DUCCIO GALIMBERTI DEVE MORIRE! di Pier Luigi Gaspa
Quello che segue è il brano del mio libro che riguarda Duccio Galimberti. Il lettore del post precedente chiedeva notizie e mi sembrava opportuno dargliele.
Aggiungo solo che si tratta di una storia scritta da Alfredo Castelli e disegnata da Mario Uggeri, apparsa sul Corriere dei Ragazzi n. 17 del 29 aprile 1973 (e non 1972, come scritto in precedenza. La memoria si sa, tende a fallare con l'età. Stavolta avevo sottomano il testo e ho verificato).
A queste ne seguirono per la cronaca altre due, Il Dottor Battaglia, testi di Piero Selva (Mino Milani), disegni di Ferdinando Tacconi, apparsa nella serie Il fumetto della realtà, sul n. 16 del 20 aprile 1975; ultima, La beffa del teatro Goldoni, testi di Piero Zanotto, disegni di Giorgio Trevisan, sempre per la serie Il fumetto della realtà, appare sul n. 17 del 25 aprile 1976.
Quest’uomo deve morire racconta la morte di una delle figure simbolo della Resistenza, Tancredi Galimberti, nome di battaglia “Duccio”.
Torino, 1944. Al comando della guarnigione tedesca, sotto l’infausto vessillo della croce uncinata, un ufficiale nazista estrae una foto dallo schedario. Ritrae un uomo come tanti… aria da impiegato, stempiato, barbetta ben curata…
“È lui! Quest’uomo deve morire! È un nemico della nostra causa, un traditore! Si chiama Tancredi Galimberti… è il capo delle formazioni “Giustizia e libertà”… un brigante da strada che attacca i soldati tedeschi in nome di assurdi ideali… È un assassino! Dobbiamo ucciderlo… per il bene di tutti…”.
Galimberti scampa alla cattura fuggendo in bicicletta dal cantiere edile nel quale lavora sotto il falso nome di Antonio Garnero, e mentre arranca per le strade verso quello che crede il suo rifugio più sicuro, ripercorre alcuni momenti della sua lotta per la libertà. Ma ad aspettarlo davanti alla panetteria dove ha sede il centro segreto di smistamento dei partigiani c’è appostata una pattuglia di repubblichini, che lo arresta.
Stacco. Centallo (Cuneo), 3 dicembre del 1944.
Due ciclisti avanzano lentamente nel buio della notte. Uno è medico, e ha appena assistito una partoriente. Al sopraggiungere di una camionetta militare i due, prudenzialmente, si gettano al suolo, mentre il mezzo si ferma a pochi metri da loro. A bordo, alcuni fascisti e Galimberti.
Il patriota viene costretto a scendere. Sa bene quello che l’aspetta, ma tenta disperatamente di ribellarsi:
“ No! Non potete uccidermi senza processo… È un crimine di guerra…”.
Gli fa eco la voce beffarda e sprezzante di un repubblichino:
“Non possiamo, dici?...”
Uno sparo, un corpo che si accascia in una pozza di sangue.
“È fatta. Andiamo”.
E la camionetta si allontana a tutta velocità.
Poco dopo, i due involontari testimoni dell’esecuzione, si chinano sul cadavere:
“È Duccio Galimberti…,” dice il medico, “ non l’hanno neppure processato per ucciderlo subito. Era troppo pericoloso per loro.”
A chiudere il racconto, un ultimo, amaro commento:”
“Oggi ho fatto nascere un bimbo e ho chiuso gli occhi ad un morto… spero che per merito di questo morto, quel bimbo possa vivere in un mondo migliore…”.
Il sacrificio di Galimberti è quello di tanti altri partigiani che hanno perduto la vita durante la lotta di Liberazione, uccisi assai spesso da loro compatrioti che avevano scelto di continuare a servire un regime ormai agonizzante e ostaggio dei nazisti.
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In questo breve fumetto, infatti - ed è la prima volta in tutti gli albi che abbiamo preso in esame fino a questo momento - il ruolo di carnefici è interpretato da militi fascisti della Repubblica di Salò, come avvenne nella realtà storica. I “Repubblichini” ebbero infatti parte spesso attiva nelle carneficine che hanno segnato il cammino della Resistenza, ma di tale ruolo, almeno a fumetti, campo al quale ci limitiamo, non si parla, preferendo i “soliti” nazisti, soprattutto se “SS”, per noi certo emotivamente coinvolgenti, ma anche più asettici, in quanto comunque stranieri.
Purtroppo, invece, tale complicità esistette, e non si può sottacere. Perché se è vero che la ferita di un popolo diviso a metà non si è ancora del tutto rimarginata, sessant’anni dopo l’epilogo di quei tragici eventi, è anche vero che, pur nel rispetto delle diverse posizioni, non si devono dimenticare il ruolo e le responsabilità di tutti coloro che vissero quel momento storico e parteciparono agli avvenimenti che lo caratterizzarono.
