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OTTO RISPOSTE DA FRANCESCO ARTIBANI

Monster_allergy

Ormai, questo blog funziona anche senza manovratore.

Un gruppo di fans di Francesco Artibani, notorio sceneggiatore italiano, che con Ivo Milazzo ha presentato in un tour librario la loro comune fatica Il boia rosso (edito da Lizard, e che a mia volta ho introdotto alla scorsa edizione della Fiera del Libro di Torino con il suo disegnatore, vedi qui), qualche tempo fa ha rivolto un po' di domande al suo idolo tramite questo blog. Un lettore e visitor dallo pseudonimo di Veu ne è stato portavoce.

Francesco ha risposto tempestivamente a tutto, senza problemi o reticenze.
Per ragioni tecniche ho fatto attendere io (mea culpa) le risposte, che però adesso pubblico di seguito, certo di fare felici un bel po' di altri ammiratori, curiosi di fumetti e naviganti in queste pagine.

Veu: Qual è la differenza tra sceneggiare un fumetto e sceneggiare un cartone animato (ed eventualmente un film live action)?
Qual è più faticoso e cosa preferisce?

Francesco Artibani: Le differenze più evidenti sono quelle legate ai diversi linguaggi. Nel cartone animato hai il movimento e il sonoro, mentre nel fumetto l’azione, le parole e gli effetti devi renderli in maniera alternativa, ricorrendo al montaggio e alle onomatopee.

Kylion

Sono due generi di scrittura con molti punti di contatto, ma il fumetto, secondo me, resta quello più impegnativo perché richiede una maggiore capacità di sintesi. Malgrado tutto, il linguaggio del fumetto è quello a cui sono maggiormente affezionato.

Veu: Quali sono le origini di W.I.T.C.H., progetto a cui Artibani ha lavorato… Intendiamo dire se ci può spiegare bene com’è nato questo progetto, quali sono le basi letterarie e/o di altro genere che l’hanno influenzato.

Francesco Artibani: La genesi di W.I.T.C.H. è fin troppo articolata. Partiamo dalle poche cose certe: i personaggi principali sono opera di Alessandro Barbucci e Barbara Canepa che insieme, oltre a caratterizzare le protagoniste, hanno dato l’impronta stilistica alla serie definendone le atmosfere e lo spirito. La parte letteraria ha visto alternarsi una serie di autori durante il processo creativo; Elisabetta Gnone, che oltre a creare la storia era anche la direttrice del mensile, ha dato le linee guida delle avventure e io mi sono ritrovato a scrivere le trame e a svolgere un ruolo di story editor che, di concerto con la redazione, definiva gli sviluppi e gli intrecci.

Per le prime tre annate ho svolto questo compito impostando l’universo delle W.I.T.C.H., le trame e le sottotrame e partecipando alla creazione dei comprimari. La serie è nata in un periodo in cui la magia tornava ad essere un tema popolare; le influenze che si sono incrociate su questo progetto sono state molte, mescolando insieme il mondo dei manga a quello del fantasy di tradizione nordeuropea per creare un polpettone eterogeneo, così come sono variamente assortite le cinque protagoniste.

Veu: La serie tv di W.I.T.C.H. è spesso considerata una serie di spirito franco-americano… l’Italia ha partecipato a questa serie tv? In caso di risposta negativa, come mai l’Italia è stata fuori da questo progetto?

Francesco Artibani: Di fatto W.I.T.C.H. è una produzione francese e americana.
L’Italia non ha partecipato in virtù di accordi economici ed equilibri produttivi che in ogni caso non riguardavano la Disney Italia che fa fumetti.
Nel mio caso, ho avuto un contratto da consulente per la serie (perlomeno è con questa qualifica che figuro nella produzione) ma è un po’ poco per sventolare il tricolore. Sono state fatte delle riunioni durante la fase della preproduzione che hanno coinvolto la nuova direttrice Valentina De Poli (che ha sostituito Elisabetta Gnone alla guida della rivista) e parte della redazione, ma niente di più.

Veu: Abbiamo letto che Artibani lavora alla quarta serie di Winx Club… Qual è il suo ruolo in questo progetto? Partecipa per caso anche alla sceneggiatura di uno dei due futuri film?

Winx_club

Francesco Artibani: Prima della quarta serie, ho lavorato alla prima e alla terza stagione della serie, sempre con lo stesso ruolo, quello di story editor e di sceneggiatore.
Per quello che riguarda il lungometraggio ho scritto il soggetto del primo film insieme a Iginio Straffi e Joanne Lee e sono stato story editor della pellicola con Mauro Uzzeo e Alessandro Bilotta. Sul secondo film attualmente in produzione avrò gli stessi compiti.

