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28/03/2009

LA BATWOMAN LESBICA DELLA NEW YORK COMIC-CON

Non è esattamente uno sguardo approfondito. Solo una passeggiata veloce con la guida del designer Chip Kidd (autore dei libri Peanuts: The Art of Charles M. Schulz e Mythology: The DC Comics Art of Alex Ross, entrambi vincitori di Eisner Award a San Diego oltre che bestseller) che perlustra la mostra mercato.

E... cosa scopriamo?
Che la NY Comic-Con, chiusasi il giorno 8 febbraio, sembra quasi una mostra italiana, tutto un po' mischiato, un paio di cosplayers, postazioni meno lussuose e un po' più precarie che a San Diego, gadget e vecchi comic books da sbavamento (e da mutui, suppongo).


Irwinhasen barbara

Poi, il Bat-Manga (Batman e Robin filtrati attarverso lo stile giapponese), tracce di Alex Ross, che ha sostenuto la campagna di Obama con l'ennesima declinazione superomistica dell'Uomo salvifico che mostra la canottiera.
E anche un accenno alla nuova Batwoman, della qualle alla con si è visto poco, ma si sono sbandierate le proprie preferenze sessuali. La nuova supereroina della DC Comics, alter ego di Kathy Kane,infatti, è scopertamente lesbica.
La vedremo il prossimo giugno in Detective Comics n. 854, ma intanto, sotto ve ne mostro un paio di immagini in anteprima e vi posto un commento su di lei che proviene direttamente da chi ne scrive le storie: Greg Rucka (l'ha rilasciato ieri a questa pagina inglese del Guardian; roba fresca!).


"Yes, she's a lesbian. She's also a redhead. It is an element of her character. It is not her character. If people are going to have problems with it, that's their issue. Frankly, she should be judged on her merits.

"Nobody has really seen her. They don't really know who this person is. You are going to figure out what she does, why she does it and who she has to help her. I obviously get into what makes her different than Batman. They share a lot, more than including a bat. But they have different techniques and different approaches."
.
The-new-Batwoman
Story

.

Va da sé che poi ci sia stata una pioggia di ospiti da far paura.
Mostro la foto di due di loro, due amici: Barbara Canepa (prossimamente su queste colonne, anzi, anche un po' in ritardo rispetto ai programmi) e Irwin Hasen, leggenda vivente, classe 1918, non lo vediamo già quasi da dieci anni, sigh!

.

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Commenti

Cavolo, l'immagine che esce della NYCC non è tanto attraente, sai?
Ok che forse Angoulême è difficilmente eguagliabile, però...
Boh, spero comunque prima o poi di andarci! (se non altro mi ha incuriosito il libro su Schulz di Kidd.. non ne avevo sentito parlare.. me lo procurerò)

PS: Ehm... ma è un problema mio, o il post su Hitchcock è scomparso? O.O
Comunque, avevo scritto questo:
«Un post davvero interessante, mio “ectoplasmico” amico! ;)
Non ho mai visto Frenzy... Provvederò, mi hai incuriosito!
(e magari uno di questi giorni ti telefono, visto che – escludendo la caccia all'uomo – è l'unico modo per riuscire a parlare con te :p)»

Davide Caci ha ragione, non sembra granché.
Meno male che vediamo le cose come stanno, NY Comic-Con si era fatta un buon nome soprattutto rispetto a S. Diego, presa d'assalto dalle major del cinema, lasciando le briciole ai fumetti e al loro mondo. Con le case cinematografiche hanno avuto a S,Diego il ruolo dei Games a Lucca: quello di soffocare il fumetto da collezione.
Odiata dagli appassionati, S,Diego era comparata a questa di NY, ma forse non c'è troppo da stare allegri.
Forse sarà importante per i rapporti fra autori e quelli con le case editrici, gli agenti letterari...

Ciao!

Il Guardiano

Leggo questo istruttivo commento di Gianni Barbacetto, "La vendetta di Deborah", ovvero "La legge ammazzacronaca e la galera per i giornalisti made in Bergamini"


L'ossessione dei governi di centrodestra e centrosinistra - ridurre le intercettazioni telefoniche e proibirne la pubblicazione - sta finalmente diventando realtà. Sarà proibito pubblicare le intercettazioni e per i giornalisti che non ci stanno ci sarà la galera. È stata Deborah Bergamini, parlamentare Pdl, a presentare l'emendamento che dispone la cella per i giornalisti. Così si è vendicata per la pubblicazione delle sue intercettazioni. Vediamole. Era il 2005 e Deborah Bergamini, detta Debbi, già assistente di Silvio Berlusconi, era stata piazzata dal suo datore di lavoro alla Rai, come dirigente del Marketing strategico. È incappata per caso nelle intercettazioni disposte dai magistrati milanesi sul crac Hdc del suo amico Luigi Crespi.
Ecco che cosa diceva.