Per guardare al futuro con più serenità e con la piena consapevolezza che comunque siamo tutti figli di quei giorni.
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grazie mille! spero di poter leggere anche la storia integrale - per quanto tema che, in futuro, quell'approccio ad una vicenda della Resistenza possa diventare sempre più scomodo.
Scritto da: paolo beneforti | 04/05/2008 a 09:44
Ciao! Quello che sto per comunicarvi cade a fagiolo rispetto ai post di questi ultimi giorni; a Torino dal 5 maggio al 2 giugno in piazza San Carlo...
Dalle matite di 12 illustratrici piemontesi prendono vita altrettante tavole che interpretano gli articoli della Costituzione Italiana e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani in occasione del loro sessantesimo anniversario.
La mostra fa parte del progetto "2008 - Un anno per i diritti", calendario di eventi curato dal Museo insieme ad associazioni umanitarie, enti pubblici ed istituzioni culturali del panorama cittadino consultabile qui
"Decidere di curare una mostra sui diritti è una responsabilità immensa. Quando mi hanno chiesto di farlo, mi sono domandata, prima di tutto, come devono essere espressi i diritti e mi sono resa conto che i ragazzi di oggi, conoscono poco la costituzione e la carta dei diritti. Ho deciso di accettare questa sfida, cominciando a scegliere, così, dodici illustratrici che potessero rendere chiari i diritti che tutti dovremmo conoscere e applicare.
Perché illustratrici e non illustratori? Perché le persone che, in qualche modo, sentono mancare i loro diritti, sono nella maggior parte dei casi, proprio, donne e bambini e quindi chi meglio di un gruppo di dodici signore che illustrano in modo preponderante per l'editoria per l'infanzia, potevano avere la sensibilità per provare a raccontarli attraverso le immagini?
Le dodici illustratrici hanno in comune, il fatto di essere donne, ma ognuna di loro ha maturato un suo stile dato dalla propria personalità e dall'unicità del proprio percorso lavorativo. Lo noterete guardando le immagini della mostra, sperando di riuscire nell'intento di sottolineare la straordinaria attualità dei diritti e degli articoli più importanti della nostra Costituzione".
Questo dice Anna Parola, curatrice della mostra
La mostra è realizzata dal Museo Diffuso
in collaborazione con Ega Editore e la Libreria dei Ragazzi di Torino
Con il patrocinio di:
Città di Torino
Provincia di Torino
Regione Piemonte
Con il sostegno di:
Città di Torino
Consiglio Regionale
GTT
PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA E DEL LIBRO ILLUSTRATO
domattina, lunedì 5 maggio alle 11
sala conferenze del Museo
corso Valdocco 4/A
Intervengono:
Ersilia Alessandrone Perona, Presidente del Museo Diffuso
Fiorenzo Alfieri, Assessore alla Cultura della Città di Torino
Ilda Curti, Assessore alle Politiche per l'Integrazione della Città di Torino
Luigi Saragnese, Assessore all'Istruzione della Città di Torino
Anna Parola, curatrice della mostra
INCONTRO ALLA FIERA DEL LIBRO
LA SFIDA DEI DIRITTI
lunedì 12 maggio alle 12,30
Torino Lingotto Fiere
Intervengono:
Anna Parola, Guido Vaglio e le illustratrici Irene Bedini, Lorena Canottiere, Anna Cola, LauraCrema, Anna Maria Curti, Silvia Forzani, Cinzia Ghigliano, Gabriella Piccatto, Petra Probst, Susanna Teodoro, Ilaria Urbinati, Stefania Vincenti
Nel corso dell'incontro verrà presentato il libro Diritti in bella mostra (EGA Editore)
a cura del Museo
Ciao a tutti e a tutte!
Wanda
Scritto da: Wanda W. | 04/05/2008 a 19:19
Sentite questa. Nell’ambito della ricca rassegna curata dall’Istituto Italiano di Cultura a Bucarest, inaugura il 5 maggio la mostra dei fumettisti italiani Baronciani, Costantini, Neri e Squaz. Curata da Elettra Stamboulis ed ospitata all’interno della sala espositiva della centralissima Libreria Carturesti, è la prima mostra di giovani autori italiani, provenienti dal cosiddetto mondo underground, in Romania.
La rassegna Italia Underground è sicuramente un’intelligente operazione culturale che sfata l’immagine da “Sopranos” che spesso viene diffusa del nostro Paese: ne emerge un’Italia diversa, inquieta, meno patinata, ma sicuramente più vera. La rassegna dura da aprile a giugno e prevede film, incontri, mostre e musica.
