MEDIASET PRETENDE 500 MILIONI DI EURO DA YOUTUBE
Mediaset cita YouTube. GULP!
Ormai la notizia è sulla bocca di tutti, lasciando perplessi (o irati) i più.
Mediaset, società con attività pubblicitarie in Italia e Spagna che possiede i canali televisivi Canale 5, Italia 1, Rete 4, Mediaset Premium (Italia) e Telecinco (Spagna), ha citato YouTube chiedendo un risarcimento danni pari a 500 milioni di euro più una ulteriore somma per i mancati introiti. Il motivo, o comunque il pretesto dell'attacco alla rete) è da ricercarsi nel materiale di proprietà Mediaset depositato nel tempo dagli utenti su YouTube.
Ma sotto sembra esserci ben altro, che nemmeno troppo lentamente sta venendo alla luce.
Su Italia SW si legge che qualcuno dichiara d’aver fatto dei test e non avere trovato alcuna richiesta di “takedown” da parte di Mediaset, ma la domanda che si pongono in molti è se una porzione di video (su YouTube non ci sono film o telefilm, solo dei video che durano al massimo un paio di minuti) corrisponda realmente iad un mancato guadagno per il detentore del copyright e diritti televisivi.
Insomma. la richiesta di risarcimento effettuata da Mediaset è lecita oppure è un solo tentativo di accodarsi alla scia di richieste di risarcimento effettuate già da altre società a YouTube? Perché la famiglia del Premier e il fedele Confalonieri non hanno posto la questione del copyright un anno fa?
Qualcuno può lecitamente sospettare che il fatto che la rete sia una voce non "messa a pecora" dal "governo mediatico", come la carta stampata, la quasi totalià delle reti televisive e degli annessi TG non piace troppo ad Arcore.
Per esempio, le proteste che circolano su YouTube contro l'allargamento della base militare di Vicenza (vedi esempio sotto) o la messa alla berlina continuata del premier e dei suoi accoliti... be', non fanno piacere!
Ma, a parte questo, seguiamo i ragionamenti riportati su un giornale assolutamente moderato e non "partigiano" come Il Messaggero, attraverso le parole di Marco Molendini.
Molendini informa che la causa italiana di Mediaset "segue a ruota una decisa azione legale già tentata fuori d’Italia e vinta dalla consociata spagnola Telecinco. «Il tempo di negoziare con la piattaforma online si è ormai esaurito» ha commentato all’indomani della vittoria legale il responsabile della rete Mario Rodriguez. Il fatto è che la natura di YouTube e il diritto d’autore, nonostante le buone intenzioni dichiarate (l’uso di software anti-pirateria), sono destinati a vivere di conflitti e a coinvolgere non solo grandi aziende, ma anche singoli artisti e privati cittadini.
"Certo è che se YouTube è vissuto ed è cresciuto tanto è anche perché c’è chi lo ha lasciato crescere, probabilmente pensando di poterne trarre vantaggio.
"Se tutti i cantanti, tutti gli attori, tutti i registi avessero chiesto subito soldi (come ha fatto, per esempio Avril Lavigne), il sito non avrebbe camminato tanto. E, ora che ha camminato, la torta diventa appetibile. Ecco, allora, per esempio la Warner che ha concesso a YouTube l’uso delle sue canzoni e delle sue clip, in cambio di una porzione dei ricavi pubblicitari destinati a crescere in modo esponenziale. (...)
"Mediaset ha deciso di scendere in campo e reclamare la propria quota, probabilmente considerando che la torta si va facendo ricca e mettendo bene in evidenza come il sito abbia ”distratto” ai suoi tre canali «ben 315.672 giornate di visione da parte dei telespettatori».
"La Rai, i cui riflessi, in genere sono abbastanza lenti, non dà ancora segni di reazione."
Ma, siccome è gestita pressoché dalle stesse menti di Mediaset, vediamo se tarderà troppo. O se la ragione prevarrà.
