DETESTO FACEBOOK, a cura di Stefania Bisacco
Stefania Bisacco mi invia questo interessante pezzo, che ha tradotto stamattina, un po' in fretta (e al quale altrimenti non avremmo avuto accesso).
A chi ha già il suo profilo su facebook e a chi ci sta pensando... si legga questo bellissimo articolo apparso sul Guardian... benedetti inglesi!!!
Con amici come questi ...
Facebook ha 59 milioni di utenti - e 2 milioni di nuovi utenti si iscrivono ogni settimana. Ma Tom Hodgkinson non verrà beccato a fornire volontariamente i propri dati personali - non ora conosce le intenzioni delle persone che stanno dietro alla creazione di questo sito e della sua rete sociale.
Tom Hodgkinson -The Guardian
Disprezzo Facebook
Questo business americano dall’enorme successo si descrive come " uno strumento sociale che collega tra loro gli amici e le persone che lavorano, studiano o vivono insieme". Ma aspettate. Quale diavolo sarà il motivo che mi costringe ad avere bisogno di un computer per connettermi con la gente intorno a me? Perché i miei rapporti dovrebbero essere mediati attraverso l'immaginazione di un gruppo di supercervelloni originari della California?
Che cosa c’era di male in un pub?
Ma Facebook connette davvero le persone? O forse non ci disconnette, dal momento che invece di fare qualcosa di divertente, come parlare o mangiare o ballare o bere con gli amici, sto semplicemente inviando loro note sgrammaticate e divertenti foto nel cyberspazio, mentre sto incatenato alla mia scrivania? Un mio amico mi ha detto recentemente che aveva trascorso una Sabato notte a casa da solo su Facebook, a bere alla sua scrivania. Che immagine triste. Lungi dal connetterci, Facebook effettivamente ci isola alle nostre scrivanie.
Facebook inoltre lusinga la nostra vanità ed egocentrismo. Se metto una bella immagine di me stesso con un elenco delle mie cose preferite, posso costruire una bella rappresentazione artificiale di me stesso, al fine di ottenere sesso o approvazione. ( "Mi piace Facebook", ha detto un altro amico. " mi è valso una scopata.") Si incoraggia inoltre una preoccupante competitività sull’amicizia: ormai sembra che riguardo agli amici la qualità non conti nulla e la quantità sia sovrana. Più amici hai, migliore sei. Sei "popolare", nel senso molto amato nelle scuole superiori americane. Ne è testimone il titolo del nuovo giornale su Facebook della Dennis Publishing: "Come raddoppiare la tua lista di amici".
Sembra, tuttavia, che io sia molto solo nella mia ostilità. Mentre scrivo, Facebook afferma di avere 59 milioni di utenti attivi, di cui 7 milioni nel Regno Unito, il terzo più grande cliente di Facebook dopo gli Stati Uniti e il Canada. Vuol dire 59 milioni di babbei, i quali hanno tutti volontariamente fornito informazioni sulla loro identità e sulle loro preferenze nei consumi a un impresa americana di cui non sanno nulla. Proprio ora, 2 milioni di persone si iscrivono ogni settimana. Al ritmo attuale di crescita, Facebook avrà più di 200 milioni di utenti attivi il prossimo anno a quest’epoca. E prevedo che, se non altro, il suo tasso di crescita accelererà nel corso dei prossimi mesi. Come dice il suo portavoce Chris Hughes: "Si è infiltrato in misura tale che sarà difficile liberarsene."
Tutto quanto sopra sarebbe stato sufficiente a farmi odiare Facebook per sempre. Ma ci sono altre ragioni per odiarlo. Molte di più.
Facebook è un progetto ben finanziato, e la gente dietro al finanziamento, un gruppo di speculatori della Silicon Valley, ha una chiara ideologia di pensiero sperano di diffondere in tutto il mondo. Facebook è una manifestazione di questa ideologia. Come è già successo con PayPal, si tratta di un esperimento sociale, espressione di un particolare tipo di liberalismo neoconservatore. Su Facebook si può essere liberi di essere chi si vuole essere, fino a quando si accetta di essere bombardati da messaggi pubblicitari delle più grandi marche mondiali. Come con PayPal, i confini nazionali sono una cosa del passato.
Anche se il progetto è stato inizialmente concepito dalla stella dei media Mark Zuckerberg, il vero volto dietro Facebook è Peter Thiel, quarantenne speculatore della Silicon Valley e filosofo futurista.
Ci sono solo tre membri nel consiglio d'amministrazione di Facebook, e sono Thiel, Zuckerberg e un terzo investitore, Jim Breyer della Accel Partners (di lui parleremo dopo). Thiel ha investito 500.000 dollari in Facebook, quando gli studenti di Harvard Zuckerberg, Chris Hughes e Dustin Moskowitz sono andati a incontrarlo a San Francisco nel giugno 2004, subito dopo aver lanciato il sito. Thiel ora possiede il 7% di Facebook, che, con l’attuale valutazione di Facebook di 15 miliardi di dollari, vuol dire circa 1 miliardo di dollari. E’ nato un grosso dibattito su chi fossero davvero i co-fondatori originari di Facebook, ma chiunque fossero, Zuckerberg è l'unico a essere rimasto, anche se Hughes e Moskowitz ancora lavorano per l'azienda.
