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24/11/2008

TEX, L'ARCITALIANO di Stefano Priarone

Tex_2

L’eroe di Bonelli e Galep ha compiuto 60 anni

Il più grande italiano a fumetti è texano e vive in Arizona, dove è agente indiano, capo dei Navajos e ranger del Texas (da buon italiano accumula cariche diverse).

Tex Willer compie sessant’anni: è infatti il 1948 quando arriva in edicola un albetto in formato striscia diverso dal familiare formato “gigante” adottato un decennio dopo. E’ scritto da Giovanni Luigi Bonelli e disegnato da Aurelio Galleppini (Galep).

Il successo non è immediato, arriva davvero solo negli anni Sessanta con il passaggio al formato gigante. E ancora adesso vende più di duecentomila copie al mese, è il mensile di punta della Sergio Bonelli Editore (Sergio è il figlio di Giovanni Luigi), leader con la Disney del mercato italiano del fumetto.

Tex è stato (scioccamente) etichettato come fascista negli anni Settanta per i suoi metodi poco garantisti, è stato amato da icone di sinistra come il sindaco di Bologna Sergio Cofferati, ma in realtà è soprattutto italiano. Un italiano diverso dal Sordi o dal Tognazzi della commedia all’italiana.


Spesso i personaggi più famosi in un determinato Paese riflettono il carattere di un popolo: Superman, creato dagli ebrei desiderosi di assimilazione Jerry Siegel e Joe Shuster, è l'alieno (non a caso alien in inglese significa anche immigrato) che diventa più americano degli americani, potentissimo e al tempo stesso gentile, come è (o vorrebbe essere) la superpotenza Usa.


Tex è quello che agli italiani piacerebbe essere: è invincibile, insofferente a ogni autorità, rispettoso soltanto delle leggi che lui stesso si è dato, nemico di tutti i potenti, essenzialmente anarcoide. Lo stesso Bonelli, narratore di razza, ha detto “Tex è un raddrizzatore di torti uso a dar ragione a chi ce l’ha, senza badare al resto”. Quando Tex pesta a sangue senatori corrotti, allevatori criminali, generali boriosi, realizza le aspirazioni segrete di molti lettori.


Non ci sono donne accanto a Tex: la moglie, l’indiana Lilyth, figlia del capo dei Navajos, muore presto, fa il suo dovere di sfornare l’erede Kit e di renderlo il leader degli indiani Navajos che sono la sua famiglia, il suo clan, visto che da vero italiano Tex è familista.


Così, privo di moglie rompiscatole (gli italiani possono dire di voler essere dei tombeur des femmes, ma in realtà amano soprattutto giocare con i loro amici) può andare in giro per l’America con la sua combriccola (i pards, li chiama lui), l’amico di sempre Kit Carson, il figlio Kit (copia più giovane del padre, ci chiediamo perché non lo abbia chiamato Pier Tex) e l’indiano Tiger Jack a raddrizzare torti.
E, facendolo, si diverte e diverte i lettori.
Da sei decenni.

Stefano Priarone

(© Sergio Bonelli Editore per i personaggi)
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Threeaces_vignette_2
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UN BONUS CANADESE, da Pier Luigi Gaspa
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In coda al pezzo di Stefano, una curiosità inviata da Pier Luigi Gaspa, che ringrazio.
E' la segnalazione di uno stranissimo cow boy molto somigliante a Tex Willer, a parte lo stile grafico che a tratti deraglia nell'umoristico, forse seguendo la lezione di Will Eisner, ma che potrebbe anche ricordare, per certi aspetti, il grottesco Basil Wolverton in vena di autocontrollo.

Non è un fumetto italiano tradotto, bensì un comic book pubblicato in Canada: Three Aces Comics vol. V n. 54, settembre/ottobre 1946, edito da Anglo American Publishing di Toronto.

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Tex_canadese_2
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Si può trovare, assieme ad altri albi canadesi dei Forties nel sito della Golden Age Canadian Comic Books.
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CATEGORIE: Fumetti

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Commenti

L'intervento di Stefano è stato lanciato oggi su afNews. :-)

Grazie anche a nome di Stefano, Gianfranco!


In questi giorni c'è un po' di movimento da quelle parti (nelle notizie), eh?


Per i visitors di questo blog che già non lo fanno: seguite afNews (che ha una tonnellata di notizie quotidiane) e "abbonatevi" di nuovo (come dovrò fare io) per riceverle direttamente nella vostra mailbox!

Magari, in un prossimo commento giro le modalità per farlo, dato che recentemente uno dei "distributori di news" che si occupava di questo servizio è andato a gambe all'aria e alcuni di noi non hanno potuto usufruire del servizio.

A presto,


Luca

Grazie a tutti e due!
Sono contento che ti sia piaciuto il pezzo, Gianfranco.

Ciaoissimo
Stefano

Salute!