Le 40 tavole originali esposte saranno un’occasione di avvicinamento ad un mood narrativo ancora tutto sommato sconosciuto nel Paese ospite. In Romania difatti il fumetto è tutt’ora inesplorato, le traduzioni rare e il pubblico … inesistente! Esiste la vignetta satirica e un’ottima scuola di illustratori, ma il fumetto d’autore e il romanzo disegnato sono assenti dalle categorie editoriali. Ci sono esperienze d’avanguardia, come la rivista “Hard Comics”, che è stata ospite al Festival Komikazen 2007 organizzato da Mirada a Ravenna, ma ancora la nona arte stenta a trovare la sua strada.
Squaz e Costantini terranno inoltre, il 12 e il 13 maggio, presso la sede dell’Università Nazionale di Belle Arti (Str. G-ral Budisteanu, n. 19), un workshop aperto al pubblico e agli studenti.
Note biografiche e riferimenti bibliografici di Una storia a fumetti, Alessandro Baronciani, Black Velvet edizioni
"Una storia a fumetti" raccoglie il risultato di un esperimento editoriale durato cinque anni: Alessandro Baronciani ha infatti scritto, disegnato, fotocopiato queste storie, inviate ai propri lettori esclusivamente per posta e solamente per abbonamento. Erano gli stessi lettori che diffondevano, tramite il passaparola, la notizia dell'esistenza di questa pubblicazione, facendo arrivare la tiratura di questa autoproduzione, a metà strada tra il "shojo manga" e la tradizione popolare italiana del fumetto pocket a due immagini, a diverse centinaia di copie a numero. In questo scambio reciproco, i lettori diventavano, attraverso le lettere che scrivevano ad Alessandro, una parte della storia, descrivendo le loro esperienze e spesso diventando personaggi loro stessi, modificando i finali, e lasciando in sospeso le storie ogni volta che dovevano essere vissute per poter essere poi in seguito raccontate. In questo modo si era instaurato un rapporto diretto, lineare, senza il filtro dei negozi o delle distribuzioni. L'edizione Black Velvet riunisce in questo libro, oltre alla ristampa completa delle storie, anche nuovi episodi inediti mai pubblicati prima, che arricchiscono ulteriormente questa narrazione piena di sospensioni e sottintesi, in cui la trama si perde attraverso le relazioni dei personaggi, cercando di raccontare quelle situazioni che in una storia vengono spesso dimenticati: i silenzi, i momenti dove le cose cambiano veramente.
Alessandro Baronciani ha 30 anni.
Illustratore e fumettista, lavora a Milano e a Pesaro.
Ha iniziato più di cinque anni fa disegnando e spedendo storie a fumetti tramite posta alle persone che si abbonavano, un piccolo esperimento mai visto prima nel campo dell'editoria. Contemporaneamente, porta avanti anche l'attività musicale del suo gruppo hard-core, gli Altro.
http://www.mirada.it
www.galleriamirada.com
Scritto da: Mirada | 04/05/2008 a 19:39
Non è un caso che si parli di rigurgiti fascisi, o nazisti, a Verona, la città delle ronde contro i clandestini, un gruppo di nazi ha ammazzato un ragazzo il giorno del primo maggio!
Sarà un caso?
Il bello è che ci tocca sentire al tg5 che erano solo dei simpatizzanti di estrema destra, bravi ragazzi di buone famiglie, e che non l'hanno ammazzato per motivi politici, ma solo ed esclusivamente per avergli negato una sigaretta.
Se non me l'avesse detto un'amica come stavano le cose, e che a Controradio si era invece detta l'estrazione polica degli assassini, avremmo dovuto aspettare stasera, o forse una parte dei giornali di domani, per sapere una traccia di verità.
Scusate se mi sto sfogando, ma qui non stiamo più scherzando. Temo che sia solo l'inizio.
E comunqye, non si possono ascoltare tutte queste cazzate ogni giorno.
I giornali servono solo quello scopo. Le TV lo stesso... E il presidente della Camera (già segretario del Movimento Sociale Italiano, formazione neofascista - e provate a negarlo, dato che lo riconoscevano i loro stessi iscritti - appartenente allo stesso partito del sindaco di Roma, ha detto che sno più gravi le intolleranze alla Fiera del Libro di Torino!
Ecco cosa riporta l'ANSA:
INI: PIU' GRAVI EPISODI DI TORINO, E SCOPPIA POLEMICA
ROMA - Gianfranco Fini da 'Porta a porta' condanna l'episodio di violenza che ha portato alla morte del giovane picchiato dai naziskin a Verona. Il presidente della Camera denuncia 'un malessere profondo, per una carenza di valori' e invita la politica a 'non rinunciare ad avere un ruolo pedagogico'. Nel ricordare che An ha annunciato 'tolleranza zero' contro la criminalita' degli immigrati ma anche in casi come questo, Fini ha definito pero' piu' gravi 'gli scontri anti-israeliani a Torino'. E scoppia la polemica.
