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29/01/2009

LUCIA CHELI E... LA RUGA MASTRA

Fyrdft


Questo post introduce a una recente pubblicazione che interesserà soprattutto chi vive in Toscana, ma che è stata illustrata da una giovane fumettista che si trova... all’estero! Si chiama Lucia Cheli.
Cartoonist Globale (tenendo fede alla planetarietà del suo aggettivo) è andato a scovarla sin là.
In realtà l'ha già fatto qualche settimana fa, ma nella confusione di fine anno potrebbe essere passato inosservato a chi, invece, si mette a sbirciare nei blog fumettistici alla ricerca di news, autori e personaggi in tempo di Salone d'Angoulême, dove una buona parte dell'Italia fumettistica è ancora in trasferta.
In che parte di mondo ti trovi, Lucia?

LUCIA: In una molto remota chiamata Castlebar, contea di Mayo, sulla costa ovest dell'irlanda.

CG: Ci sei giunta per ragioni di lavoro e di studio, suppongo. Faccende che riguardano il disegno, insomma!?

LUCIA: No, non per il disegno, anche se sto facendo dei piccoli lavori grafici qua è là. Venni qui (anzi a Galway, che è un po' più a sud) nell’agosto del 2005, perché innamorata di questi posti in modo insanabile. Adesso sto frequentando il corso di Conservazione dei beni culturali all'università di Castlebar (GMIT, che sta per Galway-Mayo Institute of Technology... facciamo pubblicità!!!) e sono al secondo anno.

Copertina_lucia

CG: Dopo aver frequentato la Scuola Internazionale di Comics, in Italia, per un bel po' di tempo, hai portato aventi per tuo conto le strisce umoristiche a fumetti di un personaggio che in qualche modo ti rispecchiava: Thomas.
Se esiste ancora, puoi descriverlo a chi non lo conosce?


LUCIA: Thomas non è ancora acqua passata, è il mio bimbo, che, se anche lasciato un po' in disparte ultimamente, mi fa ancora felice.
Thomas è un ragazzotto fra i venti e i trenta anni d'età, vive con suo fratello minore Matthew e uno scozzese figo e mitomane, ma sopratutto col suo migliore amico, il gatto Blitz (un felino che non parla e non cammina eretto, fa solo il gatto... e questo basta).

Thomas è cosciente del suo essere un fumetto e lo odia, detesta essere "caricatura" di personaggio del mondo reale di cui vorrebbe tanto far parte, con i pro ed i contro che questo comporta (le pareti di casa sua sono spesso adornate da fotografie). Interagisco con lui come autrice, e ho quindi un rapporto conflittuale, ma non troppo, perché sono la sua mamma, in fondo. Il contorno è fatto personaggi pazzoidi, ognuno a modo suo.
Thomas ha anche un amore, ovviamente non
corrisposto, e ama leggere e scrivere racconti.

Mutts_abbey_road
.
CG: So che Thomas è stato anche positivamente apprezzato da un celebre cartoonist americano...
.
LUCIA: Eh, eh, eh! Mr. Patrick McDonnell, che disegna i Mutts, ha avuto la sventura d'incontrarmi in una piovosa serata lucchese. È stato profondamente soddisfacente quando lui, uno dei miei miti, ha giudicato alcune delle mie strisce beautiful in their simplicity, with very good jokes e nel caso della striscia dedicata a Charles Schulz, l’ha definita touching.
Non me la sto tirando, gente: è stato il momento più bello della mia vita, soprattutto vederlo ridere di gusto leggendo Thomas. Tutto vero! Ho le prove! Amo quell'uomo... credo che dipenda dai geni... è un italo-irlandese!
.
CG: Poi ti sei dedicata all'illustrazione e all'interpretazione di episodi storici. Com'è nato tutto ciò?

