SENZA BAVAGLIO (SUL CASO SCHIFANI) E LA PROROGA DI POPPI
Vari visitors di questo blog hanno cominciato a farne cenno nei giorni scorsi. Oggi, dagli ambienti giornalistici di "Senza bavaglio" è promosso l'appello che segue sul caso Schifani, che ha dei lati rabbrividenti, sia pensando all'atteggiamento della maggioranza che a quello della (cosiddetta) opposizione.
L'Appello è incisivo perché difende il diritto di cronaca e non sposa pregiudizialmente alcuna tesi, se non quella dell'accertamento dei fatti. Adesso che il giudice sarà chiamato a fare il suo lavoro (ma in che tempi?) l'Appello ha soprattutto lo scopo di non intimidire i giornalisti, di non oscurare chi non si dimostra un "perfetto Bruno Vespa" (espressione più chiara di tanti ridondanti aggettivi).
Intanto, diamo conto anche della trionfale proroga della mostra di strisce originali di tutto il mondo, organizzata da Giuseppe Scapigliati e soci. Ne avevamo accennato qui.
APPELLO SUL CASO SCHIFANI
Io non ci sto. Nei paesi democratici il ruolo dei giornalisti è proprio quello di osservare, verificare e poi raccontare.
Si chiama "diritto di cronaca". E' uno dei diritti fondamentali su cui si fonda la democrazia. Si racconta se il politico tradisce la moglie, se in gioventù si faceva qualche spinello, se è stato in un centro di riabilitazione per etilisti, se ha truccato le carte per non andare in guerra.
Per alcuni elettori queste informazioni sono importanti.
C'è chi non ama essere rappresentato da un donnaiolo, e chi non vuole essere rappresentato da un pavido. È un loro diritto: ognuno deve poter scegliere da chi farsi rappresentare in base ai propri valori e avendone tutte le informazioni necessarie.
Ai politici, in tutto il mondo libero, questo non piace, ma accettano. Sono le regole del gioco democratico, le uniche inventate finora, di meglio per ora non abbiamo. E queste regole hanno costretto alla dimissione presidenti degli Stati Uniti e ministri di vari governi.
Tocca al giudice appurare se il giornalista dice il falso.
Ora la domanda di attualità è: il giornalista Marco Travaglio ha raccontato un fatto vero che riguarda Renato Schifani o un fatto falso?
Schifani & Co, l'opposizione & Co e anche gli organismi "DI CONTROLLO" della Rai possono indignarsi quanto vogliono, ma l'unico strumento democratico che ha Schifani è ricorrere al giudice, incaricato in democrazia di valutare se Travaglio ha detto il vero o il falso.
Tutte le altre prese di posizione mirano solo a limitare la democrazia e la libertà di critica della stampa.
Coloro che lo approvano possono aggiungere la loro firma, inviandola a enzomarzo@gmail.com.
"Senza bavaglio"
"Critica liberale"
primissime firme:
Carlo Bernardini
Saro Pettinato
Valerio Pocar
[l'aggiornamento delle firme sarà costante sul sito www.criticaliberale.it]
Critica liberale è da più di quaran-
t'anni la voce del liberalismo progres-
sista in Italia.
Nata negli anni Sessanta come agenzia stampa della sinistra interna al Partito Liberale Italiano di quel tempo, la testata è, dal 1974, quella di una rivista liberale del tutto indipendente da ogni forza politica italiana; dal 1994 Critica liberale è anche una fondazione che, assieme alla rivista, cerca di dare espressione e continuità a una tradizione politica e di pensiero che ha le sue radici nel liberalismo europeo, nella tradizione laica e illuminista, nell'impegno per i diritti civili e per l'integrazione federale dell'Europa democratica. È fra le organizzazioni che hanno dato vita al Forum Liberale Europeo, network di fondazioni e centri studi liberali che fanno riferimento all'Eldr (l'organizzazione che raggruppa tutti i liberali europei).
Critica liberale si oppone alla ciarlataneria populista che predomina nell'Italia di questi anni, alla sua intrinseca corruzione economica, politica, civile e culturale, al clericalismo estremista e oscurantista artificiosamente reimposto al Paese, al connaturato antieuropeismo italiano.
PS: La vignettina dallo sfondo giallo ha per titolo: IL MERCANTE-PREMIER TENDE LA MANO.