"Si tratta di fenomeni -spiega Fini- diffusi non solo in Italia e non solo colorati da funeste ideologie e che dimostrano carenza di valori di riferimento. Parliamo di giovani privi di esempi, di volontà positiva, di ancoraggio, che spesso fanno riferimento al branco e nove volte su dieci sono dei vili, incapaci di affermare la propria personalità, spesso pieni di sostanze stupefacenti e alcol". "La società deve interrogarsi - aggiunge il presidente della Camera - sul ruolo della scuola, della famiglia, ma anche della tv e del cinema".
E ancora:
PDCI: DA FINI SPECULAZIONE POLITICA
"Nel momento in cui tutti dovremmo piangere la morte di un ragazzo, unirci al dolore della famiglia e chiedere la massima punizione per gli assassini, assistiamo invece ad una serie di basse speculazioni politiche. Tra queste la più grave è certo quella del Presidente della Camera che assolve i picchiatori fascisti e si prepara a scatenare nuove repressioni violente come quelle che egli comandò a Genova nel 2001". E' questa la reazione di Iacopo Venier del Pdci. "Siamo di fronte all'evidente tentativo di depistaggio con cui la destra al governo cerca di deviare l'attenzione delle sue evidenti collusioni con gli ambienti neonazisti in cui è maturata la catena di aggressioni culminata con la morte di Tommasoli. Criminalizzando la manifestazione di Torino si tenta di rilanciare un clima di tensione che giustifichi la repressione. E' un terribile gioco che conosciamo molto bene e noi del PdCI lavoreremo perché nessuno cada in questa trappola". A Venier fa eco un altro esponende del Pdci, Pino Sgobio. "Vista la sua cultura politica, evidentemente Fini - afferma Sgobio - è in imbarazzo su quanto avvenuto a Verona. Non ci sono parole al commento del neo presidente della Camera. Ben altro dovrebbe essere il suo ruolo. Non ci sono e non ci possono essere paragoni che reggono. Il negazionismo di Fini, in questo caso, fa male alla cultura democratica del nostro Paese".
Io sono anticomunista da sempre, ma questa volta sono d'acordo con questo tal Sgobio, che almeno dimostra un po' di razionalità e di umanità.
Marikka
Scritto da: Marikka | 06/05/2008 a 00:05
Non so quanto sono OT,, ma insomma, per tutto il mese di maggio potete continuare a firmare per i referendum del V2-Day.
Per andare alla pagina in cui i link sono attivi, clic sul mio nome e vi si aprirà, e potrete navigare.
Vi scrivo la mappa di tutta Italia per questa settimana.
Banchetti allestiti per mercoledì 7 maggio: Palermo
Banchetti allestiti per sabato 10 maggio: Alessandria, Altavilla Silentina, Arzano, Bologna, Brescia, Brindisi, Casalnuovo di Napoli, Castellana, Cesena, Chiavari, Corte Franca, Enna, Faenza, Ferrara, Forlì, Genova, Impruneta, L'Aquila, Lavagna, Mantova, Padova, Pesaro, Pistoia, Prato, Procida, Putignano, Reggio nell'Emilia, Teramo, Torino, Trento, Udine
Banchetti allestiti per domenica 11 maggio: Altavilla Silentina, Andria, Arzano, Bergamo, Caltanissetta, Castellammare di Stabia, Castellana, Chiavari, Chioggia, Empoli, Genova, Genova, Orzinuovi, Pesaro, Piedimonte Matese, Pietrasanta, Prato, Procida, Putignano, Rivoli, Soleto
Tutti i giorni puoi firmare negli uffici dei comuni di: Abbiategrasso, Alba, Alessandria, Altamura,Altavilla Silentina, Aosta, Arese, Arzignano, Bagnacavallo, Bari, Bastia, Bergamo, Bologna, Bologna, Busto Arsizio, Campobasso, Carate Brianza, Calderara di Reno, Casalecchio di Reno, Castelfranco Veneto, Castel Maggiore, Catania, Chiavari, Chieri, Chieti, Chioggia, Cividale del Friuli, Diano Marina, Empoli, Enna,Faenza, Fagnano Castello, Feltre, Ferrara, Firenze, Fiumefreddo Bruzio, Fiumicino, Forlì, Fossano, Genova, Genova, Imola,Imperia, Impruneta, Ischia, L'Aquila, Lavagna, Legnano, Lentate sul Seveso, Livorno, Loiano, Lugo, Mantova, Matelica, Mesero, Milano,Monghidoro, Monterenzio, Monzuno, Nettuno, Novara, Novi Ligure, Paese, Pegognaga, Pesaro, Pianoro, Pietrasanta,Pistoia, Pomigliano d'Arco, Prato, Procida,Putignano, Reggio di Calabria, Rivoli, Roma (municipi VI, XI, XVII, XIX), Roseto degli Abruzzi, Rubano, Sala Consilina, Saronno, Savona, San Giovanni in Persiceto, San Lazzaro Di Savena, Sasso Marconi, Senigallia, Sogliano al Rubicone, Soleto, Teramo, Tortona, Trento, Tricase, Trieste, Udine, Velletri, Viareggio, Vicenza, Vigevano, Volta Mantovana, Zola Predosa
Ecco qua!