Thiel è considerato nella Silicon Valley e negli Stati Uniti della speculazione come un genio libertario. E’ il co-fondatore e amministratore delegato del sistema bancario virtuale PayPal, che ha venduto a eBay per 1,5 miliardi di dollari, tenendo 55 milioni per sé. Ha anche un fondo di copertura di 3 miliardi di dollari chiamato Clarium Capital Management e un fondo di capitale di rischio chiamato Founders Fund. Il Bloomberg Markets Magazine lo ha recentemente chiamato "uno dei più grandi gestori di fondi di copertura nel paese". Ha fatto soldi con le scommesse sul rialzo dei prezzi del petrolio e nel prevedere correttamente l’indebolimento del dollaro.
Lui e i suoi amici assurdamente ricchi di Silicon Valley sono stati recentemente etichettati "La mafia PayPal" dal giornale Fortune, il cui cronista ha anche osservato che Thiel ha un maggiordomo in livrea e una McLaren da $ 500000. Thiel è anche bravissimo a giocare a scacchi e intensamente competitivo. E’ conosciuto per il gesto di lanciare a terra la scacchiera furibondo quando perde. E non si scusa per questa iper-competitività, anzi: il suo motto è "Mostrami un buon perdente e ti mostrerò un perdente".
Ma Thiel è più di un semplice capitalista avaro e intelligente. E’ un filosofo futurista e attivista neoconservatore. Laureato in filosofia presso la Stanford, nel 1998 ha partecipato alla stesura di un libro chiamato “Il mito della differenza”, che è un attacco dettagliato contro lo spirito libertario e il multiculturalismo che domina la Stanford. Egli ha sostenuto che il "multiculturalismo" ha portato ad una diminuzione delle libertà individuali. Mentre era studente a Stanford Thiel ha fondato una rivista di destra, ancora esistente ed attiva, chiamata Stanford Review – il cui motto è: Fiat Lux ("Sia la luce").
Thiel è un membro del TheVanguard.org, un gruppo di pressione neoconservatore su Internet che è stato istituito per attaccare MoveOn.org, un gruppo di pressione liberale che lavora sul web. Thiel si autoproclama "antilibertario".
The Vanguard è gestito da un tale D. Rod Martin, un filosofo-capitalista che Thiel ammira molto. Sul sito, Thiel dice: "Rod è una delle menti più brillanti nella creazione delle idee nuove e necessarie sulle politiche pubbliche. Egli ha una visione più completa dell'America rispetto a quella che hanno la maggior parte dei dirigenti sulle proprie imprese".
Questo piccolo assaggio dal loro sito vi darà un'idea della loro visione del mondo: "TheVanguard.Org è una comunità online di americani che credono nei valori conservatori, nel libero mercato e in un governo di pochi come mezzo migliore per portare la speranza e opportunità infinite per tutti, specialmente i più poveri tra di noi". Il loro obiettivo è quello di promuovere politiche che "rimodellare l'America e il mondo". TheVanguard descrive la sua politica come "Reaganite / Thatcherite". Il messaggio del presidente dice: "Oggi insegneremo a Moveon [sito liberale], a Hillary e alla media di sinistra lezioni che non hanno mai immaginato".
Quindi, la visione politica di Thiel non è in dubbio. Cosa dire della sua filosofia? Ho ascoltato un podcast sulle idee di Thiel per il futuro. La sua filosofia, in breve, è questa: dal 17 ° secolo, alcuni pensatori illuminati hanno allontanato il mondo dal “vecchio stile di vita” vincolata alla natura, e qui egli cita la famosa caratterizzazione della vita di Thomas Hobbes come "brutta, brutale e breve", verso un nuovo mondo virtuale in cui abbiamo conquistato la natura. Il valore ora si situa nelle cose immaginate. Thiel dice che PayPal è stata motivata da questa convinzione: che è possibile trovare il valore non in oggetti fabbricati realmente, ma nelle relazioni tra gli esseri umani. PayPal è un modo di muovere denaro in tutto il mondo senza restrizioni. Bloomberg Markets la mette così: "Per Thiel, PayPal era tutto sulla libertà: consente infatti alle persone di eludere i controlli sulle valute e muovere denaro in tutto il mondo."
Chiaramente, Facebook è un altro esperimento uber-capitalista: si possono fare soldi sull’amicizia? Si possono creare delle comunità libere dai confini nazionali - e quindi vendergli la Coca-Cola? Facebook è del resto profondamente poco creativa. Non fa nulla, ma media semplicemente rapporti che già esistono.
Il mentore filosofico di Thiel è tale René Girard della Stanford University, fautore di una teoria del comportamento umano chiamato desiderio mimetico. Girard ritiene che le persone siano essenzialmente come pecore e copino l'un l'altro senza molta riflessione. La teoria sembrerebbe essersi dimostrata corretta nel caso dei mondi virtuali di Thiel: l'oggetto desiderato è irrilevante; tutto quello che dovete sapere è che gli esseri umani tendono a muoversi in branchi. Da cui scaturiscono le bolle finanziarie. Di qui l'enorme popolarità di Facebook. Girard è uno degli assidui frequentatori delle serate intellettuali organizzate da Thiel. Ciò di cui non si parla nella filosofia di Thiel, tra l'altro, sono vecchi concetti del mondo reale quali arte, bellezza, amore, gioia e verità.
Internet è immensamente attraente per neocons come Thiel, perché promette un certo tipo di libertà nei rapporti umani e nel mondo degli affari, la libertà da scoccianti leggi nazionali, confini nazionali e simili. Internet apre un mondo di libero scambio ed espansione senza limiti. Thiel sembra anche approvare paradisi fiscali off-shore, e sostiene che il 40% della ricchezza mondiale risiede in luoghi come Vanuatu, Isole Cayman, il Principato di Monaco e le Barbados. Penso che sia far notare che Thiel, come Rupert Murdoch, è contro le tasse. Egli ama anche la globalizzazione della cultura digitale perché rende gli imperi bancari duri da attaccare: "Non è possibile che una rivoluzione dei lavoratori investa una banca, se la banca è in Vanuatu", spiega.