Oppure, se ancora una volta sarà messa in freezer in nome di interessi (economici, e di potere) di pochissimi.


Penso che a quelli che hanno varato in fretta e furia i decreti per non sottoporsi (come in democrazia accade, USA compresi) ai processi che li riguardano) Intenet non piaccia. YouTube è pieno di verità scomode: le intercettazioni con Saccà, per esempio. Esce fuori uno dei veri volti di chi ne ha tanti e vorrebboe mostrare ai poveri babbei che se la bevono solo quello di barzellettari e accompagnatori di vecchiette sulle strisce.
Troppe verità sul webe e su YouTube. Il presidente del consiglio ha chiesto al figlioletto e a Confalonieri di cominciare la sua offensiva. E' così difficile capirlo?
Non l'avevo ancora fatto: pubblico il pezzo scritto da Sabina dopo il suo sacrosanto e divertentissimo, satiricissimo e quindi scomodissimo interveno dell'8 luglio.
Ha avuto anche i miei applausi e li avrà sempre chiunque si opponga al regime di persone diseguali, dei ricchissimi contro gli impoveriti, che adesso vige in Italia.
La nostra bella Italia, depredata da tanti anni.
«Critico chi voglio. E la gente applaude»
(questo è il titolo messo da l corriere. il titolo originale era: lettera ai lettori, che è stato corretto con lettera al direttore)
Caro Direttore, per tutti quelli scioccati dalla stampa di questi giorni, voglio rassicurare: non siete impazziti e non sono nemmeno impazziti i giornali. La questione è molto semplice, questo sistema fradicio e corrotto vede nell'eliminazione del dissenso l'unica possibilità di salvezza. Scrive Filippo Ceccarelli su Repubblica in
relazione al mio intervento a piazza Navona:
«Nulla del genere si era mai visto e ascoltato a memoria di osservatore». Questa cosa,
Ceccarelli, si chiama libertà. Non hai mai visto una persona che chiama le cose col suo nome, anche quelle di cui tutti convengono sia assolutamente vietato parlare, come l'ingerenza inaccettabile del Vaticano nella vita politica del Paese e nelle vite private dei
cittadini italiani. Caro Ceccarelli, hai fatto un'esperienza straordinaria. Col tempo apprezzerai la fortuna di esserti trovato lì l'8 luglio.
Quello che hanno visto i presenti e gli utenti di internet è una piazza ricolma di gente, che è stata in piedi per tre ore ad ascoltare e ad applaudire entusiasta. Gli interventi più criticati dai media sono quelli che hanno avuto indiscutibilmente più successo. Nel mio
intervento, al contrario di quello che tanti bugiardoni hanno scritto, gli applausi più forti sono stati sulle critiche alla politica del Vaticano e le frasi più forti fra quelle sono state applaudite ancora di più. Questa manifestazione è stata il giorno dopo descritta come un fallimento, un errore, un autogol. Stampa e tv hanno tirato fuori il manganello e con i mezzi della diffamazione, della menzogna e dell'insulto stanno cercando di scoraggiare chi ha partecipato, a continuare.
Alcune ovvie piccole verità:
A sinistra si lamentano del fallimento della manifestazione quando l'unico elemento di insuccesso è costituito dai loro stessi interventi. Se non avessero parlato in tanti di insuccesso a dispetto dei fatti, la manifestazione sarebbe stata percepita per quello che è stata: un successone. — Berlusconi e i suoi sono furiosi per quanto è accaduto e il sondaggio che direbbe che
Berlusconi ci ha guadagnato lo ha visto solo Berlusconi.
Quello che dice potrebbe non essere vero.
L'intenzione di espellere Di Pietro era già evidente da parte del Pd e non è per me e Grillo che i due si sono separati. Pare che Veltroni gli preferisca Casini. Non è una battuta.
Le parlamentari che hanno difeso la Carfagna sostenendo che io in quanto donna non posso attaccare un'altra donna, insultando me sono cadute in contraddizione.