Scritto da: Sakomo Sa | 07/05/2008 a 01:10
Ciao,
uno dei demeriti del pessimo governo appena formato, che ha accenti ridicoli e pittoreschi, se non fossero purtroppo attribuiti ai nostri governanti, quelli che cioè ci tratteranno come sudditi nei prossimi (spero brevissimi) tempi, è che in televisione hanno cominciato a comparire a tappeto delle pessime facce, vomitevoli, dalle quale speravo di essermi definitivamente liberato con il BUON governo Prodi, del quale troppo male si è parlato.
Le persone sagge sanno quanto ha ben lavorato. I superficiali in mala fede, vale a dire la maggioranza degli italiani, quelli che si sono spappolati il cervello di coca e di paura in questi anni di berlusconismo sfrenato, lo hanno denigrato. E giustamente apprezzano quelli che più gli assomigliano: ggli impresentabili di centro destra che al primo posto mettono il disprezzo per la cultura.
Adesso, questi continueranno a depredarci e a "fare i fascisti", il clima che si è instaurato l'abbiamo già visto, sia a Roma che a Verona.
La Resistenza è oggi, cari ragazzi, non è un atto del passato.
Il merito di questa nuova setta è quello di averci definitivamente convinto a non accendere più la televisione. A non pagare il canone, a stare il più possibile lontano dai predoni, in modo, quantomeno, di non osservarli mentre compiono il loro sporco lavoro.
Distinti saluti,
Max Zardo
Scritto da: Max Zardo | 09/05/2008 a 00:43
Per amor di precisione: Duccio Galimberti non fu assassinato a Centallo, bensì a Tetto Croce, che - pur nei pressi di Centallo - è frazione del comune di Cuneo. Leggerà Gaspa questo intervento?
Scritto da: Willi | 10/05/2008 a 02:03
Certo che lo leggerà, Willi! Grazie, glielo segnalo io.
Ma tu come fai a sapere tutte queste cose?
E' un posto vicino a dove abiti tu, immagino!?
Buonanotte, dalla spiaggia degli antipodi.
L.
Scritto da: Luca | 10/05/2008 a 02:05
:o) Certamente, a qualche km... Sono passato davanti al luogo dell'assassinio (al confine, come dicevo, tra i comuni di Cuneo e di Centallo) proprio ieri pomeriggio, ed è in previsione del mio "viaggio di controllo" che ho aspettato fino alla scorsa notte prima di postare la mia precisazione.
Scritto da: Willi | 10/05/2008 a 15:15
Letto, of course! Quello riportato è ovviamente il testo della storia di Castelli e Uggeri, anche se devo dire che svariate fonti riportano Centallo come luogo della morte di Galimberti. Grazie per la precisazione. Mi viene un dubbio, però: Potrebbe darsi magari che nel frattempo siano cambiati i confini fra comuni, frazioni , ecc. ecc.? Chissà! Lo terremo comunque presente, anche se l'importanza di quella storia non risiede tanto nei particolari, per quanto importanti quanto nel fatto stesso che è stata realizzata e ha raccontato ciò che è avvenuto. Grazie ancora.
Scritto da: Pier Luigi Gaspa | 10/05/2008 a 17:41
E' vero, anche biografie ultradocumentate come quella di Paolo Fossati riportano Centallo; ed è vero che i confini potrebbero essere cambiati, naturalmente. Si tratta di un punto sotto un albero di fianco alla strada (prati a destra e a sinistra) sicuramente più vicino a Centallo che a Cuneo... Ovvio che si tratta solo di un dettaglio: ma siccome si tratta di un eroe di casa, e siccome sono un maledetto pignolo... anzi, a questo proposito ho letto da qualche parte che la dizione esatta del luogo sarebbe "Tetto Croce di San Benigno", ove la frazione è San Benigno e Tetto Croce è soltanto una sorta di dépendence a qualche centinaio di metri. Questa noiosa pedanteria volevo risparmiarvela, visto che tra l'altro non sono in grado di confermarla, ma già che ci sono...
Scritto da: Willi | 10/05/2008 a 18:49
Mi son permesso di risegnalare questo intervento, oggi su afNews. Inoltre mi paicerebbe metter ele mani sul libro di Gaspa e Niccolai cui ho accennato sempre oggi su afNews... Hai idea di dove si possa trovare?
