TOPO GIGIO MADE IN JAPAN
Chi di voi aveva mai visto prima questa roba?
Spinto dalla forze delle cose, l'ho inserita nella categoria Stracult.
Il famoso topo di Maria Perego era... famoso (appunto) anche in Giappone nel 1967, anno al quale sembrano risalire tutti questi articoli sospesi tra il kitsh sfrenato e l'ipnotico, prodotti ufficialmente (non sono tarocchi) molto tempo della sciagurata serie animata, sciroppata anche dai teleutenti italici, nella quale era considerato un alieno.
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Come si vede, con Topo Gigio, evidentemente influenzato dalle pellicole di James Bond, sono presenti in questi manga atipici (o forse si possono definire più propriamente illustrazioni in testo?) anche una sorta di Rosy, la topolina che ha una cotta per lo stesso, e una specie di Gatto Ortensio, ispirate ai pupazzi animati.
Come accadeva in Italia per qualche caso, le storie sono abbinate a dischi in vinile o altro materiale.
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Immediatamente sopra, la copertina del libro-disco col topo; cosa canterà il Gigio giapponese? La versione locale di Strapazzami di coccole? Oppure ...Ma se vedo la gruviera, scappo via e buonasera?
Qui sotto, l'allegato al libretto: il cosiddetto flessibile in plastica colorata; è un tipo di disco a 45 o anche a 33 giri che in Italia circolava come supporto economico a musiche o a registrazioni di altro tipo nel ventennio Cinquanta-Settanta, preferibilmente come allegato a giornali e rotocalchi, o come veicolo pubblicitario diffuso gratuitamente.
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Meraviglioso!
Comunque anche noi abbiamo fatto migliaia di manga all'italiana ai tempi dei vari "La Banda tv Ragazzi" , "Cartoni in tv","Noi Super Eroi" delle edizioni edierre
Ancora prima con Goldrake e Mazinga della Salani.
Sinceramente non con la stessa cura e dovizia dei Jappi che ai fumetti voglino bene.
Scritto da: saurilla | 23/02/2009 a 11:32
Meraviglioso!
Comunque anche noi abbiamo fatto migliaia di manga all'italiana ai tempi dei vari "La Banda tv Ragazzi" , "Cartoni in tv","Noi Super Eroi" delle edizioni edierre
Ancora prima con Goldrake e Mazinga della Salani.
Sinceramente non con la stessa cura e dovizia dei Jappi che ai fumetti voglino bene.
Scritto da: saurilla | 23/02/2009 a 11:33
Sono un tipo molto topo
Ma sono topo molto tipo
E le cose che vi dico
Sono tipo Topo Gigio.
Cosa dico tu lo sai,
dico: "Cosa dici mai?"
Ma se vedo la gruviera...
Scappo via e buonasera!
Questi gli immortali versi italiani, forse scritti da Peppino Mazzullo (anche voce di Richetto)...
Ciao!
Trice
Scritto da: Triceratopilla | 23/02/2009 a 19:36
Ciao, Saurilla!
Non ti ho ancora risposto nemmeno al commento sulle possibilità di ripubblicare in Italia un po' del buon vecchio Popeye.
Io ci spero proprio, in realtà.
Come sempre, i lettori di Cartoonist Globale saranno informati puntalmente sul se e quando (e come) accadrà...
Ci davamo del "tu", no?
Quanto ai finti manga giapponesi in Italia, ce ne sono stati di vari, a più riprese e gestiti in diversi capoluoghi della Penisola. Ne ho fatto un rapido quadro in una sezione di "Irripetibili", pur lasciando fuori un buon numero di informazioni e di immagini, forse un po' troppo fuori tema rispetto al senso del libro.
Ho anche molti altri stranissimi materiali giapponesi sfuggiti alla storicizzazione, Nel post con tanto di filmato sulla scorsa convention di NY si parlava del "Batmanga", per esempio. Appena riscoperto e pubblicato in volume commentato, ne metterò qualche immagine as soon as possible.
Ciao!
E ciao a Beatrice (detta Trice, e quindi con arguzia "Triceratopilla").
Mi fate schiantare, ragazzi!
Scritto da: Luca Boschi | 25/02/2009 a 01:16
uellà buonasera!!!
Cosa vedono i miei occhi mentre stavo spulciando il tuo blog, Luca: ero sicura che avresti dedicato uno spazio a questo pezzo vintage!!
A dire il vero quando l'ho visto io sono rimasta allibita: a parte l'espressione e da sveglione di topo gigio (vabbè, questa è un'impressione personale), ma il fatto che tenga una pistola in mano??? col silenziatore, per giunta, come se stesse andando a compiere uno di quei lavoretti poco puliti???? Capisco che qui reciti la parte di un novello James Bond roditore...però questo mi impressiona, proprio da un'anima candida come Topo Gigio? L'amico dei bambini?? (che come avrai capito non ho mai considerato di gran simpatia!)