Se la vita nel passato era brutta, brutale e breve, in futuro Thiel vuole renderla molto più lunga, e a tal fine ha anche investito in una società che sta studiando tecnologie di allungamento della vita. Ha investito 3.5 milioni sui lavori di un gerontologo con sede a Cambridge chiamato Aubrey de Gray, che è alla ricerca della chiave per l'immortalità. Thiel è anche nel consiglio di amministrazione di una cosa chiamata Istituto Particolare per l’Intelligenza Artificiale. Dal suo fantastico sito web, proclama: " Questo istituto è la creazione tecnologica di un intelligenza più che umana. Ci sono diverse tecnologie ... che vanno in questa direzione ... ... Intelligenza Artificiale, interfacce dirette cervello-computer... l'ingegneria genetica ... diverse tecnologie che, se raggiungessero un alto livello, permetterebbero la creazione di intelligenza più che umana ".
Quindi, per sua stessa ammissione, Thiel sta cercando di distruggere il mondo reale, che egli chiama anche "natura", e installare un mondo virtuale al suo posto, ed è in questo contesto che dobbiamo vedere l'ascesa di Facebook. Facebook è un esperimento deliberato di manipolazione a livello mondiale, e Thiel è un brillante individuo nel pantheon neoconservatore, con un debole per lontane fantasie tecno-utopiche. Non qualcuno che vorrei aiutare ad arricchirsi.
Il terzo membro del direttivo di Facebook è Jim Breyer, partner della Accel Partners, che ha investito $ 12,7 su Facebook nel mese di aprile 2005. Nel consiglio di amministrazione di giganti americani come Wal-Mart e Marvel Entertainment, è anche un ex presidente della National Venture Capital Association (NVCA). Ora queste sono le persone che stanno veramente dietro a tutto ciò che succede di rilevante in America, perché investono nei nuovi giovani talenti, come Zuckerbergs e simili. il più recente ciclo di finanziamento di Facebook è stato guidato da una società denominata Greylock Venture Capital, che ha investito la somma di $ 27.5m. Uno dei dirigenti della Greylock partner è Howard Cox, un altro ex presidente della NVCA, che è anche nel consiglio di amministrazione della In-Q-Tel. Che cos’è In-Q-Tel?
Beh, che ci crediate o meno (e controllate il loro sito web), questo è l’ala del capitale a rischio della CIA.
Il Dipartimento della difesa degli USA e la CIA amano tecnologia perché rende più facile lo spionaggio. "Abbiamo bisogno di trovare nuovi modi che agiscano da deterrente per i nuovi avversari", il segretario della difesa Donald Rumsfeld ha dichiarato nel 2003. "Abbiamo bisogno di fare il salto nell’età dell’informazione, che è il fondamento critico dei nostri sforzi di trasformazione". il primo presidente di In-Q-Tel è stato Gilman Louie, che è stato nel consiglio di amministrazione della NVCA con Breyer. Un'altra figura chiave nella In-Q-Tel è Anita K. Jones, ex direttore della ricerca e di ingegneria della difesa per il dipartimento statunitense della difesa, e - con Breyer - membro del Board di BBN Technologies.
Quando ha lasciato il dipartimento statunitense della difesa, il senatore Chuck Robb ha detto di lei: "Ha unito la tecnologia militare all’operatività per progettare piani dettagliati ingrado di sostenere la posizione dominante degli Stati Uniti sui campi di battaglia del prossimo secolo".
Ora anche se non credete all’idea che Facebook sia una sorta di estensione del programma imperialista americano incrociato con uno strumento di raccolta di massa delle informazioni, non c'è modo di negare che, come business, è una vera genialata. Alcuni nerds hanno suggerito in rete che la sua valutazione di 15 miliardi di dollari sia eccessiva, ma mi permetto di sostenere che sia invece fin troppo modesta. La sua portata è davvero vertiginosa, e il potenziale di crescita è praticamente illimitato. "Vogliamo che tutti siano in grado di utilizzare Facebook", spiega la voce impersonale del Grande Fratello sul sito web. Ci credo che lo desiderano.. E’ l’enorme potenziale di Facebook che ha portato Microsoft ad acquistare 1,6% per 240 milioni. Una recente voce dice che l’investitore asiatico Lee Ka-Shing, il nono uomo più ricco del mondo, ha comprato lo 0,4% di Facebook per $ 60m.
I creatori del sito devono solo gingillarsi con il programma. Generalmente, stanno seduti e guardano milioni di Facebook-dipendenti caricare volontariamente le loro informazioni personali, foto ed elenchi dei loro oggetti di consumo preferiti. Una volta che ha beneficiato di questo vasto database di esseri umani, Facebook semplicemente vende le informazioni agli inserzionisti, o, come Zuckerberg la mette in un recente post sul blog, "per cercare di aiutare le persone a condividere le informazioni con i loro amici sulle cose che fanno sul web ".
E anzi, questo è proprio ciò che sta succedendo. Il 6 novembre dello scorso anno, Facebook ha annunciato che 12 marche globali erano salite a bordo, incluse Coca-Cola, Blockbuster, Verizon, Sony Pictures e Condé Nast. Tutti formati nella commercializzazione di stronzate del più alto livello,, i loro rappresentanti hanno commentato entusiasti come segue.