Scritto da: Gianfranco Goria | 25/04/2009 a 12:05
C'è da innamorarsi di Nichi Vendola
Scritto da Angelo Maria Perrino su www.affaritaliani.it
C'è da innamorarsi di Nichi Vendola. Da restare politicamente affascinati dal suo progetto di Sinistra e Libertà: "Non un partito, ma un partire", scherza con le parole, come ama fare da appassionato filologo ("bisogna giocare con le parole per evitare che le parole giochino te").
C'è da guardare con attenzione alla sua idea di portare dentro questa "sinistra schiantata", che "vive di piccole storie" le "differenze da vivere come un dono".
C'è da seguire il percorso di questo cinquantenne barese iscritto sin da giovanissimo alla FGCI e al Partito Comunista Italiano, laureato in lettere con una tesi su Pier Paolo Pasolini, poeta egli stesso ed ex giornalista dell'Unità.
Per l'argomentare efficace ma anche forbito di questo ex parlamentare Ds dichiaratamente gay ma di formazione cattolica, promotore e fondatore dell'associazione Arcigay e della Lega italiana per la lotta contro l'AIDS (Lila).
Di quest'uomo diverso (ora porta una fedina oltre che sull'orecchio anche sul pollice destro), che dice di voler unire, come in America Latina, la radicalità della sinistra di lotta con la concretezza della dimensione di governo. E offre come curriculum l'esperienza di quella regione Puglia che sotto il suo governatorato (epica la sconfitta che inflisse al detentore del titolo, il Governatore di Forza Italia Raffaele Fitto) e diventata la prima regione italiana per la produzione delle energie alternative. E ha convinto l'Ilva di Taranto ad abbattere le emissioni inquinanti che hanno fatto della città delle cozze un concentrato di diossina rispetto alla quale Seveso è un'oasi del Wwf.
Ascoltiamolo, in questa video-intervista ad Affaritaliani.it.
Nelle sue critiche al Pd,un progetto che, mescolando "il diavolo e l'acqua santa" è "segnato", a causa del suo governismo, della sua subalternità, delle sue troppe ambiguità, in economia e sui diritti civili. Studiamolo, questo pugliese che si definisce "figlio dell'amore per Gramsci, Berlinguer, Tommaso Fiore, Gaetano Salvemini e i grandi riformisti meridionali. Ma anche di Sandro Pertini, Laura Conti e l'ecologismo politico.
Affascinato perfino da "culture e storie fuori dal recinto del nostro cantiere", come, ad esempio quella di un altro politico pugliese, Aldo Moro, con la sua idea di un Sud "non porzione lamentosa ma punto di contatto tra Europa e Mediterraneo".
O quella, fondamentale nella trasformazione della destra italiana ("avevo amicizia per lui, gli avversari vanno studiati, con i loro sistemi di potere e le loro formule egemoniche, specie quando hanno successo") di un altro pugliese doc Pinuccio Tatarella.
Per ascoltare l'intervista a Nichi Vendola, andare su:
http://www.youtube.com/watch?v=fzfswMdqTWY
Scritto da: Lara M. | 27/04/2009 a 18:59
Bene, caro Gianfranco, la tua segnalazione su afNews di questo vecchio articolo ha scatenato la necessità di riproporlo oggi, dato che alla luce di dichiarazioni e diatribe recenti (fra cui il supposto cambiamento di nome alla festa della Liberazione e la sua strumentalizzazione a fini elettorali degni del peggior peronismo) contiene già, nelle sue righe, una risposta anticipata ai movimenti di chi vorrebbe equiparare in una visione astorica e conciliatoria chi combatteva contro il nemico oppressore e chi invece vi si era alleato contro i suoi stessi fratelli italiani.
Il revisionismo storico, a favore dei ricchi oligarchi che vogliono cancellare le loro stimmate, è sempre in agguato e va riconosciuto e combattuto.
Sono certo che che c'è chi vorrà aggiungere note, commenti e precisazioni.
Nei prossimi giorni parleremo anche di un fumetto nuovo sul tema, quello presentata a Napoli Comicon il 25 aprile da Alina e da Maurizio Ribichini e che ha visto all'opra un gruppo di giovani sceneggiatori e disegnatori.
Ciao a tutti,
Luca
Scritto da: Luca Boschi | 28/04/2009 a 15:54
Questo era il Comunicato N. 203 del 23-04-2009 del Comune di Pistoia, in merito al libro di cui si parla... Era pieno di errori e storpiature (complimenti all'Ufficio Stampa del Comune di Pistoia!!!) che ho provveduto a correggere, almeno quelli che ho trovato senza nemmeno doverci riflettere. Perfino il nome dell'autore (ma insomma, un po' di attenzione!!!).