Vabbè, nonostante lo stupore iniziale ho dovuto comunque cliccare sul tasto destro del mouse e salvarla nella cartella immagini per custodire questo genere di cose che non si vedono tutti i giorni!
Scritto da: Harley Green | 28/02/2009 a 20:37
"Io penso invece all'art. 40 della Costituzione: il Diritto di sciopero.
Possibile che il Baffi, uno stupido piccolo privato possa beffare così una legge che un popolo s'è data? Che un popolo ha pagato così cara: sangue, fame, guerra civile, elezioni tanto sofferte da ogni parte. E poi non è una legge qualsiasi. È quella che il Cristo attendeva da noi da secoli, perché è l'unica che ridia al povero un volto quasi d'uomo. Non gli riconoscerà ancora il potere sopra le cose. Ma almeno sul suo lavoro: di darlo o non darlo quando gli pare".
Dalla lettera di don Lorenzo Milani a don Piero
(Esperienze pastorali, pp.443-471).
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Caduta la maschera del governo:
scorciatoria autoritaria per ridurre i diritti dei lavoratori
Claudio Fava
Il governo getta la maschera e indica una scorciatoia autoritaria per ridurre i diritti dei lavoratori, a cominciare dal diritto di sciopero.
Su questa aggressione, prevista e teorizzata già con la firma separata sulla riforma dei contratti, se esiste un’opposizione degna di questa responsabilità, è tempo che faccia sentire la propria voce.
Scritto da: Giuliano | 03/03/2009 a 12:20
Ben detto, Giuliano! Con Topo Gigio, gran lavoratore dei Pavesini, c'entra poco, ma penso che agli altri possa interessare leggere LAVORATORI SENZA DIRITTO di LUCIANO GALLINO...
Il disegno di legge approvato ieri dal Consiglio dei Ministri persegue palesemente due finalità: rendere oltremodo difficile l´esercizio del diritto di sciopero nel settore dei trasporti, e in specie far sì che diventi pressoché impossibile per la Cgil indire da sola uno sciopero nel settore; aprire la strada a crescenti limitazioni del diritto di sciopero in altri settori.
Cominciamo da quest´ultimo punto.
Tutti parlano(compreso il sito del ministero del Lavoro) del provvedimento in questione come di un disegno di legge delega per la riforma del diritto di sciopero nel settore dei trasporti.
In realtà nel testo della legge delega la parola trasporti non esiste.
Sia nel titolo che in vari articoli si parla sempre di «libera circolazione delle persone» e di «diritto alla mobilità». È vero che si tratta d´una revisione della legge 146 del 1990, che in tema di tutela della libertà di circolazione menziona esplicitamente i trasporti pubblici autoferrotranviari, ferroviari, aerei, aeroportuali e marittimi.
Resta il fatto che insistendo in più punti sul diritto alla mobilità e sulla libertà di circolazione, senza mai far riferimento ai trasporti, la nuova legge amplia di molto il suo ambito di applicazione.
Infatti è possibile che libertà di circolazione venga lesa da molte altre attività che con i trasporti pubblici, i treni, gli aerei o le navi hanno poco a che fare.
D´altra parte la legge delega non fa mistero dell´intenzione di andare molto al di là del settore dei trasporti propriamente inteso.
L´articolo1, comma 2/j, prevede infatti il «divieto di forme di protesta(sic) o astensione dal lavoro in qualunque attività o settore produttivo (sic) che, per la durata o le modalità di attuazione, possono essere lesive del diritto alla mobilità e alla libertà di circolazione».
Questo articolo apre alla volontà repressiva del legislatore oggi, e domani del giudice, spazi sterminati. Gli addetti ai rifornimenti d´una nave in partenza per la Sardegna, che dipendono da una società di catering e non dalla società padrona della nave, sono in sciopero e la fanno ritardare di un giorno o due? Secondo la nuova legge, è chiaro che ledono il diritto alla mobilità dei passeggeri.
Sono in sciopero i tecnici dell´Airbus o della Boeing che dovevano fare determinate verifiche o briefing di aggiornamento, senza le quali gli aerei un certo giorno non possono partire?
La libertà di circolazione di coloro che avevano acquistato i biglietti per quel giorno risulta evidentemente compromessa. Ergo quei tecnici, pur appartenendo a un altro settore produttivo, hanno violato il divieto dell´articolo in questione(ovvero di quelli che lo trasporranno nei decreti delegati). Può davvero portare molto lontano, l´articolo 1 del ddld sulla libera circolazione delle persone, nel limitare la libertà di sciopero.