"Con le pubblicità di Facebook, i nostri marchi possono diventare parte del modo in cui gli utenti comunicano e interagiscono su Facebook", ha detto Carol Kruse, Vice Presidente marketing interattivo globale della Coca-Cola Company. "Riteniamo che si tratti di un modo innovativo per coltivare rapporti con milioni di utenti di Facebook, permettendo loro di interagire con Blockbuster in modi convenienti, pertinenti e divertenti", ha affermato Jim Keyes, presidente e amministratore delegato Blockbuster. "Questo va al di là delle creazioni pubblicitarie. Si tratta di Blockbuster che partecipa alla comunità dei consumatori in modo che, in cambio, i consumatori si sentano motivati a condividere i benefici del nostro marchio con i loro amici". "Condividere" nel linguaggio di Facebook sta per "pubblicizzare". Iscriviti a Facebook e diventerai un inserzione libera di camminare e parlare per Blockbuster o Coca-Cola, esaltando le virtù di queste marche ai tuoi amici. Stiamo assistendo alla mercificazione dei rapporti umani, l'estrazione di valore capitalista dalle amicizie.
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Ora, dal confronto con Facebook, i giornali, ad esempio, ne escono irrimediabilmente obsoleti come modello di business. Un giornale vende spazi pubblicitari per aziende che vogliono vendere qualcosa ai propri lettori.
Ma il sistema è molto meno sofisticato di Facebook per due motivi. Uno di questi è che i giornali devono sopportare la noiosa spesa di pagare i giornalisti per fornire contenuti. Facebook ottiene il suo contenuto gratuitamente. L'altra è che Facebook può individuare il target della sua pubblicità con precisione di gran lunga superiore a un giornale. Ammettete su Facebook che il proprio film preferito è Hellboy, e quando un film del genere uscirà, potete essere certi che vi invieranno la pubblicità.
E'vero che Facebook di recente si è messo nei pasticci con Beacon, il suo programma di pubblicità. Agli utenti è stato notificato che uno dei loro amici aveva fatto un acquisto in alcuni negozi on-line; 46.000 utenti hanno ritenuto questo livello di pubblicità invadente, e firmato una petizione denominata "Facebook! Smettila di invadere la mia privacy!"
Zuckerberg si è scusato sul blog dell’azienda. Ha scritto che ora hanno cambiato il sistema e invece che distaccarsi si dovrà decidere di partecipare al programma. Ma ho il sospetto che questa piccola ribellione sull’essere così spietatamente mercificati sarà presto dimenticata: dopo tutto, vi è stato un clamore nazionale da parte del movimento delle libertà civili, quando l'idea di una forza di polizia è stato dibattuto nel Regno Unito a metà degli anni 19 ° secolo.
Inoltre, avete mai voi utenti di Facebook effettivamente letto l'informativa sulla privacy? Si dice che non avete molta vita privata. Facebook finge di essere per la libertà, ma non è davvero più simile ad un regime totalitario virtuale ideologicamente motivato, con una popolazione che sarà molto presto superiore a quella del Regno Unito? Thiel e gli altri hanno creato il proprio paese, un paese di consumatori.
Ora potreste, come Thiel e gli altri nuovi maestri del cyberverso, trovare questo esperimento sociale estremamente eccitante. Ecco finalmente lo stato illuminista tanto desiderato da quando i Puritani del 17 ° secolo hanno navigato verso l'America del Nord, un mondo in cui ognuno è libero di esprimersi a proprio piacimento, in base a chi sta guardando. I confini nazionali sono una cosa del passato e tutti insieme salterelliamo in un libero spazio virtuale. La natura è stata conquistata grazie alla la sconfinata ingenuità dell’uomo. Sì, e si può decidere di inviare al geniale investitore Thiel tutti i propri soldi, e certamente aspettate con impazienza per la quotazione pubblica dell’inarrestabile Facebook.
Oppure si potrebbe riflettere sul fatto che non si vuole davvero essere parte di questo programma pesantemente finanziato per creare un arida repubblica virtuale globale, dove noi stessi e le nostre relazioni con i nostri amici sono convertiti in beni in vendita a gigantesche marche mondiali. Potresti decidere che non desideri essere parte di questa offerta pubblica di acquisto per il mondo.
Per parte mia, mi ritiro del tutto dalla cosa, rimango sconnesso il più possibile, e trascorro il tempo che risparmio da Facebook facendo qualcosa di utile, come leggere libri. Perché dovrei voler sprecare il mio tempo su Facebook, quando non ho ancora letto l’Endymion di Keats? E quando ci sono semi da seminare nel mio giardino? Non voglio ritirarmi dalla natura, vorrei ricollegarmi ad essa. Dannata aria condizionata! E se voglio connettermi alla gente intorno a me, vorrei tornare ad un vecchio pezzo di tecnologia. È gratuito, facile e offre una esperienza individuale davvero singolare di condivisione delle informazioni: è chiamato parlare.
Facebook sulla privacy
Solo per divertimento, provate a sostituire le parole 'Grande Fratello' ogni volta che leggere la parola 'Facebook'
1
Vi pubblicizzeremo
"Quando si utilizza Facebook, è possibile impostare il profilo personale, stringere relazioni, inviare messaggi, effettuare ricerche e query, formare gruppi, creare eventi, aggiungere applicazioni, e trasmettere le informazioni attraverso vari canali. Raccogliamo queste informazioni in modo che si possa fornire il servizio e offrire funzionalità personalizzate ".
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Non è possibile eliminare nulla
"Quando si aggiornano le informazioni, verrà mantenuta una copia di backup della versione precedente per un periodo di tempo ragionevole per consentire il ritorno alla versione precedente di tali informazioni."