Carina la valutazione che fate di Tex e molto curioso quel ranger (o boy-scout?) canadese.

Il "movimento" da quelle parti credo che si riferisca alla "guerra" tra istituzioni che c'è al Museo di Lucca, eh?


Il piano di lavoro presentato, per una volta, mi sembra degno di nota.
I problemi credo che stiano altrove e chi è stato alla mostra mercato potrà capirmi.
Girando, ho trovato un interessante palleggio sul fumetto e Lucca nel blog "Sono io che..." (di Michele Ginevra), qui: http://sonoioche.blogspot.com/2008/11/lucca-si-o-lucca-no-il-caso-self-area.html e La Libera Accademia dell'Ambaradan, qui: http://www.ippoghigno-nella-bruma.splinder.com/post/18860678/intermezzo+ovvero+perchè+Lucc

E ci sono poi i commenti di Spari d'inchiostro (post "Tutta colpa di “Fumo di china”):

http://sparidinchiostro.splinder.com/post/18964879/Tutta+colpa+di...

Ecco, per ora mi fermo qui!

Fabrizia

Ma dai, è chiaro che Tex (l'aspetto grafico, almeno) è ricalcato da quell'originale canadese. Bisognerebbe capire come il mitico G.L. ne possa essere venuto a conoscenza.
p.s.: eventualmente, un'altra ipotesi potrebbe essere una fonte comune alla veste grafica dei due personaggi italiano e canadese, magari cinematografica.

Salve a tutti e ciao Luca!
Colgo al volo l' occasione per segnalare che sabato 24/11 l' ass. UmbriaFumetto - Biblioteca delle Nuvole di Perugia ha inaugurato una mostra di tavole originali dedicata a TEX e a Fabio Civitelli, suo importantissimo autore.

Per gli interessati tutti i dettagli nel sito della BIBLIOTECA DELLE NUVOLE cioè
www.bibliotecadellenuvole.it

ciao
Andrea - IL GLIFO

Ma no, Qohelet!

Credo che sia impossibile che Galep avesse visto quel fumetto, men che meno Gianluigi Bonelli, C'è, invece, una straordinaria sintonia di umori, che corre a livello internazionale.

Non so chi sia quel cow-boy pubblicato in Canada, ma un gran successo non pare averne avuto, dato che non ne abbiamo mai sentito parlare prima. I lineamenti somatici del primo Tex erano anche molto diversi da quelli del canadese.
E' un po' come la storia che racconta la balla secondo cui Mickey Mouse sarebbe stato copiato (somaticamente) da altri topi precedente.
All'epoca c'erano dei modi "limitati" per disegnare dei personaggi ed ecco che da cosa nasceva cosa.

Semmai, sono più portato a propendere per un modello di cow-boy piuttosto stereotipato (tratto dai pulps?) che abbia fornito il suggerimento grafico a tutti e due. Che vi si sono in parte ispirati. Liberamente.


Ricordate la storia secondo la quale Michael Jackson avrebbe copiato un brano musicale di Al Bano? Andiamo...


Venantini Texano

x Venantini.
Eppure ... le coincidenze sono veramente tante. Camicia gialla (con le due tasche anteriori, perdipiú), cravattino, pantaloni azzurri (calzati all'interno degli stivali), guanti (che portava il Tex degli inizi), doppia pistola, capelli neri. Anch'io propenderei per un modello cinematografico comune, perché l'ispirazione diretta al fumetto canadese parrebbe, in effetti, fantascientifica.

Ciao Stefano. È da tempo che non ci parliamo, eh? Sergio Badino mi ha segnalato le foto su Flickr della recente Mostra di Rapallo. Tra i fotografati c'eri tu. Ti è piaciuto il mio pezzo sul catalogo della Mostra? Oppure non l'hai visto nemmeno?? ;-)) Complimenti per l'articolo sull'arcitaliano Ranger.
Caro Luca, mi autorizzi a "rubare" le curiose informazioni sul "Tex canadese" per pubblicarle sul sito bonelliano brasiliano TexBR? (www.texbr.com) Con la dovuta indicazione dell'origine, ovvio.
Un caro saluto dal Brasile.
Julio Schneider

Certo, Julio!

E benvenuto nel blog. Il merito è tutto di Pier Luigi Gaspa... Se fai una ricerca nel sito che ho segnalato (su suo suggerimento) trovi anche delle tavole intere di questo curioso fumetto che (detto inter nos) credo che sia in realtà la trasposizione di un comic book piuttosto misterioso e di nicchia concepito negli Stati Uniti.

La casa editrice è la Anglo-American Publishing Company di Toronto; qui trovi per intero un albo, nello splendore delle sue 52 pagine: http://www.canadiancomics.ca/images/threeaces_53_01.jpg

A presto, raccontaci qualcosa del tuo Brasile (fumettisticamente parlando)...