FESTA DELLA LIBERAZIONE: LA RESISTENZA RACCONTATA A FUMETTI
Venerdì 24 aprile alle 19 nell’auditorium Tiziano Terzani della biblioteca San Giorgio di Pistoia verrà presentato il libro "Per la libertà. La Resistenza nel fumetto" (Settegiorni Editore, 2009).
All’iniziativa parteciperanno il sindaco di Pistoia Renzo Berti e gli autori del volume, lo storico dell’immagine Pier Luigi Gaspa e il collezionista di fumetti Luciano Niccolai.
Nel libro si evidenzia come il fumetto ha raccontato la Resistenza dal dopoguerra ad oggi, un genere poco conosciuto, che ebbe inizio nel 1944 prima della fine del secondo conflitto mondiale.
La prefazione del volume è affidata allo storico della filosofia Giulio Giorello, mentre l’introduzione è del pistoiese Luca Boschi, massimo esperto di fumetti in Italia e direttore del festival "Napoli Comicon". I testi sono di Pier Luigi Gaspa che si basa sulla collezione di fumetti di Luciano Niccolai di Pistoia, che ha raccolto con passione nel corso degli anni le storie disegnate che parlano della Resistenza.
Niccolai, figlio di Dino, partigiano della formazione "Libertà", è tra i pochi collezionisti di questo genere in Italia.
Tra i primi fumetti che hanno per protagonisti i partigiani e la lotta di Liberazione troviamo, "Albi e Libertà" pubblicato a Napoli, i cui autori sono Molmac e Paolo Coppola.
Le altre testate e storie ricordate nel volume sono "Il Pioniere", settimanale a fumetti del Partito Comunista italiano, "Il Corriere dei piccoli", "Intrepido" (con "Cuore Garibaldino"), "Pam il partigiano", "Pinotto e Pinolo", un bambino figlio di un partigiano e il suo cane Pinolo.
Si parla anche dell’avventura di Gennà e Carulì, orfani di Montecassino, scampati al bombardamento della città laziale, che salvano due partigiani prima della loro cattura. Nel testo si ricorda inoltre l’umorismo del fumettista Attalo, al secolo Gioacchino Coalizzi, che con il suo personaggio "Gagà" mette alla berlina quanti dopo la fine della seconda guerra mondiale e della lotta di liberazione, si accodarono al carro dei vincitori spacciandosi per partigiani.
Nel libro si parla anche dei massimi disegnatori italiani di fumetti tra i quali Guido Crepax, Hugo Pratt, Sergio Staino e Alberto Pagliaro.
Non poteva mancare la fumettista pistoiese Valentina Ghelli, che nella metà degli anni Novanta disegnò il partigiano Andreini.
L’appuntamento rientra nell’ambito della Festa della Liberazione e fa parte di "Un anno per far vivere la Memoria", iniziativa organizzata dal Cudir, il Comitato unitario per la difesa delle istituzioni repubblicane del Comune di Pistoia.
Scritto da: Ghiga | 28/04/2009 a 16:05
La Resistenza si fa tutti i giorni.
Per esempio a chi, a Milano, pur di dimostrare ai razzisti come lui che prende i provvedimenti contro gli extracomunitari sporchi, impedisce di consumare all'aperto qualsiasi pasto.
Così, per non sembrare razzista, è costretto a emanare editti che impediscono anche ai bambini, a Milano, di leccare un gelato .
Come lo chiamate, questo?
Siamo lontani dai crimini nazifascisti, ma un bel po' di fascismo ci sta, nella testa di questa gente.
Nel frattempo, accadono cose.
Io lo sapevo che la campagna contro De Magistris, che ha sollevato un pentolone, nel quale cosche e politici (di quali partiti?) gozzovigliano allegramente, era pretestuosa, e imbastita ad arte da questi poteri anti-gente, anti-Italia, pro-élite, la stessa che vota il PdL.
Non dico che tutti gli elettori del PdL siano così, certo ci sarà una maggioranza stragrande di evasori fiscali (e questo è notorio); ci saranno anche persone perbene, semplicemente intronate, o ingenue, o disperate. Ma ci sono anche questi che "ci sono", e che vedono come l fumo negli occhi le inchieste (anche) di De Magistris.
Ma è stato scagionato. Perfino "Il Giornale", della famiglia Berlusconi, organo della perte più sordida e cieca del PdL, è costretto a riportare la notizia: "Fine dei guai per Luigi De Magistris, l’ex pubblico ministero di Catanzaro attualmente candidato alle elezioni europee con l’Italia dei valori. Ieri mattina il giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Salerno, Maria Teresa Belmonte, ha definitivamente archiviato il procedimento per rivelazione di segreti d’ufficio e abuso d’ufficio a carico di De Magistris, accusato di avere spifferato alla stampa i dettagli dell’inchiesta «Toghe Lucane», compresi i nomi iscritti nel registro degli indagati.