3
Chiunque può dare uno sguardo alle tue più intime confessioni
"... Non possiamo garantire che i contenuti degli utenti pubblicati sul sito non verranno visualizzati da persone non autorizzate. Non siamo responsabili per qualsiasi elusione delle impostazioni di privacy o delle misure di sicurezza contenute nel sito. Comprendi e riconosci che, anche dopo la rimozione, la riproduzione di contenuti dell’utente può rimanere visibile nell’archivio della cache o delle pagine o se altri utenti hanno copiato e incollato i tuoi contenuti utente ".
4
Il vostro profilo di marketing da noi creato sarà imbattibile
"Facebook potrà anche raccogliere informazioni su di te da altre fonti, come i giornali, i blog, i servizi di messaggistica istantanea, e gli altri utenti del servizio di Facebook attraverso il funzionamento del servizio (ad esempio, i tag foto), al fine di offrirti informazioni utili e una esperienza più personalizzata ".
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Uscirne non significa uscirne
"Facebook si riserva il diritto di inviare avvisi sul tuo conto, anche se avrai eliminato volontariamente tutte le notifiche via email ".
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La CIA potrebbe guardare la tua roba quando gli va.
"Con Facebook, acconsenti ad avere i tuoi dati personali trasferiti e elaborati negli Stati Uniti... Potremmo essere tenuti a divulgare informazioni sugli utenti ai sensi della legge, come in caso di citazioni o ingiunzioni, o in conformità con le leggi . Noi non riveleremo informazioni fino a quando non avremo saremo convinti che una richiesta di informazioni da parte delle autorità giudiziarie o di privati contendenti soddisfa le norme di legge in corso di validità. Inoltre, potremo condividere le informazioni sull’utente o altre informazioni, se riterremo che sia necessario per conformarsi alla legge, al fine di proteggere i nostri interessi o dei beni, per prevenire le frodi o altre attività illecite perpetrate attraverso il servizio di Facebook o utilizzando il nome Facebook, o per evitare pericoli imminenti. Ciò può includere la condivisione delle informazioni con altre società, avvocati, agenti o agenzie governative ".
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NOTA: Le quattro immagini che ho inserito non c'entrano nulla.
Sono tratte da un catalogo, impostato da Carlo Chendi e pubblicato dalla Comic Art nel 1994, che raccoglie vari omaggi indirizzati a Carl Barks in occasione del suo tour europeo.
Barks se n'è andato ormai da quasi dieci anni, ma fa comunque sempre un po' d'impressione constatare che dei regali fattigli adesso sono all'asta su eBay, come questo mio originale, e quelli di Francesca Ghermandi e Nicola Mari.
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ATTENZIONE: Il resto della discussione su questo tema si trova a questa pagina
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Quello che resta dalla lunga lettura di tutte queste cose è che l'autore dell'articolo risulta una persona ancora peggiore di quelle che attacca (che francamente se vogliono fare soldi, che c'è di male? Nessuno l'ha mai messo in dubbio e nessuno si illude la gente sia lì a fare la carità).
E' uno di quei babbaloni a cui piace dire "ah, io vado al pub con gli amici", "ah, io leggo i libri" dando per scontato che gli altri, solo perché usano Facebook (ma si può inserire nella stessa frase qualsiasi altra società del genere, chessò, "Twitter" o ancora meglio "Google") siano inferiori a lui, non escano mai di casa e non sappiano leggere. Ancora con questi discorsi *nel 2008*, ma da dove è uscito questo, da un freezer?
E naturalmente noialtri non siamo in grado di capire cosa vogliamo condividere o meno (su Facebook o altrove), perché a quanto pare secondo lui siamo dei "babbei". Bene, il sentimento è totalmente reciproco. Bah.
Scritto da: Francesco | 24/09/08 at 13:54
Di milioni di iscritti, un suo amico ha passato la notte su facebook, un altro a rimorchiato e noi siamo gli sfigati...
Scritto da: Fabio... | 24/09/08 at 14:52
h
Scritto da: Fabio... | 24/09/08 at 14:53
I giornalisti, fanno e disfano. La stessa cosa è accaduta su Repubblica: prima, un paio di paginate per elogiare facebook; dopo qualche settimana l'invettiva, dove tutto diventa negativo, etc. etc. Sappiamo tutti che facebook non è altro che una scemenza divertente, ma di qui a mettersi a pontificare tutta quella valangata di parole qui sopra... bah!
Scritto da: qohelet | 24/09/08 at 15:04
Mah, a me ha fatto comunque piacere leggerlo. Immaginavo la rivolta dei facebookkiani!
E sono anche d'accordo con Francesco che osservazioni simili potrebbero farsi anche per Twitter e via discorrendo...
Mi ha ha fatto ridere Fabio, che si era dimenticato dell'"h"!
Ilaria
Scritto da: Ilaria | 24/09/08 at 15:04
Allora ho fatto bene a mettere nelle mie info personali che abito in Indonesia in Via Le Dita Dal Naso, visioni politiche "Other", credenze religiose "Ho visto la luce"!
Scritto da: Giorgio | 24/09/08 at 22:17
Certo, Giorgio, hai fatto benone!
Io, a faceBook e atutti gli altri sistemi simili rispondo con un disegno.
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Buona serata!
Mattia
Scritto da: Mattia | 24/09/08 at 22:30
Ciao, ho visto che hai pubblicato l'articolo da me tradotto in tutta fretta stamattina, ancora zeppo di refusi ed orrori!!!!!
E ho potuto vedere che molte persone si sono già ribellate...