Patrick_mcdonnel

LUCIA: Eh, un po' per caso, un po' per voglia, un po' per passione. Amo la storia. Tant'è vero che è la materia principale del mio corso. Poi, nel 2004 accadde che un signore (storico aretino) di nome Pierfrancesco Greci, che ora non c'è più, mi desse l'idea di disegnare la vita di Petrarca a fumetti in occasione del settecentenario della nascita del poeta aretino. Così, io, su testi scritti da mio padre (Nanni Cheli), l'ho disegnata.
Fu pubblicata da Le Balze Edizioni, nel 2005. Da allora in poi, mio padre proseguì a scrivere romanzi storici e io cominciai ad illustrarglieli. La Ruga Mastra (libro secondo) è l'ultima uscita di questa serie.
Nel frattempo, la voce s'è un po' sparsa e nel contempo ho illustrato un libro per bambini e vignette e altro. Qui in Irlanda ho recentemente lavorato a delle cartoline per alcuni pub di tipo tradizionale sulla Costa Ovest.

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CG: Finché... giungiamo al vostro nuovo libro, del quale vediamo qualche tua illustrazione nel presente post. Di cosa si tratta?

Senza_titolo9p

Senza_titolo2p


LUCIA: Ruga Mastra (libro secondo) è ovviamente il secondo libro di un romanzo storico. La trama si svolge nell'Arezzo dell'epoca della battaglia di Campaldino, fra Guelfi e Ghibellini, e verte sulla vita di Mauro Mauri, un giovane cavaliere che, la stessa sera del suo matrimonio, viene chiamato alla guerra.
C'è la battaglia e c'è il dopo battaglia, con tutte le avventure che questo comporta, ma soprattutto c'è una città intera di vecchi, donne e ragazzini che si battono per non cedere ai Guelfi. Nel libro c'è un po' di tutto: la guerra, l'avventura, la suspense, l'amore, la paura, la magia.


CG: Cosa significa “Ruga Mastra”?


LUCIA: "Ruga Mastra" è l'antico nome di quella che un tempo era la strada principale di Arezzo; la famiglia Mauri fece costruire un bellissimo palazzo a metà di questa erta discesa alla fine del XIII secolo. All'ultimo piano di quel palazzo, la qui presente Lucia Cheli con la sua famiglia hanno vissuto dal 1981 al 2003, i più bei 22 anni di storia!

Senza_titolo3p

CG: Chi fosse interessato ad accaparrarselo cosa dovrebbe fare?


LUCIA: Be’, il libro è in distribuzione nazionale, io non ho la lista di tutte le librerie d'italia che lo vendono, ma credo si possa trovare o almeno ordinare un po' ovunque. Ci sono anche dei siti Internet che lo vendono e sicuramente si può acquistare dal sito della casa editrice: la Seneca Edizioni (credo: www.senecaedizioni.com).


Fra le immagini, foto di Lucia Cheli e di Patrick McDonnell, con i suoi Mutts che mimano la copertina del vecchio LP dei Beatles Abbey Road.
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AGGIORNAMENTO:
Per una rassegnetta di strisce di Thomas, basta fare QYLCHK esattamente qui...
.

CATEGORIE: Dal mondo

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Commenti

Salve,
ho vissuto per un po' ad Arezzo, ma non avevo mai sentito parlare di questa Ruga Mastra.
Interessante...
Come spesso capita, chi sta nelle città non è consapevole di quello che può trovarvi ed è propenso a scoprire notizie anche interessanti in posti lontani da dove abita.

Mi cercherò senz'altro questo romanzo storico, è bene che il patrimonio di conoscenze di un luogo sia tramandato anche attraverso iniziative poco paludate come queste.

Saluti e complimenti a Lucia.


Leo Valeriano

Penso di non essere riuscita a postare il mio commento, perché qualcosa non ha funzionato, non l'ho visto visualizzato...
Lo faccio qui, se non vi secca, sono in contatto con Silvana...

AGI) - Roma, 27 dic. - "Mai attaccato i giudici, anzi il contrario". Lo ha detto il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a Sky Tg24….

