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LI'L ABNER RITROVATO

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Sono anni, anzi, sono secoli che desidero inviare un post (a chi voglia leggerlo) su Li'l Abner, il popolare hillbilly residente a Dogpatch creato da Al Capp, geniale cartoonist bastiancontrario, stimatissimo nel suo Paese (gli USA), ma dalla fama piuttosto controversa.

Aggressivamente satirico e beffardo verso il potere da giovane, Al Capp si ritrovò alla fine dei suoi giorni allineato su posizioni decisamente reazionarie, dopo aver sfruttato non poco i suoi collaboratori della striscia che gli aveva dato fama e denari. Disegnatori altrettanto dotati come Andy Amato, Harvey Curtis, Walter Johnson e (tra gli altri) l'illustratore e fumettista Frank Frazetta (del quale abbiamo già parlato marginalmente qui) o Bob Lubbers, principale disegnatore delle strisce slobboviane pubblicate anche in Italia da Linus e supplementi negli anni Sessanta e Settanta.

Con Lubbers, niente affatto risentito per aver visto il suo nome oscurato per anni da quello di Capp, chiacchierammo a lungo di questo e di altri particolari della scena fumettista delle strisce USA nel corso della sua unica visita in Italia a una fiera di fumetti.

(Tra parentesi, a scanso di equivoci, il copyright sui personaggi e sull'opera sono © Capp Enterprises, Inc. All rights reserved.)


Sadie_breakfast_3


Alcapp_daisy_mae

Daisy_mae

Nello specifico, si trattava di una indimenticabile Expocartoon di fine anni Novanta organizzata da Rinaldo Traini e dal gruppo di Immagine: una occasione in cui si lasciava del tempo anche alle opportune visite turistiche degli ospiti agli splendori della Capitale; con Lubbers ne facemmo un ripasso veloce insieme ad Aberto Becattini e a un compagno di viaggio americano anziano quasi quanto lo stesso cartoonist che non sapeva assolutamente nulla di comics.

In seguito, Alberto avrebbe dedicato a Lubbers un eccezionale volume della collana Glamour International Magazine, bilingue: forse l'unico saggio attuamente disponibile sul grande autore dal tratto insospettabilmente versatile.


Forse, su Amazon o su eBay ne sono ancora acquistabili alcune copie.

Su Li'l Abner (amabilmente tradotto in Italiano da Ranieri Carano con un fantasioso crogiuolo di idioletti norditalici) non scrivo, però, questa volta, un pezzo di approfondimento.
Mi limito a proporre un po' di immagini rare, sicuramente ignote per il grosso dei suoi fans italiani.


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Ecco qualche impiego pubblicitario dei vari personaggi della serie: da Li'l alla seducente biondona Daisy Mae, sua moglie; da Sam l'offiziante ai genitori di lui, fra i quali spicca l'inossidabile Pansy Yokum, ispiratrice alla lontana della nostrana Nonna Abelarda.

I lettori di data più vecchia ricorderanno nei fumetti il SADIE HAWKINS DAY, il giorno in cui le zitelle di Dogpatch correvano in una preoccupante competizione sportiva per afferrare i loro futuri possibili mariti; la cerimonia di nozze sarebbe stata offiziata seduta stante, previo un ampio guiderdone ammannito al venale Sam.

La corsa e le sue conseguenze sono raccontate in questo raro (e strano) cartoon di Li'l Abner che vi scodello,
Pur nn rendendo giustizia a Capp e ai suoi collaboratori, mette conto vederlo. Lo spazio per discuterne come si dovrebbe (e soprattutto il tempo) mancano del tutto. Tutte le osservazioni in merito sono benvenutissime.


Abnerreprise

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Di seguito, altri cimeli: copertine di antiche e paludate riviste USA, foto della commedia musicale recente e così via.

Vi compare anche il micidiale generale Bullmoose, il tizio con i baffoni, una sorta di Rockerduck della situazione.


Capp_time_magazine

Capp_su_lifebig

Grazie a Eta Beta per le dritte del giovedì!


Commenti

e non dimentichiamo Moonbeam McSwine!
SLURP!

Per dare maggiore visibilità a questo commento, lo riposto qui, anche se è OT, ma potrebbe interessare (NfT).

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Ho trovato questo filmato con l'intervista al grande indimenticabile Maestro Magnus:
http://it.youtube.com/watch?v=n9V9w_rTj_0

Non avendolo purtroppo mai conosciuto di persona, è stata una grande emozione vederlo e sentirlo per la prima volta.
Io sono negato per la tecnologia, non ho il telefonino, non uso il digitale (ho una vecchia macchina fotografica a pellicola e una telecamera enorme video8 del 1992), ho iniziato ad usare il computer per motivi di lavoro con grande difficoltà e ho messo internet a casa quasi costretto dalle mie figlie, ma devo riconoscere al progresso tecnologico il grande merito di far godere a noi fan della visione di filmati come questo o interloquire in tempo reale con autori o esperti come Luca (io nel 1997 scrissi alcune lettere con quesiti alla rivista Zio Paperone e le risposte firmate da Lidia Cannatella
mi arrivarono per posta dopo oltre un mese).