Lenin diceva : diffamate gli avversari politici, anche se raccontate bugie qualcosa resterà.
Fortunatamente gli Italiani non sono tutti così boccaloni da credere a quello che racconta il signor Travaglio, che con i suoi libri guadagna milioni sfruttando le azioni dei magistrati.
Esiste la presunzione di innocenza, ma basta che parli il sig. Travaglio e si ha la presunzione di colpevolezza.
Stendiamo un velo pietoso su questo individuo e non diamogli spazio almeno su questo blog.
Scritto da: Lele | 15/05/08 a 13:10
Ciao, ragazzi!
In questi giorni mi trovo a scrivervi spesso.
Mi sono riletta (o meglio, letta per la prima volta) in modo quasi sistematico quello che c'è scritto su questo blog, del quale apprezzo il dialogo che si è instaurato fra chi la pensa in modo molto diverso.
Io non so se posso definirmi liberale (sicuramente sono europeista), ma certamente sono anticomunista e anti-veltroniana.
Però, mi sento di appoggiare Travaglio, e chi come lui rivela cose che chi ha il potere vorrebbe poter nascondere. Ciò mi fa domandare se il potere, alcuni di costoro, non l'abbiano guadagnato proprio perché hanno fatto quelle tali cose che adesso non vorrebbero che si sapessero.
Per cui, se un giornale indipendente di centro o di destra scova degli scheletri nell'armadio di D'Alema (faccio per dire), il noto censuratore di vignette e vignettisti, non mi scandalizzo e grido "Va' avanti! Il giudice - se chiamato - giudicherà".
Lo stesso devo fare adesso, se devo pensare di avere la mente sgombra, anche perché tutto questo servilismo e accodamento mi dà un fastidio bestia, da qualunque parte venga. In questo mi sento davvero contro la maggioranza accomodante degl'italiani, che non ammiro e stimo in buona parte.
Se tutto questo significa essere liberale e illuminista, allora lo sono.
Mi piacerebbe che pubblicaste delle vignette di attualità su Schifani e Travaglio, Santoro e Berluska, Ciccio di Nonna Papera-Veltroni e la ridicola Finocchiaro. Ho fatto un giro in rete, ma non ce ne sono.
Grazie e ciao.
Moni
PS: Tremonti a invitato a leggere Marx e Gramsci, se non sbaglio Bondi cita Calamandrei, Cicchitto qualcosa di simile (ma non ho visto quel programma e non saprei dire)... Lele cita Lenin... Non sarà che gli unici comunisti sono rimasti loro?
Scritto da: Monica Galbani | 15/05/08 a 13:31
Guardate cosa dicono i vari commentatori su Castelli qui:
http://www.beppegrillo.it/2008/05/linsostenibile_2/index.html?s=n2008-05-15
NON su Alfredo Castelli, ma sul leghista senatore Castelli. Condivido quelli più pesanti.
Ciao!
Vernon
PS: Forza, Travaglio, tutta la mia solidarietà!
Scritto da: Vernon | 15/05/08 a 22:24
E' vero, firmo senz'altro. Sarà una lotta dura.
La legge è uguale per tutti tranne che per 1 e indovinate chi?
link del video 1:
http://video.libero.it/app/play?id=85b50b142fbb3e95f17df3ab59c3b1b9
link del video 2:
http://it.youtube.com/watch?v=YVQ1kmOOBrw
P.S.: Da divulgare anche nelle scuole del regno. Passate parola!
Scritto da: Hellana di Pavia | 15/05/08 a 22:42
LA VERITA’
"Pensare che hanno paura della verità è una cosa molto ottimista"
La verità è quella cosa che la gente non vuole sentire, che da noia anche ad ascoltarla, eppure dolce è il suo sapore anche se avvelena il ventre.
“Conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi”. Qui, Gesù si rivolgeva ai suoi e a tutti coloro che amano la libertà. Quindi, non vale per tutti.
C’è chi pensa: “hanno paura della verità! Magari fosse così! Non hanno affatto paura della verità, purtroppo.
Avvertono la verità come un elemento di profanazione del loro tempio che è la televisione. Sono impegnati nella purificazione del tempio dove solo la menzogna, alla fine , deve rimanere.
Conoscere la verità non impedisce affatto la scelta per la schiavitù.