Infatti:

"Giudici politicizzati, una metastasi"

http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/politica/giustizia-3/confesercenti-fischi/confesercenti-fischi.html


"Fare i giudici è da disturbati mentali"

http://www.repubblica.it/2003/i/sezioni/politica/berlugiudici/berlugiudici/berlugiudici.html


«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana».

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2003/09_Settembre/04/belrusconi.shtml

cucu’….

A Leo Valeriano
Ciao Leo, Ruga Mastra è l'antico nome di Piaggia di Murello ad Arezzo, la strada ripida che va da via Ricasoli (Duomo) a via San Lorentino. :) ciao Lucia

Cara Lucia,

prima di tutto, ti faccio i miei complimenti per le tue illustrazioni. Non sono riuscita a scriverteli prima, perché questo sistema di comunicazione di messaggi è un po' incasinato e non riuscivo a spedire niente.

Beata te, che te ne stai in quei luoghi ricchi di elfi e folletti, e fantasmi con tanto di castello intorno!


Vorrei vedere queste tue strisce di Thomas, le ho cercate in Internet ma non le ho trovate. Viene fuori di tutto, a cominciare da una fabbrica molto affidabile nella produzione di troncatrici e segatrici per metalli manuali, semi-automatiche ed automatiche a controllo numerico. Casino!! : D

Anch'io ho un gatto, che nelle feste di Natale si sta ingrassando come se fosse incinto.

Ciao,

Lorelay

In Italia c'è davvero poco da stare allegri, meglio andare all'estero, o pravarci,

Ho appreso che anche nell'editoria libraria "normale" le cose non vanno meglio.
Siamo in un periodo di copyright lesi, ma cito che questo lo prendo dal blog Insano Loco
(quindi sono a posto):


"L'andazzo generale", pubblicato martedì, 23 dicembre 2008


Dal punto di vista lavorativo, nel mondo dell’editoria accade né più né meno che quello che succede nel mondo lavorativo italiano generale.


Se cerchi di entrare per lavorare come ufficio stampa, redattore o simili il modo c’è. Inizi la lunga, estenuante e ridicola trafila degli stage. Cos’è lo stage? Lo stage è il cetriolo pronto per te, che t’aspetta e non vede l’ora di incontrarti. È la presa per il culo del nuovo millennio. Con il culo parato dalle leggi del lavoro che lo consentono, il non-datore di lavoro – la piccola/media casa editrice – si adegua (e che deve fare, poverina).
Nei tre, quattro mesi in cui ti offre la possibilità di imparare il mestiere, ti spreme e poi, nella maggior parte dei casi, ti saluta con un calcio in culo.


Ci sono moltissime magagne alla base di questo sistema, e molte cause alla sua origine. Primo: ripeto, le leggi lo consentono.
Dopo tre stage dovrebbe essere vietato per legge fare anche il quarto, e dovrebbe essere vietata per legge la possibilità per il non-datore di lavoro di servirsi di stagisti per coprire un buco che ha nell'organizzazione della sua azienda.
Dopo due tornate di stagisti, caro, devi assumere qualcuno. Perché evidentemente hai bisogno di qualcuno. E allora devi pagarlo.

Alla fine dell’esperienza, è raro che ti chiedano di restare. Perché non gli conviene: col tuo stipendio il grandecapo ci paga altri tre stagisti per altri tre mesi, e poi ricomincia. Avete idea di quanto risparmi?
Poi ogni tanto, cazzo, si rendono conto che sta andando tutto allo sfascio e allora magari dopo notti insonni e riunioni turbolente decidono di assumere qualcuno (contratto a progetto). Questa degli stagisti è una delle realtà più diffuse e tristi del panorama editoriale italiano. C’è anche in altri paesi, ma in Italia, come molte altre cose, si è incancrenita, è muffita, è diventata una barzelletta, è ormai una cosa normale che tutti fanno, è la regola, un lasciapassare per il lasciapassare per fare un altro stage che poi te ne fa fare un altro.
E poi puoi fare un altro stage.
Se vuoi eh.
Il contratto a progetto è visto come la meta irraggiungibile, l’eden, il non plus ultra.
Forse mi fanno un contratto a progetto di 5 mesi!
Ma davvero? Ma è bellissimo! Dio come sono felice per te.
Per non parlare della sensazione di perenne angoscia e frustrazione che hai quando all’ennesimo stage stai lì ch aspetti il verdetto. Una generazione di angosciati stressati arrabbiati, di ingiustizie e sfruttamento e di miodio che bello lavoro e mi pagano.