E' una sensazione incredibile porre un domanda o fare un'osservazione e vedere dopo pochissimo tempo apparire la risposta.

A proposito di filmati ho trovato quest'intervista al mio altro grande mito fumettistico Alfredo Castelli:
http://www.youtube.com/watch?v=bapZtHyf8fM

Era il 1/11/2007 a Lucca; ricordo bene quel giorno perchè avevo assistito al Palazzo Ducale all'incontro su Fumetti e altri media in cui il grande Alfredo e Gianni Bono sviscerarono la loro enorme cultura fumettistica con la visione su schermo di rarissimi fumetti di inizio '900, tratti dalla monumentale opera "Eccoci ancora qui".

All'uscita di quell'incontro riuscii a parlare con Castelli e mi feci scattare due foto insieme a lui, Giulio Cesare Cuccolini e Claude Moliterni; che momento di felicità!


Un caro saluto
Cesare

Grazie Luca!
Da tempo immemore spero che tutto lo scibile lilabneriano venga alfine reso disponibile in lussuosi volumi "hardcover" a mò di quanto avvenne con la Carl Barks Library.
Ho letto diverse storie ed i disegni, le trame e le gags sono irresistibili!

Segnalo che sul sito comics.com vengono presentate quotidianamente strisce classiche di Li'l Abner:

http://www.comics.com/comics/lilabner/index.html

Al momento e' in corso la bellissima avventura della sedia Chippendale...

Concordo con Andrea Ippoliti e invito chi ne ha voglia a narrarci le performance erotiche di Al Capp (se non ricordo male, anche con la all'epoca giovanissima futura madre della protagonista di "Come farsi lasciare in 10 giorni" ;-)

Ciaoissimo
Cryptic Steve

Li'l Abner parlava in dialetto romanesco in quella che forse fu la sua prima apparizione italiana, sulla rivista "Robinson", ideata da un gruppo di giovani appassionati piuttosto colti del dopoguerra. Ho sempre saputo ben poco di questo giornale stampato con ottimi colori.

In USA, se non sbaglio la Fantagraphics aveva cominciato a far uscire una collana di volumi sulla gente di Dogpatch, in particolare ne ricordo uno con le tavole di Frazetta, che non acquistai, ma che era in vendita a Londra al negozio "Gosh Comics", proprio davanti al British Museum.

Temo che l'esperimento non abbia avuto successo e che la collana si sia interrotta. L'editore aveva usato direttamente le stampate tratte dai supplementi a colori, con tutti i pregi e i difetti del caso: colore vintage, ma tratto spesso compromesso.
E così non va...

Saluti.

Eveline

Armando,
per caso tu le hai salvate e se sì quali hai?

Andrea: avevo giusto intenzione di fare un censimento di quel che ho, appena ho finito ti faccio sapere.

Eveline: la Fantagraphics ha pubblicato 4 volumi che dovrebbero raccogliere l'intera produzione di Frazetta per le domenicali di Li'l Abner (ovvero, il periodo 1954-1961). Ce li ho, e concordo sull'opinabile qualita' di riproduzione, ma le storie valgono la spesa!

Non ho mai visto il "Robinson" del primo dopoguerra, possiedo però un "Robinson speciale-supplemento al n.1 di Robinson", edizioni Il Momento, senza data ma risalente agli anni ottanta,dove tra gli altri personaggi fanno capolino due storie di Li'l Abner. Nota: nella rivista viene citato anche il fratello di Al Capp, Elliot, a sua volta coinvolto nei fumetti come soggettista e sceneggiatore (in particolare per la striscia "Abbie an Slats").
Saluti.
G.Moeri

Non ho mai visto il "Robinson" del primo dopoguerra, possiedo però un "Robinson speciale-supplemento al n.1 di Robinson", edizioni Il Momento, senza data ma risalente agli anni ottanta,dove tra gli altri personaggi fanno capolino due storie di Li'l Abner. Nota: nella rivista viene citato anche il fratello di Al Capp, Elliot, a sua volta coinvolto nei fumetti come soggettista e sceneggiatore (in particolare per la striscia "Abbie an Slats").
Saluti.
G.Moeri

Ok Armando,
attenderò tue nuove in questo post....Grazie sin d'ora!

Innanzitutto, per Andrea: dopo rapido brainstorming con Armando, contemplando i resti di furti di dischi di backup e hard disk collassati, siamo piacevolmente sorpresi di possedere ancora il periodo 1948-1955 quasi per intero, salvo "buchi" generati dal sito originale, più il 1934 di nuovo quasi per intero (meno novembre, sempre per motivi misteriosi, ma più il gennaio 1935).

Sui volumi Fantagraphics di Sundays, certo, non sono il massimo della qualità di stampa, colori e retino sbavano o si perdono, ma sempre meglio che niente... O copie da originali, e sono ben fatte, imho, o, appunto, niente, le patinate originali o riprodotte non ci sono... che fare? Io li ho e me li tengo stretti...