La scelta per la LIBERTA’ da vita ad un percorso spesso doloroso e solitario. Impegna tutta la persona in una battaglia costante contro se stesso ed il mondo che ti vuole schiavo.
La scelta per la schiavitù è rassicurante e agevole come farsi trascinare dolcemente dalla corrente, e che ti fa andare d’accordo con tanta gente.
Gli uomini, tutti gli uomini, quando sono messi alle strette, scelgono sempre per il più forte, e non c’è etica che tenga, tranne che in rarissimi casi.
Anche i veri credenti di tutte le fedi (pochini ormai) scelgono per il più forte che è DIO, andando contro tutte le convenzioni del mondo che tentano di ridurti a pura carne senza spirito e senza dignità.
Per questo, quando c’è un Dio da pregare, anche la dignità umana viene salvaguardata. In un mondo senza Dio, invece, la scelta è sempre per la schiavitù. E questo è un mondo senza DIO.
AUGH!
Tatanka Mani
Scritto da: Tatanka Mani | 16/05/08 a 02:59
Personalmente diffido sempre di chi ha la verità in tasca.
Citiamo il vangelo :
guardatevi dai falsi profeti
chi è senza peccato scagli la prima pietra
chi contesta la pagliuzza nell'occhio del fratello, nel suo ha una trave
Scritto da: Lele | 16/05/08 a 08:43
A mio avviso, Travaglio merita la querela e la condanna solo per l'affermazione in cui constata la parabola discendente dei presidenti del Senato e dichiara che dopo Schifani potrà esserci giusto un verme, un lombrico o la muffa, cambiando idea poi sulla muffa, dato che utilità ce l'ha (buona vecchia penicillina).
Per il resto era stato straordinariamente oggettivo, non accusando ma offrendo dati incontrovertibili. Poi il sangue gli deve essere andato alla testa, ha offeso volgarmente e quindi è giusto che paghi.
Travaglio sovente poi scrive nei suoi libri o dice di tali persone che sono condannate quando lo sono state solo in primo grado (ad esempio, nel caso del sindaco di Verona, condannato in primo grado per istigazione al razzismo. L'appello gli ha dato torto di nuovo, la Cassazione ha cassato con rinvio distruggendo il precedente impianto accusatorio. Quindi di fatto si deve ancora attendere una eventuale condanna definitiva ed allo stato attuale egli è innocente, non solo per mancanza di definitività della sentenza, ma anche e soprattutto perchè in ordine di tempo la giustizia parla di sua innocenza e non colpevolezza. Si vedrà poi).
Ora perchè uno dovrebbe quindi vendere un libro o rilasciare dichiarazioni in cui parla di una persona definendola condannato, perchè fa più effetto, senza specificare in che grado?
Sono queste gravi imperfezioni che mi irritano del personaggio, per il resto continui a fare il suo lavoro di denuncia ed è giusto che lo faccia.
Scritto da: Andrea Ippoliti | 16/05/08 a 09:36
Ciao a tutti!
Sono d'accordo con quanto sostiene il mio predecessore Andrea.
Non sono certa quale sia il contenuto della querela (?) di Schifani a Travaglio, ma sospetto che sia proprio su questo punto degli insulti come verme e muffa, non nella sostanza. Se il giudice procede sulla faccenda degli insulti, però, forse l'oggetto del dibattimento (se ci sarà) potrebbe essere spostato sui contenuti della presunta diffamazione. Così, finalmente, sapremo se le accuse di Travaglio sono fondate, come credo, o se Schifani potrà dimostrare il contrario.
Comunque vada, sarò un momento di "denocrazia", perché gli italiani devono poter sapere chi siede sullo scranno della seconda carica dello stato.
Se si darà ragione a Travaglio, accidempolina... Sarà la conferma che siamo messi davvero male (quasi in modo irrecuperabile).
E allora, comunque vada, tutti questi discorsi sulla Rai, il servizio pubblico, le epurazioni, "staranno a zero" come si dice a Roma, Dimostreranno di essere stati solo polverone per evitare che la gente sappia con chi ha a che fare.
Poi, per rispondere a Lele: diffido anch'io di chi crede di avere in tasca la verità, ma bisogna adoperarsi per farla uscire fuori. Non credo nelle persecuzioni politiche; quella fase è finita, spero che questo periodo di accuse gratuite (Mitrokin. il senatore "rosso" Guzzanti. il "piattino" di Prodi per individuare il corpo di Aldo Moro e così via) si possa dire chiuso.