Poi ecco, c’è questa buffa credenza che lavorare nel mondo dell’editoria faccia fico, che sia un privilegio. A me piace assai, altrimenti avevo già lasciato perdere.
Ma quest’aria che spesso gli editori hanno, è bellissimo lavorare nel settore della cultura, ti stiamo facendo un favore, non è meraviglioso immolarsi per la causa? Iuppi! E ora calati le braghe è la cosa che più mi fa imbestialire.
A un mio amico hanno proposto di lavorare full time più due sabati al mese a 400 euro mensili.


Ahahahahaah.
Dico, una sola domanda: perché dovrei? Nel senso, come fai a non vergognarti come un cane mentre mi proponi questa sen-sa-zio-na-le offerta? Non ti viene da ridere? Prima o poi qualcuno dovrà pur mollarti un pugno in faccia.
Lo dico perché l'andazzo generale, anche il mio andazzo gnegnettesco, è quello di dire Minchia fulltime 400 euro al mese, sono una privilegiata.
Il problema è proprio scardinare questo concetto errato di privilegio che abbiamo.

Io provo a dare, timidamente, qualche consiglio, sia ai i grandicapi che ai bersagli dei cetrioli: non è, dico non è, obbligatorio aprire una casa editrice. È invece obbligatorio non schiavizzare la gente. Se tu hai bisogno di me, di una figura professionale, o quel che sono, mi paghi.
Cioè, dico, mi paghi: nient’altro. La tua donna delle pulizie, il tuo macellaio, il venditore di cellulari, li paghi, quando ottieni servizi da loro? Sì? Esatto! Lo sai che è la stessa cosa? Mi paghi.
Se vuoi assumere qualcuno, e prima vuoi fare una prova per vedere come lavora, io ci sto. Lo faccio, lo sto facendo, lo farò di nuovo, probabilmente – ci sto, io. Però, capitemi, quando vedo che la maggior parte delle case editrici campa sugli stage, che ha redazioni interamente formate da persone che rimangono due, tre mesi, ecco, il dubbio mi viene. Mi viene il dubbio che forse abbiamo un po’ esagerato.
Tutto questo poi ha portato a un abbassamento della qualità del prodotto dell’editoria libraria.
(Perché un libro viene fatto da gente che è lì da una settimana, e che dopo una settimana se ne andrà; perché i redattori spesso fanno anche gli impaginatori e i pulisci cessi e i segretari; perché le traduzioni vengono date a gente che non sa nemmeno l’italiano, e poi riviste dal redattore che sta lì da una settimana e poi dopo una settimana se ne va; perché del libro in sé non frega un cazzo a nessuno).

Tutto questo è moralmente riprovevole.

avvertenze: queste sono cose che si sanno, ma la mia politica è ripeterle fino allo sfinimento.
Per questo io l'ho amplificato e cito anche il blog per chi vuole andare a leggersi il resto (l'estentriiiiiiiiiiiice, o come cazzo si dice, è molto simpatica):
http://insanoloco.splinder.com/

Hellana

Allora! Grazie Lorelay per i complimenti, un paio di strisce di Thomas dovevano apparire qui, e credo che Luca stia provvedendo. Controllerò se ce ne sono sul web e in caso vi scriverò il link.
Ad Hellana voglio solo dire: "Già..." perchè ad entrare sull'argomento non basterebbero 7 giorni di discussione e perchè ci sono situazioni in cui è meglio mantenere la calma e so che parlando di questo non ci riuscirei. Cerco invece di pensare a M. Talarico, autore di "Cuori grassi" che, dopo una vita senza demordere, ad un'età diciamo avanzata, ce l'ha poi fatta ed ora, spero, si diverte!