Pari opportunità e Carfagna sono due concetti incompatibili come Previti e giustizia.
È falso che non si possa criticare il presidente della Repubblica. Si può e ci sono buone ragioni per farlo ad esempio impugnando il parere dei cento costituzionalisti sul Lodo Alfano.
È falso che non si possa criticare e attaccare il Papa. Si può e ci sono buone ragioni per
farlo. Ho letto un po' dappertutto che il Papa sarebbe una figura super partes. Super partes non è uno che si schiera con tutte le sue forze su ogni tema, dalla scuola ai candidati alle elezioni, alla moda e alla cucina, con interventi spesso molto al di sotto delle parti, cosa su cui anche la Littizzetto, esimia collega, ha efficacemente ironizzato.
La reazione furibonda di tutto il mondo politico alle parole di alcuni liberi pensatori, dimostra che gli interventi fatti sono stati importanti ed efficaci. La repressione dei media rivela la debolezza politica di una classe dirigente che in entrambi i poli è nata a
tavolino. Gli unici elementi che hanno una oggettiva radice popolare e sono rappresentati in Parlamento allo stato attuale, sono Lega e Di Pietro.
E crescono. Berlusconi e Pd calano vertiginosamente.
C'è un partito finto, il Pd, nato senza idee, tranne quella di fondere due partiti per ingrandirsi con lo stesso criterio con cui si accorpano le banche per essere più forti. Questo partito votato controvoglia dalla maggioranza dei suoi elettori si è rivelato fin dai primi passi un soggetto politico artificiale, che somiglia più a un «corpo diplomatico» che altro. Molti dei vip che lo hanno sostenuto ora sono colti da attacchi isterici constatando che non sta in piedi. Dall'altra parte ci sono delle idee che vogliono essere rappresentate e discusse.
Idee davvero alternative a quelle del centrodestra. La qual cosa, nel momento in cui si cerca di costruire un'alternativa, ha la sua porca importanza e fa sì che queste idee vengano considerate oggettivamente interessanti dall'opinione pubblica. Per quanto riguarda l'annosa questione: «Può un comico fare politica?», si tratta anche qui di una
domanda che non esiste in natura. È ovvio e tutti sanno che chiunque parli a un pubblico fa politica. È ovvio che la politica in una democrazia la fanno tutti. Ma la vera domanda che si pone è: può un comico ottenere molto più consenso politico di un politico? Può il discorso di un comico essere molto più politico di quello di un
politico? I fatti dicono di sì e tocca abbozzare. Potete anche continuare a menare le mani, ma sarebbe meglio fare uno sforzo di comprensione. D'altra parte parlo per me ma credo anche a nome degli altri, le nostre idee sono lì e si possono usare gratuitamente.
Approfittatene.
Sabina Guzzanti
Scritto da: Mara | 31/07/08 a 22:20
The Day the Penis asked for a Raise
I, the Penis, hereby request a raise in salary for the following reasons:
I do physical labor.
I work at great depths..
I plunge headfirst into everything I do
I do not get weekends or public holidays off.
I work in a damp environment.
I work in a dark workplace that has poor ventilation.
I work in high temperatures.
My work exposes me to contagious diseases.
Sincerely,
P. Niss
The Response:
Dear P. Niss,
After assessing your request, and considering the arguments you have raised, The administration rejects your request
for the following reasons:
You do not work 8 hours straight.
You fall asleep after brief work periods.
You do not always follow the orders of the management team.
You do not stay in your designated area and are often seen visiting other locations.
You do not take initiative - you need to be pressured and stimulated in order to start working.
You leave the workplace rather messy at the end of your shift.You don't always observe necessary safety regulations, such as
wearing the correct protective clothing.
You will retire well before you are 65.
You are unable to work double shifts.
You sometimes leave your designated work area before you have completed your assigned task.
And if that were not all, you have been seen constantly entering and exiting the workplace carrying two suspicious-looking bags.