La querela contro De Magistris era stata firmata da una sua ex collega, il pm Felicia Genovese e dal marito di questa, l’imprenditore Michele Cannizzaro, entrambi indagati in «Toghe Lucane».
La procura di Salerno aveva chiesto l’archiviazione, i due querelanti si erano opposti. Ieri il gip ha confermato: inchiesta chiusa, De Magistris prosciolto e con lui i giornalisti destinatari delle misteriose «soffiate». Non c’è la minima prova, secondo il gip, che proprio De Magistris abbia raccontato in giro i dettagli della sua indeccetera."
Chiaro, no? Gli indagati cercano di bloccare un'inchiesta che potrebbe dar loro fastidio.
Per quale partito hanno votato costoro?
Non è una domanda retorica. Mi scandalizzerei anche se fossero di centro o di sinistra.
E vorrei proprio saperlo.
Saluti e baci.
Geroboamo
Scritto da: Geroboamo | 28/04/2009 a 20:27
Ciao, Luca. Grazie dello spazio che hai messo a disposizione. E grazie a Ghiga per le correzioni al comunicato del Comune di Pistoia... effettivamente spariva del tutto il nome di Niccolai, e non va bene.
Grazie anche a Gianfranco per la segnalazione dei giorni scorsi: niente paura, il libro sta per esserti inviato! Potrai metterci le mani quanto prima. Quella di Pistoia era una presentazione in anteprima, visto che è nato qui, ma tra poco sarà nelle librerie.
Del volume di Ribichini, peraltro, si parla abbondantemente nel nostro volume. Anzi, lo conclude proprio con un adeguato spazio. Lo merita per tutta una serie di ragioni. Compreso il fatto che vi abbia partecipato l'istituzione scolastica. Pian piano questa sembra che si stia muovendo e trovo che la cosa sia oltre modo meritoria. Il nostro stesso libro, come ben sai, Luca, è stato in un certo senso 'tarato' per la fruizione anche scolastica, con le sue schede storiche e tutto il resto che non sto adesso a ricordare.
Un saluto a tutti.
Pier Luigi
Scritto da: Pier Luigi Gaspa | 29/04/2009 a 08:39
Grazie, Pier, anche per avermi spedito la copertina, che inserirò in un altro post apposito as soon as possible.
Come vedi, anche a distanza di tempo, alcuni articoli "funzionano ancora" e suscitano commenti.
I "consultatori" del blog spesso sono nuovi e non hanno possibilità di accedere a post e commenti del passato e quindi... si comportano di conseguenza.
A molto presto, anche per accennare alla tua nuova iniziativa sulla Luna e i fumetti, con un altro libro che si collega a una complessa manifestazione (con mostra e convegni) lì a Lucca, ideata da Angelo Nencetti, con il coinvolgimento di tutta una serie di operatori...
A presto!
Lucca
Scritto da: Luca Boschi | 29/04/2009 a 12:26
Mi hanno telefonato per dirmi di questa cosa, e mi scuso per tornare alla bassa, bassissima, miseranda politica italiana, con le bassezze del Basso.
Condivido le ovvie, scontatissime, razionali e sensate parole di Franceschini (che forse i neofasci, i palestro-tatuati e le siliconate su tette e labbra non vorranno nemmeno sentirsi dire, andando a testa bassa verso lo sfascio e la nuova monarchia).
ROMA - "Berlusconi ha in mente un mondo fatto di lustrini, veline e denaro. Un mondo del tutto diverso dall'Italia vera".
Dario Franceschini risponde così ai giornalisti che gli chiedono un commento alle parole di Berlusconi relative alla sua intenzione di presentare durante la campagna elettorale le cosiddette 'veline' al centro delle ultime polemiche.
"Berlusconi è nervoso... è comprensibile che lo sia...
E' meglio non innervosirlo ulteriormente". Ironizza il leader Pd che fa riferimento alle parole di Veronica Lario aggiungendo che "preferisco attenermi alla saggezza popolare e dunque ripeto, a questo proposito, che non voglio mettere il dito tra moglie e marito".
Franceschini attacca però quella che ritiene la visione del paese da parte del leader della maggioranza: "Cosa ne sa dell'Italia un miliardario che si sposta in aereo privato da una all'altra delle sue ville?
Cosa sa della vera fatica che fanno le vere donne italiane per affermarsi nel mondo del lavoro?".
Proprio oggi il segretario del Pd ha presentato una proposta di legge popolare per favorire "la partecipazione delle donne alla vita economica sociale", che prevede diverse misure a favore delle lavoratrici, tra le quali il congedo obbligatorio per maternità dei padri.
Scritto da: Giulio Tremme | 29/04/2009 a 14:32