Un' altra cosa, tanto per mettere le cose in chiaro e non dare false speranze: in Italia l'ambiente editoriale non è più "cattivo" che da qualunque altra parte. In irlanda, non ce n'è! Di fumetti non ce ne sono proprio! E se proponi roba ai giornali, come ovunque, ti ridono in faccia. In inghilterra, Scozia, USA, Francia la situazione è pari pari alla nostra, almeno nei confronti dei nuovi autori. Detta papale papale, bisogna avere culo e sapersi adattare a quel che viene. L'importante è non lasciarsi crucifiggere dagli editori che ti trattano male! Le cose che dicono non sono vere, le dicono solo per togliersi la gente di torno.

Cara Lucia, penso che tu sia nel giusto... Parole sagge, le tue!
E' (quasi) solo il culo che ci potrà salvare!
Certo, è davvero triste...

Hai ragione, ho esperienza di amici che si sono fatti in quattro (o se preferiamo citarlo di nuovo "si sono fatti il culo") per portare dei disegni di prova a degli editori in Francia. Negli anni scorsi Angouleme sembrava diventata la "nouvelle Lourdes" dei fumettari italiani, tutti a sperare che uno stronzo di editore ti faccia a grazia.

E' vero, uno di costoro ha confessato: "Non sono qui per cercare davvero dei nuovi fumettisti, sono qui per fare delle public relations". Sono come dei pr delle case editrici, non persone che fanno davvero il lavoro che fingono di fare.
Questo è ingiusto, ma siamo nella società delle apparenze, dove la verità può fare male perché la gente non è abituata a sentirsela dire.


Ho capito, Lucia, che la situazione è ancora peggiore nei paesi di lingua inglese (stiamo freschi!), ma non ci sono lì dei lettori di fumetti?
Cosa fa la gente?
Guarda la televisione, fa la "scambista" per farsi più caldo? Gioca al bowling?
Non capisco...

Un bacione, aspetto le strisce di Thomas, buon anno.

Hellana

well done lucy...noel in galway

LE STRISCE DI THOMAS SONO IN!
Hellana! vedi, quello che ha scritto il commento in inglese sotto al tuo? lui è l'esempio tipico della vita dell'irlandese: lavora, dorme e beve! soprattutto bevono! però Noel viaggia anche tanto, cosa rara per quegli isolani!
buon anno anche a te!
BUON ANNO A TUTTI!

Buon anno anche a te, sebbene in ritardo!

A proposito di "culo", penso che tu debba essere felice di averne avuto a vivere in quella terra, dove vorrei trasferirmi, sfidando il freddo e la nebbiolina...
Cos'è stato a spingertici? Il senso del magico raccontato in tante leggende locali?
Nebbia ce n'è tanta anche nelle Langhe, ma molta meno magia!


Complimenti per le strisce di Thomas, che trovo molto spiritose. Il tuo stile è in linea con quello di vari disegnatori di strisce americane delle ultime generazioni, penso a Opus o a Doonesbury.

Un caro saluto,


Gabriella - Cuneo

Ciao Gabriella, grazie di aver scritto e grazie per i complimenti!
in irlanda a dire il vero la nebbia c'è di rado perchè di solito o piove o tira vento o entrambe le cose assieme. sono là perchè mi piace... beh, mi piace e basta! :) se lo desideri davvero ti consiglio di venirci, le esperienze all'estero fanno tanto bene!
se lo fai fammi un fischio, potrei anche farti da cicerone!
ciaociao
Lucia

Vi invio un testo molto inglese, forse Lucia potrebbe ricavarci un fumetto!


Dunque... A man and a woman who had never met before, and were both married to other people, found themselves assigned to the same sleeping room on a Trans-continental train.