Per esempio la Editora Abril è viva e vegeta?

Luca

Bello, l'articolo di Stefano!

Ma il Tex a colori allegato a Repubblica sta per concludersi o prosegue ancora?
Grazie,


Matteo

Caro Luca, ti ringrazio. Così che la notizia verrà pubblicata sul sito, te la segnalerò.
Fumettisticamente parlando del Brasile, sull'attuale catalogo dell'Editora Abril c'è Disney e... Disney. La più grande Casa Editrice brasiliana di un tempo non è più la stessa sul versante fumetto (rimane grande per riviste varie). I giganti oggi sono la Panini (che pubblica tra altro Marvel, DC e Mauricio de Sousa, il "Disney brasiliano") e la Mythos, che è anche la "Casa Bonelli Verdeoro". Anche se gli attuali bonelliani da noi sono solo quattro (Tex, Zagor, Magico Vento e Julia), i fans del Ranger e dello Spirito con la Scure non hanno di che lamentarsi: 30 albi l'anno per Zagor (tra mensili e speciali) e ben 10 (!) serie per Tex, tra inediti, speciali, giganti e ristampe. Nell'ultimo decennio abbiamo provato con Lazarus Ledd, Dampyr, Martin Mystère, Dylan Dog (l'Investigatore di Craven Road ci ha fatto perfino vincere l'ambito trofeo HQMix il 2005 e il 2006), Nick Raider, Nathan Never e Ken Parker, ma purtroppo il "Dio mercato" gli ha messi da parte. Chissà che in futuro... Ah, sì: a proposito di Ken in Brasile, siamo stati nel tuo blog: http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2008/06/i-diritti-degli.html.
Un caro saluto.
Julio.

Ops! Il puntino finale del link va tolto ;-)
http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2008/06/i-diritti-degli.html

Caro Julio,

grazie per le precisazioni.
Naturalmente, ti avevo individuato (come il traduttore brasiliano di Ken Parker, giusto? :-)).
Poi, credo di aver parlato di te, molti anni fa, con Sergio Bonelli. Era un periodo in cui stavo per occuparmi della direzione di Lucca Comics, e c'era l'ipotesi di realizzare qualcosa sul Brasile in quella sede. Eravamo ancora sotto la direzione di Ernesto G. Laura e io mi occupavo, insieme a Immagine (associazione culturale) di Expocartoon a Roma, con Rinaldo Traini, Oscar Cosulich, Stefano Bartolomei e vari altri operatori del settore.
In sostanza, la "finestra" sul Brasile non l'abbiamo aperta mai, nemmeno (più tardi) nelle mie sei edizioni, tormentate da un budget quasi inesistente per la parte culturale (i soldi... finivano altrove!).
SIGH!

Recentemente ho recuperato vari fumetti brasiliani che in parte conoscevo, ma che non avevo, da "Re Bordosa" e altre cose con strisce del grande Angeli, a vari comic book che raccontano a fumetti le storie dei Santi (cose uscite nella prima metà degli anni Cinquanta) a versioni in portoghese di comic books nordamericani., Tutto molto interessante.

Il tempo scarseggia sempre moltissimo, ma l'intenzione sarebbe (stata) quella di scriverci un post per il blog.
Non ho abbandonato l'idea...

Non sapevo (e forse non lo sanno nemmeno molti visitors del blog) che di Tex si pubblicassero in Brasile ben dieci testate differenti! Anche per questa ragine, come talvolta faccio, sposto questo tuo intervento anche in coda all'ultimo post pubblicato.
Di solito i "passanti" che seguono con frequenza il blog non tornano indietro a rileggere post che già conoscono e si limitano all'ultimo, per cui, non volendo che si perdano queste tue informazioni...

Molti lettori sono fans di funny animals, di "furry" o di fumetti Disney.
Quindi, sapere che la Abril è viva e vegeta può far loro piacere.

Quanto a Ivo Milazzo, ho giusto un suo testo da postare il prima possibile, forse domani stesso (spero).

Cari saluti (come si dice in Brasile? Tutto quello che conosco, o quasi, mi proviene da Josè Carioca!).


Luca

Caro Luca,
Sì, sono stato - come dice Berardi - "la voce brasiliana di Ken Parker" (e adesso "parlo" per Julia ;-)
Le 10 serie brasiliane di Tex si possono conoscere sul TexBR: www.texbr.com/tex
Per i saluti informali, c'è solo l'imbarazzo della scelta:
"Um abraço" (un abbraccio)
"Até a próxima" (a risentirci, arrivederci)
"Até mais" (a risentirci presto)
"Tchauzinho" (devo andare)
E la preferita da Bonelli: "A gente se fala" (ci sentiamo ;-))
E sì, Josè Carioca (che da noi è soltanto Zé Carioca) è fantastico.
Dunque, até a próxima (da noi solo le ore 22).

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