Personalmente, il mio sdegno nasce da diverse considerazioni: prima di tutto che tutti i miei amici ormai mi dicano "dài, perchè non ti iscrivi a Facebook" come se fosse essenziale ai fini della nostra amicizia che io mi iscriva a un network virtuale.
Secondo, non sopporto che sconosciuti che non hanno nulla da dirmi mi chiedano di diventare "amici" perchè il mio profilo gli garba o per avere 10304043040303406977060000 amici.
Poi, checché ne dicano quelli che lo difendono, 'sti programmi del cavolo ti fan perdere un sacco di tempo a caricare informazioni su di te, che poi stan lì, nero su bianco, e a volte manco ti ricordi più di quello che avevi scritto o era meglio se te lo tenevi per te.
Quarto - ma non meno importante - non saremo tutti babbioni come dice uno dei tuoi lettori e sappiamo benissimo che le info personali le usano...
E allora, doppiamente babbioni, gliele serviamo su un piatto d'argento? In un mondo dove i miei confini personali sono sempre più invasi e messi in discussione da emeriti sconosciuti, che si permettono di decidere sul mio corpo e sulla mia stessa vita - vedi cosa succede con la mancanza di una legge sul testamento biologico - siamo proprio diventati molluschi a lasciarci circuire felici e contenti!
Sai di cosa mi vanto? Sono almeno tre anni che non guardo più la televisione, se voglio vedo un film, vado al cinema, leggo un libro o un giornale, ma non so più che faccia abbiano le veline, i lubrani, marzulli, scotti bagaglini e cazzate varie.....non sai come sto bene! E soprattutto i tiggì catastrofisti.
Tra un pò mi sa che mi verrà in casa "mamma" Rai... non sai come l'aspetto! Per dirle che di una matrigna del genere onn me ne faccio nulla!
Baci e saluti dalla tua pen pal
Stefania
Scritto da: Stefania Bis | 24/09/08 at 22:35
Stefania, anch'io trovo che molte delle cose che non ti piacciono di Facebook (come voler avere più amici di tutti, o aggiungere la gente sconosciuta tanto per farlo) siano assolutamente stupide... ma condannare un servizio perché c'è qualcuno che lo usa male non mi sembra molto sensato. Aboliamo le auto perché qualcuno guida ubriaco? Non credo.
Poi, quello che tu chiami "perdere tempo", io o altri possiamo chiamarlo "divertimento". E penso che chiunque sia libero di divertirsi come gli pare. Scrivendo su un blog, per esempio. Tenendo un sito. Chattando. O aggiornando il suo status su facebook o su twitter per far sapere agli amici che sta andando al mare. O che ha sonno. O che ha incontrato David Tennant.
Personalmente so bene quali info ho condiviso e francamente non mi sembra di aver mai condiviso info che avrei fatto meglio a tenere per me. *Quel* genere di info semplicemente non l'ho mai condiviso... non è difficile, visto che è l'utente che sceglie cosa scrivere. E si può sempre fare come il buon Giorgio qui sopra, sparare qualche cazzata nei dati "sensibili" invece di lasciarli in bianco come invece faccio in genere io. Nessuno ti denuncerà per questo.
E visto che è l'utente che decide che genere di info passare, sì, non vedo nulla di male nel servigliele su di un piatto d'argento. Sono fan di Hellboy, come dice l'articolo? Mi personalizzino gli annunci sui volumi di Hellboy, che male c'è? Sempre meglio delle pubblicità generiche sulla ricrescita dei capelli. Mi propongono annunci pubblicitari mirati invece che casuali, come Google con GMail... che delitto! D'altronde questa gente mi fornisce un servizio "gratuito", e visto che non esiste nulla di gratuito a questo mondo, questo metodo di "pagamento" mi pare corretto e sostanzialmente onesto.
Questo articolo invece non lo è affatto, quando per esempio riporta delle normalissime norme sulla privacy in completa malafede. Come la 3. Che ovviamente serve a Facebook per pararsi il culo quando un friend diffonde all'esterno qualcosa che tu hai reso disponibile ai soli friend. Messa così invece, con quei titoletti da tabloid di quinta categoria, naturalmente manipola il lettore nel pensare che sia proprio una norma da cattivoni!
Ribadisco la mia colta citazione: Bah!
Scritto da: Francesco | 24/09/08 at 23:55
Manca una domanda nell'articolo del Guardian: in cambio di quello che prende, Facebook cosa dà?
Milioni di persone nel mondo, nel pesare il dare e l'avere, rispondono che Fb dà qualcosa di più rispetto a quello che prende – al costo quasi zero che chiede.
A me per esempio, mentre ero al bar a farmi una birra in compagnia (ci vado un paio di volte la settimana) è capitato di chiedermi dove fossero finite certe persone che avevo frequentato tempo prima e che da tempo non vedevo più. Talune di esse, in Fb, le ho ritrovate.
Ma certo, la mia esperienza individuale è un campione statistico limitatissimo.
Guido Tedoldi
Scritto da: Guido Tedoldi | 25/09/08 at 04:26
Ciao,
Facebook è nato come network telematico per accademici, come tanti ne erano nati negli anni Novanta nelle università. Ancora moltissimi ne esistono nelle università. In Germania il network degli universitari, per esempio, si chiama Studivz.de ed è usato da tantissimi studenti in modo regolare e anche creativo. Ci si scambia informazioni su esami e prove e lezioni, sulle feste a cui andare ecc. E in effetti si ampliano le amicizie, dal momento che poi il luogo fisico è ineliminabile: studenti di una stessa città possono conoscersi su Studivz e poi vedersi alla festa di facoltà. E magari trombare pure. I livelli di utilità dei network (fisici o telematici) sono moltissimi e ciascuno sceglie come usare tali network; o meglio, usando il caro italiano, tali reti di contatti.