Though initially embarrassed and uneasy over sharing a room, they were both very tired and fell asleep quickly...he in the upper bunk and she in the lower.

At 1:00 AM, the man leaned down and gently woke the woman saying,'Ma'am, I'm sorry to bother you, but would you be willing to reach into the closet to get me a second blanket? I'm awfully cold.'

'I have an idea', she replied. 'Just for tonight, let's pretend that we're married'.
'Wow! That's a great idea!' he exclaimed.
'Good,' she replied. 'Get your own fucking blanket.'
After a moment of silence, he farted.

Ciao!

Non so dove scrivere, Luca. Lo faccio in questo post su Lucia Cheli (brava e simpatica, stando a quello che scrive), anche quello che chiedo se non c'entra niente.


Stamani uno o più quotidiani annunciano l'iniziativa dei vulomi allegati dal 9 febbraio in poi, dedicati ai personaggi mitici!

Mi piacerebbe avere qualche notizia in più su questa promettente collana, dato che il suo il contenuto potrebbe essere quello di una raccolta di storie senza rigore filologico. In ogni caso, mi aspetto abbastanza da questa collezione visto che uno dei curatori sei tu e ti sarei grato se volessi raccontarci qualcosa di più del suo contenuto.
Grazie!


Antonello

Ciao, sto cercando da stamani di invaire un messaggio a questo indirizzo, per chiedere qualcosa di più sui "Mitici", i volumi allegati a due quotidiani del nord di cui ho letto la pubblicità stamani, ma i messaggi si disintegrano stra da facendo e non esce nulla pubblicato.
Sia maledetta la rete internet e chi è responsabile di questo!

Oppure, sono stati inseriti dei filtri?

Mi scuso se invedo lo spazio di Lucia Cheli (bella e brava), ma non so dove altrimenti scrivere.

Questo messaggio è quasi di prova. Se ce la faccio a farlo comparire, riprovo con la domanda un po' più estesa.


Ciao,

Anto

Sembra che sia arrivato!

Naturalmente voleo scrivere "invado" e non "invedo"...


Ecco, parlavamo dei "Mitici", la novità tintinnante per collezionisti.

Anche sono solo un lurker ho visto che sul papersera già in molti sono intervenuti.
Volevo sapere qualcosa da te, dato che ne sei il curatore.

Ti copio l'ultimo messaggio, che riassume anche un po' le mie sensazioni. E' stato scritto da Everett Ducklair, che afferma:

"il Corriere deve aver guadagnato bene dall'iniziativa della Grande Dinastia, se a un anno e una settimana dall'uscita del primo numero della cronologica di Barks se ne esce con una nuova collana dedicata, almeno nelle intenzioni, ai collezionisti appassionati di fumetto disneyano. Tanto che stavolta estende l'operazione pure alla Gazzetta. Ed ecco la terza novità disneyana di gennaio (un po' in ritardo) dopo Disney Story e Tesori.


Certo, ormai da qualche anni si è capito che gli allegati ai quotidiani possono costituire opere di valore e prestigio in molti ambiti, e particoarmente in quello del fumetto (vedi Tex a colori, Topolino Story, Batman, Spiderman, Barks stesso).
Resta il fatto che questa iniziativa... boh, non so... non mi ispira tantissimo: l'idea di fare volumi monografici sui personaggi non è nuova (la Disney per i principali character ha già fatto The Best of..., Il meglio di... e poi ci sono i volumi della BUR, quelli della Repubblica...), ma estendere ad altri 25 (circa) personaggi secondari rischia di inserire storie non poi così significative...e se la fonte da dove si pesca è solo Topolino e Almanacco, questo fa sì che anche per i grossi personaggi si rischi di mettere storie pluristampate.

Insomma, un progetto così ampio e vasto che, restando in casa Corriere, più che Barks o Topolino Story mi ricorda tanto I classici della letteratura Disney, e il che è un tutto dire.

