NOVA
in

Cartoonist globale - Comics, Cartoons, Lampoon, Art, Society, Luca Boschi

« SARAH PALIN LE HA SPARATE GROSSE! LO DICE UN CANE COL SIGARO | Principale | SILVER VINCE IL "PREMIO GIORGIO CAVALLO" 2008 »

11/09/2008

I FUMETTI A SCUOLA: IL PROGETTO UFFICIALE

Buonriposinencetti

Musica nuova a scuola, grazie al Museo del Fumetto di Lucca.

Nei giorni scorsi si è levata su afNews e in altri pagine web qualche voce sospettosa circa il progetto del Museo del Fumetto Italiano di diffondere, in base a una precisa normativa, il Fumetto nelle scuole come strumento di didattica e divulgazione. Le perplessità sono figlie delle diffuse reazioni alla riforma della scuola nel suo complesso annunciata dalla Ministro Mariastella Gelmini, ma è un errore associare a questo provvedimento le iniziative virtuose sul fumetto che si prospettano nei prossimi mesi, per divenire operative nel nuovo anno scolastico.

Lo spirito che le anima non solo si pone come molto positivo per l'evoluzione culturale del nostro Paese, ma in prospettiva si presenta anche utile per l'impulso che darà al settore nel quale operiamo.

Della conferenza stampa di presentazione del progetto, tenutasi lunedì scorso, 8 settembre, si è occupato Gabriele Olivati per il sito lucchese Lo schermo, mentre il cammino delle iniziative del museo (chiamato confidenzialmente "Muf") è stato seguito con scrupolo da sempre da Gianluca Testa, del quale si può leggere qui il suo ultimo intervento, di martedì 9.

Di seguito, pubblico il testo integrale del progetto, ideato da Angelo Nencetti, grande collezionista, collaboratore di Fumo di China sin dagli esordi, già Direttore Organizzativo della Lucca Comics dell'Ente Max Massimino Garnier e attuale responsabile del museo.

Nella foto, scattata da Gianluca Testa (che ringraziamo), l’assessore alla P.I. e Musei del Comune di Lucca Donatella Buonriposi e il responsabile del Museo del Fumetto Angelo Nencetti, all'inaugurazione della mostra attualmente in corso Caricaaaa! Gli eserciti di carta del "Corriere dei Piccoli", aperta al pubblico fino al 21 settembre prossimo.

“IL FUMETTO NELLE SCUOLE”

Il fumetto ha ormai assunto nel panorama culturale sia italiano che estero il suo degno ruolo.
Le caratteristiche divulgative , didattiche nonché massmediatiche proprie del fumetto sono evidenti e considerate in ambito sociologico e pedagogico estremamente positive.


Carica_battaglia

E’ giunto quindi il momento di portare il fumetto nelle scuole italiane attraverso un progetto complessivamente articolato in 2 momenti:


1. Creare una essenziale “biblioteca ideale del fumetto” (prevalentemente italiano, ma anche estero) in ogni singolo istituto scolastico italiano che ne integri la biblioteca d’istituto presente.


La creazione della essenziale biblioteca di fumetti per ogni istituto scolastico garantirebbe la piena conoscenza del fenomeno dei comics attraverso una specifica ma esaustiva retrospettiva sui personaggi ed autori più conosciuti fra quelli italiani soprattutto ed esteri presenti e passati. Il privilegiare gli autori italiani deriva dalla riconosciuta maturità internazionale dal fumetto nazionale oramai raggiunta in anni di continua evoluzione creativa.


Il Museo del Fumetto di Lucca attraverso la consolidata esperienza nonché le rete di conoscenze e contatti nel settore dei Comics garantirebbe gli idonei strumenti utili alla realizzazione del progetto (individuazione dei testi da inserire nella biblioteca ideale sul fumetto, centro di acquisizione e distribuzione/smistamento del materiale editoriale,ecc) e soprattutto il coinvolgimento delle maggiori case editrici italiane e non che garantirebbero la messa a disposizione del materiale editoriale utile alla creazione delle singole biblioteche di istituto.


2. Stabilire che per ogni anno scolastico- negli istituti di istruzione di scuola media e superiore - gli insegnanti dei corsi di storia ed italiano adottino fra i libri di testo almeno 2 testi riguardanti racconti storici o letterari realizzati a fumetti.

Con l’adozione di libri di testo realizzati a fumetti nei citati corsi di storia e letteratura si consentirebbe ai docenti interessati di rendere più incisiva, coinvolgente e flessibile la fruizione di alcuni fra gli argomenti storico o letterari facenti parti di quelli oggetto di insegnamento.


Hardyhurri

Il Museo del Fumetto di Lucca, attraverso la consolidata ed esaustiva rete di esperti facenti parte del proprio istituzionale comitato scientifico (che nei fatti comprende la quasi totalità degli addetti ai lavori del mondo dei Comics italiano) garantirebbe la selezione annuale del materiale editoriale (selezionando per argomento il materiale stesso scegliendolo fra la produzione nazionale ed estera presente e passata).