Per quanto riguarda il settore specifico dei trasporti, è chiaro che dal momento in cui il disegno di legge delega diventasse legge e poi decreto attuativo, i sindacalisti del settore, nessuno escluso, potrebbero dedicarsi ad altre incombenze. La proclamazione di uno sciopero diventa per chiunque un´impresa improba, oltre che non poco rischiosa per le possibili conseguenze sanzionatorie.
Per intanto, se vuol dichiarare uno sciopero un sindacato deve vantare a priori un grado di rappresentatività superiore al 50% «a livello di settore».
Il limite pare fatto apposta per tagliar fuori la Cgil, poiché se il limite fosse di qualche punto inferiore in diversi settori dei trasporti forse ce la farebbe.
Ma oltre all´ostacolo della percentuale di iscritti sussiste quello di stabilire quale sia il perimetro esatto di un determinato settore; compito diventato difficile per chiunque a causa della frammentazione di tutti i settori dei trasporti in gran numero di aziende aventi statuti differenti.
A norma del disegno di legge delega, quando il grado di rappresentatività sia inferiore al 50%, o non determinabile, è d´obbligo procedere a un referendum preventivo.
A una condizione: l´organizzazione che lo indice deve avere un grado di rappresentatività superiore al 20%.
Fatta una simile fatica, se mai qualcuno ci riesca, lo sciopero sarebbe sì autorizzato, ma potrebbe anche non essere legittimo. Per ricevere questo riconoscimento bisogna infatti che lo sciopero abbia ricevuto il voto favorevole del 30% almeno dei lavoratori interessati.
Non basta. Lo sciopero potrebbe essere magari votato dalla quota richiesta dalla legge, e però configurarsi ancor prima di aver luogo come un solenne fiasco.
Questo perché i contratti di lavoro o le regole da emanare in seguito dovranno prevedere nulla meno dell´adesione preventiva allo sciopero stesso del singolo lavoratore.
Per cui ecco la sequenza: prima il lavoratore vota pro o contro la proclamazione dello sciopero, oppure si astiene; poi prende atto che lo sciopero si può fare, o no; e a questo punto trasmette a qualcuno, oppure no, una dichiarazione preventiva di adesione allo sciopero stesso.
Nell´insieme, visto che l´intento del disegno di legge delega risiede palesemente nel rendere in pratica impossibile proclamare uno sciopero nei trasporti, il Cdm poteva anche risparmiarsi la fatica di varare un testo con cinque articoli e dozzine di commi e paragrafi.
Bastava una riga: lo sciopero nei trasporti è vietato.
Questa cosiddetta riforma godrà presumibilmente di un vasto consenso popolare.
Vari elementi portano in questa direzione.
L´articolo 40 della Costituzione è insolitamente striminzito e lascia tutto lo spazio alla legislazione.
La legge che regola gli scioperi nei servizi pubblici è vecchia di vent´anni.
Gli scioperi proclamati troppo di frequente da alcune dozzine di autisti di autobus o qualche centinaio di ferrovieri o piloti d´aereo o assistenti di cabina hanno recato innumerevoli disagi a moltissime persone. Però il disegno di legge in questione non ha nello sfondo questi elementi.
Ha invece tutta l´aria di prenderli a pretesto per ridurre gli spazi di libertà, di protesta, di manifestazione di gran parte del mondo del lavoro.
E´ probabilmente tardi; ma forse bisognerebbe riuscire a dire forte e chiaro al governo che per riformare l´attività sindacale nel settore dei trasporti questa strada è sbagliata.
Scritto da: Satrapo | 03/03/2009 a 13:49
Guardate che carina, questa stronzata dell'orologio industrioso!
http://yugop.com/ver3/stuff/03/fla.html
Può non finire mai...
Scritto da: Margherita | 03/03/2009 a 21:44
Noooo, ma è favolosa 'sta roba!
Per inciso quella non è "una sorta" di Rosy: è proprio lei! Almeno cosí la chiamano nella storia dell'albo - titolato "investigatore Topo Gigio - il caso del rapimento della principessa" -, incentrata sul rapimento della principessa Katherin del "regno d'Islanda"(!). Appena ho due secondi se vuoi ti traduco tutto...
Per inciso, qualcun altro ha notato, durante l'arrivo del macchinario dei cattivi, TOPOLINO che fugge?
Manuel
Scritto da: Manuel | 04/03/2009 a 16:58
Ciao, Manuel!
Grazie a nome di tutti i non asiaticizzanti, se traduci qualcosa (giusto per avere un'idea di quanto le sparano grosse)...
