UN THREAD SUI PUFFI
Ebbene, da mesi e mesi e mesi abbiamo messo da parte, da brave formiche, tonnellate di materiale per aprire un piccolo thread su questi celesti personaggini di Peyo e compagnia, ma la logica del rimanda-rimanda ci ha fatto aspettare sino a oggi.
Nel corso dell'ormai lontano festival della BD angoulemiano, come forse si saprà, la cittadina della Charente fu invasa da centinaia di pupazzi bianchi (i "Puffi fantasma", si diceva scherzosamente) da dipingere con cura trasformandoli in altrettante opere d'arte.
Daniele Brolli se ne prese uno.
La vignetta qua sotto cristallizza questo momento di liberazione puffesca, che ricorderebbe forse quello dell'apertura dei recinti per i nani da giardino, se non fosse che in questo caso i Puffi lasciati allo stato brado su davanzali, marciapiedi, in riposti angoli bui tra pinte di birra semiconsumate a stimolar le alzate di zampe dei cani di passaggio, nel giro di tre-quattr'ore sono stati nuovamente imprigionati nelle case dei partecipanti a questo concorso artistico.
Sinché, oggi, in pieno primo aprile, giunge a un'accolita platea di collaboratori il jpg con questa prima pagina puffesca, riprodotta solo per i visitors di questo blog, e anche senza autorizzazione, per giunta.
Proviene da Germana di De Made, lo società di servizi che sino a domenica scorsa ha collaborato con strumentazioni tecniche e apporti umani a Cartoomics, presso la Fiera di Milano.
Si riferisce al computer trafugato prima dell'inizio del primo giorno da qualche farabutta manolesta meneghina di consolidata abilità. Seguìto a ruota da un secondo ordinateur un paio di giorni dopo.
Cose dolorose e tristi, considerando anche i contenuti "culturali" e tecnici riposti con la cura del buon padre di famiglia dentro i dischi rigidi; roba che di sicuro sarebbe stata utile ai partecipanti alla Fiera, una volta in corso d'opera.
Con queste insulse note (e il bel risultato grafico dei De Made), ecco aperto il thread sui Puffi (SCREEEEEK!). Cigola. Lo so.
Lo chiuderemo dopo aver chiacchierato (penso) con Fabrizio Mazzotta, con gli appassionati della Planeta De Agostini la quale ne ristampa l'opera in Italia e... anche dopo aver rivelato quale fu la prima pubblicazione italiana di nome Puffi, dalla quale forse il solerte redattore del Corriere dei Piccoli Carlo Triberti ricavò la *seconda* traduzione italiana del nome e dello slang per questo piccolo popolo.
Un grazie di cuore a Roy Man - Felmang, che in diretta dall'attuale Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna ci invia la foto dello stand dei Puffi (ovviamente chiamati, all'inglese, The Smurfs).
E grazie anche al simpatico The Passenger, autor-editore in proprio ambizioso e di ottimi risultati, one-man band che qui redige il suo reportage su Cartoomics. Slurpatevelo! Anzi, puffàtevelo.
Per ora basta così, come al solito ho puffato anche troppo.






Ma questa è un'esca troppo gustosa per non abboccare! E così, caro Luca, pensi bene: eccomi qua nel tuo piacevolissimo blog a disquisir di Puffi.
E' stato già detto in varie siti telematici e non ma ripeterlo giova ai più, quindi mi ripeterò citando la primissima pubblicazione che negli anni 60 fece conoscere i piccoli omini blu in Italia: fu il settimanale delle edizioni Dardo " Tipitì", testata che riprendeva il nome tradotto del personaggio di Peyo ( Pirlouit) che accompagnava il prode cavaliere Johan. Johan e Pirlouit vivevano avventure in epoca medievale e in una famosissima storia " il flauto a sei fori" ( poi ristampato con il titolo "il flauto a sei Puffi") incontrarono il popolo de gli Schtroumpfs, qui tradotti in Strunfi.
Il settimanale durò in edicola due anni scarsi ma raccolse molte storie delle edizioni Dupuis e forse senza questo apripista a Carlo Triberti non sarebbe venuto in mente di ospitare i famosi omini blu sulle pagine del "Corriere dei Piccoli" versione ancora tabloid.
La nuova traduzione li ribattezza "Puffi". Io sospetto che sia opera di Josè Pellegrini ( che all'epoca era redattrice del settimanale dei Fratelli Crespi) ma probabilmente , in seguito, le storie vennero tradotte anche del bravo Enrico Bagnoli che dirigeva gli Albi Sprint, dopo la sua esperienza in Mondadori con i Classici Audacia, che raccoglievano anch'essi storie di personaggi del fumetto Franco-Belga.
A tutt'ora, a parer mio, quelle sono traduzioni di riferimento e il clamore mediatico dato dalla tv ha un po' snaturato l'originalità e la raffinatezza dei Puffi di Peyo.