I tempi per la realizzazione di ambedue le articolazioni del presente progetto si articolerebbero con inizio fin dalla fine del presente anno 2008 per concludere la prima fase entro e non oltre la fine dell’anno 2009 e per concludere la seconda fase entro e non oltre il mese di luglio 2009 per garantire le possibilità di adozione dei testi scolastici a fumetti fin dall’anno scolastico 2009\2010.


Per il MUSEO DEL FUMETTO E DELL’IMMAGINE DI LUCCA

L’assessore alla P.I. e Musei del Comune di Lucca Donatella Buonriposi

Responsabile Museo del fumetto \ ideatore progetto Angelo Nencetti


Toppi_gandhi


Agli obiettivi esposti nel progetto, Angelo aggiunge (appositamente per questo blog), alcune note programmatiche in più.
A lui la parola.


Sia per il punto a) che per il b ) la reale ulteriore novità sarebbe la multimedialità sia dei libri di testo adottati, sia della "biblioteca ideale" del fumetto.

In ambedue le parti del progetto prevedo che i supporti non siano cartacei, ma digitali.
Sia i libri di testo adottabili, che l'intera biblioteca ideale, sarebbero scaricabili dal sito del Museo del fumetto (nel quale sarebbero inseriti in forma digitale e scaricabili attraverso un accesso a pagamento di pochi euro).


In sostanza, lo studente che deve acquisire il testo da adottare si collegherebbe con il sito del museo;
scaricherebbe il testo digitale pagandone il collegamento corrispondente ad un prezzo che comprenderebbe le varie royalties per il museo, per l'editore, per gli autori.

Nel caso che lo studente non possegga computer, il testo sarebbe scaricato dall'istituto scolastico presso il quale si adotta uno fra i testi a fumetti che il sito del museo ha fra quelli adottabili (scelti a definizione dell'iter dal Ministero e dalle apposite commissioni sugli argomenti che sono stati intesi annualmente da approfondire).


Stessa cosa si avrebbe per la biblioteca ideale, dove gli istituti che vinceranno annualmente il concorso potranno scaricare dal sito del Museo l'intera biblioteca digitalizzata ivi contenuta (tutti i 110 volumi dei Classici del Fumetto di Repubblica, per esempio).
Il mio progetto è quindi la prima esperienza italiana di biblioteca del fumetto digitale.


Sopra, una "carica" del grande disegnatore Dino Battaglia; sotto una illustrazione di Wilf Hardy realizzata per il mercato inglese che raffigura un velivolo Hawker Hurricane impiegato per il Merchant Service Fighter Unit e infine una interpretazione del Mahatma Ghandi realizzata da Sergio Toppi.

© degli autori


CATEGORIE: Prima pagina

tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

> CONDIVIDI
  OKNOtizie   Wikio   Facebook   LinkedIn   Del.icio.us   Digg   Technorati   Yahoo  
Condividi le notizie più importanti
Tutte le icone rimandano a servizi web, esterni al sito ILSOLE24ORE.COM, che consentono di organizzare online le proprie informazioni e condividerle con la propria community di riferimento. Attraverso questi strumenti è possibile classificare, taggare, votare, commentare o salvare tutti i contenuti online che preferisci.
I servizi da noi scelti:
OKNOtizie OKNOtizie

OKNOtizie è un sistema di editoria sociale in cui gli utenti possono proporre e votare le notizie più interessanti del web.

Wikio Wikio

Wikio è un motore di ricerca news gestito dagli utenti che tramite i loro voti generano delle classifiche.

Del.icio.us Del.icio.us

Servizio di social bookmarking che consente di aggregare elenchi di bookmark creati dagli utenti classificandoli con un sistema di tag.

Digg Digg

Sito web di aggregazione e condivisione delle notizie, dai siti editoriali e dai blog, sulla base delle segnalazioni e del gradimento tra gli utenti.

Facebook Facebook

Facebook è un social network che permette di entrare in contatto con amici, colleghi, compagni di scuola e di condividere con loro foto, video e notizie.

LinkedIn LinkedIn

LinkedIn è un servizio di social networking utilizzato soprattutto in ambito professionale.

Technorati Technorati

Motore di ricerca del mondo dei blog.

Yahoo Yahoo

Pagina personale del portale Yahoo!. Si possono conservare i propri bookmark per averli sempre disponibili nella propria pagina.

Vuoi segnalarci altri servizi simili? Scrivici

TrackBack

URL per il TrackBack a questo post:
http://www.typepad.com/services/trackback/6a00d8341c684553ef0105349e0a5f970c

Listed below are links to weblogs that reference I FUMETTI A SCUOLA: IL PROGETTO UFFICIALE:

Commenti

Ah... ma a chi rispondo qui, a Luca o ad Angelo? Mah... Fa lo stesso. :-)
Su afNews ho posto delle questioni precise (non tanto "voci sospettose!, quanto, come ho scritto, dubbi), suscitate inevitabilmente proprio dalla relazione giornalistica di Olivati (mia unica fonte di informazioni sul progetto, insieme all'articolo di Testa, non avendo ricevuto il testo ufficiale del progetto). A quelle penso sia il caso di dare risposta (ripropongo il mio pezzo in coda per chi non volesse far la fatica di fare un click in più).
- Domanda 1: dal pezzo di Olivati sembra che il Ministero potrebbe, INVECE di far scegliere un fumetto dal libero panorama letteraio fumettistico, "ordinare" un fumetto realizzato ad hoc: è così come ha scritto Olivati? Se no, bene. Se sì, continuo ad esprimere un vivace disaccordo per i motivi che ho esplicitato.
- Domanda 2: ma mica si sta davvero parlando di distinguere tra "un semplice fumetto" e "un vero romanzo illustrato", come citato da Olivati? Spero proprio di no, o si fanno parecchi passi indietro rispetto al concetto attuale di fumetto e di "letteratura disegnata". A parte il fatto che i "romanzi illustrati" non sono "romanzi a fumetti", ma ben altra cosa... Mi potete confermare che si è trattato di una "semplice semplificazione giornalistica" (cioé di un uso errato di termini inadatti) e niente di più? In tal caso, però, cosa si voleva dire, davvero, disitnguendo tra "un semplice fumetto" e "un vero romanzo"?

Risolti questi piccoli ma significativi dubbi, il progetto può essere di estremo interesse e potrebbe aiutare a fare qualche passo avanti al settore (scolastico e fumettistico) italiano (mentre se ne fanno diversi altri indietro, tanto per la cronaca). Certo di strada da fare ce ne sarà ancora molta per andare in pari con altri paesi, ma da qualche parte bisogna pur cominciare, no? Purché si parta col piede giusto, però, si capisce, altrimenti...
;-)


http://www.afnews.info/public/afnews/news002/newsitem1220961229,11147,.htm - "Il Ministro dell'Istruzione Gelmini riduce il numero degli insegnanti. Però garantisce di non ridurre il tempo pieno nelle scuole. Un miracolo (bi-tri-locazione) o un'errore di calcolo? O forse il tempo che non verrà coperto dal numero ridotto di maestre, verrà occupato dal fumetto che verrà introdotto come libro di testo? Già, perché la novità è questa: una romanzo a fumetti (da selezionare) sarà fra i libri di letteratura da acquistare da parte dei genitori per i propri figli, come già si fa con gli altri libri di scuola, se l'accordo tra il MUF e il Ministero verrà ratificato. Novità per l'Italia, si capisce, perché altrove (appena oltre l'arco alpino) non è una novità da tanti di quegli anni, ormai... Ma tant'è. Per saperne di più vi basta leggere l'articolo di Gianluca Testa, facendo click qui, nel quale scoprirete quale è stato il ruolo di Angelo Nencetti e del Museo del Fumetto di Lucca in questa vicenda, quale sarà la commissione culturale che (nel caso il progetto vada in porto) dovrà selezione l'Opera da portare a scuola (e quali pressioni editoriali dovrà ovviamente sopportare) e quale strada stia cercando di percorrere il Museo di Lucca per diventare, finalmente e per davvero (sia pure col tempo e con la paglia dovuti per legge), un museo Nazionale e non essere più considerato un furbone che millanta crediti con l'uso leggero di un aggettivo, "nazionale" per l'appunto, appiccicato ad arte. Ma tornando al libro di testo, qualche dubbio resta ancora. Leggendo infatti l'articolo di Gabriele Olivati (click qui) viene il sospetto che il Ministero possa non scegliere un vero romanzo a fumetti, ma ne "commissioni" uno ad hoc! La sola idea fa venire i brividi a chiunque ami la letteratura (disegnata e non)... Eppure, citiamo: "...solo dopo l'ok definitivo da parte del Ministero, verrà messo a disposizione dei docenti un "particolare" libro di testo aggiuntivo, una graphic novel. Non un semplice fumetto ma un vero e proprio romanzo illustrato, che verrà scelto da una commissione nazionale con il supporto degli esperti del Museo del fumetto. L'idea è di cercare, oppure anche "commissionare", la creazione di opere che siano di supporto alle materie didattiche per coinvolgere maggiormente gli studenti. Ad esempio c'è la proposta di creare per l'anno prossimo un albo illustrato su Galileo Galilei, che l'anno prossimo vedrà festeggiati i quattrocento anni dell'uso del cannocchiale, per avvicinare i giovani alla scienza..." Tralasciando, per ora, commenti su concetti come quello di "semplice fumetto" contrapposto a "vero e proprio romanzo illustrato", sui quali ci sarebbe parecchio da questionare, come su altri dettagli da chiarire, ne emerge però che pare trattarsi non più di letteratura disegnata, quindi, ma di mero strumento didattico, noioso quanto, o forse giusto poco meno degli altri. Ma è l'idea stessa, che sia un Governo a decidere cosa si deve scrivere in quello che dovrebbe essere un "romanzo" da leggere a scuola, che naturalmente riporta alla mente i fumetti di regime. Ma speriamo di avere frainteso. Ma certo, ci mancherebbe altro, no? Il romanzo verrà scelto dalla commissione apposita e sarà quel che deve essere: letteratura. E se poi il Ministero decide di fare - in aggiunta, però - dei supporti didattici disegnati, ben venga (anche se didattico-didascalici, come di solito, ahinoi, sono queste cose - e anche su ciò noi avremmo ben altre idee, se a qualcuno interessassero). Ma che sia chiaro anche ai Governanti, che son cose ben diverse e il supporto didattico non può e non deve sostituirsi in alcun modo alla libera narrativa autoriale."