Veu: Tra tutte le storie a fumetti a cui ha lavorato, ce n’è una che ricorda in modo particolare, che ha preferito alle altre e per quale motivo è così attaccato a questa storia?

Francesco Artibani: Ce ne sono tante, in realtà.
La prima storia di Monster Allergy, scritta con mia moglie Katja Centomo, è quella a cui sono più affezionato perché ha coinciso con tanti eventi importanti, nella vita e nella professione.

Altro_monster

Se posso andare fuori tema e aggiungere qualche altra storia allora vorrei citare la versione disneyana di Miseria e Nobiltà, scritta con Lello Arena e disegnata da Giorgio Cavazzano, Il Boia Rosso, realizzato ancora con Katja e disegnato dal sublime Milazzo, la storia di Lupo Alberto per i cento anni del fumetto disegnata da Bruno Cannucciari.
E sicuramente sto facendo un torto a tante altre storie e a tanti grandi autori.

Veu: Cosa Le piacerebbe scrivere in futuro?

Francesco Artibani: Mi piacerebbe scrivere quello che devo consegnare tra pochi giorni.
Al di là delle urgenze, mi piacerebbe lavorare su un’altra serie per ragazzi e realizzare un progetto bizzarro dedicato a un librettista d’opera italiano del Settecento, una figura tanto simile a un moderno sceneggiatore.

Veu: Com'è nata la sua passione per la sceneggiatura? ha qualche modello di riferimento?

Francesco Artibani: La passione per la sceneggiatura è in realtà una diretta conseguenza del lavoro di storyboardista che facevo alla fine degli anni Ottanta, quando lavoravo come animatore. La passione per i fumetti era già forte ma quell’esperienza sul racconto per immagini mi è stata molto utile per fare una sana pratica e arrivare alla sceneggiatura vera e propria.
Lupo Alberto è stato il primo personaggio vero e impegnativo con cui mi sono misurato.

Boiarosso

I modelli di riferimento sono numerosi e Silver è ancora oggi uno di questi. Accanto a lui c’è una sfilza di nomi immensi, che vanno da Goscinny a Franquin, ma mi rendo conto che ogni volta che rispondo a questo tipo di domanda l’elenco varia e si allunga. Ci sono i classici come Barks e Gottfredson, c’è Castelli insieme a Lee e Kirby, ma ci sono anche autori più recenti come Jeff Smith o Gary Larson. Aggiorno i modelli, come si fa con le versioni dei programmi per il computer (ma alla fin fine, Goscinny è sempre il migliore di tutti e di sempre, per qualità, per quantità e per rendimento).

Veu: Per la creazione di storie o personaggi, cosa mette di proprio o derivante dalla propria esperienza personale?

Francesco Artibani: Credo che sia impossibile scrivere senza mettere qualcosa di proprio nei personaggi o nelle situazioni. Un ricordo, un’esperienza, un momento di felicità o di dolore sono sicuramente il materiale di partenza per elaborare situazioni, estremizzandole o approfondendole.

I personaggi con cui ho avuto a che fare finora non sono certamente autobiografici, ma in ognuno di loro c’è qualcosa che mi rimanda a qualcos’altro, a un passaggio vissuto direttamente. Ci sono anche un sacco di frescacce, va da sé e c’è poi il pudore e un senso di rispetto che mi impedisce di usare alcune cose particolarmente private nelle mie storie.

Sarà per questo che non ho neppure un blog?

NOTA MIA: In ogni caso, Francesco, fa' conto che questo sia casa tua!

I © delle immagini sono dei loro vari aventi diritto.

Commenti

Artibani è anche uno dei miei miti!
Grazie per averlo intervistato.
Era sua anche una bella storia con Super pippo, quella nella quale per la prima volta mangia delle spagnolette che crescono sotto terra.

Ma in originale, gli autori di Super Pippo non sapevano mica che le nosccioline nn crescono dai "rametti" della pianta, vero?

Germano

Mi associo ai complimenti per Francesco Artibani.
Avevo letto quella storia di Lupo Alberto, disegnata da Cavazzano, che Francesco aveva realizzato... E se non sbaglio era a 4 mani proprio con Tito Faraci, ospitato negli articoli precedenti del blog.

Una cosa che Artibani non cita, ma che per me è un "must",visto che mi ha fatto scompisciare non poche volte, è il suo lavoro all'Omino Bufo di Castelli su Cattivik.

Sono cose ormai lontane nel tempo, lo so; i film delle Winx possono risultare più impegnativi e interessanti. Ma in fondo sono le cose più piccole, e dove forse gli autori si esprimono con maggiore libertà, a renderli simpatici al loro pubblico.

Complimenti, comunque.