Peyo, tra l'altro, non ha sempre disegnato le storie dei Puffi: anzi, ne fece ben poche.
Le primissime e introvabili mini-storie ( apparse come supplemento a "Spirou") sono state disegnate da lui ma le storie che da anni vengono raccolte in libri cartonati in tutto il mondo sono state realizzate da vari disegnatori dello Studio di Peyo.
" L'uovo dei Puffi" , ad esempio, è disegnato da Roland Goossens, in arte Gos, e inchiostrato da Lucien De Gieter. Peyo ha solo supervisionato e corretto.
Così come " Il Re Puffo" ( o " Il Puffissimo" ) dove molto si deve a Derib e molte altre storie dove hanno contribuito Will, Walthery e Wasterlain, tutti disegnatori che ora sono diventati a loro volta dei caposcuola nel mercato del fumetto FrancoBelga.
La collezione della Planeta ha una buona carta e rilegatura, perlomeno migliore delle edizioni mai apparse in Italia fin'ora. Però a me, vecchio barbogio, viene un eritema a leggere "Uccello mostro" in luogo di BeccaPuffi" ( traduzione geniale!), Re Puffo invece di Puffissimo e così via......
Buona fu la traduzione dei Classici del Fumetto di Repubblica Serie Oro. E avevano anche un lettering migliore, secondo me!
Tra qualche albo l'apporto di Peyo verrà sempre meno e questo sarà più evidente a occhi esperti. Addirittura alcuni albi strizzano l'occhio alle avventure televisive ma sempre con una migliore qualità rispetto alle serie di Hanna& Barbera. Vedremo, infatti, i Puffolini, Nonno Puffo, il cane Puppy ecc...
Poi Peyo verrà a mancare e, per assurdo, alcune storie successive non fanno rimpiangere i vecchi tempi.
Mi fermo qui per ora! Lascio la parola ad altri e vado a lavorare. Ma tornerò! Per ora ho puffato anche troppo! :)
Scritto da: fabriziomazzotta | 02/04/08 a 08:15
Una curiosità: Cos'ha a che fare il noto cantautore Lucio Dalla con i Puffi?
Ebbene: sono esistiti dei cartoni animati in bianco e nero prodotti in Belgio negli anni 60 e addirittura trasmessi in Italia!
Andarono in onda all'interno del contenitore " Gli eroi di cartone" , un programma a cura di Nicoletta Artom ( funzionaria Rai che ebbe il merito anche di portare "Goldrake" in Italia) e presentato da un giovane Lucio Dalla . I piccoli Puffi cantavano e parlavano assieme a tanti altri personaggi del fumetto come Astèrix, Charlie Brown, Popeye e altri.
Una specie di SuperGulp d'annata, possiamo considerarlo!
Yup e Gosh!
E con ciò stacco. A presto & buon tutto.
Scritto da: fabriziomazzotta | 02/04/08 a 08:36
Va anche detto, tanto per non farci mancare nulla, che le traduzioni della Planeta hanno "qualcosa di strano" (oltre all'obbrobrio dell'aver confermato tristemente la cassazione del geniale Beccapuffi etc.). Sembra quasi (ma lascio agli investigatori il compito di trovare prove e colpevoli) che siano state tradotte da un non-madre-lingua-italiano, se non da un computer... Errori vari sparsi qua e là (che NON c'erano nelle vecchie traduzioni), addirittura duplicazioni inopinate di intere frasi a sostituzione di altre... Insomma pasticci su pasticci. Di cui mi accorgo perché io leggo le storie a mia figlia piccola. Prima gliele leggevo dalle copie in francese: era un po' laborioso, ma per lo meno non dovevo inventarmi di sana pianta i testi. Ora che li leggo dall'italiano, mi tocca fermarmi per farle delle "note tecniche" al volo... Cosa che, peraltro, faccio anche con altri libri, quando dicono solenni fesserie. Noto che ella gradisce assai le storie di Carl Barks, in compenso, e me le chiede quando vuole qualcosa di "tosto". Ma questa è un'altra storia, ovviamente. :-)
Scritto da: Gianfranco Goria | 02/04/08 a 08:46
Confermo le impressioni di Goria sulle traduzioni e sui refusi: è vero che gli albi attualmente in edicola sono assai economici, ma una correttura di bozze prima della stampa non avrebbe fatto male... Per fortuna, una cura maggiore è stata utilizzata per la preziosa ristampa delle tavole domenicali di Tarzan.
Scritto da: Willi | 02/04/08 a 09:04
Grazie a tutti, GULP! Mi avete tolto le digitazioni da sotto i polpastrelli!
Meglio, molto meglio così.
L'ipotesi che sia stato Enrico Bagnoli a inventare la parola "Puffi" è plausibile,
Ciao per ora!
L.