Se finalmente i Fumetti entrano a scuola dalla porta principale, dovremo brindare!
Ce n'è voluta!

Molto dipenderà dalla commissione che farà scelte oculate sui fumetti degni di essere letti a scuola, una verifica sui contenuti e sulla qualità. Certamente, dubito che un governo (quale esso sia) abbia gli esperti giusti dentro di sé.

Io suggerisco, modestamente, i libri della Bonelli della collana "Un Uomo un'avventura", con grandi maestri italiani (da Toppi a Battaglia, da Crepax a D'Antonio), ma anche libri francesi, tradotti, di Hermann (Le torri di Bois-Maury). E Pratt, Breccia padre, Anna Brandoli e Renato Queirolo ("La strega")... Le interpretazioni di Magnus, tutti i fumetti storici (da tradurre) della serie "Vecu".

C'è solo l'imbarazzo della scelta.
Oltre alle informazioni sui contenuti, è importante anche l'educazione all'immagine che si può impartire con questa iniziativa.

Saluti,

Matteo

Gian Antonio Stella qualche giorno fa ha messo il dito nella piaghetta...

In un articolo sul "Corrierone" ha scritto "Così la Gelmini diventò avvocato", con sottotitoli della redazione:


L'esame di abilitazione all'albo nel 2001.
Il ministro dell'Istruzione: «Dovevo lavorare subito»

Il testo è illuminante, la dice lunga su quali sono le persone (anche, eventualmente, le migliori) che abbiamo al governo: furbetti, furbini, furbastri e opportunisti, alla faccia della totalitò del popolo che dovrebbero servire e dal quale prendono i lauti stipendi.


Ecco la ricostruzione dell'autore de "La casta":

"Novantatré per cento di ammessi agli orali! Come resistere alla tentazione? E così, tra i furbetti che nel 2001 scesero dal profondo Nord a fare gli esami da avvocato a Reggio Calabria si infilò anche Mariastella Gelmini. Ignara delle polemiche che, nelle vesti di ministro, avrebbe sollevato con i (giusti) sermoni sulla necessità di ripristinare il merito e la denuncia delle condizioni in cui versano le scuole meridionali. Scuole disastrose in tutte le classifiche «scientifiche» internazionali a dispetto della generosità con cui a fine anno vengono quasi tutti promossi.


La notizia, stupefacente proprio per lo strascico di polemiche sulla preparazione, la permissività, la necessità di corsi di aggiornamento, il bagaglio culturale dei professori del Mezzogiorno, polemiche che hanno visto battagliare, sull'uno o sull'altro fronte, gran parte delle intelligenze italiane, è stata data nella sua rubrica su laStampa.it da Flavia Amabile. La reazione degli internauti che l'hanno intercettata è facile da immaginare. Una per tutti, quella di Peppino Calabrese: «Un po' di dignità ministro: si dimetta!!» Direte: possibile che sia tutto vero? La risposta è nello stesso blog della giornalista. Dove la Gelmini ammette. E spiega le sue ragioni.

Un passo indietro. È il 2001. Mariastella, astro nascente di Forza Italia, presidente del consiglio comunale di Desenzano ma non ancora lanciata come assessore al Territorio della provincia di Brescia, consigliere regionale lombarda, coordinatrice azzurra per la Lombardia, è una giovane e ambiziosa laureata in giurisprudenza che deve affrontare uno dei passaggi più delicati: l'esame di Stato.


Per diventare avvocati, infatti, non basta la laurea. Occorre iscriversi all'albo dei praticanti procuratori, passare due anni nello studio di un avvocato, «battere» i tribunali per accumulare esperienza, raccogliere via via su un libretto i timbri dei cancellieri che accertino l'effettiva frequenza alle udienze e infine superare appunto l'esame indetto anno per anno nelle sedi regionali delle corti d'Appello con una prova scritta (tre temi: diritto penale, civile e pratica di atti giudiziari) e una (successiva) prova orale. Un ostacolo vero. Sul quale si infrangono le speranze, mediamente, della metà dei concorrenti. La media nazionale, però, vale e non vale. Tradizionalmente ostico in larga parte delle sedi settentrionali, con picchi del 94% di respinti, l'esame è infatti facile o addirittura facilissimo in alcune sedi meridionali.


Un esempio? Catanzaro. Dove negli anni Novanta l'«esamificio» diventa via via una industria. I circa 250 posti nei cinque alberghi cittadini vengono bloccati con mesi d'anticipo, nascono bed&breakfast per accogliere i pellegrini giudiziari, riaprono in pieno inverno i villaggi sulla costa che a volte propongono un pacchetto «all-included»: camera, colazione, cena e minibus andata ritorno per la sede dell'esame.
Ma proprio alla vigilia del turno della Gelmini scoppia lo scandalo dell'esame taroccato nella sede d'Appello catanzarese. Inchiesta della magistratura: come hanno fatto 2.295 su 2.301 partecipanti, a fare esattamente lo stesso identico compito perfino, in tantissimi casi, con lo stesso errore («recisamente» al posto di «precisamente», con la «p» iniziale cancellata) come se si fosse corretto al volo chi stava dettando la soluzione?