Se "lavorassi" a un blog o a un sito a tempo pieno avrei già messo varie altre primizie nipponiche mai viste in terra occidentale. Per esempio, ne sapevi qualcosa circa la coesistenza pacifica tra Betty Boop e Mickey Mouse (certo che avevo visto quel suo fac-simile fuggire nel primo quadro)?
Allora, scopri anche se il gatto dalla maglietta a righe è Ortensio anche in versione nipponica, come nei libri italiani editi da Mursia e nel "fotoromanzo" di Topo Gogio ospitato dal "Corriere dei Piccoli" nel 1961, prima che cominci a disegnarne le gesta in un fumetto vero e proprio il grande Dino Battaglia...
Ciao!
Luca
Scritto da: Luca Boschi | 04/03/2009 a 17:24
Ho fatto un po' di ricerchine perché il nome che compariva in alto nei credits* mi suonava troppo familiare e non ci volevo credere... ebbene, il manga è disegnato da ISHINOMORI SHOTARO, quello di Cyborg 009, proprio lui!
Verificando sul suo sito, ho scoperto che ben DUE volumi della sua opera omnia sono dedicati a Topo Gigio... non si finisce mai d'imparare. Vedere per riferimento:
http://www.ishinomori.com/title/period01_detail.html#15
Per inciso, nel cd ci dovrebbe anche essere il "drama" recitato da alcuni doppiatori della stessa storia del manga, dato che anche i loro nomi figurano nei credits.
Manuel
*eh, i nipponici nel 1966 i nomi degli autori LI METTEVANO... Mentre noi dobbiamo spesso sclerare per capire chi diavolo ha fatto cosa...
Scritto da: Manuel | 04/03/2009 a 19:21
Verissimo, Manuel!
I nomi li mettevano... Bisognava che li avessi letti. Ma ora che mi ci fai pensare, 「トッポ・ジージョ」は、イタリアで制作された同名の人形アニメーション番組をマンガ化したものである。当時人気番組であったことから小学館の各学年誌に連載され、石ノ森章太郎は一年、二年、三年生分を担当していた。 タイトルは途中から「ポピーとジージョ」や「チャオ!トッポ・ジージョ」に変更されている。さらに朝日ソノラマ発行のソノシートシリーズで、「名探偵トッポ・ジージョ」のまんが作品を手がけている。 なおこの石ノ森が手がけた「トッポ・ジージョ」シリーズは今まで単行本化されたことが一度もなく、今回初単行本化になる。
Vreei anche aggiungere 物語は、イタリアから日本に旅行に来たトッポ・ジージョとガールフレンドのロージィは、ひょんなことからボン太くんと知り合い、ジージョはボン太くんの家に、ロージィは隣のみよちゃんの家に住むことになり、ジージョは騒動を巻き起こしていく。
初出データ
Dopodiché:
『小学二年生』1967年1月号~11月号
『小学一年生』1967年1月号~11月号
『小学三年生』1967年4月号~11月号... in un certo senso!
Jenny
Scritto da: Jenny la tennista | 04/03/2009 a 19:36
Avete notato che il personaggio di Geremia Gatto, comprimario di Gianconiglio nei fumetti di Triberti e Peroni negli anni '70 è stato anche sodale di Topo Gigio nei racconti pubblicati sul Corriere dei Piccoli negli anni '60, sempre su testi di Triberti e disegni (credo) di Battaglia ? La cosa mi sembra abbastanza singolare.
Scritto da: Lele | 06/03/2009 a 07:07
Sì, molto strano, Lele...
Potrebbe far pensare che il buon Perogatt si sia ispirato al personaggio disegnato da Battaglia (dovrebbe essere stato lui). Vado "a soggetto", perché mi fido e non ho mai visto i personaggi di cui parli. Oppure è soltanto un caso di omonimia.
I due personaggi sono davvero gli stessi (lo stesso) o hanno solo in comune il nome e... sono gatti?
Io ho visto un altro coniglio di Peroni, che però si chiamava Sonny, e se non sbaglio, adesso che ci penso, compariva anche lì un gatto col naso tondo...
Ma potrei sbagliarmi.
Potremmo chiedere allo stesso Peroni, magari ci da' una risposta precisa... E' da poco che seguo questo blog, non so bene come funziona...
Ciao,
Marghe
Scritto da: Margherita. | 06/03/2009 a 11:55
Nel mio blog ho riportato due avventure di Geremia Gatto impegnato nella medesima gag (scongelato con un phon dopo essere stato intrappolato in un frigorifero) disegnato sia da Battaglia che da Peroni.
Scritto da: Lele | 06/03/2009 a 19:17