N.b. Diana, puoi mettere questo messaggio in lista sommosse? non ci sono ancora mica arrivata a capire come reinviare il messaggio ;-)

Mi pare una bellissima iniziativa, peraltro il sito è molto ben fatto... vale la pena!
Au revoir


Microcredito "one-to-one"

Per chi è interessata a nuove forme di cooperazione per contribuire ad affrancare dalla povertà persone che vivono in aree in ritardo di sviluppo, vorrei segnalare un sito internet che permette a chiunque di prestare una piccola somma di denaro (anche solo 25 dollari) ad aspiranti piccoli/e imprenditori/imprenditrici, e di seguire passo per passo l’andamento del finanziamento e del progetto.

L’organizzazione KIVA coordina l’incontro tra finanziatori e ong attive localmente in vari paesi in via di sviluppo incaricate di selezionare progetti meritevoli di finanziamento e di gestire sia l’erogazione del prestito che il suo successivo rimborso (a rate, ovviamente).

Vari aspetti rendono l’iniziativa interessante: prima di tutto basta pochissimo per diventare finanziatore; poi si può scegliere in base alle proprie preferenze personali a che tipo di progetti si vuole dare sostegno (se voglio finanziare solo donne attive in un determinato settore o in una determinata area lo posso fare); poi, si può decidere in che modo impiegare le somme rimborsate, utilizzandole per finanziare un nuovo progetto. Praticamente se una può privarsi, ipotizziamo, di 50 dollari, può contribuire a finanziare 2 progetti, che negli anni possono moltiplicarsi e diventare 4 - 6 - 8 e così via.

Sul sito si possono trovare informazioni molto precise anche sul successo o fallimento dei progetti finanziati, e la percentuale di progetti che vanno male (e quindi non sono in grado di rimborsare il finanziamento) è bassissima, in genere concentrata nelle zone recentemente colpite da guerre o catastrofi naturali (come è comprensibile).

Cosa non meno rilevante: una percentuale altissima dei richiedenti il finanziamento è donna (e anche dei finanziatori, che sono studentesse, lavoratrici, madri di famiglia, ecc.).
http://kiva.org/

L'Omino Bufo lo custodisco tra le cose preziose, Rossella! Il merito è del Pitore di Santini originale di cui, indegnamente, ho continuato le malefatte per un bel po' di anni. La storia di Lupo Alberto che ricordi è "Il tesoro dei McKenzie" e anche lì c'è un altro pezzetto di cuore. Oggi ci sono degli impegni di carattere diverso e articolati oltre il fumetto ma tra i progetti in corso c'è un ritorno a Lupo Alberto con una storia particolare, una rilettura di Fahreneit 451 di Bradbury. Se ti capita di leggerla, sappimi dire… e nel frattempo grazie per i complimenti!

Grazie Luca per aver posto le domande e grazie anche a Francesco per le risposte!!!

Abbiamo gradito moltissimo le risposte, davvero molto esaurienti!!! Grazie infinite, davvero!!!!

Siamo molto contenti che sia Francesco a lavorare alla nuova serie tv di Winx e al secondo film... noi amiamo letteralmente alla follia sia la serie tv sia il film e siamo elettrizzati nel poter parlare con qualcuno che lavora a questo progetto... davvero!!! è un onore per l'Italia avere un cartone così famoso anche all'estero e crediamo che tutto dipenda molto dalla bravura delle persone che ci lavorano.

Già che ci siamo, poniamo una piccola domanda a Francesco, sempre che possa risponderci... ma è vero che nella quarta serie o nel nuovo film di Winx sarà presente una nuova fata, con le fattezze della pattinatrice Carolina Kostner? queste voci impazzano sul web... si parla già di una bambola Winx con le fattezze della Kostner...

Inoltre avevamo letto un articolo del 2005 in cui si diceva (il giornale era "Sorrisi e canzoni tv") che per Winx si stava lavorando a una trasposizione a telefilm live action (una sorta di fiction fantasy) e contemporaneamente a uno spin-off animato incentrato su una sola fata (all'epoca si parlò di Aisha o Flora)... quanto c'è di vero in queste notizie? i progetti sono ancora in corso? c'è ancora l'intenzione di farli? secondo noi un telefilm sarebbe bellissimo... dopotutto in Italia, a parte la saga di "Fantaghirò" di un decennio fa, non esistono altre fiction fantasy o fiabesche... e crediamo che fiction fantasy (tipo una sulle Winx) potrebbero avere molto successo... incrociamo le dita!!!

Grazie ancora!!!!

Rispondo a Veu per quello che mi è consentito dire: la Kostner sarà la testimonial dello spettacolo sul ghiaccio delle Winx in arrivo per il prossimo autunno ma nella serie a cartoni non ci sarà una fata pattinatrice (ma di sicuro ci saranno nuove entrate e qualche uscita clamorosa). Per gli altri progetti c'è ovviamente il massimo riserbo, ma ci sono molte cose in produzione e altre ne verranno. Winx Club è un progetto che funziona molto bene e l'intenzione, con buona pace dei suoi detrattori, è di continuare a farlo funzionare ancora a lungo.