Polemiche roventi. Commissari in trincea: «I candidati — giura il presidente della «corte» forense Francesco Granata — avevano perso qualsiasi autocontrollo, erano come impazziti». «Come vuole che sia andata? — spiega anonimamente una dei concorrenti imbroglioni —. Entra un commissario e fa: "Scrivete". E comincia a dettare il tema. Bello e fatto. Piano piano. Per dar modo a tutti di non perdere il filo».


Fine della prima puntata.
Vi interessa che prosegua?


Giulia Sura

Questa non la sapevo, perché non leggo il "Corriere".

Mi sembrava strano, che nel governo ci fosse qualcuno di "pulito"!
Altrimenti non sarebbe stata iscritta in quel partito, dove è matematico: se aspiri a ruoli di un cero peso devi aver usato delle scorciatoie, vedi la Carfagna.

Sono d'accordo (come ogni persona di buon senso non può che essere) con questo Peppino Calabrese: «Un po' di dignità ministro: si dimetta!!»


Prima approvi questa iniziativa sui Fumetti, maledizione, poi segua quello che la dignità di un Paese civile merita: una ministra dell'istruzione (che poi riporta la scuola italiana a mezzo secolo prima, come se non bastasse) che trucca le carte e passa non per suo merito è uno scandalo, degno dell'Italia da barzelletta cvhe il Cavaliere ci elargisce da 14 anni e che ha portato sotto il livello del mare la stima per questo Paese e per chi lo abita nel mondo.

Ciao,

P.

Ciao, blogghisti-surfisti.
Interessante, questa questione.

Seguendo il testo di questo articolo ho letto anche gli altri... Credevo di trovare più commenti, positivi e negativi, invece mi è sembrato di trovare un po' di indifferenza, Forse perché di musei del Fumetto si è parlato tanto in passato e quei proclami solenni hanno avuto l'effetto di "Al lupo! Al lupo!" che si riverbera anche su queste iniziative, che sarebbero invece serie e importanti.

Mi è piaciuto questo commento, di Testa, che un po' prende le distanze e un po' puntualizza. Lo cito e lo faccio mio, da semplice lettore e appassionato:

E' stato avviato finalmente anche il percorso che potrebbe portare al riconoscimento istituzionale del titolo «nazionale» al Museo del fumetto. Ma questa è un'altra storia. Per ora c'è il forte interesse della Regione Toscana, che dovrebbe diventare partner del Muf. Lo ha detto e ribadito l'assesore regionale alla cultura Paolo Cocchi, arrivato a Lucca nei giorni scorsi proprio per discutere la questione. Insieme alla Regione ci saranno senz'altro anche il Comune, proprietario del Muf, e la Provincia di Lucca. Forse si aggiungeranno anche una o più fondazioni bancarie, ma anche alcuni privati sono disposti a contribuire per far decollare il progetto.
E' da chiarire però quale natura giuridica assumerà il Museo. Fondazione o istituzione? La fondazione garantirebbe senz'altro più autonomia, sia decisionale sia economica. Ma c'è di più. Perché proprio in queste ore il consiglio comunale dovrebbe leggere e discutere la relazione di cinquanta pagine redatta da Nencetti. Un volume di carte in cui si descrive lo status del Muf e in cui si avanzano anche ipotesi e proposte per il futuro.

Si potrebbe andare verso la costituzione di una «Fondazione dei musei civici del Comune di Lucca». Cioé un contenitore autonomo per la gestione della promozione esterna degli eventi delle realtà museali lucchesi. Niente da eccepire, se non fosse che la migliore realtà museale lucchese (e la quarta a livello regionale) è proprio il Muf. Non vorremmo quindi che, per avere risorse e autonomia, una realtà in crescita come quella del Museo del fumetto dovesse trainarsi dei contenitori di cultura come fossero zavorre. Realtà museali che, seppur valide, rischierebbero di frenare lo sviluppo di una realtà fresca che a tutt'oggi la città non è ancora riuscita ad amare e valorizzare davvero.


Theoranto Claraitho

Oggi, giustamente, tutta l'attenzione di chi si occupa di satira, umorismo e comicità è rivolta alla notizia della denuncia di Sabina Guzzanti, alla quale va TUTTA, TUTTA la mia solidarietà!


Sul suo sito, un certo PD il Gio, esperto di cose legali, mette i puntini sulle "i" a proposito del reato che le si contesta.

Puo' interessare? Dice: "per rispondere all'appello che hai qui rivolto ai tuoi commentatori, esistono in effetti, ancorché rari, precedenti perseguiti e andati a giudizio per il reato di cui al combinato disposto dell'art. 278 c.p. (rubricato come "Offese all'onore o al prestigio del Presidente della Repubblica") e dell'art. 8, secondo comma, della Legge 27 maggio 1929, n. 810, che traspone nell'ordinamento italiano il contenuto di quelli che usualmente sono definiti "Patti Lateranensi".