Scritto da: luca Boschi | 02/04/08 a 13:20
ho letto da qualche parte un articolo-saggio di un tizio che sostiene che i Puffi sono la metafora di una loggia massonica (giuro). mi è venuto da piangere e da ridere insieme. :D
Scritto da: paolo beneforti | 02/04/08 a 16:44
Be', incappucciati lo sono!
L.
Scritto da: Luca Boschi | 02/04/08 a 17:10
Anch'io ho letto l'articolo che accostava i PUFFI alla massoneria! Veramente delirante...
www.theKingOfCrime.blogSpot.com
Scritto da: the Arakna | 02/04/08 a 17:36
Grazie Luca per la tua gentilezza e la sempre piacevolezza che si ha nel parlarti di persona...alla prossima puffata!Spero farai un salto a Fullcomics a Piacenza...11-12-13 Aprile.
The Passenger @ http://passengerpress.blogspot.com/
Scritto da: Christian G. Marra | 02/04/08 a 17:47
Non vorrei ricordare male, mi chiedo se sul "Corriere dei Piccoli" i Puffi venissero ricolorati ... ricordo pagine in cui erano di un blu piuttosto scuro che talvolta usciva dai contorni :-O
Ricordo bene che la puffa femmina nelle prime apparizioni veniva chiamata "Puffina", poi i Puffi scomparvero dal CdP, poi apparvero in televisione i cartoni animati, dove il personaggio era stato ribattezzato col più brutto "Puffetta": sul CdP riapparvero si i Puffi, ma sotto forma di fotogrammi del cartone animato con un commento stampato sotto. Quando la serie dei Puffi riapparve sul CdP regolarmente la Puffina era stata ribattezzata Puffetta pure lì :-(
Saluti.
G.Moeri
Scritto da: Moerandia | 06/04/08 a 20:08
Recensione del nuovo volume sul Sollazzo
[url=http://www.elikrotupos.com/sollazzo/viewtopic.php?f=3&t=195&start=60]Qui[/url]
Scritto da: Valerio | 18/05/08 a 12:51
Grazie, Valerio, per la segnalazione proveniente dalla tua Tana. La "Tana del Sollazzo"!
Come avrai visto, il thread sui Puffi di questo blog non è niente di così esteso o sistematico.
Tutt'altro.
Un excursus un po' scientifico come quello che mi sarebbe piaciuto proporre è rimasto nelle pure intenzioni (come tante altri argomenti), almeno sinora.
Molto interessante ed esteso (direi "sistematico") il tuo, che incito i passanti per questo blog assolato 24 ore su 24 a visitare.
Cito in proposito una delle tue segnalazioni, quella di...
"John E Solfamì - Il Flauto a Sei Puffi"
... che è la più particolare. Nel prossimo articoletto, che riguarderà l'ultimo numero di "Fumetto" (in uscita sabato 24 a Reggio Emilia), metterò qualche immagine dalla prima edizione italiana della storia, che non è quella che citi. Anche per rendere un microservizio agli amanti di queste "celestiali" creaturine incappucciate.
Ecco la recensione di Valerio (e ciao!):
Una sorpresa incredibile. Questa ghiottoneria è la riproposizione del nono albo della serie di Johan e Solfamì, e quindi non rientra nella canonica serie I Puffi che di questa è sempre stata uno spin-off. Se non secoli fa nel Corriere dei Piccoli qui in Italia non era mai stata data al pubblico un'altra occasione per leggerla, nemmeno nel revival puffoso degli anni 90 nell'ambito delle testate Mondo Puffo e Storie Puffe. La scelta di includerla in questa collezione si spera possa preludere a una ristampa anche di questo fumetto che da quanto si può vedere da questo unico albo, sembrerebbe essere davvero meritevole.
Forse sarebbe stato meglio pubblicarla come albo speciale non numerato, o come numero zero da dare in allegato a I Puffi Neri, così non avrebbe sballato di una cifra l'intera numerazione dei volumi. Ma del resto chissene, ci viene data l'opportunità di accedere a materiale che forse in Italia nemmeno ci meritiamo.
Ben 60 tavole, una storia lunga, decompressa, ben costruita e di respiro piuttosto ampio che introduce egregiamente i Puffi e il loro mondo medioevaleggiante, spiegando varie cose che magari nella serie ufficiale non verranno che accennate. Come l'età del Grande Puffo (542 anni), quella dei piccoli Puffi (100 anni), l'incantesimo che rende irreperibile il villaggio, i fondamenti del linguaggio puffo e le sottili differenze tra il puffare e il puffare.
Insomma, una goduria, che tra una cosa e l'altra riesce anche a introdurre il mago Homnibus, amico del Grande Puffo e uno dei fondamenti dell'universo puffesco che si sta per profilare. Ottimo insomma, e non mi stupisco del fatto che gli abbiano voluto dedicare un lungometraggio.
Scritto da: Luca Boschi | 18/05/08 a 13:31