I fatti, se ci sono stati, devono venire fuori da tutte le parti. Gli scheletri devono essere trascinati fuori dagli armadi. Mi ha fatto ridere la Borromeo quando diceva che gli scheletri di Berlusconi escono da tutte le parti.
Ma ora, chi ha interesse a ripulire l'ossario? Il Partito Democratico (venduto) certamente no!
Ciao,
E. Micia
Scritto da: Elisabetta Micia | 16/05/08 a 13:46
Anche a me fece sorridere la contessina Borromeo con quella battuta però lo fece perchè rivelava il suo non essere giornalista, o ,meglio, il suo non incarnare l'ideale del giornalista che auspico.
La frase fu infatti preceduta dalla constatazione che invece Veltroni non avrebbe alcun scheletro nell' armadio (cough, cough).
Ecco dicendo una frase del genere non solo si dimostra di non valere nulla come giornalista (fossi stato lì presente le avrei consigliato di tornare a fare la modella e non per offenderla, ma perchè credo sia il suo posto) ma si dimostra di vivere in una landa bellissima, piena di coniglietti rosa, come è proprio, in soldoni ( e pure tanti!), il mondo in cui la contessina vive, fra l'altro, quando non gioca a fare "quella di Sinistra".
Tornando all' assenza di scheletri nell' armadio di casa Veltroni, ciò che mi stupisce a Sinistra è la reiterata tendenza a sostenere che l'avversario avrebbe detto una determinata cosa quando ciò in realtà non è vero, anche solo pochi minuti dopo che l'avversario ha cessato di parlare, e quella di mutare la ratio e la sostanza di un proprio discorso anche un minuto dopo averlo pronunciato!! (ricordo un esilarante Fassino versus sindaco di Verona a "Porta a Porta", col Fassino che si rimette a leggere le sudate carte, comprende la gaffe e "riscriva le Storia").
Talvolta si sfiora il surreale!
Per fare un esempio di questa mia tesi, essendo io amante dellla gag, mostro questo piccolo dialogo surreale che partorisco or ora e che immagino come dibattito televisivo a "Ballarò". Certo, estremizzo perchè amo far sorridere, ma siamo un bel pò vicini alla realtà. Lo spunto è il leggendario scontro Rutelli-Alemanno dal mitico Floris:
Io:" A mio avviso le leggi italiane sono fra le più rigorose dell' Occidente. Il problema è una tendenza, che ritengo esagerata, di certa magistratura a non applicarle appieno, specie nei confronti degli immigrati. Chi delinque nel Bel Paese deve essere condannato, a prescindere dall' etnia di appartenenza."
Il signor Mario Rosso:"Stia attento con le parole , però! Così è facile dare adito alla xenofobia ed al razzismo, istinti che, ahinoi, speravamo sopiti."[Applausone del pubblico di "Ballarò", con tanto di Floris che passa davanti alla telecamera che mi inquadra mentre parlo, si china per allacciarsi le scarpe e si esibisce ne "la mossa"]
Io:"Mi perdoni, ma ho sostenuto il contrario. Aggiungo, inoltre, che razzismo e xenofobia nascono e si sviluppano, è assodato dalla Storia, nei periodi di crisi in cui il cittadino si sente abbandonato. Se lo Stato tornerà ad esercitare bene il proprio ruolo tali rischi di scellerato incremento dell' odio razziale, a mio sommesso parere, dovrebbero essere facilmente scongiurati".
Mario Rosso: "Con le ronde, no? Che bel messaggio! Ne prendo le distanze! E' lo Stato e solo lo Stato che si deve far carico del problema della sicurezza"
Io: "Mi rallegro che lei convenga che.."
Mario Rosso:" Fascista!" [applausone!!! Intanto mi mostra una prima pagina de "L'Unità" con intervista ad un anziano scampato dalle mie subdole ginfie che narra delle torture agli ebrei da me fatte negli anni di Salò per puri scopi ludici]
Io: "Ma se sono nato nel Novembre '83!!"
Mario Rosso: " Ma la vuoi dire una, una parolina buona su Castel di Sangro?"
Mentre provo a replicare Floris dinanzi a me fà le flessioni , 31 con un braccio, giravolta all' indietro, "Alè". Fine.