I ringraziamenti giungono a pioggia. Unisco anche i miei a Francesco per la sua disponibilità.
E, senza rivelare identità (che peraltro non conosco nei dettagli), mi sembra corretto specificare che il gruppo di fans celantesi sotto il "nome partitivo" Veu è composto da sei persone, equanimemente distribuito fra ragazzi e ragazze, più o meno di età da frequentazione universitaria. E che la persona che ha raccolto le domande e le ha scritte è una ragazza.

Altro non aggiungo!

Ciao!

L.

Grazie mille Francesco per averci risposto!

Ci intriga troppo la nuova serie di Winx! Non vediamo l'ora di vederla! Speriamo con tutto il cuore che le uscite clamorose di cui hai parlato non riguardino Bloom e Stella, che sono le fate più amate dal pubblico oltre ad essere le fate che vendono di più a livello di merchandising!

Ci intrigano moltissimo tutte le iniziative che riguardano l'universo Winx Club.

Bellissimo "Miseria e nobiltà" pubblicato dalla Disney! Come è stato trasportare un film così famoso di Totò su carta e con i personaggi Disney... è stato difficile giungere a quest'ottimo risultato?


Luca, pian piano ci conoscerai!

Per Miseria e Nobiltà lavorare con Lello Arena è stato fondamentale; da conoscitore profondo dell'opera di Scarpetta (e dell'interpretazione di Totò) è stato facile entrare nelle atmosfere delle commedia. Topolino e Pippo sono due attori straordinari e i ruoli dei protagonisti li hanno interpretati perfettamente (e poi nella storia erano due volte attori, perchè recitavano nella compagnia topolinese del teatro Alambrah). Per Winx posso confermare che le novità non mancheranno (si dice sempre così, ma stavolta è vero).

Grazie per la risposta!

Siamo troppo curiosi di queste novità che riguardano Winx, ma capiamo che deve mantenere la più assoluta riservatezza sulla faccenda (e troviamo che sia anche giusto!)!

Dobbiamo dire che le storie Disneyane del Teatro Alambrah ci piacciono tantissimo, le abbiamo tutte! Ricordiamo "Il Visconte dimezzato" che era fantastica!

Un'altra storia che ci è piaciuta tantissimo è "Topolino e il Fantasma Canoro" (riscrittura de "Il Fantasma dell'opera" di Leroux, che è uno dei nostri romanzi preferiti!) che ha uno svolgimento meno drammatico rispetto al romanzo e che abbiamo letto quando eravamo piccolini!

Anche le storie di Ottoperotto, il cane bassotto della Banda Bassotti, sono fantastiche! E lo stesso le storei che ha scritto di "WITCH"!

Inoltre anche le storie sull'universo di "Atlantis l'impero perduto" erano molto belle e avvincenti! Per quanto riguarda le storie "prequel" di Atlantis (ad esempio "Il segreto del diaro"), Lei è riuscito a dare una spiegazione a molti punti che erano stati lasciati in sospeso dal film (tutta la faccenda sul ritrovamento del diario, ecc). Aveva avuto modo di leggere la sceneggiatura originaria del film in cui alcuni punti sono simili oppure queste storie sono state create appositamente da Lei? In ogni caso ha fato un ottimo lavoro! Noi crediamo che queste sue storie completino il film di Atlantis che in alcuni punti è rimasto un po' sul vago...

Grazie ancora!

Per Atlantis ho lavorato con la sceneggiatura del film e dagli Stati Uniti il produttore Don Hahn ha inviato una serie di indicazioni e appunti utili per risolvere dei passaggi. Grazie a voi, di nuovo, per i commenti gentili!

Grazie mille per le risposte! è stato molto gentile ed esauriente!

Se abbiamo ulteriori questione gliele poniamo poi in futuro.

Grazie ancora.

Tanti saluti.

Veu.

Allora vi aspetto. A presto e buon tutto,
Francesco

Da sempre desidero un libro con tutto l'Omino Bufo di Artibai, compresi gli Oroscopi Bufi e certamente I grandi enigmi di Martin Mystere Bufo! È un materiale bellissimo che non smetto mai di rileggere! Spero invano? Forse! Ma la speranza è l'ultima a morire.

Luca grazie per la risposta e scusa se ho la memoria di una blatta e non ricordavo questo mi intervento, è che non ricordavo che si chiamasse Cartoonist Globale il blog!

Grazie per avere anche allegato le risposte degli altri... ma avranno pensato che eri tu?
Non importa, comprerò al più presto il volume della Coniglio sul' omino bufo!

Grazie ancora e salutoni dal Buenos Aires!

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