venga. In compenso io e Niccolai abbiamo citato un Biffo partigiano (!) dell'immediato dopoguerra. Purtroppo anche questo senza averlo potuto leggere, ma soltanto conoscendo gli estremi della pubblicazione.

Molto bene! :-)
Ovviamente siete su afNews, oggi.

Grazie, Gianfranco!

E non è finita!
Pier Luigi inserirà nelle prossime ore anche un post sul fumetto di Alfredo Castelli che riguarda la Repubblica di Salò.
I disegni sono del grande Mario Uggeri, che alcuni dei nostri lettori ricorderanno soprattutto per la serie western di "Rocky Rider" (se ne è parlato mesi fa in questo ormai elefantiaco e tentacolare blog).

L.

Salute, se gli Stati Uniti avessero invaso il Messico. Se la Francia avesse occupato l'Algeria. Se l'Australia avesse dichiarato guerra alla Papua Nuova Guinea.

La memoria non racconta la verità.Seleziona solamente ciò che le va, fa sembrare sempre il più bello il prima del poi,un passato mitico che non torna mai, ma il presente è l'unico tempo, questo istante, questo momento.
Chi soffriva di depressione elettorale, come Roberto, non come Lele, non ha votato. Sarà depresso anche ora. Lettura consigliata: "Microfisica del potere", di Michel Foucault (Einaudi).
Al solito: la violenza non si sconfigge con la violenza.

Non porta a nulla il pestarsi i piedi vicendevolmente invece di guardare avanti alle violenze reali che esistono: visibili e non visibili, percepibili e non percepibili, in ogni luogo. E che comunque sono sempre vissute con un insieme di rabbia-dolore-disagio e di vergogna e senso di colpa per quanto si subisce e non si riesce a contrastare.

Se il Giappone avesse annesso la Manciuria. Se l'Italia tornasse di nuovo in Libia con le cannoniere. Se la minestra fosse scotta, salteresti lo stesso una finestra, Mirella?
Ad una veloce lettura dei tarocchi rispetto ai fumetti di cui parlate nel blog questo vorrebbe dire: “Ehi bello! t'hanno fatto fuori. Incomincia a cercarti il dentista in Ungheria perchè quello italiano ti costa troppo!”
Se mio nonno avesse i cingolati rotolerebbe lo stesso giù dalla china?
Il presente sta succedendo,va goduto, gustato, annusato, mangiato. Il presnte sta succedendo, non lasciato, perduto, rimpianto, sognato.
Sapete, abbiamo con questo governo ben sei ministri donne di cui due "con portafoglio". Quando mai è successo? Ed ora le contestiamo punto e basta perché fanno parte del potere??? Ma quale potere se è sempre in bilico, votazione dopo votazione? La fronte è un pezzo di osso piatto, la parte meno dolorosa della testa (anche a calcio se prendi bene la palla con la fronte non ti fai nulla per quanto il cross sia forte) e ben piantato mentre il naso è cartillagine quindi molliccia, praticamente non ti fai niente.
Se tutto questo fosse successo nell'anno delle Olimpiadi negli Stati Uniti, in Francia, in Australia, in Giappone, in Italia. Le Olimpiadi si sarebbero tenute lo stesso in questi Paesi?

Saluti, rispondetemi!

Solo i dodicenni hanno l'ingenua certezza che tutto è bianco o tutto è nero. C'era una volta un paese dove i treni arrivavano in orario ma poi la gente veniva ammazzata, umiliata, deportata.
Ora abbiamo sei ministre ma voglio avere l'ingenua speranza di non vedere più gente umiliata, censurata, non integrata e non rispettata.
La Storia, poi, si riscrive, è vero. Ad uso e consumo di chi ha la possibilità di farlo.
E a volte si riscrive il Presente, ad uso e consumo.

****
Luca, salutami Sangalli, uno dei miei principali "maestri" e ispiratore! :)

Giuro, non intervengo più. Ma devo aggiungere una ulteriore precisazione: il lavoro di ricerca vero e proprio, nonché di raccolta dei materiali è opera di un noto appassionato di fumetti pistoiese, Luciano Niccolai; figlio di un partigiano del Comitato di Liberazione Nazionale di Pistoia, Luciano ha accomunato la passione per i fumetti a quella trasmessagli dal padre per i valori della Resistenza e nel corso degli anni ha cercato tutto ciò che mettesse in relazione le due cose. Il risultato è una mole notevole di materiale (non certo in confronto a quanto pubblicato a fumetti nel frattempo, però!). Detto materiale il sottoscritto lo ha letto, analizzato e riportato in un testo che cerca di tracciare un profilo storico dell'argomento. Nel frattempo qualcosa ho trovato anch'io a integrazione del materiale. Luciano ha inoltre stilato non una ma due distinte cronologie che riportano il materiale reperito (certamente non esaustivo, ce ne rendiamo conto): una prettamente storica, in rigoroso ordine di apparizione, e una per argomenti. Sia detto a onore e merito di Luciano, senza il quale questo piccolo libro probabilmente non sarebbe mai nato.
E speriamo che l'auspicio di Luca sulla imminente pubblicazione si avveri presto.

Ecco cosa ha detto Vittorio Sgarbi, ormai è lui di turno. Le sue menzogne televisive sono facilmente smentibili. Pazzesco, ch ancora lo facciano comparire, come quando serviva screditare i giudici e veniva inviato in TV, gli si lasciava uno spazio quotidiano per formare l'opinione pubblica affinché si forasse negli italiani l'idea che VARI processi politici in corso fossero pure persecuzioni. In attesa delle prescrizioni (che poi sono avvenute).

Non si sono accorti gli italiani di come venivanto rintronati?
E oggi: alcune recenti falsità di Vittorio Sgarbi:

1) Biagi non è stato cacciato (Falso)
2) Il “Giornale” non ha finanziamento pubblico (Falso)
3) Biagi ha scritto un libro su Romiti (Falso)
http://it.youtube.com/watch?v=DJXC94Gk6tk

Mons.Tonini su Biagi: “l’hanno ucciso”, “gli hanno fatto una cosa che non è degna degli esseri umani”
http://it.youtube.com/watch?v=LeUQAb-y5dc

Valerio

Aggiungo quanto segue (e saluto tutti):

Enzo Biagi in diverse occasioni dice che è stato cacciato
http://it.youtube.com/watch?v=P-g1hR0kGko

http://it.youtube.com/watch?v=PKhNsq_a3ag

Biagi telefonava a Travaglio e gli chiedeva se avesse bisogno di soldi per far fronte alle citazioni in giudizio: http://it.youtube.com/watch?v=le-dZGsg77I

Biagi: Vittorio, non dire bugie
http://it.youtube.com/watch?v=CNxZmkucn0M


V.

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