Se ho fatto sorridere anche qualcuno di Sinistra, evviva. Che il riso trionfi sulle ideologie.
Scritto da: Andrea Ippoliti | 16/05/08 a 15:15
Dacci oggi o signore il nostro Travaglio Quotidiano.
P.S.
Avete letto su Repubblica l'articolo di D'avanzo ? Pare che anche il buon Marco frequenti dei mafiosi. Come la mettiamo ?
Scritto da: Lele | 17/05/08 a 00:42
Ma nooo! Non diciamo str.nzate (ho messio la prola "purgata" e quindi non posso essere accusata di volgarità!
Sono saltata sulla sedia.
D'Avanzo non sta dicendo che Travaglio ha avuto rapporti con la mafia, chi sostiene questo ha dei pregiudizi belli e buoni, e questa è diffamazione, non scherziamo.
Ho letto l'articolo di D'Avanzo, e quello che fa è solo criticare il metodo di Travaglio, un po' con le stesse "molle" che citava sopra Andrea.
Riporto il brano, per amor di verità e di confronto. Ciao!
Helga
Discutiamo di questo metodo, cari lettori. Del "metodo Travaglio" e delle "agenzie del risentimento". Di una pratica giornalistica che, con "fatti" ambigui e dubbi, manipola cinicamente il lettore/spettatore. Ne alimenta la collera. Ne distorce la giustificatissima rabbia per la malapolitica. E' un paradigma professionale che, sulla spinta di motivazioni esclusivamente commerciali (non civiche, non professionali, non politiche), può distruggere chiunque abbia la sventura di essere scelto come target (gli obiettivi vengono scelti con cura tra i più esposti, a destra come a sinistra). Farò un esempio che renderà, forse, più chiaro quanto può essere letale questo metodo.
8 agosto del 2002. Marco telefona a Pippo. Gli chiede di occuparsi dei "cuscini". Marco e Pippo sono in vacanza insieme, concludono per approssimazione gli investigatori di Palermo. Che, durante le indagini, trovano un'ambigua conferma di quella villeggiatura comune. Prova maligna perché intenzionale e non indipendente. Fonte, l'avvocato di Michele Aiello. Il legale dice di aver saputo dal suo assistito che, su richiesta di Pippo, Aiello ha pagato l'albergo a Marco. Forse, dicono gli investigatori, un residence nei dintorni di Trabia.
Michele Aiello, ingegnere, fortunato impresario della sanità siciliana, protetto dal governatore Totò Cuffaro (che, per averlo aiutato, beccherà 5 anni in primo grado), è stato condannato a 14 anni per associazione a delinquere di stampo mafioso. Pippo è Giuseppe Ciuro, sottufficiale di polizia giudiziaria, condannato a 4 anni e 6 mesi per aver favorito Michele Aiello e aver rivelato segreti d'ufficio utili a favorire la latitanza di Bernardo Provenzano. Marco è Marco Travaglio.
Ditemi ora chi può essere tanto grossolano o vile da attribuire all'integrità di Marco Travaglio un'ombra, una colpa, addirittura un accordo fraudolento con il mafioso e il suo complice? Davvero qualcuno, tra i suoi fiduciosi lettori o tra i suoi antipatizzanti, può credere che Travaglio debba delle spiegazioni soltanto perché ha avuto la malasorte di farsi piacere un tipo (Giuseppe Ciuro) che soltanto dopo si scoprirà essere un infedele manutengolo?
Nessuno, che sia in buona fede, può farlo. Eppure un'"agenzia del risentimento" potrebbe metter su un pirotecnico spettacolino con poca spesa ricordando, per dire, che "la mafia ha la memoria lunghissima e spesso usa le amicizie, anche risalenti nel tempo, per ricattare chi tenta di scrollarsele frettolosamente di dosso" . Basta dare per scontato il "fatto", che ci fosse davvero una consapevole amicizia mafiosa: proprio quel che deve essere dimostrato ragionevolmente da un attento lavoro di cronaca.
Cari lettori, anche Travaglio può essere travolto dal "metodo Travaglio". Travaglio - temo - non ha alcun interesse a raccontarvelo (ecco la sua insincerità) e io penso (ripeto) che la sana, necessaria critica alla classe politico-istituzionale meriti onesto giornalismo e fiducia nel destino comune. Non un qualunquismo antipolitico alimentato, per interesse particolare, da un linciaggio continuo e irrefrenabile che può contaminare la credibilità di ogni istituzione e la rispettabilità di chiunque.