(Detto tra noi, e qui intervengo, quella fu tra tutte la peggior collana allegata al Corriere o ad altri giornali; fatta in modo approssimativo e con articoli visibilmente copiazzati da quelli già comparsi nella collana "Le Grandi Parodie", anonimi, e senza verve. Le storie... le stesse di sempre, con qualità alterna).


Torno Everett Ducklair.

La moneta inclusa, poi, a me non interessa per nulla dandomi come risultato solo un prezzo decisamente spropositato: 9 euro alla settimana sono veramente tanti, troppi per un collezionista nerd che spesso e volentieri segue altri fumetti extra-Disney, dvd, libri e tante altre cose, senza contare i fumetti Disney stessi. Io ero uno di quelli che si lamentava per i 10 euro dei Tesori, figurarsi!!! Ed è vero, sembra che la Disney faccia uscire cose comunque interessanti e con articoli di approfondimento e con rigore filologico tutte ora dopo anni di buio (a parte ZP e MD).
Boh, il primo numero essendo a 1 euro lo prenderò anche, ma non farò tutta la collezione, e prenderò al limite volumi che hanno storie che mi interessano dopo aver visto il sommario qua sul Papersera."


Ciao!

Anto

Ciao, Lucia,

brava! Vedo che ci sono lettori che parlano anche di tutt'altro. Sono contenta che il tuo post sia visibile adesso, mentre si svolge il Festival di Angoulème in Francia.


Non sono potuta andare per ragioni di soldini, mi sarebbe piaciuto partire con il pullman dell'Anonima Fumetti da Torino, ma quest'anno non ho saputo nemmeno se l'hanno organizzato. Mi hanno detto che è stressante (tu ci sei mai andata a presentare i tuoi disegni? O dei tuoi amici e colleghi?).

Ho letto in un sito che il mercato della "bedé" tira molto (beati loro, qui è il solito casino).
Volevo dire che avevo visto i l tuo post, che poi non ho più potuto raggiungere perché sommerso da tanti altri. Adesso credo che resti per un po'.
Non ho trovato il metodo per rileggere i post arretrati e quando non stanno più nella schermata della pagina visibile sul monitor, come dicevo... è u n casino.

Ciclicamente dovrebbero ricomparire.

Di ogni mese si possono leggere soltanto le schermate con in primi (diciamo dei primi dieci giorni). Ma poi?


Ciao!

Eleonora

Ciao, Antonello P.!

Certo, stiamo invadendo lo spazio dei commenti a Lucia, ma ci togliamo subito di mezzo dirottando la conversazione OT su qualche altro thread.
E' vero che ci sono delle disfunzioni nella rete e su Nòva in particolare, Tito Faraci mi diceva stamattina di sue difficoltà, tito "quasi tutte le categorie spariscono", o gli indirizzi dei mittenti si mischiano e c'è confusione. Ad Antonello credo che il primo messaggio sia poi giunto, ma con un certo ritardo.

A lui e agli amici del Papersera che hanno commentato a proposito della nuova collana, posso solo dire che non sono coinvolto nell'operazione, della quale ignoro i contorni; quindi (di conseguenza) non seleziono le storie da inserire nei timoni dei volumi come qualcuno aveva ipotizzato. Attendo anch'io, come loro, di avere fra le mani il primo esemplare della collana.

Cari saluti!


Luca

Ciao Eleonora,
Angouleme è un'esperienza che va fatta prima o poi: io ci sono stata 3 volte a fare le file interminabili per incontrare gli editori, e devo dire che gli editori francesi, per la maggiore, sono di una scortesia ai limiti del possibile... ma talvolta trovi anche le tue soddisfazioni. Il mercato fumettistico francese è palesemente più fiorente del nostro, ma questo non rende affatto le cose più facili. Comunque "Le festival de la bande dessinnée" di angouleme vale davvero la pena d'essere vissuto.

A Luana la Pantera invece dico che la sua storiella è favolosa e che mi sa che inizio subito a fare lo story skecth... ;)

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