Sincerely,
V. Gina
Scritto da: V. Gina, Penis Friend | 01/08/08 a 13:01
La Rete è sovrana e anarchica. Non la si imbriglia caro Pier! iniziate a provare un po di fastidio? non avete ancora visto niente, non avete nemmeno la minima idea di cosa sta per succedere! siete il passato remoto! godetevela finchè potete…
Qui un dibattito, con toni anche pesantissimi, sul blog di Caterisano.
Buona lettura!
http://pasquale1.wordpress.com/2008/07/30/linizio-della-fine-inutile-agitarsi-cari-pier/
Sylvia
Scritto da: Sylvia | 01/08/08 a 13:21
Come writers and critics
Who prophesise with your pen
And keep your eyes wide
The chance won't come again
And don't speak too soon
For the wheel's still in spin
And there's no tellin' who
That it's namin'.
For the loser now
Will be later to win
For the times they are a-changin'
Come senators, Congressmen
Please heed the call
Don't stand in the doorway
Don't block up the hall
For he that gets hurt
Will be he who has stalled
There's a battle outside
And it is ragin'.
It'll soon shake your windows
And rattle your walls
For the times they are a-changin
The line it is drawn
The curse it is cast
The slow one now
Will later be fast
As the present now
Will later be past
The order is
Rapidly fadin'.
And the first one now
Will later be last
For the times they are a-changin'
***
Venite scrittori e critici
che fate profezie con la vostra penna
e tenete gli occhi spalancati;
l'occasione non tornerà ancora.
E non parlate troppo presto
perché la ruota sta ancora girando
e non c'é nessuno che dichiari chi sono
quelli che sta nominando.
Colui che ora è vinto
poi trionferà.
Perché i tempi stanno cambiando
Venite senatori, uomini politici
dovete prestare ascolto a chi vi chiama
Non restate all'entrata
Non ostruite l'ingresso
Perché chi verrà colpito
ebbene poi soccomberà
C'é una battaglia là fuori
che sta infuriando
e farà presto scuotere le finestre
e vibrare i vostri palazzi.
Perché i tempi stanno cambiando
La linea é tracciata
la maledizione é lanciata.
il più lento adesso
poi sarà il più rapido
perchè l'attuale presente
sarà presto il passato
Il sistema si sta
velocemente sgretolando
e chi ora è al comando
poi sarà ultimo.
Perché i tempi stanno cambiando
[Bob Dylan - The Times They Are A-changin']
Scritto da: Bob Dylan | 01/08/08 a 17:03
Avete ragione, la rete dà fastidio, perché vi si possono leggere cose che le tivvù (vendute in massima parte) non potranno affermare mai.
Berlusconi zittito e svergognato dal Presidente Rumeno.
Calderoli incaricato la Riforma Elettorale per le Europee.
Veltroni che prende le distanze da un eventuale Referendum sull'Alfanica.
Olmert, pronto a subire la condanna per corruzione, si dimette e non si ripresenterà, e dice: "Sono orgoglioso di vivere in un paese che processi il Premier".
Cominciano i Tagli ai finanziamenti, ma solo per qualche giornale. Poverini, chissà come faranno ...
Gli Sms Italiani sono i più costosi d'Europa...il doppio della media europea ed il quadruplo di Danimarca e Inghilterra ...
Agrigento, da 50 anni continua la crisi idrica...dai rubinetti non esce nulla, tantomeno i miliardi di euro spesi nelle solite EMERGENZE ...
Scajola spara l'ennesima porcheria istituzionale...non riesco nemmeno a ripeterla ...
ECCO UN PICCOLO RIASSUNTINO DEI FATTI DEGLI ULTIMI GIORNO...ed è la minima parte del disastro democratico ed istituzionale che affligge questo paese. Potremmo rappresentare un esempio, siamo invece un spettro da evitare ...
Scritto da: Non Leggermi | 01/08/08 a 17:06