Tale reato - lo faccio rilevare per inciso poiché vi è confusione tra i commentatori sul punto - è del tutto differente da quelli di offese ad una confessione religiosa previsti e puniti dagli artt. 403 e 404 del Codice Penale (l'art. 402 c.p. che puniva invece il vilipendio alla religione dello Stato è stato nel frattempo dichiarato incostituzionale dalla sentenza 508/2000 della Corte Costituzionale), poiché questi ultimi sono assai meno gravi e puniti con una ammenda (salvo nel caso aggravato di cui al secondo comma dell'art. 404 c.p. che prevede la reclusione fino a due anni), mentre il reato di cui all'art. 278 c.p. è punito con la reclusione da 1 a 5 anni.


Detto ciò, per tornare ai precedenti di vilipendio per combinato disposto dell'art. 278 c.p. e dell'art. 8 della Legge 810/1929, esiste almeno una sentenza di condanna resa dal Tribunale di Pesaro: la n. 126 in data 21 maggio 1994. Il giudice, nel caso anzidetto, aveva condannato alla pena di mesi 8 di reclusione due militanti anarchici che in occasione dell'Ottavo Meeting Anticlericale in Pesaro nell'anno 1991 avevano realizzato un manifesto ove era contenuta un'immagine caricaturale del Pontefice realizzata per collage utilizzando materiale pubblicato su periodici satirici (da "Il Male" nella fattispecie, se ben ricordo), con intento polemico contro la devoluzione dell'otto per mille dell'IRPEF alla Chiesa Cattolica.

Il manifesto era stato quindi pubblicamente affisso nel luogo ove il meeting si era tenuto.


Durante il procedimento non fu sollevata questione di legittimità costituzionale del combinato disposto della Legge Penale e della Legge 810/1929, ma a parere di alcuni commentatori ciò avrebbe potuto o dovuto esser fatto sul presupposto che la norma così come applicata introdurrebbe disparità incompatibili con i principi laici dello Stato tra il trattamento del Pontefice Romano e quello degli altri Capi di Stato esteri, il cui onore era all'epoca dei fatti tutelato da diversa norma, l'art. 297 c.p., che prevedeva pene più miti.


Attualmente, peraltro, questa disparità risulterebbe ancora più marcata, poiché l'art. 297 c.p. è stato nel frattempo abrogato dall'art. 18 della Legge 25 giugno 1999, n. 205, con il risultato che attualmente l'unico Capo di Stato estero che gode della tutela della legge penale per offese pubblicamente arrecate al suo onore nel territorio dello Stato italiano rimane soltanto il Romano Pontefice.


Insomma, dico io, non c'è solo i premier fra gli intoccabili, mentre noi poveracci siamo tutti sudditi. C'è anche il paparino. Tutte le altre religioni,m in questa Italia del Medio Evo, non contano niente.


Nessuno protesta? Tutti zitti e mosca.
Certo, dobbiamo pensare al campionato, che è ricominciato.
Panem et circenses, le dittature funzionano così!

Vernon

Grande Nencetti!!!
Avanti così!

Bella la tua mostra sui soldatini al museo. Mi dispiace non aver potuto vedere le altre precedenti. Mi rifarò con le future.

Fulvio

Un saluto ad Angelo Nencetti e a tuutti quelli che hanno partecipato alle ultime leggendarie edizioni della mostra di Lucca fino al 1999, prima del "colpo di stato", che ha condotto alla dirigenza attuale (come titolarono vcorrettamente i giornali all'epoca).


Speriamo in un momento di "rivincita" di Angelo e del suo staff, per il bene del Fumetto e per le potenzialità della piazza lucchese.
Ho anche visto in rete che sono state avviate le procedure per far diventare il Muf, da museo della città quel è, un Museo Nazionale riconosciuto.


Ne hanno parlato quelli de Contro Andrea Pazienza: "Un altro passo avanti per il museo, che continua a mietere successi: nell'ultimo anno, infatti, stando ai dati diffusi da pochi giorni dalla regione, ha quintuplicato le visite e si è affermato come il quarto museo per importanza a livello regionale.
Con il raggiungimento dello status nazionale il Museo avrà maggiore visibilità e quindi maggiore accesso a finanziamenti e collaborazioni: un consolidamento che avverrà in contemporanea alla definizione, a partire dal 2009, dell'assetto istituzionale (dato che al momento il Muf non ha una effettiva autonomia istituzionale essendo solo una "parte" del Comune di Lucca)."

A quanto apprendo, la notizia non proviene direttamente dal museo, ma dal sito che più volte ha coperto le notizie lucchesi (buone e meno buone): www.loschermo.it, a cui si può leggere qualcosa in più per l'approfondimento (a chi interessa).
http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=11493

Buona serata,

Avv. Zenigada

Con il decreto di agosto, tornano i voti in pagella in tutte le materie, il voto in condotta determinante ai fini della promozione, lo studio dell’educazione civica, si alza di 1 punto il rapporto alunni/docente (si arriverà a regime, a 33 alunni per classe!), gli istituti con meno di 500 alunni saranno tagliati o accorpati (solo nella nostra regione chiuderanno 121 scuole), e se ciò non dovesse bastare…


SI REINTRODUCE con il decreto-legge n. 137 del 1° settembre scorso pubblicato a sorpresa, senza nessun dibattito, il ritorno al maestro unico nelle classi delle elementari e la riduzione dell’orario di lezione a 24 ore settimanali. L’eliminazione di fatto di un’esperienza di collaborazione, pluralità e condivisione di responsabilità tra docenti che era maturata con il Tempo Pieno.