Scritto da: Helga Sampieri | 17/05/08 a 01:08
Grazie mille, Helga!
Volevo leggere da giorni quell' articolo. Quando fu pubblicato, ohibò, proprio quel dì non trovammo "La Repubblica" in edicola (quotidiano che solgo leggere ogni giorno).
Scritto da: Andrea Ippoliti | 17/05/08 a 19:01
A proposito di leggi e indulti:
Sotto i governi Berlusconi II e III sono state approvate numerose leggi che hanno sollevato aspre critiche in quanto ritenute leggi ad personam[3].
Tali contestazioni hanno affermato che la maggioranza di centrodestra abbia ricorso a tale espediente per alleggerire la posizione processuale di Berlusconi stesso. Tra le tante, è stato rilevato come le seguenti abbiano ridotto le pendenze giudiziarie o abbiano in qualche modo conflitto con gli interessi del presidente del Consiglio:
la depenalizzazione del falso in bilancio[4]
la legge sulle rogatorie[5]
l'introduzione del divieto di sottoposizione a processo delle cinque più alte cariche dello Stato tra le quali il presidente del Consiglio in carica[6]
la "legge Cirami" sul legittimo sospetto[7]
la riduzione della prescrizione (che cancellava gran parte dei fatti oggetto di contestazione nel processo sui diritti TV verso Berlusconi)[8]
l'estensione del condono edilizio alle zone protette[9] (comprensiva la villa "La Certosa" di proprietà di Berlusconi)
il ricorso del governo contro la legge della regione Sardegna al divieto di costruire a meno di due chilometri dalle coste[10] (che bloccava, tra l'altro, l'edificazione di "Costa Turchese", insediamento di 250.000 metri cubi della Edilizia Alta Italia di Marina Berlusconi)
la modifica del Piano di assetto idrogeologico (PAI) dell'Autorità di bacino del fiume Po che permette la permanenza de "la Cascinazza" (estensione di oltre 500.000 metri quadrati) di proprietà della IEI di Paolo Berlusconi[11]
l'introduzione dell'inappellabilità da parte del pubblico ministero per le sole sentenze di proscioglimento[12]
la legge Gasparri sul riordino del sistema radiotelevisivo e delle comunicazioni[13]
la norma transitoria della Legge 90/2004 che consentì a Gabriele Albertini, sindaco di Milano non più rieleggibile, di essere candidato alle elezioni europee senza dover dare le dimissioni da sindaco.
http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_ad_personam
Scritto da: Derviscio Spampanato | 18/05/08 a 00:05
Ai Napoletani:
domani arriva un pullman carico di nuova monnezza direttamnte da Montecitorio...
Rete 4 trasmetterà il grande evento in diretta.
Costo per il contribuente: 350.000 euro al giorno.
Dopo accenno a questa cosa.
Sarebbe doveroso da parte Vostra scaricare direttamente il tutto su uno dei treni in partenza per la Germania con destinazione l'inceneritore più vicino... e sul treno scriverei: "RIFIUTI SPECIALI ALTAMENTE TOSSICI" "NON RICICLARE".
Dicevo... Chi mi può spiegare, se lo sa, come funziona effettivamente questa questione dei 350.000 euro quotidiani che paghiamo con le nostre tasche per la bella faccia (o, scusate, mi sono confuso con l'anatomia) del dottor Fede?
Questa ingiunzione è già operativa?
Da quando?
Ed è vero che è retroattiva?
Se sì, da quanti anni (da quando decorre?),
Ogni mese sono 10.500 euro. Circa 126.000 ogni anno. Circa 250 miliardi di vecchie lire all'anno derubatici da... Non posso scrivere chi, ma è chiaro.
Ma siamo pazzi? Bisogna rimpiangere i Borboni. Almeno facebvano un lavoro chiaro, alla luce del sole!
E quanti soldi tramite pubblicità, e quanto consenso hanno portato negli anni quegli atti illegittimi e illegali, complice l'attuale sputante e blaterante Gasparri?
Mi piacerebbe saperlo...
Contin Veniero
Scritto da: Contin Veniero | 19/05/08 a 20:46