Una rete professionale molto frequentata è Xing, un'altra è Grouply, ecc. Ma pensate anche solo a Meetic. O, meglio/peggio, ad Adultfriendfinder.
Insomma si va dagli scopi di relazione accademica/professionale alla più frequentata di tutte le umane attività, il sesso.
Dal mio punto di vista, e rispetto all'uso che ne faccio, Facebook è una rubrica in cui metto tutte le persone che ho incontrate in convegni, conferenze, festival; si trovano molto lontane e quindi tanto vale poterle frequentare anche con brevissimi messaggi di servizio una volta tanto; la differenza rispetto all'e-mail (su cui si erano a suo tempo scagliate le invettive di parrucconi e apocalittici vari) è che Facebook può essere considerata una piazza, dove le relazioni di conoscenza sono condivise e quindi anche tali conoscenze possono essere condivise.
Questo non ha nulla a che fare con la tentazione o la tendenza a rimanere in casa a ruttare birrosamente di fronte al monitor ma con il progetto di costruirsi una mappa di conoscenze acquisite in un luogo e in un tempo X, che sarà possibile sfruttare e far fruttare in un altro luogo e tempo Y.
Se poi tutto ciò non si avvera, pazienza. Credo che alla fine l'accortezza nell'uso di questo strumento sia non esagerare nel fornire informazioni personali (fra cui le fotografie); o, in alternativa, e penso ancora più saggiamente, scegliere con cura di chi essere amico. Non è che se uno mi chiede di essere suo amico io debba accettare. Anzi l'ho fatto già una o due volte e mi sono pentito, a livello di principio; non che abbia nulla contro questi due che si sono proposti come amici, ma in effetti la cosa è, ora come ora, considerabile quasi un nonsense. Diciamo che la forza di Facebook è anche nei nomi usati. Molti dei miei "friends" su Facebook in realtà sono contatti di lavoro o universitari; la parola amico, come la frase "ti amo", andrebbe centellinata come una parola preziosa, qual è.
Per quanto riguarda, infine, il discorso complottistico dell'articolo, lo trovo giustificabile nella misura in cui - come in effetti accade - moltissimi di questi 59 milioni di facebookiani riversano sul loro profilo Facebook una quantità inverosimile di informazioni; ma in questo Facebook non è molto diverso da Youtube e da tutti gli altri spazi del web 2.0.
Riflessioni improvvisate, spero un minimo sensate.
Ciao
Marco
Scritto da: Marco Pellitteri | 25/09/08 at 15:41
Mi ha ha fatto ridere Fabio
Bel lapsus :)
Stefania, dici che il pin della "bancaonline" non dovevo darlo a quelli di facebook?
Se vogliamo fare a gara a chi cel'ha più lungo, io il televisore nemmeno cel'ho,
da quando ho casa mia, 4 anni.
E neanche prima avevo tempo o voglia di guardare la televisione.
Perdi tempo sui social network? Io no, io consolido amicizie coi colleghi fumettari, scambio pareri, ad alcuni chiedo consigli sulla pagina appena fatta.
Io lo uso come uno skype allargato, neanche io aggiungo sconosciuti, il software son giorni che mi dice che forse conosco Mike Mignola e che abbiamo 8 amici in comune, ma io la richiesta d'amicizia non gliel'ho mandata.
Ma lo sappiamo, è facile sparare contro il gusto della "massa" per convinverci di essere fighi e facenti parte della minoranza.
Scritto da: Fabio... | 25/09/08 at 16:34
il software son giorni che mi dice che forse conosco Mike Mignola e che abbiamo 8 amici in comune, ma io la richiesta d'amicizia non gliel'ho mandata
Ecco.
Mi sembra lapalissiano.
Facebook non è così diverso da tutto il resto del web 2.
Luca, tu stesso hai un blog. Magari usi e-bay o compri su amazon. Tutti raccolgono informazioni sugli utenti. Ma io preferisco rifiutare una pubblicità mirata sui miei gusti piuttosto che beccare banner inutili con suonerie di telefonini.
Poi spetta a chi scrive saper discernere sulle informazioni fornite.
Ma che gliene frega al mondo di sapere che a me piace leggere Batman, per esempio?
Non c'è bisogno di esagerare...
Aggiungerei che anche Socrate aveva una decisa idiosincrasia nei confronti della scrittura... ;)
Fab
Scritto da: Fabrizio | 25/09/08 at 19:25
Ciao Francesco, dissento solo su due cose:
1 - chiami Facebook un servizio, ma un servizio è una prestazione fornita da qualcuno volta a soddisfare determinati bisogni di qualcun'altro: io personalmente trovo che Facebook - o programmi simili - non abbiano avuto alcuna utilità nella mia esistenza: non mi hanno lasciato nulla, perché erano spazi virtuali, o mentali, cancellabili con un click. Ovviamente, mia personalissima e opinabile impressione.
2 - La gratuità esiste, e anche il servizio gratuito: conosco diverse persone che dedicano parecchio tempo ad altre persone e non chiedono loro in cambio nulla, perché sono felici di poter contribuire alla felicità degli altri... saranno davvero cretini, ma pensa che loro non pensano proprio nulla di Facebook... semplicemente per loro non esiste! Anacronistici direi!
Poi, ognuno è libero di pensare come vuole, se ti diverti su Facebook, come si suol dire contento te, felici tutti... il mondo è bello perché è vario.
Scritto da: Stefania | 26/09/08 at 00:29
Caspita, Luca, hai raggiunto ottime quotazioni! :o)
Scritto da: Willi | 28/09/08 at 20:37
URGH, Willi!