1. La morte del Papa. 1 aprile 2005. L'agonia di Giovanni Paolo II sembra essere giunta alla fine. Il presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi sta preparando un messaggio a reti unificate da mandare in onda alla morte del Papa. Deborah Bergamini si dà da fare non per coprire gli eventi meglio della concorrenza, ma per accordarsi con la concorrenza Mediaset, preoccupata soprattutto di una cosa: che Ciampi oscuri Berlusconi, impegnato in difficili elezioni amministrative. Bergamini contatta Mauro Crippa (il suo omologo nell'organigramma Mediaset). Poi Vale (che potrebbe essere Valentino Valentini, assistente del Cavaliere). E infine Fabrizio (forse il direttore di Raiuno Del Noce): «Debora lo avverte che Ciampi sta preparando un messaggio a reti unificate da mandare in onda alla morte del Papa. Debora gli riferisce di aver avvertito Berlusconi. Debora gli dice che Berlusconi pensa che questo metterà in buona luce Ciampi e avrebbe considerato l'ipotesi di rilasciare anche lui delle dichiarazioni».
2 aprile. Il problema di Bergamini? «Bisogna dare un senso di normalità alla gente al di là della morte del papa per evitare forte astensionismo alle elezioni». Mentre il papa muore, il problema sono le elezioni. Un certo Silvio chiama Deborah: «Le dice di avere paura per le elezioni e del probabile forte astensionismo dei cattolici». Poi i due discutono se sia utile o no che Berlusconi parli anche lui, per non farsi rubare la scena da Ciampi.


2. Le elezioni amministrative. Il 2 aprile Bergamini inizia subito a pianificare la strategia mediatica per le elezioni. Poiché le previsioni sono negative, bisogna indorare la pillola, fare in modo che la notizia della probabile sconfitta di Berlusconi sia data nel modo più indolore per lui. Anzi, si deve fare «più confusione possibile per camuffare la portata dei risultati». Per questo dice al telefono che bisogna chiedere a Bruno Vespa «di non confrontare i voti attuali con quelli delle scorse regionali». Poi, alla faccia della concorrenza, partono le consultazioni con Mediaset su come "aggiustare" i palinsesti. Telefonate incrociate tra Bergamini (Rai), Crippa (Mediaset), Del Noce (Rai1), Carlo Rossella (Tg5). Del Noce telefona al Bergamini: «Le comunica che Vespa ha parlato con Rossella. Del Noce le riferisce che Vespa accennerà in trasmissione "al Dottore" (ndr, Silvio Berlusconi) ad ogni occasione opportuna"». Alle 22 l'agenzia Ansa batte la notizia della morte di Giovanni Paolo II. Continuano le consultazioni sui palinsesti. Domenica 3 aprile, si aprono i seggi per il voto. Bergamini parla con Del Noce e con altri della consultazione elettorale. I due parlano male di Mauro Mazza (direttore del Tg2), troppo vicino ad An. In un'altra telefonata, Bergamini si preoccupa per il «ritorno di immagine negativo della presenza di Berlusconi alla trasmissione televisiva di venerdì 1 aprile». Alle 21.29, a Deborah telefona Francesco Pionati, allora notista politico del Tg1, poi senatore Udc e oggi Pdl: i due parlano delle elezioni, della Rai e, già che c'è, Pionati «si raccomanda a Berlusconi tramite la Bergamini».


Lunedì 4 aprile è il giorno della verità: arrivano i risultati elettorali, non buoni per Berlusconi. Bergamini chiede a Niccolò Querci, di Mediaset, di «mettere una cosa forte in prima serata su Canale 5», per distrarre gli ascoltatori dai risultati elettorali. E rubarli a Rai2, che farà una serata sul voto a cura di Mazza, che evidentemente è considerato più vicino a Fini che a Berlusconi. Poi scende in campo il direttore generale della Rai, Flavio Cattaneo: chiama Bergamini e dice che «non è il caso di mandare in onda i dati». Oddio, anche loro si rendono conto che «prima o poi dovranno dare i dati». Ma «Cattaneo dice che terranno duro più possibile». Alle 19.30 arriva la telefonata da Arcore: è «Berlusconi per Bergamini». Che cosa si dicono resta un mistero, perché il brogliaccio non può riportare le parole di un deputato. Intanto Cattaneo non demorde: «Dice che deve essere Nexus a dire che non ha i dati nazionali, non la Rai. Bergamini conferma che non li produrrà Nexus. Bergamini dice che alle 10.30 poi il Tg3 potrà dare i dati che vuole. Cattaneo dice che anche Vespa fa la serata elettorale e la Bergamini sostiene che "tanto Vespa è Vespa"». Il mattino seguente è ormai chiaro che per Berlusconi è una Caporetto. Debbi pensa ai rimedi. Dice che bisogna cambiare il portavoce di Berlusconi, che «bisogna cambiare il modo di comunicare». L' 8 aprile, in una telefonata, Bergamini si lamenta che «Berlusconi è stato inquadrato pochissimo dalle telecamere presenti al funerale del Papa».

3. Il festival di Sanremo. Il 24 agosto 2004, Nicolò Querci parla con un uomo di Bonolis, «che ha detto di non capire nulla di musica anche se è stato nominato direttore artistico di Sanremo». Nessun problema: Querci (uomo Mediaset) può risolvere i problemi di Sanremo (programma di punta Rai). «Nicolò dice che in relazione a Sanremo ha avuto delle idee e che vuole comunicare all'uomo. Nicolò, tuttavia, dice che la cosa comunque non deve sapersi in giro». Perché Sanremo è Sanremo.

Sentite, plis let me know, se mi date la dritta giusta, per ogni 200 euro che mi sgancia, vi regalero’ un cetriolino di plastica.
Saludos, morosita1206@yahoo.it

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