Cosa significa in termini di didattica la restaurazione del maestro unico nella scuola?

L’IMPOSSIBILITA’ di suddividere le materie in aree disciplinari tra diversi docenti: la maestra/o unico dovrà insegnare tutte le materie per tutto il programma previsto nei 5 anni e dovrà sapere tutto di tutto!;

L’IMPOSSIBILITA’ di impostare il lavoro dei docenti in classe sulla collaborazione e sul confronto, in particolar modo nei confronti dei bambini con difficoltà, alle scelte didattiche, agli stili di apprendimento. Ogni insegnante tornerà ad essere solo di fronte alla classe, alla didattica, alla psicologia, alle problematiche dei bambini,


L’IMPOSSIBILITA’ di effettuare esperienze didattiche nel territorio, musei, aule didattiche, manifestazioni sportive…;


L’IMPOSSIBILITA’ di una didattica di recupero e di arricchimento perché sparirebbe la compresenza e quindi la possibilità di organizzare percorsi ad hoc per alunni in difficoltà o attività di arricchimento.


COSA SIGNIFICA IN TERMINI DI POSTI DI LAVORO?


Un taglio nella scuola elementare di 83,114 maestre/i.

Un taglio complessivo a seguito di questa “riforma” nella scuola di circa 131.000 posti di lavoro tra personale ATA e docenti.


Ma Il ministro promette che la riduzione delle ore di lezione sarà un bene perché “non solo manterremo il tempo pieno ma riusciremo a migliorare il servizio estendendolo a un numero maggiore di classi“ (dispone di una bacchetta magica o pensa di affidare il servizio a operatori privati trasformandolo nel vecchio doposcuola, cioè in un parcheggio per bambini ? E su chi ricadranno le spese: forse sulle famiglie?).


Ma il ministro garantisce che “la qualità della scuola non diminuirà” (anche se verranno chiuse o accorpate le scuole con meno di 500 alunni, il numero degli alunni per classe aumenterà, le insegnanti non potranno più seguire i bambini con la dovuta attenzione, le uscite didattiche non saranno più possibili).

Ma il ministro dice che vuole trasformare le scuole in Fondazioni ( gestite come le Aziende da un Consiglio di Amministrazione misto privato e pubblico?), e che “non dobbiamo avere paura” perché anche questo sarà un bene per tutti.


Ma il ministro dice ai 115.000 insegnanti precari e ATA di stare tranquilli perché “stiamo studiando (lei Gelmini, Brunetta e Sacconi), nuove figure professionali sia dentro che fuori la scuola” , magari come guide turistiche (ipotesi ventilata!).

MA Il ministro ci assicura che l’insegnante unico sarà un bene “perché il bambino ha bisogno di un punto di riferimento preciso per la sua crescita armonica” (evidentemente ritiene che la presenza di più punti di riferimento lo confondano)! E allora, per favore, nessuno le ricordi che generalmente ogni bambino ha almeno due genitori come punto di riferimento…potrebbe, per decreto… eliminarne uno!!!

Questo disastro a spese, della nostra scuola, la cui qualità è riconosciuta a livello internazionale, non si deve compiere! Invitiamo tutti a prendere coscienza di quanto sta accadendo e a trovare momenti unitari di confronto, discussione ed iniziativa.

Le insegnanti della scuola elementare “Tito Speri”

I rimandi sono infiniti!

Speriamo che non ve la raccontiate solo fra di voi e che a questa belle iniziativa di Nencetti e Buonriposi vi sia uno sbocco effettivo.

Ho trovato, girovagando, anche una "ripresa" del tema nella rubrica "Nero China" del 11/09/2008: ve la copio:

LUCCA - La notizia che i libri a fumetti finiranno sui banchi di scuola ha scatenato una lunga serie di reazioni. Ne ha parlato Gianfranco Goria sull'agenzia afNews, mentre il noto critico Luca Boschi ha pubblicato un articolo di commento insieme al progetto integrale realizzato da Angelo Nencetti che è finito sulla scrivania del ministro Mariastella Gelmini. L'idea è piaciuta. E così la definizione dell'accordo si avvicina a grandi passi. La firma? Forse già nelle prossime settimane...


Commenti, botta-e-risposta, incontri, telefonate, richieste di chiarimento, voglia di saperne di più. L'introduzione di un libro a fumetti fra i testi utilizzati dagli studenti delle scuole medie d'Italia (superiori e inferiori) rappresenta una rivoluzioni culturale che non può - e non deve - essere trascurata o sottovalutata.