Su Al Capp... potremmo star qui una settimana... pochi autori sono così controversi, anche perché pochi autori hanno avuto un così evidente, o quantomeno apparente, voltafaccia dal punto di vista dell'attitudine filosofico-politica... il prezzo dell'indipendenza di pensiero, forse?

Anche per quanto riguarda i collaboratori, come Luca nota nell'introduzione, c'è chi considerava Capp un Boss amichevole e generoso, di paga e riconoscimenti anche pubblici, come appunto Lubbers, e poi c'è Frazetta, e litigi e sangue amaro...

Esiste UNA verità?

Eta,
mandami un'email se sei interessato ad un baratto. Io ho scans di decine di migliaia di comics (non è una esagerazione), soprattutto Four Color, WDC&Ss, Uncle Scrooge, Mickey Mouse, Donald Duck, Detective Comics, Batman etc. etc...

Ciao a tutti, grazie per i commenti su Li'l Abner...

Mooolto ci sarebbe da dire. Eta mi (ci) fa sapere che in una pagina del suoe sito, dedicato ai "Jones Boys" di segariana memoria, ha già stilato un elenco di storie di Li'l Abner uscite in Italia su "Linus" e supplementi.

Non tutto ha lo stesso livello di dettaglio, alla singola strip,
i ragazzi Jones hanno (ha? :-) privilegiato le continuities, anche se il dettaglio in realtà consiste nel marcare con "n.c." (non completo)... Ecco l'indirizzo su Al Capp, che comprende anche le storie di Fearless Fosdick (ovviamente):

http://www.dimensionedelta.net/jones/linus/result.php?a=&b=&c=&d=&f=al+capp&g=&h=&sortby=c&x=102&y=29


Per Eta e Andrea, se volete scambiarvi gli indirizzi senza renderli pubblici, contate su di me, OK?

Ciao!

Luca

Ma lo sapevate che Al Capp aveva una gamba di legno?
Oggi, che sarebbe l'anniversario della sua nascita, l'ho scoperto quando mi sono imbattuto in questo suo volume:


AL CAPP'S POSTHUMOUS MEMOIRS
SHED NEW LIGHT ON THE SOURCE OF HIS HUMOR


"This interesting, well-written volume is recommended for larger cartooning and disabled collections."
--Booklist, American Library Association

Alfred Gerald Caplin, who was born in 1909 and who died seventy years later, was in his prime perhaps the most successful writer of his time. His words were read every single day by literally millions of Americans. And although he wrote less than 50,000 words a year, he was certainly one of the best-paid writers in the business. Better known as Al Capp, this was the creator of Li'l Abner, the most popular comic strip of the 1930s, '40s and '50s.


Not only was Al Capp a popular writer-he was a good writer. His talent for satire and parody is perhaps unequaled in the history of American popular culture. Through the medium of his comic strip, he gave to our vocabulary several words and phrases that most Americans understand, even Americans who are too young to remember reading Li'l Abner with their Wheaties; words like "Dogpatch," "Shmoo," "Daisy Mae," "General Bullmoose," and "Sadie Hawkins Day." Never one to shy from controversy, Capp hit hard with both right and left fists; he began his career as a liberal, and by the end of his life and career he was an outspoken and outrageous critic of the counter-culture and the Anti-War Movement of the 1960s and 1970s.


Al Capp is a well-known name, and his creation, Li'l Abner, is even more well known. What is not so well know is what John Updike calls "the central fact of Al Capp's story": Al Capp had only one leg. And it is the theme of one-leggedness that dominates Capp's newly-published collection of autobiographical essays, My Well-Balanced Life on a Wooden Leg.


It is often claimed that cartoonists tend to draw self-portraits when they create their characters. It is true that Li'l Abner was a naive bumpkin; Capp was a cynical sophisticate. Perhaps more important, Li'l Abner was a long-legged spokesman for the very picture of "physical ability"; whereas Capp was a one-legged spokesman for the physically disabled. He made no secret of his one-leggedness; in fact he wrote about it often, and in 1946 he created a pamphlet to be distributed by the Red Cross to thousands of amputee veterans of World War II. The pamphlet, a cartoon autobiography, which is reproduced in part in My Well-Balanced Life on a Wooden Leg, encouraged young amputees to feel good about themselves, to feel capable and to realize that they have a right to a normal life in society.


A subtheme of My Well-Balanced Life on a Wooden Leg is Capp's memories of teen-age lust, made all the more poignant because of his handicap. The fact that Li'l Abner used his two strong legs to run away from women every year on Sadie Hawkin's Day is ironic: Al Capp recounts in his memoirs how during his teen-age years he perceived his one-leggedness as the only impediment to his chasing after girls. But what he lacked in physical prowess, Capp more than made up for in wit, and the accounts of his scheming and pining in pursuit of the opposite sex are hilarious.


Readers interested in other aspects of Al Capp's life- his background, his cartooning career, his family life, and his international celebrity-will not be disappointed. Even the younger readers who never knew Capp on a daily basis will enjoy the cleverness of his story-telling wit. And for those readers who have any interest in the disabled community, My Well-Balanced Life on a Wooden Leg is a must.

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