Sono "onorato" che Jerry Weist abbia messo il mio originale come civetta, ma la cifra raggiunta è per ben OTTO illustrazioni, fra le quali lavori di Silver, Mattotti, la Ghermandi, Alessandrini...
Ecco, copio l'annuncio:
CARL BARKS PERSONAL COLLECTION - Italian Artist Gift works for EIGHT (8) Originals, circa 1994, each original done for Carl upon his visit to Italy, pencil, colored inks, watercolor and mixed medias on paper, each original signed and inscribed to Carl by the artist - including works by GIANCARLO ALESSANDRINI, CINZIA LEONE, MASSIMO MATTIOLI, LORENZO MATTOTTI, NICOLA MARI, SILVER (GUIDO SILVESTRI), LUCA BOSCHI, FRANCESCA GHERMANDI, image size is 12 1/2 x 9 1/2" to 11 1/2 x 16" to 10 x 9" to 15 x 11", , unmatted CONDITION is EXCELLENT to FINE, with OFF-WHITE PAPER to WHITE PAPER. This artwork comes with a signed Certificate of Authenticity which confirms its Estate Status. Auction Estimate $1,000- to $2,000 (8 items+ the Certificate)
Ecco... Su tuo "spifferamento" ho controllato e ho visto che adesso siamo già a $2,628.00. Circa 328 a cranio, se avesse senso dividere in modo che ogni artista avesse la medesima quotazione (e appetibilità)...
Mah!
Tu cosa acquisti? :-)
L.
Scritto da: Luca Boschi | 28/09/08 at 22:35
Si perchè alla CIA interessa di me, razza di idiota!!!
Anche queso, perchè accanirsi con una piattaforma come facebook??? Solo per il gusto di rompere i coglioni.... Io non lo uso perchè mi sta sulle palle starci dietro ma non per questo ne faccio una questione maniacale!!!!
Scritto da: xXx | 29/09/08 at 00:07
Cara Madam XXX, incoccio ora in questo argomento e ti becco subito, ho proprio avuto fortuna! Vedo che usi un linguaggio forbito degno di una "spia atomica" quale sei. Oppure non conosci ancora bene l'italiano e questo è il solo modo di esprimerti che hai...
Forse per questo non ti sei accorta che quello che (forse) hai letto è un articolo tradotto dall'inglese che serviva appunto a stimolare il dibattito e a confrontare le opinioni, non farina del sacco di chi lo ha proposto.
Rileggi meglio, o fatti aiutare da chi è più in grad di farlo, grazie e buonanotteeeeee...
Scritto da: Luisa Dew | 29/09/08 at 00:55
Ahimé, non posso permettermi un bel nulla.... anche se qualche mese fa ho invece avuto la fortuna di accaparrarmi per pochino la bella illustrazione della mia pressoché conterranea Ghigliano (prima o poi dovrò confessarglielo).
Scritto da: Willi | 29/09/08 at 08:45
Luisa, cara mia, il mio dolce commento difatti era diretto all'autore dell' articolo, non a chi lo ha inserito nel blog!!! Forse potrei anche essere più forbito ed intelligente di te ma non son qua per dimostrarti niente!
Scritto da: xXx | 29/09/08 at 20:43
una domanda cretina.....
ma quanto vi ha pagato facebook per fargli tutta questa pubblicità ?
Scritto da: Lele | 29/09/08 at 22:19
Scusa se ti avevo scambiato di sesso, Xxx!
Ma sai, chi evita di declinare le proprie generalità può andare soggetto a questi inconvenienti.
Noooootteee!
Luìsa
PS: Io non ho ricevuto nulla da FaceBook in denari. Se dovessimo parlare male a pagamento, saremmo fra i tanti prezzolati di questa Penisola corrotta, dove per il "giornale più venduto" non s'intende quello che vende più copie, ma quello che fa più comodo al Presidente del Consiglio, al suo partito, alla sua lobby o ad altri poteri forti (le banche, la Fiat...)!
Scritto da: Luisa Dew | 30/09/08 at 01:11
Ciao, anche Tito Faraci si è rotto le palle di FaceBook.
Lo scrive qui:
http://titofaraci.nova100.ilsole24ore.com/2008/10/clicca-su-home.html
Ciao!
Maria Lisa Rovero
Scritto da: Maria Lisa Rovero | 10/10/08 at 16:31
lettura interessante.. ma credo che sia la base di un'inchiesta pubblicata da internazionale qualche mese fa..che ora spero di riuscire a recuperare!
ai tempi non avevo ancora facebook..bei tempi!
per curiosità, perchè tutti i miei amici ce l'avevano mi son registrata anch'io, inizialmente con nome e foto fittizi per non farmi "corrompere" ma dopo poco ammetto di essere entrata anch'io nel meccanismo!
meccanismo perverso! e odioso! da cui penso di liberarmi al più presto.
quello che mi stizza però è che se anche se io me ne vado la mia immagine resta:
sono presente in decine e decine di foto, chiaramente pubblicate da altri senza mio permesso, alla stessa maniera vengo nominata e rinominata tra una pagina e l'altra, quindi "letta" da incroci di persone impossibili da quantificare..
se ci pensate, anche questa sfaccettatura che sembra la più blanda e stupida di facebook è in realtà pericolosa o quanto meno decisamente antipatica.
Scritto da: federica | 22/10/08 at 23:42
Secondo me alcuni commentatori non sono arrivati nemmeno a metà dell'articolo, eppure si parlava di loro.
Scritto da: Facce da pecoroni | 23/10/08 at 20:37