Una novità come questa non stravolgerà certo i programmi ministeriali né metterà in subbuglio insegnanti e istituti, genitori e studenti. Del resto si tratta soltanto di un libro in più. Ciò che più conta è che quel libro sarà, se non si presenteranno ostacoli, un volume a fumetti. Anzi, un file.

Prosegue qui: http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=11604

... Mentre Goria riprende il tutto qui ieri: http://www.afnews.info/public/afnews/news002/newsitem1221215110,57601,.htm


E Stefano Giuntini prosegue con il pezzo "Il potere della Rete". Il passaggio più importante è qui:

LUCCA – C'era da aspettarselo: essendo in una società civile l'istruzione un argomento primario... (...) Le case editrici italiane hanno iniziato a scalpitare creando un effetto domino che ha probabilmente sollecitato la rapida risoluzione dell'accordo. Accellerando, di fatto, un iter capace di rivoluzionare l'insegnamento scolastico con l'integrazione della narrazione per immagini e risollevare l'editoria di settore dal suo storico momento buio. Potere della rete.

Saluti,

Alessia Gavazzi

Salve, gente!

Leggo questa notizia.

Mi sono persa dei passaggi?

Ma i socialisti non erano alleati di Forza Italia e quindi sostenevano il governo?
Invece, pare che ce l'abbiano con la ministra. Copio il reportage.
Saluti,

Helena


Questa mattina, davanti alla Scuola di via Santa Gonda, un gruppo di socialisti, insieme al segretario provinciale, Alessandro Michelozzi, hanno distribuito centinaia di volantini con i quali venivano invitati tutti gli interesati ad aprire un confronto sui temi della scuola e della formazione. Questo il contenuto del documento preparato dai socialisti pratesi e consegnato insieme al volantino:

«Diciamo NO a tagli scriteriati e a riforme affrettate: Diciamo SI ad un confronto su una riforma strutturale del sistema di formazione come perno centrale dello sviluppo. L'inadeguatezza diffusa delle competenze e delle capacità e il generale depauperamento del tessuto culturale sono alcune delle principali cause della crisi strutturale del nostro Paese.

L'intervento della Gelmini, fatto per decreto, sembra invece partire da un'esigenza urgente di fare cassa e non dalla necessità di migliorare l'intero sistema della formazione. Il voto, il grembiule, il ritorno al maestro unico, proposti accarezzando i ricordi delle generazioni più mature, sono un modo propagandistico di far passare il taglio di 87.000 mila docenti della Scuola Primaria. Un taglio drastico che costringerà la Scuola Pubblica, specialmente nei piccoli comuni, a rivedere inevitabilmente il livello di servizio offerto alla popolazione.

Inoltre, il ritorno al maestro unico nega la pluralità dei riferimenti che invece è uno stimolo per la reattività dei ragazzi, consente la differenziazione delle professionalità tra i docenti, favorisce un giudizio più equo degli alunni e offre l'opportunità di adattare l'insegnamento in funzione delle carenze o dei differenti tempi di apprendimento dei ragazzi stessi. Non bisogna mai trascurare il ruolo di recupero sociale insito nel sistema scolastico che oggi è lasciato soprattutto alla sensibilità dei docenti e che deve essere invece promosso e sviluppato organicamente.

Noi socialisti siamo convinti della necessità urgente di una radicale riforma in senso strutturale dell'intero sistema di istruzione, educazione e formazione, dalla prima infanzia all'Università e al mondo del Lavoro, che sostenga i genitori nella crescita dei figli, punti a migliorare fortemente i risultati formativi, supporti l'adeguamento professionale durante la vita lavorativa innescando così una spirale virtuosa di qualificazione delle nuove e vecchie generazioni e di conseguenza dell'intera comunità. La Scuola Pubblica non può essere un parcheggio per i ragazzi né una sorta di ammortizzatore sociale per i docenti, né luogo di precarizzazione o di svalutazione delle professionalità. La Scuola Pubblica deve essere luogo Autorevole ed Eccellente, Motore dello sviluppo complessivo del Paese».

Cari Blogger,
desidero dare una notizia che credo possa interessarvi ...
Dave McKean sarà ospite della undicesma edizione del Matita Film Festival, dal 25 al 28 settembre prossimi.
Due i momenti che lo vedranno protagonista:

1) La proiezione del bellissimo lungometraggio "Mirror Mask", con introduzione e commento dell'Autore.


2) Dave McKean protagonista del "Talking about Animation", un dibattito aperto con i fratelli Quay, Keith Griffiths (il produttore dei Quay) e Thomas Martinelli, giornalista del Manifesto, esperto di arti visive, fumetto e animazione ...
E' facile prevedere che sarà uno di quei momenti da non mancare!

Tutti gli appuntamenti del festival sono a ingresso totalmente gratuito.
Le date: 25-26-27-28 settembre 2008
Location: Cinema Garden
Località: Guardiagrele (in provincia di Chieti), nel cuore del bellissimo Parco Nazionale della Maiella.

Per saperne di più scrivete a: info@matitafilmfestival.it

Chris

Scrivi un commento

If you have a TypeKey or TypePad account, please registrarti

Scrivi un commento

Se hai un account TypeKey o TypePad, accedi.

RICERCA NEL BLOG